Pensiero forte

A Tiziano Ferro l’Italia piace solo se lo paga
Tiziano Ferro (Ansa)
Il cantautore di Latina, ormai felicemente trapiantato in California, aveva aspramente attaccato il governo dicendo che è felice che i suoi figli non abbiano il passaporto poiché qui ci sono «meno diritti». Ma quando arrivano 50.000 euro di tax credit, incassa sereno.

Non gli piace «la deriva sui diritti civili», che a suo dire ci sarebbe in Italia, però non disdegna di accedere all’agevolazione fiscale prevista dal nostro ministero della Cultura. Per il suo album Sono un grande del Tax credit Musica 2025, l’elenco delle opere discografiche ammesse alla misura che permette a chi produce musica di scontare il 30% degli investimenti sostenuti per un massimo di 75.000 euro a opera, e di 2 milioni ad azienda nel triennio.

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Dalla tavola all’identità: cosa resta della lezione di Petrini
Carlo Petrini (Ansa)

Il fondatore di Slow food e dell'università di Pollenzo ha trasformato il mangiare in un gesto civile. Luci e ombre di un'eredità che non si può dimenticare.

Che tristezza quando il cibo viene ridotto a mero carburante da consumare il più in fretta possibile, spesso senza neanche pensarci, per tornare subito a fare altro.

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«Re» Mattarella: «Siamo frutto di migrazioni e ci piace così»
Sergio Mattarella durante la parata militare del 2 giugno in occasione dei festeggiamenti dell'80° anniversario della festa della Repubblica (Ansa)
Mattarella arriva alla parata repubblicana su una Lancia Flaminia scoperta per il saluto «magnanimo» al popolo. Poi, con i ragazzi, veste i panni del politico: «Siamo il risultato di tanti arrivi, dov’è il problema?».

Gli scafandri da palombaro e le tute da astronauta, ecco ciò che serve. I due equipaggiamenti, che sfilano su un camion nella solenne parata ai Fori Imperiali, sarebbero molto utili per camuffare le perplessità repubblicane davanti alla celebrazione così dolcemente monarchica della Festa della Repubblica.

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Il woke è morto. Dal razzismo al Covid, a sinistra c’è chi non canta più nel coro
Una piazza del movimento Black Lives Matters (Getty Images). Nel riquadro la copertina del libro «L'età del malcontento» di Thomas Chatterton Williams
In un coraggioso libro da poco tradotto in Italia, Thomas Chatterton Williams mette il dito nelle piaghe della cultura progressista. Dalle manifestazioni violente di Black Lives Matters che hanno «fabbricato» razzismo dove non c’era, fino agli insulti alla logica del tempo della pandemia.

Nemmeno il documentario pubblicato su Netflix nell’agosto del 2025 riesce a raccontare tutta la verità. Confonde le carte, insinua dubbi. Fa venire il sospetto che la storia raccontata da Jussie Smollett nel gennaio del 2019 possa essere vera. E il bello è che c’è ancora gente convinta che lo sia, tra quelli che la ricordano.

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Caro Tommasi, antifascista da passo carraio
Damiano Tommasi (Ansa)

Caro Damiano Tommasi, caro sindaco di Verona, le scrivo questa cartolina sulle ali dell’entusiasmo: ho letto infatti che d’ora in avanti nel suo Comune per avere un passo carraio bisognerà dichiararsi antifascista, compilando apposito modulo prestampato.

Altrimenti niente permesso. Era ora che qualcuno ci pensasse: fermiamo la pericolosa deriva autoritaria. Non si transita dal portone del condominio senza esibire tessera Anpi, non si esce dal garage senza cantare Bella Ciao. Stamattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor del marciapiede. Viva la Liberazione. Del passo carraio.

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