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Gli Usa credono all’incontro Putin-Zelensky
Vladimir Putin e Volodomyr Zelensky (Ansa)
Il presidente ucraino ha definito «costruttivo» il trilaterale conclusosi ieri con States e Russia. I colloqui riprenderanno l’1 febbraio sempre ad Abu Dhabi. Viktor Orbán: «Non faremo entrare Kiev nell’Ue, scatenerebbe una guerra». Steve Witkoff e Jared Kushnerricevuti dallo zar.

Il secondo round di colloqui ad Abu Dhabi tra la delegazione ucraina e quella russa, avvenuto con la mediazione degli americani Steve Witkoff e Jared Kushner, ha segnato dei passi avanti sulle trattative di pace.

Il clima di cauto ottimismo emerge dalle dichiarazioni rilasciate dagli alti dirigenti statunitensi. Pur riconoscendo che sono necessarie «altre discussioni», hanno annunciato: «Non pensiamo di essere così lontani da un incontro Putin-Zelensky, visti i recenti progressi nei colloqui». E produttivo è stato anche il dialogo che ha preceduto il trilaterale: a Mosca il presidente russo, l’inviato americano e il genero di Donald Trump hanno parlato per quattro ore. Per non perdere il nuovo slancio, è già stata fissata la riunione tra le tre squadre negoziali: si vedranno tra una settimana, il 1° febbraio, sempre negli Emirati Arabi.

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Santanchè: «Anno record per le visite all’Italia. Meno tasse per chi fa turismo»
Daniela Santanchè (Ansa)
Il ministro Daniela Santanchè: importante distribuire i flussi anche nei centri più piccoli.

Il tema dell’undertourism e della valorizzazione dei territori meno noti è il fil rouge del terzo Forum internazionale del turismo. L’evento, che ha aperto i battenti ieri al Palazzo del Ghiaccio a Milano, si concluderà oggi con la firma del Patto di Amalfi tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro del Turismo, Daniela Santanchè e i sindaci firmatari della carta.

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Ue umiliata anche dall’ingrato Zelensky. «Divisa e passiva, Mosca sta vincendo»
Ansa
L’affondo da Davos: «Perché Putin è ancora a piede libero?». Oggi ad Abu Dhabi il primo trilaterale Ucraina-Russia-Usa.

L’Europa, dopo essere stata strigliata dal presidente americano Donald Trump, è finita nel mirino anche del leader di Kiev, Volodymyr Zelensky.

«È smarrita, frammentata, non agisce come una grande potenza», ha detto il presidente ucraino dal palco del World economic forum a Davos, divenuto ormai la sede per esporre senza mezzi termini la debolezza dell’Ue. Per gran parte del suo discorso, avvenuto poco dopo l’incontro con il tycoon, Zelensky ha criticato l’immobilità dei suoi alleati più stretti, avvertendo che «Trump non ascolterà questo tipo di Europa». «Un anno fa a Davos ho terminato il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi», ma dopo 12 mesi «non è cambiato nulla». E ha quindi passato in rassegna le questioni più delicate in cui i partner europei non hanno brillato per incisività: dalla Groenlandia all’Iran, dalle spese militari alle misure poco efficaci contro la Russia.

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