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Israele chiude i luoghi di preghiera. Dubai ancora sotto tiro si spopola
Contraerea israeliana (Getty)
Lo Stato ebraico diffonde un video, risalente al 28 febbraio, di Gerusalemme colpita in piena Città vecchia. Interdetti tutti i siti di culto. Altri raid di Teheran nel Golfo. Intercettati ieri dagli Emirati 10 missili e 26 droni.

Mentre la nuova guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha promesso che sarà vendicato «il sangue dei martiri», Israele ha confermato la scelta di chiudere i luoghi di culto. Il ministero degli Esteri israeliano, per spiegare i motivi della sospensione della «preghiera in tutti i luoghi sacri» e per far fronte alle proteste dei Paesi islamici visto il Ramadan in corso, ha pubblicato su X un video risalente al 28 febbraio che mostra l’impatto dei missili iraniani lanciati sulla Spianata delle Moschee.

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  • Teheran rivendica due raid e minaccia: «Greggio a 200 dollari» Stati Uniti pronti ad attaccare anche i porti civili lungo lo Stretto.
  • L’Agenzia internazionale per l’Energia libera un terzo delle riserve G7. Ma è solo una mossa per tirare a campare, con tempi d’uso lunghi e complessi, pompando una quantità ridotta e sperando nel Mar Rosso.

Lo speciale contiene due articoli

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Il patto tra Meloni, Starmer e Merz per proteggere le navi a Hormuz
Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz (Ansa)
Il premier britannico contatta i due leader, assente Macron. Ma Teheran sarebbe pronta a minare lo Stretto Washington: «Conseguenze mai viste». L’Italia prende il comando della missione Aspides davanti allo Yemen.

Si accelera la corsa contro il tempo per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz e contenere le ripercussioni sull’economia globale, mentre l’Iran tiene sotto scacco l’area.

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