Le Firme

Mattarella scelga: toghe rosse o democrazia
Sergio Mattarella (Ansa)
Il Colle deve decidere se stare col Parlamento e con la maggioranza degli italiani, se questi confermassero la legge Nordio, oppure con chi vuol sabotarne l’applicazione. Potrebbe accettare che il popolo chieda un cambiamento, ma poi le regole non si tocchino?

Ieri, sulla Verità, Alessandro Sallusti ha raccontato le manovre per evitare che la riforma della Giustizia varata dal governo Meloni determini il prossimo Consiglio superiore della magistratura. Da portavoce del comitato del Sì al referendum che dovrà approvare o cancellare la legge che porta il nome del ministro Nordio, Sallusti ha svelato il vero senso della discussione attorno alla data della consultazione popolare. Non si tratta di dare più tempo per organizzarsi a quelli che si oppongono alle nuove norme, ma di fare in modo che la riforma non abbia effetti sul prossimo Csm. Più in là nel tempo si va, nel chiedere agli italiani se sono d’accordo o meno a cambiare la Costituzione e a separare le carriere di pm e giudici, e più diventa impossibile che in autunno, quando l’attuale Csm esaurirà il proprio mandato, si possano eleggere i nuovi Consigli superiori della magistratura previsti dalla riforma.

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Che pena l’indignazione a corrente alternata
Alan Friedman (Ansa)
I giornali progressisti frignano per l’interventismo della Casa Bianca su Caracas e vanno in tilt: puntano il dito sull’uso della forza, pur sapendo che è stato rivolto verso un dittatore sanguinario. Con un paradosso: si ritrovano (proprio loro) a difendere la sovranità.

Sono sempre tutti velocissimi e lestissimi a stigmatizzare il gangsterismo altrui. Lo fa, con i consueti toni moderati, Alan Friedman sulla Stampa, spiegando che Donald Trump è decisamente peggiore di tutti i precedenti inquilini della Casa Bianca a partire da Teddy Roosevelt, maestro di imperialismo e interventismo. The Donald, dice Friedman, ha trasformato gli Usa «da poliziotto occasionale a gangster globale». Gianni Riotta e Concita De Gregorio, su Repubblica, si muovono con passi appena più felpati sulla stessa linea. Il primo rimpiange «il saggio Harry Truman che guida alla democrazia Germania, Giappone e Italia» (sorvoliamo sulle bombe atomiche e i bombardamenti di Dresda che gli Stati Uniti utilizzarono per giungere alla splendida alba democratica).

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Da Maduro ai ghiacci: Trump c’è, l’Europa no
Ursula von der Leyen (Ansa)
L’arresto di Maduro svela gli obiettivi del tycoon: limitare l’influenza del Dragone sul mondo e accaparrarsi le materie prime. Davanti al braccio di ferro tra Usa e Cina, l’Ue sta a guardare. Mentre si suicida con il green.

Dimenticate gli ideali dell’Occidente. Democrazia, libertà, diritto internazionale non sono mai stati al centro di Absolute resolve, nome in codice con cui gli Stati Uniti hanno chiamato la loro operazione speciale in Venezuela. L’arresto di Maduro ha come unico motivo ispiratore gli affari e il controllo geopolitico delle materie prime che consentono all’America di mantenere il predominio economico sul mondo. Trump ha deciso di intervenire in Sud America e minaccia di prendersi, con le buone o le cattive, la Groenlandia perché vuole limitare l’attivismo della Cina a livello globale. In discussione c’è la cosiddetta Via della seta, che non è un’autostrada ma una strategia commerciale e politica per estendere l’influenza di Pechino sul resto del mondo, a partire dall’Africa e dall’Europa per finire appunto alla parte meridionale del continente americano.

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Cara Bindi, lei è una ragione in più per votare Sì
Rosy Bindi (Getty Images)

Cara Rosy Bindi, le scrivo questa cartolina per ringraziarla: finalmente è tornata ad avere un incarico ufficiale. Da quando, nel 2018, dopo 24 anni ininterrotti in Parlamento, aveva rinunciato a candidarsi, lasciando ogni ruolo politico, sentivamo la sua mancanza. La costante presenza in tv e qualche suo surrogato rimasto nel partito (a cominciare da Elly Schlein) non potevano certo bastare a colmare il profondo vuoto lasciato dalla sua assenza nella vita politica di tutti i giorni: per questo salutiamo con gioia la sua nuova discesa in campo come leader del Comitato per il no al referendum sulla giustizia. Un altro motivo in più per votare sì, per altro, caso mai fosse venuto nel frattempo qualche dubbio.

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Colpa di chi nega il nesso fra criminali e irregolari
Il condominio di Via Paruta 74 a Milano, dove è stato ritrovato il corpo della giovane Aurora Livoli (Getty Images)

Chissà se qualcuno chiederà scusa ai genitori di Aurora Tivoli, la ragazza assassinata, secondo l’accusa, da un clandestino peruviano con precedenti per violenza sessuale e rapina. Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, è arrivato in Italia nove anni fa e dal 2017 a oggi è vissuto ai margini, collezionando denunce e arresti. La polizia lo ha fermato più volte e gli ha consegnato un paio di decreti di espulsione per pericolosità sociale. Ma con una serie di scuse Valdez Velazco è sempre riuscito a sottrarsi all’ordine di rimpatrio. Una volta, a consentirgli di evitare di essere rispedito a casa, dove probabilmente era già noto, è stata la mancata validità del suo passaporto. Il documento infatti risultava scaduto e in attesa che l’autorità consolare del suo Paese gliene rilasciasse uno nuovo, Valdez Velazco ha continuato a circolare indisturbato in Italia.

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