Sottomissione

La reazione dei genitori nel bosco: esposto contro l’assistente sociale
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham
I legali dei Trevallion contestano la curatrice dei tre bambini, considerata pregiudizievole verso il focolare e poco riservata. Il super esperto: «Incapace di creare empatia». E il Comune continua a sborsare quattrini...

A furia di girarci intorno alla fine siamo arrivati al tema centrale della assurda vicenda della famiglia nel bosco: il rapporto con gli assistenti sociali e, più in generale, il sistema di gestione dei minori da parte della giustizia italiana. Che il punto fosse questo lo abbiamo sempre saputo e fatto notare fin dai primi giorni, ma la gran parte dei media e dei commentatori ha accuratamente evitato di entrare nel dettaglio: si è preferito insistere sulle presunte carenze dei genitori Trevallion, sui guai dei bambini, sulla politicizzazione della storia attribuita a questo o quel politico di destra. Ma il nodo era sempre lo stesso, e adesso emerge in tutta la sua evidenza.

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Il killer di La Spezia non perde tempo: in galera ha subito chiesto il Corano
Un momento del rito Cristiano copto per celebrare le esequie di Youssef Abanoub, ucciso dal suo compagno Zouhair Atif, nella classe dell'istituto superiore Einaudi Chiodo (Ansa)
  • Lo studente marocchino che ha ucciso Youssef era già stato monitorato dalla Digos perché ritenuto a rischio radicalizzazione. L’indagine scattò dopo l’allarme di una prof per il «modo estremo in cui parlava dell’Islam».
  • Il ministro Valditara pronto a fornire i metal detector agli istituti che le chiedono. Lepore (Pd): «Deriva trumpiana». Intanto, a Bologna trovato un alunno con un machete nello zaino.

Lo speciale contiene due articoli.

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Un musulmano ogni 100 presenti in Italia è in cella. In totale ce ne sono 13.814, agli ordini di decine di predicatori che organizzano i momenti di preghiera nei penitenziari. Intanto 37 detenuti si sono convertiti ad Allah e 194 sono a rischio radicalizzazione violenta.

Le carceri italiane scoppiano. In cella ci sarebbe infatti più del doppio dei detenuti consentiti dalla capienza degli istituti di pena. Nonostante amnistie, indulti e depenalizzazioni introdotte nel corso degli anni dal Parlamento, gli ultimi dati parlano di un sovraffollamento del 137 per cento e per questo l’Italia ha ricevuto plurime condanne dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Tuttavia, a fronte di cifre allarmanti sulla saturazione del sistema carcerario, ce ne sono altre che dovrebbero far riflettere e che, soprattutto, dovrebbero aiutare a capire un fenomeno. I numeri da cui partire sono quelli della popolazione reclusa in generale e quello dei detenuti stranieri.

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C’è una piaga nella nostra società: i burocrati che deportano i piccoli
(IStock)
I «professionisti» stipendiati con il denaro dei contribuenti sono indottrinati sin dagli studi universitari a riformare le famiglie secondo la loro ideologia postmarxista. Ma quando sbagliano non ce n’è uno che paghi.

Do per scontato che siano stati immediatamente tolti i bambini nel campo rom, i cui vivaci abitanti, in seguito alla morte nell’esercizio del dovere di una persona dedita al furto, è stato distrutto un reparto ospedaliero. In realtà la frase è una burla. I servizi sociali non sono minimamente interessati ai bambini realmente in difficoltà. La capacità di trasformare il mondo. Pratiche femministe di servizio sociale a cura di tale Letizia Lambertini è un testo vademecum delle assistenti sociali che racconta la loro missione nel mondo e può essere molto interessante per spiegare il delirio di onnipotenza, la psicosi su cui è fondato in Italia, ma in realtà non solo in Italia, il servizio sociale.

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Hanno preso miliardi per i vaccini. Adesso Pfizer & C. ci alzano i prezzi
Albert Bourla, ceo di Pfizer (Ansa)
  • L’amministrazione Usa ha imposto un taglio ai costi dei medicinali salvavita. Così Bourla, capo del colosso, si è messo alla guida della cordata intenzionata a rifarsi aumentando le tariffe in Europa. Che stavolta tace...
  • L’ex direttore generale dell’Agenzia delle dogane nega violazioni sull’import di mascherine nel 2020. Ma in Aula narra di aver dovuto bloccare gli scali: gli «amici» ci fregavano i dispositivi.

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