Le Firme

Agli ultra il daspo, ai violenti rossi niente
Ansa
Daspo all’ultrà interista che ha lanciato un petardo contro il portiere della Cremonese: eventi sportivi vietati per quattro anni. Meno rigore con i violenti di piazza che hanno assaltato e ferito gli agenti. La sinistra li difende: l’idea del fermo sarebbe liberticida.
Non sono un esperto di fuochi d’artificio, però ieri ho imparato una cosa: non tutti i petardi sono uguali. La differenza sta in chi li lancia e soprattutto in chi li riceve. Se per esempio il mortaretto è sparato da un ultras contro un calciatore mentre

è in corso una partita di calcio, non soltanto l’hooligan rischia l’arresto, ma in un battibaleno la giustizia lo «condanna» a quattro anni di Daspo, proibendogli l’accesso allo stadio. Se invece la bomba carta è lanciata contro le forze dell’ordine durante una manifestazione, come si è visto a Torino e Milano, al massimo si rischia un buffetto.

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Hanno trasformato in «fluido»
perfino l’Uomo Vitruviano
iStock

Caro Uomo Vitruviano, le scrivo questa cartolina perché ho visto che le hanno tagliato le palle e volevo esprimerle la mia solidarietà.

Non si fa così. Abbiamo passato anni a celebrare lei e il genio del suo papà Leonardo da Vinci, l’abbiamo eletta a simbolo del rapporto tra arte e scienza, tra uomo e natura, l’abbiamo gelosamente custodita dal 1490 senza neanche esporla troppo nei musei per non consumarla, abbiamo sfruttato la sua immagine stampandola su gadget, libri, magliette e foulard, e adesso che facciamo? La eviriamo. Proprio così. Zac, taglio netto, addio zebedei. Anche lei è costretto a diventare fluido, no gender, no binary, gender void, il nome lo trovi lei, che è figlio di un genio. In ogni caso siamo sicuri che è una cosa da far girare le palle, almeno a chi le ha ancora.

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Baffino è un motivo in più per votare Sì
Massimo D’Alema (Ansa)

Da ieri c’è un motivo in più per votare Sì alla riforma della giustizia: Massimo D’Alema voterà No.

Spezzaferro (il soprannome gli venne affibbiato nel Sessantotto perché il líder máximo si vantava di riuscire a piegare con due dita i tappi a corona delle bottiglie di birra) ha infatti comunicato la sua decisione al Corriere della Sera, con apposita intervista. Che la legge messa a punto dal ministro Carlo Nordio ricalchi in gran parte le proposte della Bicamerale, di cui lui stesso nel 1997 fu presidente, poco importa. Né conta che, coerentemente con l’impostazione tenuta negli anni passati, la maggior parte dei dalemiani, ossia del gruppo che con lui conquistò Palazzo Chigi, sia favorevole alla riforma.

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Csm, dietro Gratteri tutte le correnti: è lo spot più efficace alla Riforma
Nicola Gratteri (Ansa)
Patto corporativo nell’organo di autogoverno dei magistrati. Lo stesso che perdona il giudice che ha insultato le colleghe.

La quasi totalità dei consiglieri togati (18 su 20) del Csm ha alzato gli scudi per provare a giustificare le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri sugli elettori del Sì («indagati, imputati, massoneria deviata…»). Una compattezza corporativa che ha messo d’accordo tutte le correnti, da quelle di sinistra alla conservatrice Magistratura indipendente (non ha firmato solo Bernadette Nicotra) e ha attirato gli strali dell’unico togato svincolato dai gruppi, Andrea Mirenda.

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Sabotaggi treni, ora basta. Estirpiamo questa feccia con la stessa forza usata con le Br
(Ansa)
Danneggiano solo i cittadini: se non si tagliano le radici, crescerà un albero velenoso.

Ora basta. I sabotaggi alle linee ferroviarie vanno interrotti immediatamente, con la stessa forza con cui furono sconfitte negli anni Settanta le Brigate rosse. Non di meno, perché il pericolo delle bombe e dei sabotaggi alle centraline elettriche e agli scambi delle linee ferroviarie hanno in sé un potenziale letale nei confronti dei passeggeri. Non pensiate che io stia esagerando per motivi di totale dissenso con quei gruppi, antagonisti o anarchici non importa, che li compiono ormai da troppo tempo e che, per fortuna, fino a oggi non hanno avuto conseguenze letali.

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