Caro Mieli, maestro del giornalismo alle vongole
La cartolina di Mario Giordano a Paolo Mieli: il sondaggio di Lavitola «perfetto» senza averlo letto, le vongole del Cefalù e una singolare lezione sul mestiere di giornalista.
La cartolina di Mario Giordano a Paolo Mieli: il sondaggio di Lavitola «perfetto» senza averlo letto, le vongole del Cefalù e una singolare lezione sul mestiere di giornalista.
Per quanto la retorica pro Pal sia insopportabile, anche l’Onu e il quotidiano israeliano «Haaretz» hanno denunciato oltre 20.000 decessi, tra cui un migliaio di neonati: non sono meno meritevoli di altre vittime.
Se Ranucci avesse dovuto ricostruire la vicenda, l’avrebbe rimontata a suo modo. Per fortuna ci ha pensato la magistratura. Ma il silenzio dei vari Saviano, Giannini e Lerner, che avevano accusato la destra, fa rumore.
Lavitola non ha lasciato nulla al caso nel suo progetto di trasformare il conduttore in presidente del Consiglio. Gli incontri preparatori a marzo, la redazione del test. E la caccia agli sponsor per sostenere la candidatura.
L’attore fa la guerra a un’opera energetica tra Argentina e Cile perché minaccia la specie. Con lui Bezos, mister inquinamento.
L’indagine restituisce la meticolosità degli inquirenti: le intercettazioni degli esecutori, i riferimenti al mandante, gli accordi su soldi e assistenza legale, l’Africa: tutto porta alle manette per Valterino. Tavares (latitante) al «Tg1»: «Il cardiologo mi dice di non tornare».
Caro Roberto Gualtieri, caro sindaco di Roma, le scrivo questa cartolina per esprimerle la mia solidarietà: non riesco proprio a capire come quei cattivoni dei proprietari (per altro: una società professionale che gestisce patrimoni pubblici) non le abbiano venduto per…
A differenza di Fakir, la morte di Nicola Musiani, massacrato da marocchini, non ha scatenato l’indignazione della sinistra.
Un sondaggio rivela che in Francia il 27% di gay e trans voterà la Le Pen alle prossime elezioni. È una sveglia anche per l’Italia: il diritto più sentito oggi è quello alla sicurezza.
Sul destino dei tre piccoli Trevallion è piombata una cappa di silenzio: invece di chiudersi, la vicenda continua a languire. Intanto, secondo «Il Messaggero», uno dei fratelli manifesterebbe comportamenti autolesionistici.
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