Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervistata dal direttore Maurizio Belpietro al Giorno della Verità.
Quaranta minuti di intervista tutto campo, dai rapporti con Donald Trump alla politica interna, dall'Europa al commercio internazionale. Piano casa, nucleare e legge elettorale. «Sono rimasta sinceramente colpita dalle parole di Donald Trump e non so spiegarmi perchè si sia comportato così» rivela al direttore appena seduta sul palco dell'Acquario romano.
«Ho letto le ricostruzioni che parlavano di un mio atteggiamento assertivo, che racconterebbero di un tentativo di distogliere l'attenzione dagli accordi con l'Iran. Non intendo alimentare questo confronto. Penso che il lavoro bilaterale con gli Stati Uniti deve tornare alla normalità. Tajani ha fatto bene ad annullare la trasferta a Miami ma non c'è motivo di andare oltre». E poi «io non cambio idea. La politica estera italiana non cambia». E a scenari di possibili ricadute risponde: «Mi auguri di no, non le vedo. La nostra attività, i nostri rapporti vanno bene tanto a livello diplomatico che economico. Vedo le moltissime iniziative. L'export italiano è cresciuto nonostante i dazi americani, quindi non vedo rischi di contraccolpo. Dobbiamo riportare i termini della politica estera alla complessità che merita». Perchè "a volte parliamo di politica estera come se fosse, non lo so, Temptation Island".
Sull'accordo con l'Iran «resta ottimista» anche se "è un accordo complesso. Dobbiamo guardare a tre elementi. Non possiamo oggettivamente consentire che il regime degli Ayatollah si doti di armamenti nucleari assunto che sappiamo che hanno anche sistemi missilistici a lungo raggio. Nessun Paese deve sentirsi minacciato e vale per Israele come per i Paesi del Golfo. Infine c'è il tema della libertà di navigazione. Non solo per quello che Hormuz rappresenta in sé" spiega "ma anche per quello che potrebbe accadere dopo". Perchè non possiamo permetterci che ogni snodo di commercio internazionale venga usato come arma, non si può permettere ed è il motivo per cui noi abbiamo dato la nostra disponibilità a sminare lo stretto se il Parlamento dovesse dare il via libera".
Sul nuovo regolamento per i rimpatri Meloni è fiera che venga "definita maggioranza Giorgia perchè é una realtà simile al centrodestra italiana. Una maggioranza molto diversa da quella che ha eletto Ursula von der Leyen, che ha difficoltà a dare risposte chiare. Noi oggi grazie a questa legge abbiamo norme chiare. Siamo stati un modello. Abbiamo rischiato facendo una cosa totalmente nuova ed è l'Italia ad aver indicato la rotta. Se dici cose sensate in questo tempo c'è un sacco di gente che ti viene dietro". E quando il direttore le ricorda che la accusano di aver sprecato soldi per i centri in Albania risponde: "Mi hanno accusato persone che per l'accoglienza spendevano 10 miliardi di euro l'anno". Sul nucleare dopo essersi concessa una battuta sul ministro Giorgetti e il suo ottimismo spiega: "Confido che prima dell'estate avremo la legge delega per andare avanti con il nucleare. Lo considero estremamente importante". sulle opposizioni che dicono come vada tutto male nonostante i dati su export occupazione e immigrazione dice: "L'opposizione fa il suo lavoro, non pretendo che dicano che il Paese va meglio da quando c'è Giorgia Meloni. Io non ho mai detto che le cose vanno benissimo. Però oggettivamente i dati e i segnali sono incoraggianti. C'è una parte del mondo che guarda all'Italia positivamente. Se noi siamo scarsi, loro erano scarsissimi". Sul Piano Casa "cui sta lavorando principalmente il Ministro Salvini" spiega: "Noi ci siamo dati l'obiettivo di almeno 100.000 nuovi alloggi in dieci anni con un piano che ha sostanzialmente due direttrici, 60.000 case popolari, qui parliamo sostanzialmente di rimessa a norma di case popolari che in Italia esistono e che non si possono assegnare perché non sono a norma, perché vanno ristrutturate, perché ci sono delle difficoltà poi c'è tutto un altro filone che riguarda le cosiddette case a prezzi calmierati". E su Renzi che l'ha definita Ladytax risponde: "Difficile sostenerlo perchè quando gli si chiede quali sono le tasse che abbiamo alzato loro non sanno mai cosa rispondere". Infine sulla Commissione Covid: "Bisogna fare chiarezza direttore, stanno uscendo degli elementi inquietanti. Sembra che ci siano persone che hanno ricevuto centinaia di milioni di commissioni per importare mascherine dalla Cina per la maggior parte farlocche, mentre c'era in Italia chi combatteva contro il virus".
