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Il presidente: «Ingrediente fondamentale della democrazia». Che però era stata chiaramente sospesa negli anni passati. David Quammen: «Non abbiamo imparato nulla dal Covid». Infatti comandano sempre gli stessi...

Ha detto cose molto sagge Sergio Mattarella intervenendo alla Fondazione Renzo Piano, nel Campus Leonardo del Politecnico di Milano. Il presidente della Repubblica ha parlato del «valore del dubbio: il dubbio verso ciò che si sta facendo, che sembra certo a prima vista, contro il forte rischio di fossilizzarsi dietro le apparenze. Sottoporsi al beneficio del dubbio aiuta costantemente a trovare la strada migliore a capire i possibili errori», ha continuato Mattarella.

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Alla faccia delle minacce di Trump, l’Organizzazione vorrebbe celebrare i 75 anni del Defense college con un ricevimento sfarzoso a Villa Miani a Roma, invitando anche Mattarella. Il costo si aggirerebbe attorno a 1 milione di euro, di cui 40.000 solo per una banda.
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Per rispondere a Onichini ci vollero 22 mesi
Palazzo Grimani, sede della Corte d'Appello di Venezia. Nel riquadro, Walter Onichini (IStock)
Il macellaio che ferì un ladro che gli era entrato in casa fu condannato a 4 anni e 10 mesi. Nel 2021 chiese clemenza. Ma i tempi furono molto più lunghi rispetto al caso di questi giorni: il «no» di Mattarella arrivò solo nel 2023 dopo il parere negativo del pm.

Per Walter Onichini, macellaio di Legnaro (Padova) incensurato che il 22 luglio 2013 sparò al ladro che gli era entrato in casa e che stava scappando, la giustizia, in tutto il suo iter, ha mantenuto una costante: lo scorrere dei mesi. Ben 72 per arrivare alla sentenza di appello e 96 se si considera anche la Cassazione: 4 anni, 10 mesi e 27 giorni di reclusione per tentato omicidio. Sentenza definitiva.

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«Merito suo», «Ma lui che c’entra?». L’incredibile giravolta in 14 giorni
Sergio Mattarella (Ansa)
Pur di proteggere sempre e comunque Re Sergio, i giornali sono passati dal lodare la lungimiranza del Colle nel dare la grazia a fingere che la prima carica dello Stato non abbia alcuna responsabilità sulla scelta.

È notorio che la grazia è per sua natura divina e ha percorsi celesti che non lambiscono il Quirinale. Metabolizzato il postulato, gli evangelisti di redazione non hanno dubbi: «Sul caso Minetti giù le mani da Sergio Mattarella».

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Il premier difende il ministro: «Escludo lasci». I magistrati di Milano cambiano linea e coinvolgono l’Interpol per i documenti dall’Uruguay. L’ex FI: mai indagata all’estero.

Se sul tavolo dell’affaire Minetti si intende mettere le dimissioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la risposta è chiara e arriva direttamente dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «A oggi escludo l’ipotesi di dimissioni», ha detto ai giornalisti, «il ministero non ha strumenti per fare indagini».

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