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Garlasco, le perizie di Garofano sono affari di famiglia
Luciano Garofano, ex comandante dei carabinieri del Ris di Parma (Ansa)
Dal cold case genovese del Delitto del trapano alle indagini su Sempio: l’ex comandante del Ris s’è affidato spesso al Centro avanzato di diagnostica di Orbassano, uno dei poli più noti della genetica forense in Italia, dove il direttore tecnico-scientifico è il nipote Paolo.

C’è un circuito tecnico-forense in cui i cognomi ritornano, i laboratori si ripresentano e gli esperti migrano da un delitto all’altro come vecchi attori di una compagnia stabile. Garlasco è il processo che racconta questo ambiente meglio di ogni altro caso. Nel processo d’Appello bis contro Alberto Stasi, il consulente della Corte Roberto Testi, insieme al collegio peritale, depositò una valutazione tecnica destinata a incidere sulla ricostruzione dell’omicidio.

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Garlasco: vuoti di memoria e versioni opposte. I legali dell'inquisito si contraddicono
Massimo Lovati (Ansa)
Dall’incarico dei Sempio al pagamento in contanti, fino ai ruoli nella difesa: Lovati, Soldani e Grassi in disaccordo su tutto.

Tre avvocati. Tre verbali. Tre racconti che dovrebbero combaciare e, invece, si contraddicono riga dopo riga. Massimo Lovati, Federico Soldani e Simone Grassi. È il primo collegio difensivo di Andrea Sempio. Sentiti dai magistrati della Procura di Brescia nell’inchiesta che ruota attorno all’archiviazione del 2017, finiscono per consegnare agli inquirenti una specie di romanzo a tre voci. Che non si armonizzano. Si correggono e spesso si contraddicono. Sugli atti, sui rapporti con gli investigatori, perfino sul lavoro svolto.

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Garlasco, l’archiviazione di Sempio è un mistero. Ecco tutto quello che non torna
L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti in una immagine di archivio (Ansa)
Il mistero dell’istanza per non mandare a processo il commesso, trovata al comando dei Carabinieri, apre nuovi interrogativi sul 2017.

Resta un mistero perché la bozza dell’istanza di archiviazione di Andrea Sempio del 2017, di cui per primo ha parlato questo giornale, sia uscita dalla Procura di Pavia e sia finita nel «fascicolo permanente» di Sempio redatto dal Nucleo informativo del Comando provinciale dell’Arma.

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