Pensiero forte

La cultura di destra rigettò D’Annunzio: troppo ingombrante
Gabriele D'Annunzio (Getty Images)
Il poeta soldato è stato più un mito del regime che dei letterati. Per Evola era «un imbecille», duri scontri anche con Marinetti.

Ma Gabriele D’Annunzio è stato davvero un mito per la destra culturale e politica? A quella domanda, Giuseppe Parlato ha dedicato il suo ultimo libro che esce postumo venerdì prossimo, a un anno dalla scomparsa dello storico (D’Annunzio. Un mito per la destra, edito da Cantagalli e curato da Simonetta Bartolini e Andrea Ungari).

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In nome del vaccino travisano la Consulta
iStock
Il Tribunale di Milano rigetta in appello l’istanza di sette psicologi, sospesi poiché non inoculati nonostante lavorassero da remoto: negato il rinvio alla Corte costituzionale, che si sarebbe già espressa sul caso. Il legale: «Falso: non è mai entrata nel merito».

Sette psicologi non riescono a ottenere giustizia, dopo essere stati sospesi durante il Covid e non aver potuto esercitare l’attività nemmeno da remoto con i mezzi della telecomunicazione, in quanto non vaccinati. Avevano presentato ricorso, contro l’ordinanza con cui il Tribunale di Milano aveva rigettato le loro richieste di annullare, o dichiarare illegittimi, i provvedimenti disposti dall’Ordine degli psicologi della Lombardia, ma in Appello le loro domande non sono ritenute degne di passare al vaglio della Consulta.

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«Forza Italia tradisce il Cav sul fine vita. Lascio il mio incarico sui temi bioetici»
Olimpia Tarzia (Imagoeconomica)
«Berlusconi, che mi diede l’incarico nel partito, provò a salvare Eluana; i suoi eredi aprono al suicidio assistito erogato dal Ssn».

Che fine ha fatto la visione politica di Silvio Berlusconi sulla difesa della vita? Ricordo che nel febbraio 2009, mentre era in corso l’interruzione dei trattamenti salvavita autorizzata dalla Cassazione per Eluana Englaro, Silvio Berlusconi tentò di bloccarla tramite un decreto d’urgenza del governo. (Decreto però respinto dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano). E ancora, fu lui a volere fortemente una legge sulle cure palliative (legge 38/2010).

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Torre di Babele o città di Dio? La prima enciclica del Papa sfida il mondo nell’era dell’IA
Papa Leone XIV (Ansa)
Nella «Magnifica humanitas» Robert Francis Prevost ci indica che siamo a un bivio: difendere l’uomo o farci travolgere da una tecnica totalizzante come quella del racconto biblico.

O Babele o Neemia. Il Papa matematico cita Gandalf, ma non padre Benanti. È «pontefice», ma indica la necessità di ricostruire prima di tutto le mura della città distrutta «per rialzare ciò che è crollato e proteggere ciò che è esposto». Robert Prevost firma la sua prima enciclica, l’annunciata Magnifica humanitas, di cui rivendica il peso politico nel 135° anniversario della Rerum novarum: «Quando alcuni obiettavano che la Chiesa non doveva sprecare energie in questioni mondane, egli (Leone XIII, ndr) rispondeva con realismo e sapienza che l’annuncio del Vangelo non può dimenticare la vita concreta dei popoli».

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Le torture degli islamisti vengono censurate
Proteste in Germania contro la pena di morte in Iran (Ansa)
Ha fatto scalpore il video degli attivisti della Flotilla insultati dal ministro israeliano Ben-Gvir. Ma l’Occidente non si è mai mobilitato per l’agonia riservata da Hamas alla soldatessa Noa Marciano, catturata il 7 ottobre. La cui storia orribile qui nessuno conosce.

Sarebbe il caso di abolire il ministero della Cultura. Potremmo liberarci di una serie di ministri che alternano mediocrità sempre presente a saltuarie storie pruriginose. Potremmo risparmiare i soldi spesi a sovvenzionare film inguardabili e difatti non guardati. Potremmo evitare di profanare Venezia e la sua irraggiungibile bellezza con quella infame boiata che è la Biennale, dove lo zuzzurellone di turno - questa volta è una tizia finlandese - viene a esporre degli escrementi. Potremmo finalmente abolire Festival della letteratura di Mantova e Salone del libro di Torino, oramai capisaldi della sottocultura di sinistra, parco giochi di chi crede che ascoltare Saviano o vedere la Littizzetto in persona sia cultura.

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