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Cara Salis, se Franceschini l’ha scelta il Pd è suo
Silvia Salis (Imagoeconomica)

Cara Silvia Salis, caro sindaco di Genova e astro nascente della sinistra, le scrivo questa cartolina nella certezza che lei sarà davvero la Papessa del Pd. Lo so che come sempre ci tiene a stare (a metà) fuori dalla mischia: ha già annunciato che non correrà le primarie, anche se ci ha tenuto a far sapere che, se la chiamassero direttamente a diventare la leader, «ci rifletterebbe». Risposta sublime. Come l’altra volta quando le domandarono delle possibilità di avere un ruolo nazionale e lei rispose: «Oggi faccio la sindaca, domani chissà». Lei non è una Papessa. Lei è di più: l’oracolo di Delfi. Anzi di Pd(elfi).

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La minaccia di Allah. Il libro che svela il pericolo dell’islam (e come salvarsi)
Nel riquadro la copertina del libro di Anna Maria Cisint «La minaccia di Allah» (Ansa)
Nel suo nuovo volume, Anna Maria Cisint lancia l’allarme sulla finta integrazione e sui musulmani radicali in Italia.

Per favore, non leggete questo libro. Se siete ubriachi di politicamente corretto, se avete paura di passare per «islamofobi», se vi siete lasciati abbindolare dalle parole d’ordine del multiculturalismo e della finta integrazione, se vi siete lasciati convincere dagli «accoglioni», che straparlano di accoglienza per difendere i loro interessi, se non avete a cuore la società costruita con il sudore e difesa con il sangue dei vostri nonni, se non amate le tradizioni, se non avete radici.

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Caro Delmastro, cerchiamo «manine» e «cervellini»
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Imagoeconomica)

Caro Andrea Delmastro, le scrivo questa cartolina perché qui fioccano le richieste: c’è chi vorrebbe aprire con lei un ristorante di pesce (Merluzzeria d’Italia), chi un ristorante vegetariano (Cavoleria d’Italia) e chi una pasticceria (Zuccotteria d’Italia). Si tratta, ovviamente, di persone sconosciute, ma sappiamo che lei non si fa problemi a entrare in società col primo che passa. Soprattutto con la prima che passa, fosse anche essa la figlia dell’uomo del clan mafioso. Pure il tempo, a quanto pare, non le manca. Noi pensavamo che un sottosegretario alla Giustizia non avesse un minuto per pensare ad altro.

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