A distanza di 17 anni, diventa definitiva la condanna a cinque anni di reclusione per Mauro Moretti, ex ad di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato, nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, quando morirono 32 persone e oltre 100 rimasero ferite. La rottura dell’asse delle ruote del primo carro di un treno che portava Gpl provocò lo sviamento della cisterna e di altri quattro vagoni. Il serbatoio si squarciò dopo l’urto: il gas fuoriuscì, raggiunse le case vicine e prese fuoco, provocando esplosioni e un vasto incendio. Moretti andrà in carcere.
La Quarta sezione penale della Cassazione ha rigettato i ricorsi contro la sentenza dell’appello ter, confermando per Moretti la condanna per disastro ferroviario colposo. Con la decisione definitiva si apre ora la fase dell’esecuzione della pena e quindi l’ingresso in carcere per l’ex numero uno di Fs e Leonardo. Confermate anche le condanne per altri dieci imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e nella manutenzione del convoglio deragliato. Tra loro Michele Mario Elia, già ad di Rfi, condannato a quattro anni, due mesi e 20 giorni.
Il nuovo giudizio d’appello era stato disposto dalla stessa Cassazione nel gennaio 2024. La responsabilità penale degli imputati era già stata confermata, mentre restava da ridefinire la quantificazione delle pene, con particolare riferimento alle attenuanti generiche. Le difese chiedevano che la riduzione fosse applicata nella misura massima di un terzo. La Corte d’appello di Firenze aveva invece mantenuto la diminuzione a un nono, ritenendola adeguata alla «gravità eccezionale dei fatti».
La Cassazione ha ora reso definitivo quel verdetto. Dura la reazione dell’avvocata Ambra Giovene, difensore di Moretti. «Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta», ha dichiarato. Secondo la legale è ingiusto che, per un reato colposo, si aprano le porte del carcere per persone coinvolte in un fatto di estrema gravità.
«Ci furono 32 morti e centinaia di feriti, ma l’ingegnere Moretti non è colpevole. Non lo dice il suo avvocato, lo dicono le carte», ha aggiunto Giovene, ribadendo la posizione sostenuta dalla difesa nel corso del processo.
La legale ha poi fatto riferimento alle iniziative organizzate dai familiari delle vittime dopo la sentenza, tra cui un concerto. «C’è niente da festeggiare, per noi e per loro», ha detto, sottolineando che tutte le parti sono chiamate a rispettare la decisione definitiva della magistratura.







