Fratelli da liquidare e debiti. Lady Conte è costretta a vendere l’hotel a 5 stelle

Alla fine Olivia Paladino, compagna di Giuseppe Conte, ha detto stop e ha deciso di disfarsi della holding di famiglia, la Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, e dell’Immobiliare di Roma Splendido, la società che nell’ultimo bilancio aveva registrato ben 15 milioni di euro di rosso e che possiede le mura dell’asset più ricco dei Paladino, il Grand hotel Plaza, albergo di lusso nel cuore della Capitale. A convincerla al gran passo è stata la decisione della sorella Cristiana, socia al 50 per cento nell’Agricola Monastero, di smarcarsi dalle imprese di famiglia.
La donna, nei mesi scorsi, aveva fatto sapere di voler cedere le proprie quote a un fondo americano, da cui avrebbe ricevuto un’offerta da 150 milioni di euro.
Cristiana aveva lasciato alla sorella la possibilità di esercitare il diritto di prelazione, invitandola a versarle quella cifra per diventare proprietaria dell’intera holding di famiglia. Il problema è che Olivia non ha una disponibilità di cash così ingente. E anche se l’Archimede, altra immobiliare del gruppo, ha incassato un utile importante (da 7,6 milioni), la cifra non sufficiente a chiudere le numerose partite aperte.
A partire dal debito con il fratellastro Shawn Shadow, che da anni attende la liquidazione delle sue quote nell’Agricola Monastero.
Infatti le due sorelle, che alla Camera di commercio risultano essersi divise il 5 per cento del fratellastro, sino a poco tempo fa avevano versato al parente solo una prima rata da 250.000 euro del compenso pattuito di 10,2 milioni. Un pagamento avvenuto dopo l’accordo transattivo siglato davanti al Tribunale civile di Roma per la liquidazione del 5% del capitale della società capofila.
Le Paladino hanno sperato fino all’ultimo nell’annullamento del lodo arbitrale originario che aveva riconosciuto a Shawn il diritto di recesso dalla società e che le aveva costrette ad aprire il portafogli, ma il 3 novembre scorso hanno perso l’ennesima battaglia legale (anche se hanno impugnato la sentenza).
Non è finita: a ottobre è prevista l’udienza per l’opposizione al decreto ingiuntivo che Shawn ha fatto notificare alle due sorelle dopo l’interruzione del pagamento delle rate.
Uno scontro interminabile che Olivia pensava di poter affrontare spalleggiata da Cristiana. Ma, come detto, quest’ultima ha deciso di ritirarsi da questa faida legale e ha fatto sapere di non volere più proseguire nella complicata avventura imprenditoriale, piena di spine. Così Olivia ha deciso di chiudere tutto.
Per la compagna di Conte la lunga querelle legale con il fratellastro, per quanto snervante, era affrontabile, ma quando anche la sorella ha fatto sapere di volere essere liquidata, la situazione si è fatta insostenibile.
Olivia è rimasta totalmente spiazzata dalla mossa inaspettata di Cristiana e non ha potuto far altro che prendere atto che l’unica via d’uscita per lei era la strada della liquidazione volontaria.
Sia della Agricola Monastero che dell’Immobiliare Splendido. Infatti, ragioni di bilancio non consentivano la continuità aziendale soprattutto della seconda.
Sul sito della Camera di commercio, ieri, l’Agricola Monastero e l’Immobiliare Splendido risultavano «imprese in fase di aggiornamento» ed era segnalato per entrambe, tra le «pratiche in istruttoria», un doppio protocollo del 24 febbraio 2026, ovvero di ieri.
Si leggeva anche che l’«adempimento oggetto della comunicazione» era «la cancellazione dell’impresa dal registro».
Era segnalato anche il deposito di questi atti: «scioglimento e liquidazione», con data del 12 febbraio, «nomina dei liquidatori» e «cessazione degli amministratori».
A quanto risulta alla Verità nel verbale di assemblea dovrebbe anche essere stata certificata la decisione di cedere il Plaza, per cui ci sarebbe già un’importante offerta, per far fronte ai debiti.
Il destino dell’impero immobiliare dei Paladino e dello storico Grand Hotel Plaza di via del Corso non dipenderà più da una stretta di mano tra sorelle: sarà infatti un collegio di liquidatori a dover districare i nodi che accomunano l’Agricola Monastero e l’Immobiliare Splendido (la prima possiede il 5 per cento della seconda).
Questa procedura dovrebbe mettere a posto le altre società del gruppo. Infatti, la liquidazione e la vendita dell’albergo garantiranno un importante risanamento, subordinato a uno strategico riassetto societario.
Il valore di mercato del Plaza oscilla tra i 280 milioni e 350 milioni e i futuri acquirenti, probabilmente il già citato fondo americano, hanno pronta da tempo un’offerta.
Ma prima bisognerà sistemare tutte le questioni legate alla liquidazione.
Purtroppo mettere sul mercato un bene così importante in una situazione di dismissione ha diverse controindicazioni.
Il compratore sa che ha di fronte un venditore che non ha le mani completamente libere e che ha fretta di vendere, anche a causa dei dissapori tra soci.
Quando si mette in moto il meccanismo della liquidazione, si cerca la soluzione il prima possibile.
In più i Paladino dovranno rispettare la gerarchia dei creditori. Insomma si trovano in una situazione obbligata, con diversi paletti da rispettare, una condizione non certo ideale per chi vorrebbe far fruttare al massimo il proprio asset più importante.
La decisione di mettere in liquidazione la società è l’ultimo capitolo di una lunga epopea.
Nel 2019 Cesare Paladino aveva patteggiato una accusa di peculato relativa al mancato versamento della tassa di soggiorno al Comune di Roma.
L’esposizione con il fisco sembra essere in corso di definizione e rappresenterebbe circa un quinto del consistente patrimonio immobiliare totale.
Al momento, non risulterebbero, invece, esposizioni bancarie critiche.
Le strade per il rilancio dell’hotel sono ora molteplici. L’affiancamento a qualche grande catena dell’hotellerie di lusso o l’ingresso di fondi di investimento internazionali, un’opzione che rimane concretamente sul tavolo.





