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Alemanno è libero e va con Vannacci ma Futuro nazionale teme le firme
Roberto Vannacci e Gianni Alemanno (Ansa)
L’ex sindaco a cena col generale. Emendamento alla legge elettorale salva solo Azione.

Barba incolta, camicia e pantaloni blu, sneakers nere. Dopo un anno, cinque mesi e 24 giorni di detenzione, ieri mattina Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia. Acclamato da una folla di sostenitori, l’ex sindaco di Roma e oggi leader di Indipendenza, 68 anni, si è fermato a parlare con i giornalisti. «Mi sento cambiato. Esco dal carcere da innocente. Il reato per cui sono qui è stato abolito». Alemanno, 68 anni, era stato condannato in via definitiva a un anno e dieci mesi per traffico di influenze illecite in uno dei filoni dell’inchiesta nota come «Mondo di Mezzo».

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Le sfide del governo al «Giorno della Verità»
Il direttore Maurizio Belpietro durante l'evento dello scorso anno. Nel riquadro la locandina della terza edizione de «Il giorno de La Verità», in programma martedì 23 giugno a Roma
Martedì a Roma l’evento del nostro quotidiano con Giorgia Meloni, Guido Crosetto, Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Gilberto Pichetto Fratin e Elvira Calderone. Per l’opposizione c’è il leader del M5s, Giuseppe Conte. Dibattiti e analisi su geopolitica, sicurezza, cibo, energia e rivoluzione digitale.

Dalla geopolitica all’economia, dall’energia al lavoro: sulle sfide che stanno ridisegnando l’Italia e l’Occidente, martedì 23 giugno sarà «Il giorno della Verità», la terza edizione dell’iniziativa ideata dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro.

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«Il Codice penale è firmato dal Duce ma la sinistra non vuole cambiarlo»
Nel riquadro, il ministro della Giustizia Carlo Nordio (Imagoeconomica)
Il ministro Nordio: «E poi pretende dichiarazioni anti regime... ». Avs e Pd insorgono.

Non si placano le polemiche dopo il caso «patentino antifascista», chiesto agli editori dalla fiera Più libri più liberi, sulla presa di posizione del premier Giorgia Meloni che domenica ha parlato di censura sottolineando che «per la sinistra si è liberi di dire quel che loro permettono di dire». Gli organizzatori della manifestazione, che vede riuniti i rappresentanti della piccola e media editoria, avevano subito chiarito che non si tratta di «censura ma di chiarezza sui principi costituzionali e democratici», sottolineando però la necessità di «un ulteriore attento approfondimento».

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