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Vannacci vince in tv, ma che farà dei suoi voti?
Il segretario di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ospite della trasmissione televisiva «Otto e mezzo», condotta da Lilli Gruber (Ansa)
Vannacci trionfa a «Otto e mezzo», dribblando le trappole della Gruber. Resta tuttavia da capire la direzione del suo partito: se resta fuori dagli schieramenti farà pura testimonianza, se rientra nel centrodestra rischia di tradire la sua ragion d’essere.

È uscito bene il generale Roberto Vannacci dall’agguato televisivo di Lilli Gruber e della sua complice nel salotto delle torture di Otto e mezzo. Non è apparso mai in difficoltà, mai sulla difensiva, mai sgradevole e tignoso, a differenza delle due inquisitrici, piuttosto spazientite e nervosette. Anzi, Vannacci ha compiuto un piccolo miracolo in video: per la prima volta la Gruber e la sua aiutante di campo, Lina Palmerini, hanno difeso le ragioni del governo Meloni e perfino della Lega di Salvini contro di lui.

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Le grandi idee della Repubblica sono fuggite come i cavalli
Il campanile del Palazzo del Quirinale (Imagoeconomica)
Prima fu bipolarismo imperfetto Dc-Pci, poi il radicalismo del ’68 che divenne edonismo di massa. Le uniche fondamenta sono degli «anti», contro il fascismo e il nazionalismo.

Ma quali idee hanno accompagnato la Repubblica italiana in questi ottant’anni? Il 2 giugno è l’occasione per tracciare un bilancio storico e ideale del suo cammino. Disponiamo in partenza di alcune chiavi in negativo: l’antifascismo come collante e fondamento, il ripudio del nazionalismo, la scristianizzazione come perdita progressiva di valori comuni. Poi quando si passa dalle negazioni alle affermazioni divergono le priorità e i contenuti.

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La cultura di destra rigettò D’Annunzio: troppo ingombrante
Gabriele D'Annunzio (Getty Images)
Il poeta soldato è stato più un mito del regime che dei letterati. Per Evola era «un imbecille», duri scontri anche con Marinetti.

Ma Gabriele D’Annunzio è stato davvero un mito per la destra culturale e politica? A quella domanda, Giuseppe Parlato ha dedicato il suo ultimo libro che esce postumo venerdì prossimo, a un anno dalla scomparsa dello storico (D’Annunzio. Un mito per la destra, edito da Cantagalli e curato da Simonetta Bartolini e Andrea Ungari).

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