Lavitola a Ranucci: «Per gli inquirenti il mandante sei tu»
Dopo essere stato perquisito il faccendiere, intercettato, spiega all’amico i sospetti dei carabinieri: «Vedono te al mio fianco».
Dopo essere stato perquisito il faccendiere, intercettato, spiega all’amico i sospetti dei carabinieri: «Vedono te al mio fianco».
Clamoroso affondo della giudice Clementina Forleo: «Perché vuole restare al timone di “Report” con la minaccia di spifferare le chat con “tutti”? E chi sono? In un Paese normale sarebbe stato già indagato per estorsione e i suoi telefoni sequestrati». Poi attacca i suoi colleghi.
Valter si dice affranto per aver messo in pericolo un «fratello». Nei messaggi tra loro due, però, è assillante: perché Mister «Report» non ha confessato gli avvertimenti?
I paladini della trasparenza e i cronisti d’assalto improvvisamente uniti nell’invocare la privacy che hanno sempre negato agli altri. Non gradiscono far sapere agli italiani come la Rai spende i soldi (pubblici) del canone.
La difesa di Valter chiede un nuovo interrogatorio e torna al Riesame. Gli esecutori dell’attentato: «Se lo son fatti tra loro». La Russa: «Report va cambiato, tace sul Pd».
Non solo Mieli e Cappellini: l’ex editore parlava del piano «politico» su Ranucci pure con D’Amato di «Open». L’intero gruppo è di area progressista. Eppure c’è ancora chi sostiene che dietro al pregiudicato ci sia il governo.
Gli uomini che hanno piazzato l’ordigno a casa di Sigfrido si sentono traditi dai mandanti e dai clan: «Avevano promesso copertura economica e legale». E adesso vogliono fare altre rivelazioni. Spunta la soffiata per farli beccare: «Ecco chi è il deficiente».
Giuseppi sventola in aula un documento ricevuto da una fonte anonima che, però, si riferisce a una partita di mascherine diversa da quella oggetto dell’accordo siglato dal governo. Che invece fu validata dalle Dogane.
Un servizio del 2016 su un’ipotetica truffa dei diamanti, non portò a nessuna condanna definitiva. Rovinando però un ad.
Se Ranucci avesse dovuto ricostruire la vicenda, l’avrebbe rimontata a suo modo. Per fortuna ci ha pensato la magistratura. Ma il silenzio dei vari Saviano, Giannini e Lerner, che avevano accusato la destra, fa rumore.
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