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Basta globalismo, servono gli Stati
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite (Ansa)
Dalla Brexit in poi è palese il distacco dalla retorica unionista e del «bene comune». La crisi attuale svela la realtà: ci sono interessi specifici, spesso divergenti.

Quali regole sarà meglio adottare nell’affrontare le tensioni e liti internazionali in cui il mondo si trova? Cambiare strada non è semplice in tempi come i nostri, tra potentissimi portatori di aspetti e progetti anche molto singolari, e posseggono e si scambiano come niente energia atomica in tempi ormai piuttosto innervositi. Ma il lato debole per la lite non è l’unico problema.

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Colpo di scena a Mps: torna Lovaglio. In sella grazie ai Del Vecchio e a Bpm
Luigi Lovaglio (Ansa)

L’ad del risanamento rientra al suo posto con il blitz di Delfin, che vota con Blackrocke Banco. Sconfitta la lista di Fabrizio Palermo sostenuta da Caltagirone. Governo spettatore.

Certe assemblee degli azionisti iniziano come una messa cantata e finiscono come una corrida. A Siena, ieri, si è passati dall’incenso al confronto nel giro di poche ore, con il Monte dei Paschi che ha fatto quello che gli riesce meglio da secoli: sorprendere tutti, soprattutto chi era convinto di aver già vinto.

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Trump ha ragione: l’Iran è un male. Però la guerra era la cura sbagliata
Ali Khamenei (Ansa)
Attaccare Leone XIV e Giorgia Meloni è stato un errore, come iniziare il conflitto. Ma proprio la resistenza del regime ne dimostra la pericolosità. Per ridurlo allo stremo, la leva economica sarebbe stata più utile delle bombe.

Ormai è chiaro che attaccando il Papa (e di conseguenza pure Giorgia Meloni che si è schierata con il pontefice), Donald Trump ha compiuto un clamoroso errore. Non solo perché gran parte dei cattolici sta con Leone XIV e non con il presidente americano, ma anche perché mettendosi contro la Chiesa e pure contro uno dei pochi governi «amici», l’inquilino della Casa Bianca ha contribuito al proprio isolamento.

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Libera Chiesa solo se fa comodo alla sinistra
Elly Schlein (Getty Images)
I progressisti si riscoprono guelfi adesso che si possono cavalcare le offese della Casa Bianca al Papa e le vignette blasfeme. Ma chi ora, come la Schlein, contesta la «cultura della sopraffazione», silenzia i cattolici quando parlano di aborto e fine vita.

È quasi emozionante assistere a questo ritorno di fiamma medievale: tutti stanno col Papa contro il (sedicente) imperatore d’Occidente. Il guelfismo si diffonde a ogni latitudine, soprattutto a sinistra, anche se ha un nemico meno nobile di Federico Barbarossa, ovvero Donald Capelloarancione.

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Botta e risposta coi legali di De Benedetti
Carlo De Benedetti (Imasgoeconomica)
  • La lettera degli avvocati dell'ingegnere alla Verità: «De Benedetti fu sollevato dalle accuse a suo carico».
  • Il direttore Maurizio Belpietro: «L’Ingegnere fu prosciolto, ma le tangenti alle Poste e le soffiate di Renzi son fatti. Nel 1993 andò lui da Di Pietro a confessare le mazzette. Quanto al caso degli spifferi sulle Popolari, è tutto nelle intercettazioni. La tessera del Pd? Lo dichiarò egli stesso».
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