Sulla legge elettorale: "dà la facoltà a chi vince di avere maggiore stabilità, non è una legge per il centrodestra". Non vorrebbe tornare indietro ai governi che duravano un anno e mezzo la premier come accade ora per altri Paesi europei: "Ci ritroveremmo con un altro governo che dura poco e che non sa dare risposte". Su Roberto Vannacci : "La sinistra ne parla molto perchè non potendo parlare della loro coalizione guardano a noi, ma Renzi era talmente occupato a parlare di Vannacci che non si è neanche accorto che non era stato invitato dagli altri leader di sinistra per parlare del programma". Insomma per la premier "Si vedrà alla fine chi sta da una parte o dall'altra".
Alla fine chiude con una battuta rivolta al direttore che le chiedeva come mai avesse deciso di smettere di fumare in un periodo così brutto: "Perché penso che quando è così è meglio infilarci insieme tutte le cose brutte".
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Salari, formazione e occupazione. Questi i temi fondamentali toccati dal ministro del Lavoro Marina Calderone, intervistata dal direttore Maurizio Belpietro in occasione de Il giorno della Verità.
Belpietro menziona innanzitutto i dati estremamente positivi sulla disoccupazione al 5,1% (ai minimi dal 2004). Questi risultati, secondo Calderone, derivano da tutto un insieme di fattori che funzionano, ma soprattutto dalla fiducia che le imprese hanno riacquisito grazie alla stabilità del governo Meloni. «Questo fattore è davvero importante quando un imprenditore vuole costruire qualcosa». Inoltre, afferma il ministro con orgoglio «sono in crescita i contratti a tempo indeterminato. Non è vero, come dicono le opposizioni, che il lavoro è precario. Quest'ultimo rappresenta una percentuale normale, che deriva dai periodi dell'anno in cui le aziende hanno bisogno di una certa flessibilità».
I quattro anni di governo, dunque «sono stati anni di dati positivi, costruiti gradualmente, numero su numero. Il governo, ora, deve continuare a dare fiducia e stabilità, a costruire norme che irrobustiscano il lavoro e diano prospettive ai giovani. Le condizioni del nostro mercato del lavoro ci permettono di tenere cinque generazioni diverse a lavorare. Il problema, invece, è trovare lavoratori per le aziende che li richiedono. Ma non bisogna alimentare la competizione fra giovani e anziani. Occorre far entrare prima i giovani nel mondo del lavoro».
Sul fronte dell’occupazione giovanile, Calderone si ritiene soddisfatta del fatto che negli ultimi anni la percentuale dei giovani che non lavorano si sia ridotta sensibilmente, mentre è aumentata quella delle giovani donne che lavorano. Un altro elemento positivo è il cambiamento della mentalità delle famiglie italiane: un tempo si insegnava che bisognava privilegiare i licei, mentre l’istituto professionale era considerato di Serie C. Ora, al contrario, i dati dimostrano che chi fa studi professionali ha possibilità molto elevate di trovare lavoro. Bisogna dunque spiegare ai giovani queste opportunità, al fine di valorizzare talenti diversi».
