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Riapriamo i gasdotti con Mosca o rischiamo il collasso
Ansa

Quale sia l’obiettivo di Donald Trump e di Benjamin Netanyahu è piuttosto evidente: non si fermeranno fino a quando gli ayatollah non alzeranno bandiera bianca.

O perlomeno fino a che i loro eserciti non avranno esaurito le scorte di missili. Altrettanto chiaro è l’obiettivo di ciò che resta del regime iraniano dopo l’uccisione di Khamenenon avendo scampo, proverà a coinvolgere nella guerra altri Paesi dell’area, nella speranza di gettare l’intera regione nel caos. Allo stesso tempo i pasdaran punteranno a vendere cara la pelle, giocando sull’aumento del prezzo del gas e del petrolio per rendere il conflitto costoso e insostenibile nel tempo. È per questo che hanno bloccato lo stretto di Hormuz, al cui imbocco stazionano migliaia di navi.

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Belgrado fu bombardata di nascosto e ora gli eredi di D'Alema fan la morale
Massimo D'Alema nel 1999 (Getty Images)
D’Alema dice di aver avvisato l’Aula dell’operazione in Serbia nel 1999. Vero, ma due giorni dopo le incursioni dei Tornado, partiti all’oscuro dei cittadini. Adesso però, per la sosta di alcuni jet, la sinistra urla allo scandalo.

Da quando è scoppiato il conflitto in Iran, la questione delle basi americane in Italia è tornata d’attualità. La sinistra, con il Pd in testa, vorrebbe che il governo negasse l’uso degli scali ai velivoli degli Stati Uniti, perché la Costituzione italiana ripudia la guerra e dunque anche gli aerei che decollano per bombardare Teheran dovrebbero essere ripudiati. Dal punto di vista politico le ragioni dell’opposizione si capiscono: più che preoccuparsi di ciò che accade in Persia, pensa a come sfruttare in funzione antigovernativa i timori di un’estensione del conflitto.

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Merz prende il petrolio di Putin, noi rivogliamo il gas russo
Friedrich Merz e Donald Trunp (Ansa)
Il conflitto è iniziato il 28 febbraio, ma l’inerte Bruxelles fissa la prima riunione d’urgenza per gli idrocarburi il 14 marzo. Intanto il cancelliere tedesco si muove da solo, ma anche noi avremmo bisogno del metano russo.

Non si può dire che la visita di Friedrich Merz alla Casa Bianca abbia riscosso molto entusiasmo. Sia in Europa che in patria è infatti stata oggetto di pesanti critiche. La colpa del cancelliere tedesco è di essere rimasto in un imbarazzato silenzio mentre Donald Trump attaccava Keir Starmer («Non è Churchill») e Pedro Sánchez («Taglieremo tutti i contratti commerciali»).

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