Dalla Bonino a Ciampi: l’europeismo va bene solo per i funerali
Le commemorazioni di Bonino e Ciampi (il papà della tassa che, sciaguratamente, ci portò nell’euro) traboccano di una retorica alla quale i cittadini non abboccano più.
Le commemorazioni di Bonino e Ciampi (il papà della tassa che, sciaguratamente, ci portò nell’euro) traboccano di una retorica alla quale i cittadini non abboccano più.
Non sono divinità, ma idee e riferimenti che reggono l’esistenza. Anche se la modernità, vuota e fluida, se ne vuole spogliare.
Gli allarmi sulla scomparsa della società e le comparazioni con l’epoca Covid possono avere due effetti: favorire i «nemici» cinesi che continuano a evolversi ed evitare che il parastato progressista perda potere.
Chi non conosce la lingua deve essere seguito in separata sede: è il modello svizzero. È giusto anche incoraggiare gli stranieri a tornare a casa. La fuffa sull’inclusione giustifica la nullafacenza.
Big Tech non si autolimiterà mai. La politica non si lasci ipnotizzare dal progresso.
Per Anthropic, di qui al 2030, la tecnologia farà impennare il Pil. Ma la quota destinata al lavoro calerà. E molti salari crolleranno.
A un anno dalla morte dell’attivista, la demonizzazione di chi ha idee non allineate continua. Come dimostra il voto tedesco
La lezione di Giussani (1971) nel nuovo volume Rizzoli: il fondatore di CL intuì il cedimento di molti cattolici verso una concezione disincarnata della missione, incapace di incidere negli ambienti e destinata a sparire.
Davanti ai meme che invadono la Rete, i progressisti vanno in tilt, perché la realtà esonda dal recinto di ciò che era lecito dire.
L’Ue ha blindato le élite, ma nemmeno più i mercati la seguono. La gente chiede un cambio sia di agenda sia di classi dirigenti.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.