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Caro Mattarella, la medaglia della melassa è sua
Sergio Mattarella (Ansa)

Caro presidente Mattarella, le scrivo perché sono preoccupato per lei: non dev’essere facile sopravvivere all’ondata di melassa che la sta travolgendo. Dopo la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi, per dire, lei è diventato «il volto umano nell’era della disumanizzazione», «un modello di pace al tempo delle guerre», il «nuovo Pertini» ma anche «il Bearzot d’Italia», il «custode vero del nostro sport», dotato di «evidente simpatia umana», ma anche conoscitore «a menadito delle regole del tennis, della pallavolo e di una quantità imprecisata di discipline minori» (ma certo, le discipline minori: non è stato forse lei a scrivere le regole del curling?).

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Il governo sventa il golpe dei giudici sul referendum con l’ok di Mattarella
Sergio Mattarella (Imagoeconomica)
Con un cdm d’urgenza, l’esecutivo ha integrato il testo del quesito. Sinistra isterica scontentata dal Colle, che ha firmato il decreto confermando le date del 22 e 23 marzo.

Cambia il quesito ma non la data: il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri, «vista l’ordinanza dell’Ufficio centrale per il Referendum comunicata il 6 febbraio 2026, ha deliberato di proporre al presidente della Repubblica, per l’adozione del relativo decreto, di precisare il quesito relativo al Referendum popolare confermativo già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026 nei termini indicati dalla citata ordinanza, fermo restando lo stesso decreto».

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Dl Sicurezza, ritorna il blocco navale. Colle in campo su «scudo» e fermo
(Ansa)
Mantovano sale al Quirinale per sciogliere i dubbi del capo dello Stato e conferma il clima di dialogo. Oggi in cdm la stretta sulle armi da taglio. Da superare i rilievi sulle deroghe alle forze dell’ordine e i Daspo.

Sul pacchetto Sicurezza ci sono ancora dubbi e certezze, a poche ore dal Consiglio dei ministri che oggi dovrebbe varare le nuove norme elaborate dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che si compongono di un decreto legge e un disegno di legge.

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Re Sergio scopre la libertà e frena il governo
Sergio Mattarella (Ansa)
Al presidente, che per il «Corriere» è un «raffinato giurista» con la Carta nel cuore, non vanno giù le misure di Giorgia Meloni contro le violenze di piazza. Eppure gli stessi principi li ha lasciati calpestare durante la pandemia, con green pass e repressione.

A quanto pare Sergio Mattarella è preoccupato. Per la guerriglia scatenata da bande di manifestanti violenti a Torino? Per la decisione della magistratura di scarcerare alcuni dei partecipanti agli scontri? Oppure per il mancato accoglimento da parte dell’opposizione dell’offerta di varare insieme misure che assicurino agli italiani di non essere ostaggio di rapinatori, spacciatori e stupratori? Niente di tutto questo. A impensierire il capo dello Stato è il decreto Sicurezza che il governo si appresta a varare.

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Mattarella scelga: toghe rosse o democrazia
Sergio Mattarella (Ansa)
Il Colle deve decidere se stare col Parlamento e con la maggioranza degli italiani, se questi confermassero la legge Nordio, oppure con chi vuol sabotarne l’applicazione. Potrebbe accettare che il popolo chieda un cambiamento, ma poi le regole non si tocchino?

Ieri, sulla Verità, Alessandro Sallusti ha raccontato le manovre per evitare che la riforma della Giustizia varata dal governo Meloni determini il prossimo Consiglio superiore della magistratura. Da portavoce del comitato del Sì al referendum che dovrà approvare o cancellare la legge che porta il nome del ministro Nordio, Sallusti ha svelato il vero senso della discussione attorno alla data della consultazione popolare. Non si tratta di dare più tempo per organizzarsi a quelli che si oppongono alle nuove norme, ma di fare in modo che la riforma non abbia effetti sul prossimo Csm. Più in là nel tempo si va, nel chiedere agli italiani se sono d’accordo o meno a cambiare la Costituzione e a separare le carriere di pm e giudici, e più diventa impossibile che in autunno, quando l’attuale Csm esaurirà il proprio mandato, si possano eleggere i nuovi Consigli superiori della magistratura previsti dalla riforma.

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