Stimolata sul tema dell'impresa privata dal direttore Belpietro, il ministro spiega che «esiste un percorso di adattamento a crisi profonde come è stato il Covid. Era già successo nel 2008 e 2010, quando c’era stata la bolla economica e il mondo del lavoro si era fermato. Per farlo ripartire ci vogliono anni. A ogni modo, negli ultimi due anni, l'Italia, anche a livello di salari, è cresciuta molto più di altri Paesi europei».
L'ultimo tema affrontato è quello delIa denatalità e dell'intelligenza artificiale, che potrebbero mettere a rischio l'occupazione e l'Inps. Su questo tema, tuttavia, Calderone ha rassicurato, citando il Rapporto fine mandato consiglio vigilanza dell’Inps: «I conti sono in equilibrio, ma bisogna accompagnare la dinamica demografica che purtroppo non gioca a nostro favore. Bisogna far crescere i montanti contributivi, riducendo gli interventi a sostegno del reddito e trasformando le ore di cassa integrazione in ore di lavoro. Così facendo avremo la possibilità di sostenere il sistema delle pensioni».
Sicurezza energetica, infrastrutture strategiche e innovazione tecnologica sono stati i temi al centro del panel Le reti della sovranità – Infrastrutture, investimenti e sicurezza energetica nell’era delle crisi, moderato dalla giornalista Rai Manuela Moreno al «Giorno della Verità».
Andrea Giordano, Chief Infrastructure Officer di Aeroporti di Roma, ha illustrato il percorso di sostenibilità intrapreso dal gruppo, spiegando come la decarbonizzazione rappresenti non soltanto un obiettivo ambientale ma un approccio strutturale allo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali.
Tra gli interventi già realizzati, Giordano ha ricordato l’installazione di oltre 55.000 pannelli fotovoltaici nell’area di Fiumicino, visibili anche durante le fasi di atterraggio. Un investimento che rientra nella strategia di riduzione delle emissioni e che viene sostenuto attraverso strumenti di finanza sostenibile.
Lo stesso manager ha poi affrontato il tema dello sviluppo dello scalo romano, evidenziando come il traffico dell’aeroporto cresca mediamente del 3% ogni anno. Secondo le previsioni di Aeroporti di Roma, dopo il 2040 Fiumicino potrebbe superare la soglia dei 100 milioni di passeggeri annui.
In questo quadro si inserisce il progetto di una nuova pista, che secondo Giordano potrebbe generare una ricaduta economica stimata in circa 18 miliardi di euro e migliaia di nuovi posti di lavoro. Una prospettiva che si lega anche alla crescente competizione con altri grandi hub internazionali del Mediterraneo e d’Europa, da Istanbul a Barcellona fino a Londra.
Sul fronte della sicurezza delle infrastrutture è intervenuto Luis Alejandro Gonzalez Naranjo, direttore generale di Acea Acqua, che ha sottolineato come oggi la protezione delle reti non possa più essere considerata soltanto in termini fisici.
«La sicurezza ha ormai anche una dimensione digitale», ha spiegato, soffermandosi sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione delle infrastrutture idriche. Secondo Naranjo, le nuove tecnologie consentono di passare da un approccio reattivo a uno preventivo, grazie alla capacità di monitorare i sistemi, individuare anomalie e segnalare possibili criticità prima che si trasformino in guasti o interruzioni del servizio.
In collegamento video è intervenuto anche Lorenzo Giussani, Direttore Strategy and Growth di A2A, che ha affrontato il tema dell’autonomia energetica. Secondo Giussani, l’obiettivo deve essere quello di rendere il sistema energetico meno esposto a condizionamenti esterni e più resiliente rispetto alle crisi.
Per raggiungere questo risultato, ha osservato, occorre puntare sulle fonti rinnovabili, che oggi presentano costi inferiori rispetto a quelle fossili, ma che necessitano di infrastrutture e investimenti adeguati per garantire stabilità e continuità della produzione.
Dal confronto è emersa una visione comune: infrastrutture moderne, innovazione tecnologica e investimenti rappresentano elementi essenziali per rafforzare la competitività del Paese e affrontare le sfide energetiche e industriali dei prossimi anni.





