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«Nostra figlia è venuta al mondo grazie a un miracolo di Paolo VI»
Paolo VI (Getty Images)
La villocentesi sulla piccola Amanda provocò la fuoriuscita del liquido amniotico. I genitori: «Per i clinici l’unica scelta era l’aborto. Ma noi abbiamo pregato l’ex pontefice e oggi la bimba ha 11 anni ed è sana».

Dapprima, il raggio d’intercessione e grazia di Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI (1897-1978), giunse negli Stati Uniti, nel 2001. Al quinto mese di gravidanza, una donna ebbe gravi problemi con il liquido amniotico della membrana fetale, con rischio di decesso del nascituro o malformazioni. I medici consigliarono l’aborto. Pregò Paolo VI, autore di Humanae Vitae (1968). Il bimbo nacque sano. Un miracolo. Quello per cui il Papa bresciano fu proclamato beato. Nel 2014 un’altra stilla piovve sul paese di Villa Bartolomea, 6.000 abitanti, nella pianura a Sud di Verona. A causa di un evento accidentale durante una villocentesi, Vanna Pironato, infermiera professionale ospedaliera, in stato di gravidanza, prese atto della fuoriuscita del liquido amniotico dalla membrana. Con il marito, Alberto Tagliaferro, impiegato in una finanziaria del settore auto, nato nello stesso anno della moglie, 1978, decise di proseguire la gestazione. Solo una carezza invisibile e taumaturgica poteva superare i limiti delle tecniche mediche e illuminare una situazione disperata. Amanda vide la luce nella notte di Natale, a Verona, sotto gli occhi quasi increduli del personale sanitario. Oggi ha 11 anni ed è una bimba sana e felice. Il miracolo che ha consentito la sua nascita è stato attribuito a Paolo VI, quello per cui la Chiesa cattolica l’ha dichiarato santo, nel 2018. Vanna e Alberto che, accanto ad Amanda, hanno altri due figli, Riccardo, 14 anni, e Luisa, 6, e vivono a Villa Bartolomea in un’abitazione a pochi passi da un giardino pubblico intitolato proprio a papa Montini, raccontano la loro straordinaria storia.

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Jerry Calà: «Soltanto qui in Italia la parola “comico” è un po’ dispregiativa»
Jerry Calà (Getty Images)
L’attore: «I ragazzi che scoprono i miei film mi chiedono se non avevo paura a dire battute che adesso non si possono più fare».

Marco Ferreri, il più enigmatico regista italiano, soffriva d’insonnia. Trascorreva varie notti a vedere i film con Jerry Calà. In un’intervista tv antecedente al 1993 osservò: «Calà mi piace». Infatti, colui che consacrò Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gérard Depardieu, volle proprio il Gatto emerso nel 1977 a Non stop, come protagonista di Diario di un vizio. Tuttavia, l’apice della «libidine» per l’attore siciliano, classe 1951, trasferitosi prima a Milano e poi, dopo la prima media, definitivamente a Verona, si verificò al Festival del cinema di Berlino.

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«Mangiare bene a poco prezzo non è così difficile»
Giovanni Mencarelli
Il dj Giovanni Mencarelli che conduce «Recensioni del terzo tipo»: «Molti locali non valorizzano la loro qualità. L’anima del ristorante è il bagno».

Qualora vi troviate in un qualsiasi luogo del Paese e stiate cercando un ristorante o una trattoria dove desinare leggete pure le recensioni dei clienti, fiorenti sulla Rete e sui social, ma evitate di farci troppo affidamento. Potrebbero derivare da una serie di fattori incidentali e soprattutto estemporanei. Il malumore suscitato da un diverbio tra moglie e marito a tavola o la difficoltà nel trovare parcheggio in una sera affollata possono influenzare l’impulsivo giudizio rilasciato sul Web.

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