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Dall’omicida al pedofilo, dallo stupratore al rapinatore: ecco chi sono i clandestini condannati che il governo aveva deciso di espellere e che invece ha dovuto riportare in Italia. Adesso sono a spasso.

I recidivi passati attraverso le porte girevoli del centro di Gjader nonostante il pesante bagaglio penale avevano un asso nella manica: la richiesta di protezione internazionale. L’hanno giocato al momento giusto: poco prima del rimpatrio. Un grimaldello. Valutato dai giudici della Corte d’appello di Roma che li hanno riportati in Italia, dove ora sono liberi di portare a spasso il loro know how giudiziario messo insieme in anni di passaggi tra commissariati, aule di tribunale e uffici di polizia, come motivo per non convalidare il trattenimento e bloccare il rimpatrio. Il risultato è un viaggio circolare: dall’Italia all’Albania e di nuovo indietro.

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Il pm dell’omelia rema contro Nordio: «Ho spinto i fedeli a recarsi ai seggi»
Don Carlo Parodi e Francesco Paolo Cardona Albini durante la messa a Genova
Il magistrato Cardona Albini sull’intervento in una chiesa di Genova: «Non ho fatto campagna elettorale». Ma persino un avvocato iscritto al Pd lo contesta: «Luogo inadatto». Il sacerdote don Parodi: «È stato un servizio civico».
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Un altro criminale liberato da Gjadër
Il centro migranti di Gjader in Albania (Ansa)
Marocchino con precedenti per stupro di gruppo, estorsione, spaccio e sequestro di persona vince il ricorso: gli è bastato fare richiesta di protezione internazionale.

Moustapha Lachger, nato il primo gennaio 1977 in Marocco, è l’ultimo immigrato graziato dalla Corte d’appello di Roma con annullamento del trattenimento nel Cpr albanese di Gjadër e concessione della protezione internazionale. Dopo i suoi connazionali Fatallah Ouardi, trentanovenne con «condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso e violenza sessuale di gruppo», Ahmed Aittorka, classe 1992, condannato nel 2023 per violenza sessuale e nel 2024 per furto aggravato,

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