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Migranti Albania: dall'accordo ai centri - Cronistoria di un esperimento europeo
8 novembre 2024: un gruppo di migranti intercettato in acque internazionali intorno all'Italia arriva a bordo della nave Libra della Marina Militare italiana a Shengjin in Albania (Ansa)

Il 6 novembre 2023 Italia e Albania firmano un protocollo per la costruzione di due centri per migranti in territorio albanese, gestiti e finanziati dall'Italia. Obiettivo dichiarato: esternalizzare parte della gestione delle richieste d'asilo per alleggerire il sistema italiano. Il progetto, primo del genere in Europa, prevede centri a Shengjin (hotspot portuale) e Gjader (centro trattenimento ed espulsioni) con capacità iniziale 3.000 persone all'anno.

Dal novembre 2023 all'operatività dei primi trasferimenti nell'ottobre 2024, tra costruzione accelerata, costi (670-680 milioni di euro fino al 2028), sentenze della magistratura che bloccano i trattenimenti, polemiche politiche e attenzione internazionale: questa è la cronistoria completa dell'accordo Italia-Albania sui migranti, dalle origini alle prospettive future.

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A sorpresa, la Francia presenta una memoria pro Giorgia Meloni alla Corte di giustizia Ue in vista dell’udienza del 25 febbraio.

Arriva inaspettato dalla Francia il sostegno al governo italiano su tema dei centri per i rimpatri in Albania: con una mossa a sorpresa dal punto di vista politico, Parigi si schiera al fianco di Roma in vista dell’udienza del prossimo 25 febbraio della Corte di giustizia europea sulla legittimità del trattenimento dei migranti nelle strutture di Shengjin e Gjader.

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