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Giorgia, occhio alle trappole
Sergio Mattarella e Giorgia Meloni (Ansa)
Il centrodestra scacci i pensieri suicidi perché Mattarella, piuttosto che sciogliere le Camere, è capace di qualunque alchimia. L’unica via per riprendersi dalla batosta è dare risposte economiche agli italiani.

Che l’opposizione parli di dimissioni del presidente del Consiglio dopo la sconfitta del referendum si può capire. È il gioco delle parti, dove chi non è al governo sfrutta ogni occasione per dare addosso a chi sta a Palazzo Chigi. Che però la tentazione di avvicinare le elezioni, puntando a uno scioglimento anticipato della legislatura, venga da ambienti della maggioranza si capisce un po’ meno. Anzi, per dirla tutta, pare una strana voglia suicida. Infatti, si sa chi getta la spugna, ma non si sa mai chi poi la raccoglierà. In altre parole, chi potrebbe garantire che nel caso in cui Giorgia Meloni fosse costretta a salire al Colle, invocando le elezioni anticipate, Sergio Mattarella sia disposto ad assecondare la richiesta? Nessuno.

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Tutta La Verità | Referendum, Belpietro: «Nasce la repubblica dei giudici»

La sconfitta del Sì al referendum è una occasione persa per sanare le storture della giustizia ed è un segnale per in centrodestra: ora bisogna concentrarsi sui temi che stanno a cuore agli elettori.

SETTIMANA SANTA
Daniela Santanchè (Imagoeconomica)

Che Via Crucis: la Meloni chiede le dimissioni della Santanchè da ministro. Lei resiste ma poi, rimasta sola, lascia in polemica: «Il mio certificato penale è pulito, non voglio essere il capro espiatorio però dico: “Obbedisco”». La sfida del governo adesso è risorgere dopo giornate di passione...

«Chi sbaglia, paga». Avrebbe dovuto essere lo slogan della campagna referendaria, per spiegare che anche i magistrati che commettono errori devono risponderne. Ma dopo il No alla riforma della giustizia «chi sbaglia, paga» è la nuova parola d’ordine di Giorgia Meloni, la quale si sarebbe sfogata con i principali collaboratori, dicendo di non essere più disposta a coprire nessuno. Succede spesso all’interno di un gruppo che il capo si assuma le responsabilità dei sottoposti, difendendoli a spada tratta. Ma dopo la sconfitta del 22 e 23 marzo, il presidente del Consiglio ha capito che serve maggiore rigore, perché nei prossimi mesi la maggioranza si giocherà tutto, in particolare la possibilità di rivincere le elezioni.

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