Siamo entrati nella post democrazia
Dalla Romania al Brasile, ormai la violazione delle regole del gioco elettorale viene considerata legittima. Non più malcostume tollerato, ma azione ritenuta «necessaria».
Dalla Romania al Brasile, ormai la violazione delle regole del gioco elettorale viene considerata legittima. Non più malcostume tollerato, ma azione ritenuta «necessaria».
I manifestanti si lamentano che nessuno raccoglie le loro lamentele. Quando li si prende sul serio, tuttavia, ci si trova di fronte a retoriche confuse o, peggio, a giovani indottrinati dai soliti vecchi arnesi del comunismo.
La «comprensione» del «disagio» vale solo per i teppisti: chi allora si opponeva a scelte mediche folli fu perseguitato.
Dopo il record di occupati, si riducono le disuguaglianze. Aumentano invece posti letto e borse di studio. Mentre agli stranieri vanno 5 miliardi di benefit pagati dai contribuenti.
Dalle violenze di Milano del 1915, esaltate da Mussolini, agli scontri di oggi: il paragone storico diventa lo spunto per interrogarsi sulle nuove generazioni, cresciute tra tecnologia, individualismo e fragilità. I giovani non sono un blocco uniforme: dietro le piazze agitate c’è un mondo frammentato, con meno fiducia nel futuro e sempre più difficoltà a riconoscersi in obiettivi comuni.
Il governatore del Piemonte arricchisce la schiera di amministratori di centrodestra folgorati dalle posizioni dell’associazione Coscioni: «Ho imparato a memoria i quattro requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale».
Il suino fa parte anche del nostro patrimonio culturale. Nella società rurale era uno di famiglia, presente con circa 30 razze in tutta la Penisola. Perché vietare di mangiarlo a scuola? Evviva il premio «Suin generis».
Da un lato la «cancel culture», che condanna in toto il nostro passato. Dall’altro i «nuovi colonizzatori» immigrati, che vengono da tradizioni diverse. Per uscirne, bisogna far pace con la storia e le sue complessità.
È vano provare ad attribuire scopi politici alle sommosse delle seconde generazioni. La loro è solo una trattativa basata sulla forza con nazioni che considerano deboli.
Per i nuovi teppisti è tutto essere in streaming prima, durante e in seguito alle razzie. E i giganti del tech ci fanno i soldi sopra. È giunto il momento di chiedere il conto.
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