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Mattarella smentisce, lo scontro c’è tutto...
Sergio Mattarella (Ansa)
L’ufficio stampa del presidente definisce «priva di fondamento» l’indiscrezione sulla contrarietà del capo dello Stato a una nuova legge elettorale sotto elezioni. Intanto i giochi di palazzo per battere la Meloni con un «pareggio» e un governo tecnico continuano.

Mattarella smentisce. Con una nota dell’ufficio stampa, il Quirinale ha negato che il capo dello Stato sia intenzionato a «non permettere che si faccia una nuova legge elettorale a ridosso del voto». Gianfranco Rotondi, ex ministro per l’Attuazione del programma e oggi parlamentare di Fratelli d’Italia, aveva dato per certa l’opposizione del presidente della Repubblica, il quale si sarebbe espresso in tal senso durante un incontro con l’associazione degli ex onorevoli. La frase attribuita a Mattarella, ha precisato l’ufficio stampa del Colle con una nota inviata al Giornale, che per primo ne aveva parlato, è «totalmente priva di fondamento». Bene. Significa che una nuova legge elettorale, anche se si avvicinano le elezioni, si può fare.

Secondo il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, il ministro Nordio «realizza il Piano diabolico di Gelli del 1981». Ma paragonare il lavoro di governo e Parlamento a un’organizzazione eversiva è follia.

Facciamo il punto novembrino del confronto referendario: intanto, chi è il frontman della campagna del No?A rigor di logica e per obbligo di mandato correntizio dovrebbe essere il vertice Anm (il presidente Cesare Parodi, ndr), non foss’altro perché rappresenta quel sistema che dal sorteggio risulterebbe più che sconfitto; secondo altri, dovrebbe essere il procuratore di Napoli (Nicola Gratteri, ndr), per la migliore conoscenza dei salotti televisivi; secondo altri ancora dovrebbe essere il presidente del Comitato del No (Enrico Grosso, ndr), un accademico insigne e molto ottimista («Una volta emerso quel sistema opaco con Luca Palamara, è stata fatta pulizia. Lo stesso Csm ha dimostrato che le degenerazioni appartengono al passato», ha dichiarato sulla Repubblica del primo novembre).

L’inchiesta Mps è un assist perfetto a Parigi
L'amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio (Ansa)
Le indagini sulla scalata a Mediobanca ridanno forza agli appetiti francesi su credito e investimenti degli italiani. Le posizioni di Axa nel Monte e di Natixis in Generali diventano più forti. E il colpo assestato al governo favorisce le mire di Agricole sul Banco.

Quarant’anni prima che il sovranismo diventasse moneta corrente nei talk show, prima ancora che il governo facesse della «difesa del risparmio degli italiani» la nuova regola d ingaggio, c’era già qualcuno che quel principio lo aveva trasformato in architettura finanziaria. Enrico Cuccia, il padre-padrone di Mediobanca, aveva immaginato una sorta di galassia del Nord: un intreccio di Mediobanca, Comit e Generali, saldati da un’idea semplice ma potente. Fare da scudo alla ricchezza del Paese. Proteggere il risparmio nazionale dalle pressioni esterne, mantenere il controllo delle grandi casseforti italiane dentro confini riconoscibili.

Famiglia nel bosco: «Non abbiamo mai rifiutato gli aiuti»
La famiglia Trevallion nel bosco di Palmoli
I coniugi Trevallion aprono al dialogo con il Comune di Palmoli per un nuovo alloggio. Il Garante per l’infanzia Terragni: «Il prelievo di minori sia una misura eccezionale».

Nuovo colpo di scena nella vicenda della «famiglia del bosco», i coniugi Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che vivevano in un casolare in un bosco nel comune di Palmoli, in provincia di Chieti, ai quali il Tribunale dei minori dell’Aquila ha tolto i figli, trasferendoli insieme alla madre in una casa famiglia. Con una lettera trasmessa agli organi di stampa la coppia ha aperto al dialogo con le istituzioni: «Siamo, oggi, nella piena coscienza di non avere di fronte un antagonista, ma un’istituzione che come noi, siamo certi, ha a cuore la salvaguardia e la tutela dei nostri bambini. Quindi abbiamo un fine comune».

Il buco nero dei figli tolti ai genitori. Ora un registro per censire gli affidi
iStock
Ancora oggi non sappiamo con precisione quanti bambini siano stati allontanati da casa né dove si trovino. Il ddl proposto da Nordio e Roccella non demonizza la magistratura ma garantisce trasparenza al sistema.

Il timore è che la storia della famiglia nel bosco finisca come sono finite tutte le analoghe vicende precedenti. Ogni volta che l’opinione pubblica viene a conoscenza di un caso piuttosto clamoroso di sottrazione di bambini o di allontanamento dalla famiglia si scatena un gran vespaio, se ne parla per un po’ sui giornali e nei talk show, interviene la politica, poi il baccano cala e serenamente ci si dimentica di tutti i problemi emersi.

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