Mattarella parla di tutto, ma tace sulle violenze dei maranza
Dall’eccesso di giornate nazionali a Kiev, il capo dello Stato sproloquia su tutto. Tranne che sui nuovi barbari.
Dall’eccesso di giornate nazionali a Kiev, il capo dello Stato sproloquia su tutto. Tranne che sui nuovi barbari.
Nella celebrazione per gli 800 anni dalla morte, il patrono d’Italia diventa ostaggio della solita retorica. Il capo di Stato insiste sul profeta dell’accoglienza; quello dei vescovi lo imbraccia contro i nazionalismi.
Corsa della stampa e del campo largo a giustificare la circolare con cui il capo dello Stato, da ministro, definiva gli stranieri a scuola un «problema». E proponeva ciò che ora vuole fare la Meloni. Ecco perché oggi è più urgente del 1990 limitare gli immigrati in aula.
L’uomo del Colle continua a fare il controcanto all’esecutivo, dall’immigrazione, alla giustizia e all’Europa. E oltre alle esternazioni pubbliche, ci sono le pressioni sottobanco per bloccare o far cambiare le leggi.
Da ministro dell’Istruzione fece una circolare per «affrontare il problema degli alunni non italiani» e stabilì che «non devono superare il numero di 5 per ogni classe». E per il giornale dei vescovi il 30% era persino troppo.
Ilaria Cucchi, senatrice del campo largo, attacca le toghe che indagano sui medici anti Cpr e i presunti certificati falsi: «Hanno alcune conversazioni, è intimidazione». La sinistra la segue, l’Anm si indigna. Il Colle preferisce il silenzio alla difesa dei magistrati.
Peana del presidente a Bruxelles: «I suoi successi sono indiscutibili». Si dimentica dei flop su immigrazione, piano «verde» e Ucraina. Pure il Mercosur è partito male.
La ricostruzione è stata per 63 mesi in mano ai dem, per 28 mesi a un tecnico e solo per gli ultimi 29 mesi in mano al centrodestra. Sul quale adesso si prova a far cadere la colpa per le opere ancora incompiute.
Il messaggio del Capo dello Stato letto dal presidente Bernhard Scholz: «Dalla solidarietà e dall’amicizia sociale le energie per educare alla pace».
La moglie dell’orefice ha presentato a luglio (come Nicole Minetti nel 2025) l’istanza a Sergio Mattarella. Ad oggi non sappiamo ancora se è stata presa in carico. Per l’ex igienista dentale il verdetto arrivò dopo sei mesi. L’onesto Mario rischia di morire in cella, serve trasparenza.
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