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Ora la sinistra rimpiange Trump
Elly Schlein (Ansa). Il segretario del Pd ha espresso solidarietà al premier: «Nessun leader straniero può permettersi di minacciare il nostro governo». I suoi però non l’hanno seguita
Dopo aver passato più di un anno a dire che Giorgia Meloni doveva prendere le distanze dal leader della Casa Bianca, adesso le imputano di aver portato «ai livelli più bassi i rapporti con gli Usa» e di aver «perso peso politico in Europa». Bisognerebbe far pace col cervello.

Per più di un anno la sinistra ha chiesto che Giorgia Meloni prendesse le distanze da Donald Trump. Una volta che lo ha fatto, per difendere le ragioni della libertà di manifestazione di pensiero del pontefice, a parte il pregevole intervento di Elly Schlein in difesa dell’autonomia del governo e contro l’attacco di Trump alla Meloni stessa, è stata tutta una serie di: «Lo ha fatto tardivamente», «Lo doveva fare molto prima», «Ormai non ha più peso politico», «Mai rapporti così deteriorati tra Usa e Italia», «Doveva aiutare l’Europa e non mantenere buoni rapporti con Trump» e stupidate del genere.

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Che errore fare il punto con Tajani a Mediaset
Marina Berlusconi e Antonio Tajani (Ansa)
I Berlusconi hanno discusso del futuro di Forza Italia con il vicepremier a Cologno: un errore di opportunità politica. Lascino l’azienda di famiglia fuori dal destino del partito fondato dal padre, meglio fare i congressi.

Hanno diritto Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi di incontrare il segretario politico di Forza Italia, Antonio Tajani, per parlare di ciò che vogliono? Certamente e indiscutibilmente sì. Altrettanto possono incontrare il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei ministri per conferire con lui sui temi che desiderano.

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Vespaio Pd solo perché Vespa fa parlare tutti
Nel riquadro Bruno Vespa mentre rampogna Peppe Provenzano (Pd) che lo ha insultato dandogli, in pratica, del giornalista fazioso (Ansa)
A «Porta a Porta», il dem Peppe Provenzano insulta il conduttore, asserendo che favorisce il centrodestra. L’anchorman esplode e ristabilisce la verità, con educazione. Tanto è bastato ai «rossi» per sbraitare: uno è imparziale se dà spazio unicamente a loro.

Il conduttore di Porta a porta si chiama Bruno, come il fondatore dell’Ordine certosino e, generalmente, ha la «pazienza certosina», ma si chiama anche Vespa e, due sere fa, ha tirato fuori le «spine acuminate genitali» (vedi uno studio della Kobe University giapponese che dimostra che non solo le vespe femmine possono difendersi con pungiglione del quale sono dotate) per difendersi dall’aggressore, un parlamentare del Pd, Peppe Provenzano.

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