Il Papa è dimesso: oggi recita l’Angelus e per i medici può volare in Sudamerica
Leone XIV esce dall’ospedale e saluta col braccio destro alzato, il lato del polmone operato. Potrebbe dare a voce novità ai fedeli.
Leone XIV esce dall’ospedale e saluta col braccio destro alzato, il lato del polmone operato. Potrebbe dare a voce novità ai fedeli.
Dopo cinque giorni di ricovero e l’intervento chirurgico al polmone destro, Papa Leone XIV lascia il Policlinico Gemelli nel primo pomeriggio. Domani il Pontefice tornerà a rivolgersi ai fedeli con la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio.
Colloquio tra il Papa e il presidente russo: il pontefice ha chiesto lo stop alle armi nella città di Oleshky, lo zar acconsente. Prime foto dopo l’operazione: ha celebrato messa al Gemelli e nominato due vescovi. Il Vaticano conferma l’Angelus ma non si sa in quale forma.
Da Wojtyla in poi, la fragilità dei pontefici è condivisione dei mali del mondo, ma pure mano malferma laddove servirebbe vigore.
Decorso post intervento regolare. Il Vaticano: «Umore buono». Al decimo piano dell’ospedale ha persino concelebrato la messa.
Dopo circa due ore in sala operatoria, il Pontefice è rientrato in stanza. Prevista una degenza di circa una settimana, mentre gli esami sul tessuto rimosso chiariranno la natura del nodulo.
Oggi in mattinata il Pontefice entrerà al Policlinico Gemelli: l’intervento dovrebbe avvenire nel tardo pomeriggio. Prevista una degenza di circa una settimana. Prevost costretto a disertare il decennale della «Amoris laetitia» che divise la Chiesa.
Il Pontefice ricoverato al Policlinico Gemelli per la rimozione di una lesione individuata in fase iniziale. L’intervento è già programmato per i prossimi giorni: fase di ripresa prevista di una settimana circa.
Papa Leone XIV ha annunciato durante l'Angelus di avere un nodulo al polmone, individuato in fase iniziale durante alcuni accertamenti medici. L'intervento per rimuoverlo è già programmato nei prossimi giorni.
La sua inspiegabile guarigione da una meningite fulminante, a 7 anni, sancì la canonizzazione del frate: «Ricordo ogni cosa».
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