L'editoriale

Il Quirinale in retromarcia: assolve Nordio sulla Minetti
Nicole Minetti e Carlo Nordio (Getty Images)
Lo staff di Mattarella, dopo aver scaricato sul Guardasigilli i dubbi sulla grazia, si corregge: «Chiedere d’intesa col ministero che gli organi giudiziari» accertino eventuali incongruenze. Sono le toghe che fanno le indagini...

«C’è un complotto contro il Quirinale». Piero Sansonetti, direttore dell’Unità (sì, non ve ne siete accorti ma lo storico quotidiano comunista, come gli zombi, è tornato dall’oltretomba), non ha dubbi. L’affare Minetti è stato studiato per colpire Sergio Mattarella. Gli autori della losca manovra al momento non sono stati ancora identificati, ma già qualcuno adombra il sospetto che ci sia la manina dei servizi segreti. Magari di quelli russi, che con il presidente della Repubblica hanno un conto aperto, da quando il capo dello Stato paragonò l’invasione dell’Ucraina a quella della Cecoslovacchia da parte di Hitler.

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«Il potere della grazia è nostro». Parola dell'uomo di Mattarella
Sergio Mattarella (Getty Images)

Enrico Gallucci, responsabile dell’ufficio «clemenze» del Colle: la sentenza della Consulta del 2006 «ha spostato il baricentro decisionale» al Quirinale, «imponendo al capo dello Stato l’esame e la valutazione di ogni pratica».

Fino a una settimana fa

Sergio Mattarella era il custode massimo della Costituzione e dall’alto del Colle vigilava con massimo scrupolo sugli atti parlamentari e le decisioni del governo. Dopo il caso Minetti, invece, il capo dello Stato è all’improvviso diventato un uomo senza poteri e senza strumenti, costretto a firmare un provvedimento di grazia sulla base delle informazioni farlocche fornitegli dal ministro della Giustizia. Qualche giornalista trasformatosi in portavoce del presidente, forse nel tentativo di soffiare il posto a Giovanni Grasso che il compito di portavoce del Quirinale lo fa benissimo, si è perfino spinto a dire che Mattarella non ha strumenti per approfondire le richieste di clemenza che gli vengono inviate.
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La grazia alla Minetti l’ha voluta il Quirinale
Nicole Minetti (Getty Images)

Altro che presidente raggirato da Nordio. È stato proprio il Colle a promuovere la pratica e ad approvarla a tempo di record dopo il parere più che favorevole della Procura generale della Corte d’Appello di Milano. Ecco tutti i documenti e le date della strana vicenda.

Sergio Mattarella non ce la racconta giusta. Sulla grazia a Nicole Minetti, il capo dello Stato ci vuole far credere di non avere alcuna responsabilità, se non quella di aver sottoscritto un atto di clemenza che altri, in malafede o per negligenza, gli hanno sottoposto.

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Dopo il gas di Putin, Sánchez compra armi
Pedro Sánchez (Getty Images)
L’idolo della sinistra si atteggia a pacifista e poi aumenta del 50% gli investimenti in armi; fa l’ecologista, però usa il nucleare e dà 355 milioni in un mese a Putin per il gas. Su redditi e lavoro delude. Ma al campo largo basta che si finga un Che Guevara.

Pedro Sánchez è il nuovo idolo della sinistra. Da Barcellona, dove la scorsa settimana si è tenuto il primo vertice dei progressisti di tutto il mondo, Elly Schlein ha infatti adottato l’agenda del Psoe «per battere le destre italiane». Il segretario del partito socialista, nonché capo del governo di Madrid, è dunque il nuovo fulgido esempio da seguire secondo la capa del Pd. Beh, allora andiamo a vedere che cosa sia stato capace di fare l’uomo che, tra scandali e giravolte, da otto anni tiene stretta la poltrona di premier oltre a quella di presidente dell’Internazionale socialista.

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Occhio agli inciuci: gli italiani li puniscono
Sergio Mattarella (Ansa)

Non conosco Andrea Ninzoli, segretario lombardo dei ragazzi di Forza Italia, tuttavia mi ha colpito una sua intervista in occasione delle manifestazioni del 25 aprile. Conversando con il cronista dell’Huffington Post, il capo dei giovani azzurri non ha escluso l’appoggio del suo partito a un governo di sinistra nel caso in cui il risultato delle prossime elezioni politiche fosse incerto e il Pd, pur avendo la maggioranza, non avesse i numeri per governare. L’apertura a una collaborazione con il partito di Schlein, per quanto proveniente da un giovane dirigente regionale, ha indotto Marcello Sorgi, cronista esperto di cose parlamentari, a scrivere che Forza Italia volge lo sguardo a sinistra.

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