Mi indigno, ergo sum: il moralismo di sinistra è ormai peggio di una religione
Un saggio ricostruisce la tendenza progressista a dividere il mondo in buoni e cattivi.
Un saggio ricostruisce la tendenza progressista a dividere il mondo in buoni e cattivi.
In una scena hip hop dominata da testi su spaccio e risse, Battista irrompe con una canzone che celebra Dio e la fede dei suoi genitori I quali, malgrado la diagnosi nefasta dei medici, lo fecero nascere. Un brano che infrange i canoni e perciò ignorato dai conformisti.
Da Belfast a Ceuta, passando per i casi italiani, episodi diversi raccontano una stessa difficoltà: quella di un’Europa sempre più incerta nel difendere confini, sicurezza e regole. Dieci anni dopo Sottomissione, la domanda del romanzo torna d’attualità.
La televenditrice ha sfruttato le fragilità delle persone. Ma almeno non ha messo le mani sui corpi come fanno, impuniti, altri «esperti di marketing»: chi trasforma l’aborto in «diritto», un siero sperimentale in una «cura» o la castrazione in «affermazione di genere».
Giusto temere una religione che annienta le libertà e odia l’Occidente. Eppure, criticarlo può essere reato.
Il writer portato in processione dai progressisti per le sue battaglie contro la minaccia neonazista, non è stato preso per «qualche grammo». Coltivava un campo che aveva videocamere per monitorare la polizia.
Nel Paese oceanico è in discussione una legge che autorizza l’uso di falsi per contrastare la «disinformazione». Un cambio di paradigma dai risvolti decisamente liberticidi.
«Più libri più liberi», l’evento ormai famoso per le sue esclusioni, sarà diretto dall’epuratore Di Paolo. Il tema? L’apertura mentale.
Anticipiamo un capitolo di «Riserva di carica», nuovo saggio di Lorenzo Castellani sulla ragion di Stato: l’ampliamento di problemi messi in capo alle toghe supreme svuota il senso stesso della rappresentanza.
Nel suo libro, la firma del «Corriere» Alessandra Arachi spiega come i camici bianchi impongano la dottrina Lgbt ai più piccoli.
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