L'editoriale

L’ammucchiata del No ha perso ogni freno. Non solo dicono balle: si contraddicono pure
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Per Nicola Gratteri solo i ricchi potranno difendersi. La figlia di Walter Tobagi tira in ballo la P2. Mentre Luciano Violante si inventa la «Casta dei pm».

Più si avvicina la data del voto e più chi si oppone alla riforma della giustizia le spara grosse. Infatti, non passa giorno senza che dal fronte del No non si minaccino conseguenze catastrofiche se gli italiani il 22 e 23 marzo decideranno di dire Sì alle modifiche costituzionali volute dal ministro Carlo Nordio.

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Petrecca è soprattutto colpevole di non avere lo sponsor giusto
Paolo Petrecca (Imagoeconomica)
La polemica sulla telecronaca dell’inaugurazione olimpica condotta dal direttore di «RaiSport» è il pretesto per una resa dei conti politica dentro e fuori viale Mazzini. Il vero scandalo è l’intoccabilità di Mattarella.

Non conosco Paolo Petrecca e non ho ascoltato la sua telecronaca dell’inaugurazione dei Giochi olimpici invernali. Do però per acquisito che non sia stata brillantissima e che sia stata azzoppata da incertezze ed errori, perché su questo mi pare concordino un po’ tutti. Da giorni infatti non si parla d’altro: se ne lamenta l’opposizione, che chiede le dimissioni del collega, e sono sul piede di guerra pure i giornalisti della Rai, che per protesta hanno deciso di non firmare i servizi messi in onda. Di quest’ultima iniziativa immagino che gli italiani se ne siano fatta una ragione, mentre mi domando perché degli onorevoli di Pd, Avs e 5 stelle debbano intromettersi in una faccenda che, semmai, riguarda i vertici della televisione pubblica e non certo la sinistra, la quale farebbe bene a occuparsi degli scontri di piazza e degli attentati alle linee ferroviarie invece che delle dirette tv.

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La sinistra coccola quelli che sfasciano le città
Gli scontri di Milano durante la manifestazione contro le Olimpiadi (Ansa)

Gli scontri di Torino per lo sgombero di Askatasuna, quelli di Milano contro le Olimpiadi invernali e il sabotaggio di Bologna che ha paralizzato la circolazione ferroviaria, dimostrano che esiste un’area antagonista che si contrappone allo Stato e tenta di creare il caos. Tuttavia, oltre a confermare l’esistenza di frange estreme le cui azioni si avvicinano al terrorismo, i fatti degli ultimi dieci giorni sono anche la prova della presenza di uno schieramento politico che ogni volta non riesce a scegliere da che parte stare.

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L’ordinanza che poteva far slittare le urne ha due date: 6 febbraio e 6 novembre. Era pronta da mesi? Alcuni membri del Palazzaccio, d’altronde, sono apertamente schierati. Spetta ai cittadini pretendere imparzialità.

Su queste pagine Alessandro Sallusti ha già scritto della sorprendente ordinanza con cui, a un mese e mezzo dal voto, la Cassazione ha deciso di riscrivere il quesito referendario sulla riforma della giustizia. Da portavoce del comitato del Sì, l’ex direttore del Giornale ha descritto la curiosa anomalia, ma forse sarebbe meglio parlare di inquietante anormalità, per cui un’ex deputata del Pd ritornata nei ranghi della magistratura decida come giudice il merito di un plebiscito che il Pd avversa. Tuttavia, oltre a quelle segnalate da Alessandro, tra cui i messaggi che la suddetta toga scambiava con l’ex capo dell’Anm Luca Palamara cercando di influenzare le nomine di alcuni uffici giudiziari, di aspetti a dir poco incredibili ce ne sono altri che ci sembra giusto segnalare.

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L’ordinaria follia che non ci permette di cacciare via il picchiatore tunisino
iStock
Un clandestino aggredisce donne a caso a Roma, ma la polizia è impotente. Cos’altro serve per capire che il sistema è sbagliato?

Quella che vi sto per raccontare è una storia di ordinaria follia, ma anche una vicenda di assoluta incapacità dello Stato di reagire di fronte alla criminalità e al degrado. La faccenda ha per teatro San Lorenzo, storico quartiere popolare di Roma. Lunedì pomeriggio una mamma, mentre stava accompagnando il figlio di 10 anni dall’oculista, è stata colpita con un pugno al volto da un uomo. Era in bicicletta, non conosceva il suo aggressore e con lui non solo non ha avuto alcun diverbio, ma non ha scambiato neppure una parola. Eppure, quando lo ha incrociato, quello l’ha colpita a tradimento, facendola cadere e rompendole il setto nasale. Ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni, è stata dimessa dopo sette ore con una prognosi di 30 giorni, oltre che per la frattura al naso anche per quella a uno zigomo e all’orbita dell’occhio destro.

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