Pensiero forte

L’uomo ridotto a mezzo dai potenti
Il linguista Noam Chomsky in una foto con Jeffrey Epstein contenuta nei file Epstein e pubblicata dalla House Oversight Committee (Ansa)
L’isola degli orrori svela il vero volto dell’élite nichilista figlia del Sessantotto: mentre vendevano al popolino la «morale laica e civile», loro se la spassavano col pedofilo.

Noam Chomsky ha 97 anni e pensare a una sua partecipazione attiva alle feste di Epstein appare quantomeno improbabile. Inoltre, nell’enorme mole di informazioni e conversazioni contenute negli Epstein files, i rapporti tra il gran sacerdote Jeffrey e il padre della linguistica moderna, punto di riferimento ideologico della sinistra mondiale dal Sessantotto in poi e teorico dei rapporti tra capitalismo e potere basati sulla «fabbrica del consenso», non si basano, come per molti altri individui, esclusivamente su riferimenti a festini, a ragazzine o a reclutamento di materiale umano, bensì sui consigli che il padre delle teorie sulla manipolazione sistematica dei media dava all’Epstein ormai sotto processo per manipolare i media al fine di nascondere le notizie e di far apparire il suo sistema come «fake news».

Continua a leggereRiduci
Sabotaggi treni, ora basta. Estirpiamo questa feccia con la stessa forza usata con le Br
(Ansa)
Danneggiano solo i cittadini: se non si tagliano le radici, crescerà un albero velenoso.

Ora basta. I sabotaggi alle linee ferroviarie vanno interrotti immediatamente, con la stessa forza con cui furono sconfitte negli anni Settanta le Brigate rosse. Non di meno, perché il pericolo delle bombe e dei sabotaggi alle centraline elettriche e agli scambi delle linee ferroviarie hanno in sé un potenziale letale nei confronti dei passeggeri. Non pensiate che io stia esagerando per motivi di totale dissenso con quei gruppi, antagonisti o anarchici non importa, che li compiono ormai da troppo tempo e che, per fortuna, fino a oggi non hanno avuto conseguenze letali.

Continua a leggereRiduci
La scuola non educa i nostri figli: li rieduca
Ansa
Negli Usa, l’indottrinamento tra i banchi ha convinto i ragazzi che l’America sia «sistemicamente» razzista. Da noi, già ai tempi di Ramelli si spaccavano le teste dei dissenzienti. Era questo il progetto del Sessantotto: trasformare la propaganda in senso comune.

Uno studio condotto negli Stati Uniti nel 2022 mostra il peso crescente e opprimente che la scuola esercita sugli studenti. Secondo i dati, grazie alla scuola, una larga maggioranza degli studenti americani considera gli Stati Uniti un Paese sistemicamente razzista: si parla diffusamente di «privilegio bianco» e di convinzioni inconsce negative nei confronti dei neri. Affermazioni come «l’America è costruita su terra rubata» vengono presentate come verità acquisite, incontrovertibili, assolutamente certe, come il fatto che due più due faccia quattro. Anzi, molto più certe: lo Stato dell’Oregon ha imposto ai suoi docenti un corso di «aggiornamento» per «spiegare» come l’unicità del risultato in matematica (due più due fa quattro, fa solo quattro e fa sempre quattro), è da considerarsi una forma di «suprematismo bianco». Sul due più due che fa quattro possiamo discutere, sul suprematismo bianco, no. Queste tesi non emergono da un libero confronto di idee, ma vengono apprese a scuola senza contraddittorio, calate dall’alto come dogmi. Teorie discutibili vengono così trasmesse senza discussione a giovani che appartengono alla civiltà occidentale, educandoli non alla conoscenza critica della propria storia, ma al disprezzo di sé.

Continua a leggereRiduci
Meloni: «Si approvi subito il ddl. Chi ci criticava ora dia una mano»
Giorgia Meloni (Ansa)
Opposizioni sul piede di guerra: «Limitati i nostri poteri di ispezione nei Cpr».

È scontro sul ddl immigrazione voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e approvato dal Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni ha rivendicato l’ok al provvedimento, esortando al contempo il Parlamento a dare semaforo verde.

Continua a leggereRiduci
Arriva la stretta sui migranti
(Ansa)

Espulsioni più facili e veloci, ricongiungimenti familiari più difficili. E c’è il blocco navale fino a sei mesi in situazione di emergenza. «Chi è a bordo di imbarcazioni sottoposte all’interdizione può essere condotto anche in Paesi terzi»: si rilancia il progetto Albania.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy