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Il dopo Orbán è meglio di Orbán
Péter Magyar e Viktor Orbán (EP Photo)
La sinistra, priva di rappresentanti nel Parlamento di Budapest, e la Ue hanno fatto festa per la vittoria di Péter Magyar. Però lui chiede di levare le sanzioni alla Russia e stoppa l’allargamento dell’Unione all’Ucraina, alla quale non darà soldi. Che sberla ai compagni.

Péter Magyar meglio di Viktor Orbán? Forse, ma a quanto pare non nel senso auspicato dai tanti che ieri si sono spellati le mani per la caduta di colui che ha guidato l’Ungheria per 16 anni. Se si leggono i commenti di queste ore, pare che a Budapest sia finito un regime totalitario, ma le cose non stanno esattamente così. Premesso che non ho grandi ricordi di dittatori cacciati a furor di voti: Ceausescu, tanto per rimanere in area, fu liquidato da una rivolta popolare e fucilato subito dopo, e così pure è capitato a Gheddafi.

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Immigrato ferisce sei agenti. Il giudice lo lascia in libertà
Nel riquadro, un fotogramma di un video che immortala le violenze dell’africano, trasmesso su Mediaset da Fuori dal coro
Extracomunitario colleziona 10 episodi di violenza grave, mandando in ospedale i poliziotti: 77 giorni di prognosi. Secondo voi è in galera? Macché, il giudice ha sospeso la pena: fuori in attesa di perizia psichiatrica. La riforma serviva a evitare obbrobri simili.
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L’Europa riempie di soldi Putin però boicotta i russi a Venezia
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa)
Unione ipocrita: mentre Spagna e Francia incrementano gli acquisti di gas dallo zar (con guadagni superiori ai sette miliardi) è pronta a tagliare le risorse alla Biennale perché ospita un padiglione russo. È questo l’esempio cui si ispira la sinistra italiana.

Con tutti i problemi che si ritrova, l’Europa ha deciso di partire dalla Biennale di Venezia. Infatti, mentre la crisi petrolifera rischia di mandare a catafascio l’economia dell’Unione, affondando i bilanci di imprese e famiglie, Bruxelles non ha trovato di meglio da fare che dichiarare guerra alla rassegna artistica guidata da Pietrangelo Buttafuoco.

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