Le Firme

Quella di Crans è stata una strage dell’avidità
I coniugi Moretti, titolari del locale di Crans-Montana (Ansa)

Che cosa si può comprare con 33.000 euro? Probabilmente una Maserati usata, ma anche dei pannelli ignifughi e un impianto antincendio. Forse nella cifra ci sta anche un corso di sicurezza riservato ai dipendenti, affinché sappiano che cosa fare in caso di emergenza. Sì, più l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana va avanti e più i dettagli dell’indagine - a dire il vero prevalentemente giornalistica e poco giudiziaria - ci fanno capire che siamo di fronte a una storia di ordinaria avidità. Durante il Covid, i coniugi Moretti ottennero un finanziamento di 75.000 euro. Ma quei soldi, invece di investirli nel loro locale per metterlo a norma con pannelli che non bruciassero alla prima scintilla e installando un impianto antincendio, li hanno usati per comprarsi una Maserati, intestandola alla società che gestiva Le Constellation.

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Al vicebrigadiere negate anche le attenuanti generiche. In sede penale, oltre ai 36 mesi di carcere per aver ucciso l’aggressore, gli è stato inflitto pure l’obbligo di risarcire 125.000 euro. Ma il processo civile potrebbe aumentare ancora la cifra fino a 1 milione.

La Verità apre una sottoscrizione in favore del militare ingiustamente condannato e offre a tutti i lettori la possibilità di far sentire la propria vicinanza concreta a Emanuele Marroccella.

Conto corrente intestato a Sei SpA

Iban: IT 60 R 02008 01628 000107393460

Causale: AIUTIAMO IL CARABINIERE

Iran, le donne si fumano l’ayatollah. Dove sono le nostre femministe?
Sui social stanno spopolando le immagini delle giovani ragazze, iraniane e non, che stanno bruciando la foto dell’ayatollah Khamenei con una sigaretta
Sempre pronte a denunciare il patriarcato di casa nostra (che non c’è), spariscono se si parla di Teheran. Sarebbe bello che si unissero a chi si «fuma» la foto di Khamenei.

Circola la foto di una donna iraniana che, con la foto di Khamenei che brucia, si accende una sigaretta. Questa foto sta trovando supporto e diffusione sui social e sta circolando con una certa velocità. Ma non solo: varie ragazze (in Francia per esempio) si fanno un selfie mentre si accendono la sigaretta con la foto dell’ayatollah. È un segnale di supporto morale e politico alle donne iraniane che stanno lottando per la caduta di un regime che, per la verità, non gode - con grande soddisfazione per tutti gli amanti della democrazie e della libertà - di grande salute. Anzi.

Le donne in Iran vivono obbligate in una serie di gabbie che non permettono loro di esercitare i diritti che dovrebbero essere rispettati dai pubblici poteri. È bene ricordarli per comprendere meglio le loro lotte e le loro proteste, spesso più coraggiose di quelle degli stessi uomini iraniani.

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Partita a razzo la sottoscrizione lanciata dalla Verità per aiutare il vicebrigadiere, condannato a tre anni per aver difeso un collega ferito da un siriano irregolare. Nel primo giorno dell’iniziativa le donazioni in favore del carabiniere sfiorano quota 20.000 euro. La somma che sarà raccolta servirà al militare per pagare la provvisionale: 125.000 euro complessivi che, secondo il giudice, dovrà versare ai familiari del clandestino morto nel 2020, bloccato durante un furto a Roma.

Qui di seguito le coordinate per la donazione:

Conto corrente intestato a Sei SpA

Iban: IT 60 R 02008 01628 000107393460

Causale: AIUTIAMO IL CARABINIERE


Gli agenti non possono neanche entrare nei campi rom
iStock
Rom derubano un brasiliano in vacanza a Roma, lui rintraccia la refurtiva con il Gps, solo che gli agenti hanno le mani legate.

Forse pensava di averle viste e sentite tutte come medico legale della polizia brasiliana, invece questo signore in vacanza a Roma con moglie e due figli minorenni se ne ripartirà con un pessimo ricordo: essere stato accerchiato nel campo nomadi di Castel Romano. Lì ci era finito nel tentativo di recuperare i suoi bagagli rubati. Accade infatti che la famiglia decida di chiudere il soggiorno romano con una visita alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, nel cui piazzale antistante parcheggia l’auto presa a noleggio con dentro i bagagli ormai pronti per andare in aeroporto. Insomma, la coppia aveva lasciato tutto in macchina, compresi i portafogli con i documenti anche dei figli.

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