A Garlasco inchiesta flop. Ora basta amnesie: paghi chi ha sbagliato
Mentre aspettiamo che i magistrati aprano alla revisione del processo all’ex fidanzato, pretendiamo risposte da chi indagò.
Mentre aspettiamo che i magistrati aprano alla revisione del processo all’ex fidanzato, pretendiamo risposte da chi indagò.
La nuova retorica: riscoprire la vocazione «sociale» del progressismo. Al potere per lustri hanno distrutto welfare, salari, occupazione: ora fingono di volerli sistemare.
Dopo averlo indicato come modello per il nostro Paese, Schlein e compagni hanno smesso di parlare del leader spagnolo per non spaventare gli italiani. La sua ricetta fatta di espropri delle case e affitti decisi per legge è una forma di comunismo temperato.
Lo scandalo di Ravenna non è stato reso possibile da una legge bislacca né dalla decisione di qualche magistrato politicizzato, bensì da una direttiva emanata dalla Lamorgese. Il Viminale ha tutti gli strumenti per cambiare le regole: è il momento di farlo.
In Germania, il presidente della Repubblica soccorre la coalizione Cdu-Spd. In Svezia, prorogato il mandato esplorativo della Andersson. Burnham sogna di abrogare Brexit.
Missione compiuta: per la vicenda dell’appartamento, costatagli una condanna in primo grado, arriva la prescrizione. Sull’ex An però graverà sempre la sfiducia dei cittadini dopo la rottura con Berlusconi.
La redazione di «Report» ne ha abbastanza del giornalista. Lui attacca gli ex sodali e confida nella magistratura. Ma dovrebbe rassegnarsi: è il momento di voltare pagina
In attesa delle prossime mosse dei pm sul delitto Poggi, l’unica certezza è che i giudizi spacciati per infallibili non lo erano per nulla. E che, con quell’indizio falso, Garofano e i suoi uomini hanno inchiodato la giustizia.
Non so se la frase attribuita a Maria Antonietta sia vera (rivolta ai francesi affamati, l’ultima regina dell’ancien régime avrebbe detto: «Se non hanno pane, che mangino brioche»). Probabilmente si tratta di un falso storico, nato dalla malevola interpretazione di…
L’attacco di Modena non fu soltanto il gesto di un uomo con problemi psichici: Salim El Koudri si era radicalizzato. E ora emerge che i servizi segreti avevano intercettato segnali di pericolo prima della strage.
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