Assolto in tribunale ma non in tv: suicida per il «metodo Report»
Un servizio del 2016 su un’ipotetica truffa dei diamanti, non portò a nessuna condanna definitiva. Rovinando però un ad.
Un servizio del 2016 su un’ipotetica truffa dei diamanti, non portò a nessuna condanna definitiva. Rovinando però un ad.
Se Ranucci avesse dovuto ricostruire la vicenda, l’avrebbe rimontata a suo modo. Per fortuna ci ha pensato la magistratura. Ma il silenzio dei vari Saviano, Giannini e Lerner, che avevano accusato la destra, fa rumore.
Sul caso Ranucci-Lavitola a sinistra prende piede una nuova teoria: dietro l’attentato ci sarebbe una strategia della destra per screditare il conduttore di Report. Ma la ricostruzione presenta più di una contraddizione.
Ne parla lo stesso Lavitola, intercettato mentre riferisce a un commensale i sospetti dei carabinieri: «Per loro la mente dell’attentato sono io ma non da solo: “È uno a fianco a lei”, mi hanno detto». Per il comitato etico Rai, danno reputazionale e ricadute pubblicitarie.
Niente domiciliari per il faccendiere: «Da lui ricostruzioni inverosimili e disinvoltura criminale nel pianificare l’atto intimidatorio» contro il conduttore. Che sarà sentito a settembre: gli inquirenti vogliono vederci chiaro.
L’indagine parte da un caso di minacce, violenze e richieste di soldi, ma può allargarsi.
Una relazione analizza i documenti di volo registrati dalle Dogane: sono 177 le posizioni anomale rilevate, tra lettere di vettura non tracciabili (per mancanze) o utilizzate per più spedizioni (dunque irregolari).
Paolo Zampolli (inviato di Trump): «La richiesta danni sarebbe di decine di milioni di euro».
In un lungo post cita anche Moro e Piersanti Mattarella. Indignazione dal centrodestra: «Lasci stare i veri eroi».
L’interrogatorio dell’amico rischia di inguaiare il conduttore di «Report». Che intanto si paragona a Moro, Falcone e Borsellino. Studi, sondaggi, Mieli e Cappellini: nulla di intentato per la scalata a Palazzo Chigi. Quei giochetti spregiudicati sui servizi segretI.
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