riforma giustia

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Lo strano dietrofront di chi denunciava i mali del correntismo e oggi sostiene il No
(Ansa). Nel riquadro, Alberto Cianfarini, giudice del Tribunale di Roma
Cambiare idea è legittimo, ma troppi colleghi si smentiscono. Dopo aver condiviso pure i richiami di Mattarella del 2022.

In questi giorni che precedono il referendum avverto quale cittadino e magistrato un certo disagio. Non già per l’esito del responso; la mia coscienza di cittadino è a posto e posso dire di aver divulgato a tutti i miei interlocutori la bontà della riforma non già sparando offensivi slogan o cercando di far prevalere la mia opinione da tecnico, quanto piuttosto esibendo letteralmente il facile testo normativo dal quale è agevole ricavare che tutti i disastri preconizzati dai detrattori non sono minimamente rinvenibili nella riforma.

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