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Se esci di casa per uccidere cristiani per i pm non esiste la premeditazione
Un fermo immagine tratto da un video mostra l'automobile che ha travolto alcuni pedoni in centro a Modena il 16 maggio 2026
L’inchiesta sull’autore del macello di Modena parte «morbida»: con queste premesse finirà in clinica e sarà liberato dopo pochi anni. Ma il gip: «Voleva uccidere più persone possibile e non pare a causa del disturbo schizoide. Pericolo di fuga: forti legami in Marocco».

Se domattina a qualcuno di voi venisse in mente di mettersi al volante della propria auto e, per scaricare la rabbia, decidesse di tirare sotto quante più persone possibile, stia tranquillo. E pure se vi siete portati appresso un coltellaccio per sgozzare qualche cristiano, rimanete rilassati. A nessun pm, soprattutto se siete stranieri e dite di aver visto il diavolo e di sentirvi perseguitati dalla mafia, verrà in mente di indagarvi accusandovi di strage premeditata.

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Altro che «matto», per l’attentatore siamo «bastardi cristiani di merda»
I soccorsi a Modena. Nel riquadro, Salim El Koudri (Ansa)
Salim era frustrato come tanti connazionali che non trovano lavori all’altezza dei loro studi ma non per questo si gettano con l’auto contro la folla. La verità è che questa atroce vicenda discende da un’immigrazione incontrollata che non vuole assimilarsi e ci odia.
Ma quanta fretta hanno politici e autorità di archiviare il caso di Modena alla voce disagio mentale? Ancora non si sapeva neppure chi avesse lanciato l’auto contro i pedoni e già il sindaco della città emiliana, Massimo Mezzetti, si affrettava a dire in tv che doveva trattarsi di un pazzo. E infatti la narrazione del giorno successivo ha dipinto un Salim El Koudri come un italiano emarginato e disagiato, senza legami con gruppi estremisti islamici.
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Troppo comodo dargli del matto
I soccorsi alle vittime falciate a Modena da Salim el Koudri, nel riquadro (Ansa)

Piantedosi: «Disagio psichiatrico». E la sinistra si butta subito a dare la colpa al governo che «trascura la salute mentale». Ma la strage di Modena non è (solo) il gesto di un folle: dietro c’è il disastro della mancata integrazione.

Ci vogliono far credere che il marocchino autore della strage di Modena sia un povero disadattato, un disoccupato che all’improvviso una mente persa nei meandri della malattia mentale ha spinto a compiere un gesto folle. Quasi che lo squilibrio psichico sia qualche cosa di consolatorio, rispetto alla scoperta che, pure in Italia, ci siano lupi solitari in grado di compiere atti terroristici alla guida di una semplice autovettura.

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