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Sui centri migranti assist al governo
Sara Kelany (Imagoeconomica)
I giudici costituzionali promuovono il criticatissimo (da sinistra e ong) emendamento. Kelany: a decidere sui trattenimenti non saranno più le sezioni speciali dei tribunali.

Dal rischio di incostituzionalità a quello di mettere in ginocchio le Corti territoriali, gli scenari più grigi erano stati paventati tutti. E invece niente. La Corte Costituzionale ha dato ragione alla misura del governo che sposta la decisione sulle convalide del trattenimento dei migranti alle Corti d’Appello. Sottraendola alle sezioni specializzate. Come stabilito in un emendamento al decreto flussi presentato poco più di un anno fa da Sara Kelany responsabile del dipartimento immigrazione di Fratelli d’Italia.

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Gli attivisti rossi ritornano in piazza: cortei e post per «free Mohammad»
Ansa
Ieri a Genova il corteo di collettivi e Si Cobas contro l’arresto dell’architetto al centro dell’inchiesta «Domino» che oggi rilascerà dichiarazioni spontanee al gip. A Thiene un consigliere comunale parla di «repressione».

Prima contro la guerra. Poi contro il piano di pace. Ora contro le indagini della procura di Genova. C’è sempre un buon motivo per scendere in piazza. Anche ora che la magistratura sta cercando di fare luce su alcuni dei tanti «perché» uno dei luoghi più finanziati del pianeta resti irrimediabilmente anche uno dei più poveri. Anche ora che si sta passando al setaccio il meccanismo in base al quale, il 71% degli oltre 7 milioni di euro raccolti da Mohammad Hannoun, sarebbe stato dirottato nelle casse di Hamas anziché in quelle della popolazione civile.

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Il canale di ingresso principale in Italia sono i ricongiungimenti familiari: oltre 100.000 l’anno. Mentre chi entra per lavorare è solo il 10% e ha redditi molto bassi.

Ormai lo si è capito da tempo. Con buona pace di chi ancora crede al mantra dei migranti che «ci pagheranno le pensioni». Più che grandi contribuenti, gli stranieri in Italia sono un bacino soprattutto di beneficiari di prestazioni assistenziali. E non perché non abbiano voglia di lavorare. Ma per il tipo di flussi migratori portati avanti in questi anni. Migranti irregolari spesso a bassa qualificazione destinati a lavori sfruttati e mal pagati. In un continuo mismatch tra domanda e offerta con ricadute negative su salari e produttività.

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