«Le classi seconde, sabato 18 aprile 2026, nell’ambito del progetto “Identità e fede islamica”, incontreranno il referente della comunità islamica di Sassuolo Hicham Houchim, rappresentante dell’Ucoii (Unione comunità islamiche italiane)». È quanto si legge in una comunicazione dell’Istituto tecnico industriale statale Enrico Fermi di Modena.
Saranno infatti otto le classi seconde che seguiranno la lezione di islam dalla durata di ben due ore. Troppi alunni per la capienza di un’unica Aula Magna e, pertanto, verranno effettuati due turni: uno dalle 8 alle 10 e l’altro dalle 11 alle 13. Lezioni rigorosamente «in presenza», specifica il documento protocollato e firmato dal dirigente scolastico Gennaro Scotto di Ciccariello che, alla Verità, dichiara che l’evento riguarderà «il dialogo tra le culture e le religioni anche in un’ottica di una corretta applicazione da quanto richiesto dalla promozione dell’educazione civica». Un dialogo un po’ originale, verrebbe da dire, dato che sabato non è prevista alcuna figura oltre al referente islamico e, ovviamente, ai docenti in servizio occupati nella vigilanza. Il progetto, assicura il dirigente, è «inserito nel piano triennale dell’offerta formativa, quindi approvato dal consiglio di istituto». E in effetti, spulciando nel Ptof, apprendiamo che già nel documento del 2022 era presente un paragrafo interamente intitolato «Identità e fede islamica» in cui venivano previste «lezioni con le singole classi sulla storia e lo sviluppo dell’islam, la sua dottrina e le suddivisioni, aspetti caratteristici e ambiti di discussione (visione della donna, della fratellanza universale, del matrimonio, fondamentalismo)». Il tutto farcito da una «testimonianza diretta di fede musulmana per approfondire, dibattere e rispondere a perplessità e confrontarsi con chi vive la fede islamica in prima persona».
Insomma, un sottile cedimento culturale all’islamizzazione che non risparmia la scuola, ma nemmeno le parrocchie. Proprio il 15 aprile, il giorno in cui veniva protocollata a Modena la comunicazione del dirigente scolastico, dall’altra parte d’Italia, a Brindisi, nella parrocchia di San Lorenzo, si svolgeva un incontro con l’imam della comunità islamica locale: Khaled Bouchelaghem. All’evento, pubblicizzato anche sul sito dell’Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni e intitolato «Conosci l’Islam?», erano invitate comunità parrocchiali, comunità religiose, operatori ecclesiali, aggregazioni, insegnanti Irc, docenti e associazioni territoriali. Da segnalare che, oltre a queste figure, ad assistere al «catechismo» islamico brindisino c’era anche l’arcivescovo Giovanni Intini, che ha concluso l’evento. Il tutto sotto il segno dello slogan «se conosci bene l’altro lo ami davvero». Uno scenario che farebbe rabbrividire gli oltre 800 martiri che, nell’agosto del 1480, furono uccisi dai Turchi guidati dal comandante Gedik Ahmet Pascià nella vicina Otranto per non essersi convertiti alla fede islamica e che vennero prima beatificati nel 1771 dal pontefice Clemente XIV e poi canonizzati il 12 maggio 2013 da papa Francesco.
E così, in un mondo dove diventa quasi strano esporre un crocifisso in un’aula (per non parlare del fare un presepe in un corridoio o intonare ad un saggio di Natale una qualsiasi canzone che sfiori leggerissimamente la nascita di Gesù Bambino), diventa sempre più accettata una lezione islamica somministrata a dei ragazzi minorenni all’interno di un istituto scolastico o a un’intera comunità all’interno di un locale cattolico.
Spazio, Donazzan: «Space Meetings Veneto è la vetrina italiana per l'industria mondiale della difesa»
Lo ha dichiarato l'eurodeputata di Fratelli d'Italia in un'intervista al Parlamento Europeo a margine dell'evento di presentazione dello «Space meetings Veneto», che si terrà a Venezia dall'11 al 13 maggio.
Caccia all’uomo alla ricerca dei banditi, almeno tre, che nella giornata di ieri hanno compiuto una clamorosa rapina alla filiale della Crédit Agricole di Piazza Medaglie d'Oro, nel quartiere Vomero a Napoli. I rapinatori, dopo aver scassinato e portato via diverse decine di cassette di sicurezza, si sono dileguati allontanandosi nelle fogne. Venticinque tra dipendenti e clienti sono stati tenuti in ostaggio dai banditi, che avevano il volto coperto da maschere che alcuni hanno ricondotto al volto di attori cinematografici.
I clienti della Crédit Agricole di Piazza Medaglie d'Oro, a Napoli, si sono messi in fila da questa mattina — dopo essere rimasti già fino a notte davanti all’istituto di credito — per fornire al personale i dettagli relativi alle proprie cassette di sicurezza, bottino dei rapinatori che ieri hanno svaligiato la banca. «L’hanno aperta con il cacciavite. È diventato troppo facile rapinare una banca», racconta una donna dopo aver scoperto che la sua cassetta di sicurezza è stata aperta.
Sul luogo della rapina sono presenti anche gli uomini della municipalizzata Abc Napoli. Gli operai dovranno infatti aiutare le forze dell’ordine e gli investigatori a individuare il percorso che i banditi avrebbero seguito per la fuga, riuscendo ad allontanarsi attraverso le fogne. È stato scavato un tunnel, frutto di un lavoro evidentemente minuzioso e particolarmente lungo nel tempo: un’attività condotta con modalità che fanno pensare anche a mani esperte, capaci di effettuare lo scavo senza farsi notare.





