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La giunta Salis in confusione. Guerriglia sul ddl Valditara, marcia indietro sui cronisti
iStock
Opposizione all’assalto della scelta dell’esecutivo genovese di boicottare la legge sul consenso: «Eludono le norme». E il sindaco si rimangia i diktat sui giornalisti.

La giunta di Silvia Salis è sull’orlo di una crisi di nervi, travolta com’è dalle critiche per la gestione della sicurezza cittadina e della comunicazione (blindata) con i media. Ma nelle ultime ore è esploso anche il caso della «resistenza» contro il ddl Valditara che, di fatto, boccia il progetto pilota sull’educazione sessuo-affettiva introdotto in quattro asili cittadini.

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Al Csm tornano le faide fra toghe rosse
Federico Cafiero De Raho (Ansa)
Archiviato il referendum, la spartizione dei seggi dei magistrati è ricominciata. E il filo rosso con tutti i partiti del campo largo, da Violante a De Raho, è evidente. Ma il Comitato Altra proposta introduce il «sorteggio temperato» per fermare le correnti.

Le toghe in politica, soprattutto quelle dalla carriera più longeva, sono quasi tutte a sinistra. E mentre nel Csm del post referendum tornano le tradizionali guerre di corrente per la spartizione dei seggi, una parte della magistratura, dopo il caso Palamara e dopo anni di promesse di rifondazione morale finite sostanzialmente nel nulla, prova a sfuggire al sistema affidandosi al sorteggio notarile.

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Ora la sinistra divorzia dai giudici
Beppe Sala e Marco Travaglio (Ansa)

Sala si accorge che esistono i pm politicizzati. Travaglio attacca la Procura generale di Milano per l’ok alla grazia per la Minetti. Eppure lui, Ranucci e la Berlinguer, con la causa intentata da Cipriani al tribunale di New York, rischiano di lasciarci le penne.

La sinistra, improvvisamente, ha scoperto che i magistrati fanno politica. Solo che stavolta a dirlo non è un garantista accusato di voler delegittimare i giudici. Il protagonista dell’invettiva è Beppe Sala, il sindaco simbolo del progressismo urbano (disinvolto, per le toghe), il volto moderato della sinistra Ztl, della Milano europeista, green e radical chic.


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