Inchieste

Droga, diamanti e quadri di Picasso. Così Hezbollah si finanzia in Europa
Getty Images
  • I miliziani continuano a perdere uomini, armi e influenza politica, ma la loro rete economica internazionale resta operativa. Uno dei principali centri di raccolta è il Vecchio continente, dove l’Italia fa da snodo logistico.
  • I proventi del narcotraffico servono ad acquistare veicoli di seconda mano, rivenduti in Africa attraverso i porti europei.
  • I pagamenti iraniani? Arrivano in cripto. Sanzioni Usa a Nobitex, piattaforma di Teheran. La legislazione Ue ha troppi buchi.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Le Fiamme gialle di Lodi hanno eseguito 8 misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata all’autoriciclaggio e all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Eseguite misure cautelari nei confronti di 44 soggetti per un valore complessivo di circa 31 milioni di euro.

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Paese in apprensione per la sorte di Alisya e Sarah, scappate da una casa famiglia dove le aveva confinate il Tribunale per i minori. Il papà denuncia la struttura lamentando una presunta carenza di sicurezza. I piccoli Trevallion, invece, vengono controllati a vista.

L’Italia sta con fiato sospeso per la sorte di Alisya e Sarah, le due sorelline scomparse da otto giorni in Abruzzo dalla casa famiglia dove erano state dirottate per volere dei magistrati minorili. Ieri è stato scandagliato il lago di Barrea (L’Aquila). Si è temuto il peggio, ma delle ragazzine non c’è traccia: paiono svanite nel nulla.

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Il club dei ricchi resta un fantasma. I pm attendono le amiche di Epstein
Milano, le fondatrici americane di The Core querelate dai soci per truffa e bancarotta.

Doveva essere il ritrovo dei soci più esclusivi di Milano. Rischia di diventare un caso giudiziario. Nei prossimi giorni le amiche di Epstein, Jennie Enterprise e Dangene Enterprise, fondatrici americane del progetto di lusso mai aperto in corso Matteotti 14, dovrebbero tornare a Milano dopo quasi un mese lontane dalla scena.

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Il lavoro da contabile, l’affitto nel Milanese. La seconda vita di Stasi
Alberto Stasi (Ansa)
Prime notti fuori dal carcere ma senza far ritorno nel luogo del delitto. Per uscire dalla Lombardia o andare in vacanza servirà l’ok del giudice.

Per oltre dieci anni Alberto Stasi ha vissuto con una certezza assoluta: la sera si tornava in cella. Dopo il lavoro o dopo permessi e licenze. Anche quando la sua vita aveva ricominciato a somigliare a quella di un uomo libero, con un impiego da contabile a Milano, con gli spostamenti autorizzati e le giornate fuori da Bollate. Alla fine della giornata c’era comunque la cella. Ieri quella routine si è spezzata.

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