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All’Ue basta lo 0,001% per lasciarci nel guano
(Getty Images)
Oggi Eurostat diffonderà i dati ufficiali sul nostro rapporto deficit/Pil: se sarà del 3%, usciremo dalla procedura d’infrazione. Se dovessimo sforare, anche di pochissimo, l’Europa farà scattare le ganasce. Che si ripercuoteranno su sanità e pensioni.

Siamo appesi allo 0,01%. O forse anche allo 0,001. Ma a voi sembra normale? Il nostro destino, i conti pubblici, le future manovre e, dunque, la vita dei cittadini, le nostre tasse e le nostre pensioni, in queste ore oscillano pericolosamente attorno agli zero virgola per cento del bilancio. Numeri decimali e cervelli decimati: queste sono le regole dell’Europa. E noi ne siamo, purtroppo, ancora prigionieri.

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Caro Emiliano, che affanni per darle una paga
Michele Emiliano (Imagoeconomica)

Caro Michele Emiliano, caro ex governatore della Puglia, nonché pezzo grosso del Pd, le scrivo questa cartolina perché sono sinceramente preoccupato per lei. E soprattutto per il suo stipendio. Chi glielo pagherà nei prossimi mesi? Altro che campo largo, politica internazionale e questioni energetiche: il vero problema della sinistra è trovare qualcuno che le faccia il bonifico a fine mese.

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Non abbiate paura di dirlo: «Remigrazione!»
iStock
Religiosi musulmani che predicano i matrimoni a 9 anni, africani fuori di testa che assediano interi quartieri, giovani magrebini che spacciano e delinquono persino davanti ai preti: è questo che dovrebbe spaventarci, non la parola che indica la soluzione.

Dite remigrazione, ditelo senza paura. Ditelo forte. Urlatelo in piazza. Re-mi-gra-zio-ne.
Non è una parola oscena, non è l’anticamera del razzismo, non nasconde nessun orrore. Anzi: è l’unica speranza per cancellare l’orrore che stiamo vivendo, l’orrore di una civiltà che sta morendo per colpa di un’accoglienza senza regole e senza freni. Re-mi-gra-zione: perché la parola fa così paura?

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