Inchieste

Forteto, mai puniti pure i sodali dell’Epstein italiano
Rodolfo Fiesoli (Ansa)
La dinamica presenta notevoli somiglianze: l’ideatore del Forteto, Rodolfo Fiesoli, dopo una prima condanna nel 1985 per abusi sui minori, continuò ad agire indisturbato e a molestare fino al 2010. E come il miliardario americano, era coperto da una vasta rete di potenti.

Se si osserva con attenzione, si nota che il mostruoso caso di Jeffrey Epstein presenta notevoli somiglianze con una storia italiana altrettanto e forse per certi versi persino più spaventosa. È la vicenda del Forteto, la comunità di Vicchio, in provincia di Firenze, in cui venivano inviati minorenni tolti alle famiglie o problematici che invece di essere seguiti e curati venivano vessati e abusati. Tre sentenze in momenti diversi hanno dimostrato che il Forteto non era una comunità e nemmeno una struttura protetta, non lo era per la verità nemmeno formalmente.

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Clinton più grottesco della moglie: «Epstein? Non sapevo fosse un orco»
Hillary e Bill Clinton (Ansa)
  • Al contrario di Hillary, Bill non può provare a negare di aver conosciuto il pedofilo: allora la butta sulla «breve frequentazione» interrotta non appena appreso dei crimini (di cui non aveva visto nulla...). Tutto poco credibile.
  • Teodorani voleva presentargli Pilar Fogliati. L’attrice, che era a Sanremo, compare nei messaggi tra il nipote di Agnelli e il magnate.

Lo speciale contiene due articoli.

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Ci sono altre morti sospette tra i piccoli: l’indagine sul sistema Monaldi s’allarga
Ansa
  • Dopo un esposto, la Procura farà accertamenti su due decessi. Tra cui una bimba che attendeva il trapianto. Parla la mamma di Domenico: «Condizioni inadeguate, facevo io le pulizie».
  • Il no del Bambino Gesù al trapianto: «Infezione attiva e incontrollata». Nella relazione della Regione emerge pure «comunicazione inefficace tra le équipe».

Lo speciale contiene due articoli.

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Tram deraglia, due morti a Milano. Il conducente: «Ho avuto un malore»
Ansa
Il mezzo è uscito dalle rotaie, rischiando anche di ribaltarsi, vicino a piazza Repubblica. Si è schiantato contro un palazzo, nulla da fare per un passante e un passeggero. Altre 39 persone sono rimaste ferite.

Nel 2019 il Comune e Atm avevano bandito una gara pubblica internazionale per rinnovare la flotta tranviaria, un accordo quadro fino a 80 nuovi convogli. L’appalto, con un primo contratto da circa 190 milioni di euro, era stato aggiudicato al gruppo svizzero Stadler Rail, con produzione affidata allo stabilimento di Valencia, in Spagna: si era trattato del primo affidamento per i tram milanesi a un costruttore straniero.

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Sul luogo del deragliamento, in zona Porta Venezia, si è recato il procuratore di Milano Marcello Viola. Nelle prossime ore la pm di turno Elisa Calanducci aprirà un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente, che ha provocato due vittime e almeno 39 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Nell’ambito degli accertamenti sarà iscritto anche il tranviere, come previsto in questi casi per consentire tutte le verifiche tecniche. Sul posto è arrivato anche il sindaco Giuseppe Sala, per seguire da vicino l’evolversi della situazione e informarsi sulle condizioni dei feriti.

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