In battaglia contro il woke con i maestri della libertà
Sin dal primo numero queste pagine hanno ospitato intellettuali ostracizzati e autori perseguitati dall’inquisizione progressista. E non hanno intenzione di smettere
Sin dal primo numero queste pagine hanno ospitato intellettuali ostracizzati e autori perseguitati dall’inquisizione progressista. E non hanno intenzione di smettere
Cacciato per volontà di Renzi, ho «ceduto» all’insistenza di Pansa. Il primo business plan lo fece Poidomani, «papà» del «Fatto». Da allora, rompiamo le scatole al servizio dei lettori.
Così il grandissimo cronista inaugurò la sua lunga collaborazione nel primo numero: tratteggiando un Paese in cui la politica rischia sempre il commissariamento
In un decennio drammaticamente «povero» sul fronte della cultura e delle idee, l’unico ruolo per una testata con un’identità è saper stimolare soprattutto la «propria» parte
La sinistra bolla come «di regime» ciò che si muove a destra. La soluzione? Fare come Berlusconi, che ignorò gli anatemi.
Domenica la produzione Rai sul papà di Don Camillo. Lui, monarchico, scrisse la grammatica della neonata Repubblica.
Le commemorazioni di Bonino e Ciampi (il papà della tassa che, sciaguratamente, ci portò nell’euro) traboccano di una retorica alla quale i cittadini non abboccano più.
Non sono divinità, ma idee e riferimenti che reggono l’esistenza. Anche se la modernità, vuota e fluida, se ne vuole spogliare.
Gli allarmi sulla scomparsa della società e le comparazioni con l’epoca Covid possono avere due effetti: favorire i «nemici» cinesi che continuano a evolversi ed evitare che il parastato progressista perda potere.
Chi non conosce la lingua deve essere seguito in separata sede: è il modello svizzero. È giusto anche incoraggiare gli stranieri a tornare a casa. La fuffa sull’inclusione giustifica la nullafacenza.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.