Il Papa è malato e la cristianità non sta bene
Da Wojtyla in poi, la fragilità dei pontefici è condivisione dei mali del mondo, ma pure mano malferma laddove servirebbe vigore.
Da Wojtyla in poi, la fragilità dei pontefici è condivisione dei mali del mondo, ma pure mano malferma laddove servirebbe vigore.
Anche contro il Cavaliere fu usato inutilmente lo spauracchio del fascismo. Non cambiò davvero l’Italia, ma riuscì almeno a pareggiare la partita coi giudici. Per sconfiggerlo ci volle la tecno-finanza europea. Ora qualcuno lo chiama umanista: no, fu solo troppo umano.
In un decennio drammaticamente «povero» sul fronte della cultura e delle idee, l’unico ruolo per una testata con un’identità è saper stimolare soprattutto la «propria» parte
Domenica la produzione Rai sul papà di Don Camillo. Lui, monarchico, scrisse la grammatica della neonata Repubblica.
Non sono divinità, ma idee e riferimenti che reggono l’esistenza. Anche se la modernità, vuota e fluida, se ne vuole spogliare.
La donna che più ha inciso sul Paese non predicava solo idee, le praticava. Arrivando a interrompere migliaia di gravidanze.
Sembrava l’inizio dell’apocalisse, ma l’attentato ha avuto un impatto più sulla mentalità che sugli assetti mondiali.
Gli analisti confidano ancora di salvare la libertà abolendola. Invece la Sassonia si è ribellata alla cesura tra potere e popolo.
Il dibattito sul politicamente scorretto è probabilmente strumentale, ma va comunque accolto con favore Anche il suprematismo è la parodia della volontà di potenza: la destra si cerchi dei nuovi riferimenti.
I progressisti hanno mollato le battaglie popolari, si sono tinti di verde per adagiarsi sull’ideologia woke e l’immigrazionismo: sono evaporati. Dall’altro lato, attenzione: tanti slogan vuoti e l’equazione con Donald Trump.
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