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Piantedosi: «È guerra allo Stato». Niente risoluzione con l’opposizione
Matteo Piantedosi (Ansa)
Il ministro dell’Interno ha riferito alla Camera: «Chi sfila con questi delinquenti offre loro l’impunità». Oggi l’informativa al Senato. Ignazio La Russa: «Deluso dai gruppi parlamentari». Maurizio Landini: «Attacco alla libertà».

«Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti. È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità».

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La raccolta firme supera il quorum. Ora la remigrazione arriva in Parlamento
(Ansa)
Borchia (Lega): «La svolta della Danimarca è un monito: è necessario che chi commette reati non resti più da noi».

Quorum raggiunto. In 24 ore il referendum sulla proposta di legge di iniziativa popolare «Remigrazione e riconquista», sul portale del ministero della giustizia, ha superato la soglia delle 50.000 firme necessarie per l’approdo in parlamento. Un risultato che arriva dopo la sgangherata protesta dell’opposizione radicale che ha tentato di delegittimare la proposta impedendo ai promotori di fare la conferenza stampa alla Camera organizzata dal deputato leghista Domenico Fargiule proprio per annunciare il lancio della raccolta firme.

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Askatasuna non caccia i violenti e sfida Torino: «Avanti col corteo»
Ansa
Il centro sociale respinge la mediazione del prefetto. Perquisite le case di due attivisti.

Nessuna mediazione. Gli attivisti del centro sociale Askatasuna hanno respinto le richieste del prefetto di Torino di sfilare in un unico corteo indetto contro lo sgombero avvenuto il 18 dicembre scorso. «Avreste dovuto pensarci prima», hanno replicato, confermando i tre cortei che marceranno sotto lo slogan «Ci riprenderemo la città». Partiranno dalle stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa e a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, confluiranno in piazza Vittorio Veneto, in centro città, per poi ripartire in un unico serpentone. E proprio per l’occupazione di Palazzo Novo, ieri, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha avuto un colloquio telefonico con la rettrice dell’Università, Cristina Prandi, alla quale ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza degli ambienti coinvolti, assicurando alla rettrice il pieno supporto del Ministero per affrontare una situazione definita inaccettabile: «L’università non è e non diventerà mai un centro sociale, è uno spazio di libertà e dialogo non di violenza».

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