Chiesa e fede

Zuppi «liquida» persino papa Leone. «I fedeli non lo prendono sul serio»
Matteo Zuppi (Ansa)
Parlando di guerra e diplomazia, il presidente della Cei lancia un siluro al pontefice mascherato da appello. «Prevost è inascoltato. Ed è preoccupante che specialmente i cristiani non lo sostengano pubblicamente».

Una voce nel deserto. Così appare Leone XIV nella descrizione che ne fa il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinal Matteo Zuppi. Uno che parla al vento, non proprio un complimento.

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La diocesi tace sui bambini del bosco. Però è l’unica che dovrebbe parlare
Arcivescovo Bruno Forte (Ansa)
La struttura che ospita i piccini fa riferimento a un ente religioso, ma il vescovo di Chieti-Vasto anziché spendersi per lenire le sofferenze dei Trevallion, ha scelto il silenzio per sé e la Chiesa che rappresenta.

Molte anime belle sostengono, come ha fatto l’altro giorno la celebre sociologa Chiara Saraceno sulla Stampa, che attorno alla vicenda della ex famiglia nel bosco (ora famiglia dilaniata in nome del presunto superiore interesse dei minori) si è scritto e parlato troppo.

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Il regime nasconde la Guida «fratturata»
Papa Leone XIV ha ricevuto il cardinale Dominique Joseph Mathieu, costretto a lasciare l’Iran dopo la chiusura dell’ambasciata italiana (Ansa)
Khamenei jr deve ancora mostrarsi al popolo. La spiegazione degli ayatollah: «Si è rotto un piede e ha contusioni al volto». Dall’Ue sanzioni contro funzionari e organizzazioni (ma non c’è Mojtaba). Teheran avverte: possiamo affondare le navi Usa.

Una gigantesca esplosione ha illuminato il cielo sopra Qom nel pomeriggio di ieri, mentre la campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran continuava a intensificarsi.

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«Nostra figlia è venuta al mondo grazie a un miracolo di Paolo VI»
Paolo VI (Getty Images)
La villocentesi sulla piccola Amanda provocò la fuoriuscita del liquido amniotico. I genitori: «Per i clinici l’unica scelta era l’aborto. Ma noi abbiamo pregato l’ex pontefice e oggi la bimba ha 11 anni ed è sana».

Dapprima, il raggio d’intercessione e grazia di Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI (1897-1978), giunse negli Stati Uniti, nel 2001. Al quinto mese di gravidanza, una donna ebbe gravi problemi con il liquido amniotico della membrana fetale, con rischio di decesso del nascituro o malformazioni. I medici consigliarono l’aborto. Pregò Paolo VI, autore di Humanae Vitae (1968). Il bimbo nacque sano. Un miracolo. Quello per cui il Papa bresciano fu proclamato beato. Nel 2014 un’altra stilla piovve sul paese di Villa Bartolomea, 6.000 abitanti, nella pianura a Sud di Verona. A causa di un evento accidentale durante una villocentesi, Vanna Pironato, infermiera professionale ospedaliera, in stato di gravidanza, prese atto della fuoriuscita del liquido amniotico dalla membrana. Con il marito, Alberto Tagliaferro, impiegato in una finanziaria del settore auto, nato nello stesso anno della moglie, 1978, decise di proseguire la gestazione. Solo una carezza invisibile e taumaturgica poteva superare i limiti delle tecniche mediche e illuminare una situazione disperata. Amanda vide la luce nella notte di Natale, a Verona, sotto gli occhi quasi increduli del personale sanitario. Oggi ha 11 anni ed è una bimba sana e felice. Il miracolo che ha consentito la sua nascita è stato attribuito a Paolo VI, quello per cui la Chiesa cattolica l’ha dichiarato santo, nel 2018. Vanna e Alberto che, accanto ad Amanda, hanno altri due figli, Riccardo, 14 anni, e Luisa, 6, e vivono a Villa Bartolomea in un’abitazione a pochi passi da un giardino pubblico intitolato proprio a papa Montini, raccontano la loro straordinaria storia.

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Finalmente ci si mette a studiare don Giussani
Don Giussani (Ansa)
A 21 anni dalla scomparsa, e a poche settimane dalla conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione, nasce un Centro internazionale dedicato al fondatore di CL. Che chiude anni di distanza degli ambienti accademici dal suo pensiero.

«Quando [nel 1954 don Luigi] Giussani lasciò la docenza teologica per dedicarsi a tempo pieno ai ragazzi del liceo Berchet di Milano, non aveva il convincimento di iniziare qualcosa di inedito. Voleva semplicemente far conoscere in maniera più efficace, più coerente, più persuasiva il cristianesimo di sempre agli adolescenti che gli si presentavano». Con queste parole il cardinale Giacomo Biffi, amico personale di don Giussani (1922-2005), descrive in modo plastico l’opera del prete brianzolo per cui il prossimo 14 maggio sarà dichiarata conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione.

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