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L’omicida di Aurora è un pregiudicato. Ma nel casellario risulta incensurato
Aurora Livoli. Nel fotogramma, il suo omicida catturato in un frame delle videocamere di sorveglianza (Ansa)
Surreale interrogatorio del peruviano accusato di aver abusato e poi ammazzato la diciannovenne a Milano. «L’ho strangolata, non sapevo d’averla fatta fuori. Pensavo fosse in dormiveglia». Il giallo dei precedenti spariti.

Non si conoscevano. Si sono incrociati per caso su una banchina della linea 2 della metropolitana di Milano, stazione Cimiano. Lei, Aurora Livoli, 19 anni, gli avrebbe chiesto qualche euro per comprare le sigarette. Lui, Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, peruviano, in carcere per rapina, ieri, durante un interrogatorio a tratti surreale e zeppo di particolari, ha confessato di averla uccisa nel condominio di via Paruta.

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Il killer del capotreno sfasciò un negozio, molestava e rapinava. Nessuno l’ha cacciato
Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso alla stazione di Bologna. Nel riquadro Marin Jelenic, il croato accusato dell'omicidio (Ansa)
Fermato a Desenzano il croato che avrebbe ammazzato Alessandro Ambrosio. L’uomo seminava terrore da anni.

Viveva da barbone, ma si muoveva come un killer. Sempre almeno con un coltello addosso. Inarrestabile. La fuga del collezionista di lame, Marin Jelenic, croato di 36 anni, fermato l’altra sera a Desenzano del Garda con l’accusa di aver ucciso, la sera prima, per motivi abietti, il capotreno Alessandro Ambrosio, 34 anni, aggredendolo alle spalle nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna, è stata ricostruita pezzo per pezzo dagli investigatori.

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Croato ammazza un giovane capotreno e si dà alla fuga. Aveva precedenti
Alessandro Ambrosio (Ansa)
Omicidio alla stazione di Bologna: il ricercato dileguatosi in treno e avvistato a Milano. Era stato controllato e lasciato andare.

Un video di pochi secondi. Tanto basta per fissare un volto e un orario nell’atrio della stazione di Bologna: quello di Marin Jelenic, 36 anni, croato senza fissa dimora. Dormiva nelle sale d’attesa delle stazioni emiliane e lombarde e viveva di espedienti. Da anni in Italia. Niente parenti. Mai lavorato. Sono le 18.03 di lunedì 5 gennaio. È lì, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, pochi minuti prima che Alessandro Ambrosio, capotreno come suo padre (andato da poco in pensione), originario di Anzola dell’Emilia, una laurea in statistica e una passione per la chitarra, venga trovato senza vita nel piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara.

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