Scotland Yard sapeva già che il «Lolita Express», il Boeing 727 di Jeffrey Epstein che trasportava ragazze e uomini d’affari in giro per il mondo, era atterrato almeno 90 volte nel Regno Unito, ai tempi della scandalosa amicizia del faccendiere pedofilo con Andrea d’Inghilterra, fratello minore di Re Carlo. E dopo l’uscita degli Epstein files, sapeva anche che alcune ragazze erano state introdotte perfino dentro Buckingham Palace.
Ieri però, la polizia britannica ha aggiunto un nuovo tassello al già impresentabile casellario giudiziale dell’ex principe, aggravandone la posizione: stando a quanto riferito da Sky News Uk, il terzogenito della regina Elisabetta è oggetto di un’indagine preliminare non soltanto per cattiva condotta in pubblico ufficio ma anche per sospetti reati sessuali. Una donna, pur non avendo ancora presentato denuncia formale, ha dichiarato di essere stata vittima di traffico sessuale organizzato da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell e portata, diversi anni fa, nella ex residenza di Andrea vicino al castello di Windsor. I fatti sarebbero avvenuti nel 2010, dunque dopo la prima condanna e detenzione del faccendiere. In conformità con le linee guida britanniche, le forze di polizia non hanno fatto esplicito riferimento al figlio di Elisabetta d’Inghilterra ma hanno riferito di «un uomo sulla sessantina del Norfolk».
La polizia di Thames Valley non ha ancora avuto la possibilità di ascoltare la presunta vittima ma ha già incontrato il suo avvocato Brad Edwards, che in passato ha anche assistito Virginia Giuffre, attivista americana e principale accusatrice di Andrea d’Inghilterra. Già, perché questa non è la prima volta che Andrea è citato in giudizio per crimini sessuali: Giuffre, che si è suicidata l’anno scorso, lo aveva inizialmente menzionato a marzo 2011 in un’intervista al Daily Mail, circostanziando le accuse a dicembre 2014; ad agosto 2021 i legali della donna hanno depositato formalmente la causa civile Giuffre v. Prince Andrew. Pochi mesi dopo, a marzo 2022, l’accordo extragiudiziale: il figlio della defunta Regina Elisabetta ha pagato il silenzio di Giuffre 12 milioni di sterline, senza ammissione di colpevolezza ma con pesanti ripercussioni sulla monarchia.
La pubblicazione degli Epstein files a fine gennaio da parte dell’amministrazione Trump e l’uscita postuma, a ottobre 2025, del memoriale Nobody’s Girl hanno fornito riscontri fondamentali alle accuse di Giuffre, culminati con il clamoroso arresto, lo scorso 19 febbraio, dell’ex principe. Rilasciato 11 ore dopo, Andrea è stato privato da Re Carlo, in modo definitivo, di tutti i suoi titoli reali e onori (oggi all’anagrafe si chiama Andrew Mountbatten-Windsor) e mandato in «esilio» in una residenza di campagna a Sandringham, nel Norfolk. Anche l’ex premier Gordon Brown, a febbraio, ha sollecitato la polizia britannica a interrogarlo, chiedendo alle autorità di indagare per verificare se l’ex Altezza reale avesse utilizzato voli dei reali o basi della Royal Air Force per facilitare i traffici sessuali legati a Epstein; ma fino a ieri Andrew Mountbatten, che ha sempre negato ogni illecito, è stato sottoposto a indagini esclusivamente per cattiva condotta in pubblico ufficio.
Tuttavia, mentre Scotland Yard indagava sulle accuse secondo le quali il principe, quando era emissario commerciale in Asia per conto dei governi laburisti di Tony Blair e Brown (tra il 2001 e il 2011), avrebbe trasmesso a Jeffrey Epstein e ad altri uomini d’affari briefing riservati, dai milioni di file desceretati dal Dipartimento della Giustizia americano emergevano anche clamorose rivelazioni sulla sua condotta sessuale. I documenti declassificati raccontano che avrebbe fatto entrare a corte alcune ragazze, potenziali vittime di traffico sessuale. Almeno una giovane, hanno rivelato i file, è stata portata a Londra a bordo del Lolita Express, consentendole l’accesso al palazzo reale, con tanto di tour a Buckingham Palace. Per farla circolare a corte, sarebbe stato usato il nome in codice «Lady Windsor»: si tratterebbe, ipotizzano i media inglesi, della stessa donna che a breve potrebbe denunciare penalmente Andrea.
La polizia di Thames Valley ha detto di aver perquisito due indirizzi nel Berkshire, a circa 50 miglia a Ovest di Londra, e a Norfolk, a poco più di 100 miglia a Nord-est della capitale britannica, entrambe residenze di Mountbatten. Gli agenti stanno lavorando anche con la National Crime Agency per ottenere materiale non secretato dagli Stati Uniti. Anche il Dipartimento di Giustizia Usa, insieme con un gruppo di coordinamento delle forze di polizia britanniche, sta setacciando i files per ottenere ulteriori informazioni relative all’indagine nel Regno Unito. «Il nostro team di detective ed esperti sta lavorando meticolosamente attraverso una mole significativa d’informazioni che sono arrivate dal pubblico e da altre fonti», ha dichiarato il funzionario di polizia Oliver Wright. «Ci impegniamo a condurre un’indagine approfondita su tutto i livelli, ovunque possano portare», ha dichiarato.







