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Per la Cgil con il caldo non si lavora, ma si può sfilare sul carro del Pride
Ansa
Secondo Maurizio Landini e compagni, la mancata pioggia e i morti nei cantieri sono colpa di Giorgia Meloni. Faticare al sole è un suicidio mentre andare al corteo arcobaleno a Napoli (alle 15) è un dovere. Alla faccia dell’allerta.

Lavoratori di tutto il mondo, refrigeratevi. La Cgil di lotta e di condizionatore è da tempo impegnata, come sappiamo, in una campagna infuocata, o per meglio dire: ghiacciata, contro il caldo.

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Cari uomini in divisa, ma chi ve lo fa fare?
Francesco Imprezzabile (Ansa)
Il vigile Francesco Imprezzabile, davanti all’auto che non ha rispettato l’alt, ha pagato la sua dedizione con la vita. In un Paese che sta con i fuggiaschi, non ne vale la pena.

Ma chi ve lo fa fare? Dico a voi, uomini in divisa, poliziotti, carabinieri, vigili urbani come Francesco Imprezzabile, morto l’altro giorno a 39 anni mentre inseguiva un albanese, con precedenti nel curriculum e droga in tasca, che aveva forzato un posto di blocco: chi ve lo fa fare? Chi ve lo fa fare di buttarvi all’inseguimento dei criminali, di rischiare la vostra vita per fermare un delinquente? Chi ve lo fa fare di stare lì, ore e ore, al caldo d’estate o al freddo d’inverno, per controllare chi viaggia per le nostre strade munito di droga e armi? Chi ve lo fa fare di insistere? Di cercare di bloccare chi attenta alla nostra sicurezza? Chi ve lo fa fare? Perché non girate la testa dall’altra parte? Perché non fate finta di niente? Perché non dimenticate per un attimo la divisa che portate? Chi ve lo fa fare, per quel mistero stipendio, di servire un Paese che poi vi ripaga scrivendo sui muri «fuck police» e «carabinieri assassini»?

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Se gli insulti arrivano dai «giusti» offendere le donne non è un problema
Massimo Recalcati (Ansa)
La tirata di Massimo Recalcati su «Repubblica» sdogana la denigrazione: tratti umani «inemendabili» Un ribaltone degli intellò perbenisti che solleva Michele Mari dalle polemiche sulla Murgia al premio Strega.

Contrordine, compagni. Denigrare si può. Anche una donna. Possiamo dirle di tutto. Persino che è brutta. Soprattutto nel caso in cui sia davvero brutta. Perché, diamocelo compagni, «l’esercizio della denigrazione è un fatto quotidiano».

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