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Il green pass «antifascista» dovremmo pure pagarcelo
(Getty Images)
Come ai tempi del Covid, i progressisti vogliono reprimere il dissenso tracciando i limiti di ciò che si può dire e di quello che è vietato pensare. È una logica totalitaria. Dopo la sacrosanta denuncia del premier, il ministero di Giuli dovrebbe prendere provvedimenti.

La sinistra italiana, è un fatto, non è mai uscita dalla logica del green pass. Anzi, si potrebbe dire che l’introduzione di lasciapassare sia la sua ambizione ultima, il compimento dei sogni progressisti di controllo sociale e rieducazione permanente. Non a caso Elly Schlein ha apprezzato l’idea che per partecipare alla fiera Più libri più liberi di Roma venga introdotto un patentino antifascista.

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Elly & Conte hanno un’idea: tassare i risparmi
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica)
Nel Campo largo ne parlano meno: hanno capito che la parola «patrimoniale» fa perdere voti. Ma il piano che mette tutti d’accordo è l’aumento dell’imposta sugli investimenti, che Monti e Renzi hanno già portato dal 12,5 al 26%. L’obiettivo è arrivare a quota 30.

Cambia il nome, ma la sostanza resta la stessa. Che lo si definisca prelievo di solidarietà, come fa Romano Prodi, patrimoniale, come dice Elly Schlein, o rimodulazione del carico fiscale per colpire le rendite, come preferiscono raccontare i 5 stelle, alla fine sempre di stangata si parla.

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Fare la guerra a Vannacci è inutile. Bisogna trovare un accordo con lui
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
L’ex militare ha costruito un’enclave politica che sta crescendo. Attaccarlo è controproducente: si rischia di consegnargli la grande prateria dei moderati. Che sono ormai stufi di immigrati, ecofollie e gender.

Non so se dietro il generale Vannacci ci sia Matteo Renzi, come in questi giorni sostengono in tanti. Che il fondatore di Italia viva faccia il tifo per Futuro nazionale, nella speranza che il nuovo partito tolga voti al centrodestra, è sicuro. Infatti, solo impedendo all’attuale maggioranza di vincere alle prossime elezioni il fondatore di Italia viva può fare in modo che il suo 2% conti qualche cosa.

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Nelle scuole si (ri)educa soltanto chi ama l’Italia
iStock

Cara Maria Silvia Arcuti, cara preside del liceo Vincenzo Monti di Cesena le scrivo per ringraziarla: in una scuola sempre più lassista, dove i professori non denunciano neppure gli studenti che li corcano di botte, lei ha dimostrato che si può ancora avere il pugno di ferro. Ordine e disciplina, che diamine. E punizioni severe. Così imparano quei due maturandi che hanno voluto esporre alla finestra uno striscione in cui c’era scritto «L’Italia agli italiani».

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IA, un libro spiega perché adesso è diventato facile manipolarci
Nel riquadro la copertina del libro di Cass R.Sunstein, «Manipolazione: cos'è, perché è un problema e come difendersi» (iStock)
Un libro illustra i meccanismi seducenti in virtù dei quali oggi è estremante facile manipolare le masse. L’Intelligenza artificiale li conosce, perciò è tanto pervasiva.

L’attacco è catturante: «Questo libro vi guida all’interno del regno proibito dove le regole sono riscritte e la posta è la vita stessa». Nel celebrato regno dei buoni e sinceri un inizio così ti inchioda. Se poi il titolo è: Manipolazione: cos’è, perché è un problema e come difendersi. di Cass R.Sunstein (Raffaello Cortina editore) l’interesse è catturato e ti metti subito a leggere l’antica storia: «Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici e disse alla donna...».

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