Inchieste

La difficile arte di non sparare: perché la polizia cerca nuove difese contro le aggressioni
Il progetto BJJ4Police al reparto mobile di Milano

A Milano il programma BJJ4Police porta il Brazilian Jiu-Jitsu dentro l’addestramento degli agenti. Non per aumentare la forza, ma per ridurre il momento in cui resta una sola alternativa: l’arma. Le statistiche parlano di 2675 annui aggressioni agli operatori in divisa, più di 7 al giorno, una ogni 3 ore.

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«Fermando l’aggressore ho mostrato che l’Italia non è ancora morta»
Luca Signorelli con Sergio Mattarella e Giorgia Meloni (Ansa)
  • Mattarella e Meloni visitano i feriti e omaggiano il coraggio di Signorelli, il primo a intervenire. Salvini: «Proporremo di espellere chi commette reati». Piantedosi: «All’origine ci sono problemi psichiatrici».
  • «Porto sempre con me il laccio emostatico, anche in licenza», ci dice un uomo delle forze speciali che si trovava per caso sul luogo della strage: «Una signora aveva le gambe spappolate».

Lo speciale contiene due articoli.

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Salim El Koudri decide di non parlare ai pm. I paesani: lamentava di esser discriminato
(Ansa)
  • Il 31enne di origini marocchine aveva da tempo atteggiamenti ostili e diceva di non trovare lavoro «perché straniero». Non frequentava la moschea.
  • El Koudri finirebbe in casa di cura «per almeno tre anni». Ma non basta il solo disagio psichico.

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Garlasco, le perizie di Garofano sono affari di famiglia
Luciano Garofano, ex comandante dei carabinieri del Ris di Parma (Ansa)
Dal cold case genovese del Delitto del trapano alle indagini su Sempio: l’ex comandante del Ris s’è affidato spesso al Centro avanzato di diagnostica di Orbassano, uno dei poli più noti della genetica forense in Italia, dove il direttore tecnico-scientifico è il nipote Paolo.

C’è un circuito tecnico-forense in cui i cognomi ritornano, i laboratori si ripresentano e gli esperti migrano da un delitto all’altro come vecchi attori di una compagnia stabile. Garlasco è il processo che racconta questo ambiente meglio di ogni altro caso. Nel processo d’Appello bis contro Alberto Stasi, il consulente della Corte Roberto Testi, insieme al collegio peritale, depositò una valutazione tecnica destinata a incidere sulla ricostruzione dell’omicidio.

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Nordafricano in auto falcia la folla. Diversi feriti, alcuni sono gravissimi
L'auto guidata da Salim el Koudri che ha falciato i passanti a Modena (Ansa)
Marocchino con cittadinanza italiana investe volontariamente i passanti. Una volta sceso, mena fendenti con un coltello: fermato dai presenti e arrestato. Una donna ha perso le gambe nell’impatto con il veicolo.

Saranno le indagini a stabilire le origini del gesto del trentunenne cittadino italiano ma di origine marocchina che ieri pomeriggio nel centro di Modena ha falciato con la sua auto una decina di persone a piedi, ferendone otto, di cui quattro in modo grave. L’investitore, Salim El Koudri è nato a Bergamo, ma risiede a Ravarino, nel modenese. In base a quanto emerge sembra che l’uomo, incensurato e laureato in economia, non fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcol.

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