Finora chi ipotizzava di portare avanti un (difficile) processo di integrazione degli stranieri di fede islamica venuti a vivere in Italia puntava su processi di mediazione culturale. Detta in parole povere, si facevano corsi per insegnare agli stranieri la nostra lingua, le nostre usanze, le nostre leggi. In molti casi con scarsi risultati, ma questo non spiega la curiosa iniziativa nata in seno all’Arci, che di fatto ribalta il processo: sono gli italiani che devono imparare l’arabo e conoscere il Corano.
Ad Avellino, dove è stata fondata, opera infatti l’associazione Islam insieme, che da statuto, oltre a dichiarare di aderire «all’associazione e rete associativa nazionale “Arci aps”, adottandone la tessera nazionale quale tessera sociale», ha tra le sue finalità la «promozione della cultura arabo-islamica e dei principi di dialogo interculturale». Ma in un perfetto cortocircuito logico Islam insieme promuove, almeno sulla carta, la «lotta alle discriminazioni e agli stereotipi di genere in chiave intersezionale, con l’impegno ad affermare il diritto all’autodeterminazione dei propri corpi, a contrastare la violenza di genere e agire per il riconoscimento dei diritti civili e la partecipazione attiva alla vita dell’associazione di tutte le soggettività comprese le persone trans, non binary e gender non-conforming». Vaste programme, avrebbe detto il generale Charles de Gaulle, visto che in molti Paesi islamici l’omosessualità è considerata un reato, in qualche caso punito perfino con la pena di morte.
Sta di fatto che tra i servizi offerti dall’associazione attraverso il proprio sito non c’è niente di tutto questo, ma attività come: incontri online di meditazione e spiritualità; webinar a tema per approfondire l’islam; uno «Spazio di ascolto» che offre «supporto e consulenza gratuita da parte della nostra guida Rosanna Maryam». Per chi decide di iscriversi, alla modica cifra di 15 euro l’anno, sono disponibili anche: «Accesso a La madrasa di Islam insieme», che viene definita un archivio corsi, webinar e risorse sull’Islam; «Jumuah online, una volta al mese riproponiamo l’atmosfera della preghiera del venerdì»; «Corso di ramadan gratis». Non manca poi la possibilità per gli iscritti di partecipare al «Weekend insieme», definito «il nostro ritiro spirituale annuale». Previsti anche sconti su corsi e consulenze individuali, servizi forniti dalla MaryamEd Academy. Riconducibile, come già si evince dal nome, alla «guida» Rosanna Maryam Caputo, «insegnante, mediatrice e consulente free lance», nata in Italia, che sul sito si presenta così: «Sono nata e cresciuta nel Sud Italia, ho vissuto in Medio Oriente, Nordafrica, Regno Unito e Germania. Questo fa di me una persona transculturale che tra italiano, inglese, tedesco e arabo si perde e si ritrova. Il mondo arabo-islamico mi ha insegnato che la conoscenza per essere utile deve trasformare la nostra vita, il mondo europeo mi ha dato gli strumenti per organizzarla e renderla fruibile a tutti».
Anche in questo caso, tra i corsi indicati sul sito nulla rimanda a temi come la lotta alle discriminazioni. Il catalogo prevede infatti due corsi gratuiti, «Cos’è il Corano» e «L’arabo e il Corano», seguita da altre opportunità a pagamento: Arabo per il Corano 1, Arabo per il Corano 2 e Arabo per il Corano 3. Questi ultimi disponibili anche in una versione «Full pack», paghi due prendi tre. Le consulenze individuali vengono presentate con uno slogan che ricorda molto quelli dei -molto occidentali e molto commerciali- corsi motivazionali dei vari life coach: «Parliamo nel dettaglio dell’arabo dei tuoi sogni! Creiamo insieme il tuo percorso personalizzato sulla base del tuo tempo, dei tuoi obiettivi linguistici e del tuo stile di apprendimento. Rispondi alle domande per aiutarmi a guidare la consulenza in linea con le tue esigenze!».
Insomma, più che un «dialogo interculturale», sembra che dietro all’iniziativa varata sotto l’egida dell’Arci, ci sia una promozione dei corsi della MaryamEd Academy. Con tanto di recensioni degli iscritti pubblicate sul sito.







