Le Firme

Fare la guerra a Vannacci è inutile. Bisogna trovare un accordo con lui
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
L’ex militare ha costruito un’enclave politica che sta crescendo. Attaccarlo è controproducente: si rischia di consegnargli la grande prateria dei moderati. Che sono ormai stufi di immigrati, ecofollie e gender.

Non so se dietro il generale Vannacci ci sia Matteo Renzi, come in questi giorni sostengono in tanti. Che il fondatore di Italia viva faccia il tifo per Futuro nazionale, nella speranza che il nuovo partito tolga voti al centrodestra, è sicuro. Infatti, solo impedendo all’attuale maggioranza di vincere alle prossime elezioni il fondatore di Italia viva può fare in modo che il suo 2% conti qualche cosa.

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IA, un libro spiega perché adesso è diventato facile manipolarci
Nel riquadro la copertina del libro di Cass R.Sunstein, «Manipolazione: cos'è, perché è un problema e come difendersi» (iStock)
Un libro illustra i meccanismi seducenti in virtù dei quali oggi è estremante facile manipolare le masse. L’Intelligenza artificiale li conosce, perciò è tanto pervasiva.

L’attacco è catturante: «Questo libro vi guida all’interno del regno proibito dove le regole sono riscritte e la posta è la vita stessa». Nel celebrato regno dei buoni e sinceri un inizio così ti inchioda. Se poi il titolo è: Manipolazione: cos’è, perché è un problema e come difendersi. di Cass R.Sunstein (Raffaello Cortina editore) l’interesse è catturato e ti metti subito a leggere l’antica storia: «Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici e disse alla donna...».

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Se si vuol trovare la «vera destra» basta rimettere al centro la vita
Un'immagine della Manifestazione nazionale per la vita svoltasi ieri a Roma (Ansa)
La nascita di Futuro nazionale ha proposto di nuovo il dibattito su chi rappresenti al meglio i conservatori. Per dirimere il battibecco, si riparta dalla visione del mondo: più verticalità, senso del sacro e dell’umano.

Abbiamo assistito nell’ultima settimana a un dibattito i cui fuochi ancora non si sono spenti a proposito della «vera destra«. È una discussione antica che, se condotta con superficialità o con rancore, non conduce da nessuna parte e si può rivelare, più che sterile, controproducente.

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Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
Nel riquadro Guido Oppido, il cardiochirurgo che operò, e secondo l’accusa condannò il piccolo Domenico Caliendo, bambino di due anni morto il 21 febbraio scorso in seguito a un intervento di trapianto di cuore (Ansa)
Il professionista che trapiantò un cuore congelato al bimbo di Napoli, morto a 2 anni, ricomincerà l’anno prossimo. Una pausa che potrebbe non bastare ai magistrati per emettere la sentenza. Eppure il presunto luminare viene definito un «prevaricatore».

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il giudizio espresso dalla Corte d’Appello, una sentenza che riconosca la colpevolezza di una persona non può essere considerata risolutiva.

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Il Papa ai migranti: «Siete accolti, rispettate le leggi»
Papa Leone XIV (Ansa)
Leone XIV: «Chi arriva si apra alla comunità che lo accoglie, rispetti le sue leggi, conosca i suoi costumi, partecipi alla vita comune e offra con gratitudine i suoi doni». E ai trafficanti dice: «Fermatevi, convertitevi».
«I migranti imparino la lingua dei Paesi che li accolgono, ne rispettino le leggi e partecipino alla vita della comunità». Le idee di Leone sull’immigrazione non sono più quelle dei Casarini boys. Ieri, con un potente discorso pronunciato a Tenerife, il Papa ha ribadito che l’integrazione degli stranieri presuppone uno sforzo reciproco: da parte degli Stati occidentali, sì, ma anche da parte di chi arriva. Il pontefice, inoltre, ha rivolto ai trafficanti di esseri umani le stesse parole che Giovanni Paolo II usò per ammonire i mafiosi nel 1993: «Convertitevi, perché dovrete comparire dinanzi alla giustizia di Dio». Anche sul ruolo della Chiesa e dei cattolici, Robert Francis Prevost ha le idee chiare: non bisogna solo assistere, bisogna pure «far conoscere Gesù Cristo» agli immigrati.
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