Pensiero forte

Già si parla di obiezione di coscienza, ma in Italia non c’è il diritto a morire
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  • In campo etico, la facoltà di sottrarsi a pratiche incompatibili con le proprie convinzioni è un valore gigante, come con l’aborto. Per la dolce morte, però, non c’è un obbligo giuridico: viene eseguita su base volontaria.
  • Il capo dell’Ordine regionale Francesco Noce: «Dal suicidio assistito all’eutanasia il passo è breve». Oggi l’intervento della Pontificia accademia sul rispetto della dignità della persona.

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Leone alla Sapienza senza la «lectio»: resta l’oltraggio di Ratzinger censurato
Papa Leone XIV (Ansa)
  • Nel 2008, a papa Benedetto XVI, che riteneva fede e ragione compatibili, fu negata dignità accademica.
  • Il pontefice a professori e studenti dell’ateneo romano: «Chi cerca la verità, troverà Dio». In aula magna, il monito sulla corsa agli arsenali che «aumenta tensioni e insicurezza» e l’esortazione a non ridurre l’umanità agli algoritmi. «Dite “sì” alla vita innocente e giovane».

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Le toghe rosse d’accordo con Nordio
Carlo Nordio (Ansa)
Il ministro attaccato dall’ex giudice Giancarlo Caselli perché vorrebbe che dopo due assoluzioni finisse il processo. Ma Md condivide lo sconcerto: «Oggi impugnazioni più limitate».

Se ci fosse un indice di Borsa anche per la barbarie giuridica saremmo in piena bolla. Sarà l’effetto del referendum sulla giustizia, o il ritorno in tv dei grandi gialli irrisolti, ma ormai c’è anche una discreta gara alla forca. L’ultimo episodio ha per vittima Carlo Nordio, che mercoledì ha osato dire, da «semplice uomo di legge», che è sconcertato dalla vicenda processuale di Alberto Stasi e che forse sarebbe il caso, alla seconda assoluzione, di chiuderla lì con i processi.

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Nembrini: «Don Giussani mi ha convertito grazie a Marx»
Franco Nembrini
Nel giorno della chiusura della fase diocesana per la causa di beatificazione, il saggista racconta il carisma del fondatore di CL: «Ho capito chi fosse quando ha regalato a mio fratello una copia del “Capitale”. Per lui le persone venivano prima di tutto il resto».

«Questa idea di compagnia che don Luigi Giussani lanciò più di cinquant’anni fa è la cosa di cui oggi, anche nella Chiesa, abbiamo più bisogno». Lo dice Franco Nembrini, insegnante e saggista, educatore, cantore di Dante, bergamasco di ferro. Si sente particolarmente interpellato dalla chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio monsignor Luigi Giussani (1922-2005) che avviene oggi, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, con la recita dei Vespri presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini. Perché Giussani ha cambiato la vita di Franco Nembrini, come ha fatto con quella di alcune generazioni di persone che attraverso il carisma di questo prete e, appunto, la «compagnia» che ha generato, hanno incontrato la «realtà di Cristo».

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Contro l’assuefazione a morte e orrore torniamo a difendere la vita che nasce
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Affinché la civiltà non si decomponga dobbiamo proteggere la famiglia, presa a picconate soprattutto dal marxismo.

Siamo una cultura di morte. È cominciata con il femminismo. Semplificando molto, veramente molto, possiamo affermare che il nostro cervello ha due emisferi, destro e sinistro, diversi e complementari, due modi di guardare il mondo, due verità che convivono senza mai fondersi davvero. Il sinistro è un ragioniere inflessibile: pretende che due più due faccia quattro, sempre e soltanto quattro. Non ama le distrazioni, procede in fila indiana.

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Le Firme

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