Cronache dell'invasione

Troppo comodo dargli del matto
I soccorsi alle vittime falciate a Modena da Salim el Koudri, nel riquadro (Ansa)

Piantedosi: «Disagio psichiatrico». E la sinistra si butta subito a dare la colpa al governo che «trascura la salute mentale». Ma la strage di Modena non è (solo) il gesto di un folle: dietro c’è il disastro della mancata integrazione.

Ci vogliono far credere che il marocchino autore della strage di Modena sia un povero disadattato, un disoccupato che all’improvviso una mente persa nei meandri della malattia mentale ha spinto a compiere un gesto folle. Quasi che lo squilibrio psichico sia qualche cosa di consolatorio, rispetto alla scoperta che, pure in Italia, ci siano lupi solitari in grado di compiere atti terroristici alla guida di una semplice autovettura.

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Così i Caf «importano» clandestini
Un passaggio del servizio andato in onda ieri a Fuori dal coro su Rete 4
Rivelazione di «Fuori dal Coro»: a Sesto San Giovanni per avere una falsa assunzione basta pagare 12.500 euro a Davide Ghebrial, di origini egiziane. Non è un caso isolato.

Rabbia per l’illegalità, rabbia per la freddezza burocratica con cui si pratica l’illegalità, rabbia per essere considerati «italiani non inclusivi» o, peggio ancora, «razzisti», e scoprire che i razzisti sono gli stessi immigrati capaci di lucrare sulla pelle dei loro connazionali infischiandosene delle leggi del Paese in cui vivono, l’Italia.

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«Permesso di soggiorno e cittadinanza sono un atto di fiducia degli italiani nei confronti di chi arriva. Chi commette reati deve poter perdere questa fiducia: permesso di soggiorno a punti come la patente, per chi delinque via i documenti e si ricomincia da capo».

Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di una cena elettorale a Macerata a sostegno del sindaco uscente Sandro Parcaroli, commentando i fatti avvenuti a Modena, dove un giovane di origine marocchina ha investito diverse persone causando vari feriti, alcuni in gravi condizioni. «L’integrazione per molte seconde generazioni è un fallimento», ha aggiunto il leader della Lega.

Attentato Modena, Meloni: «Gravissimo, deve pagare». Mattarella ringrazia i cittadini eroi
Giorgia Meloni (Ansa)
Choc bipartisan. Il presidente chiama il sindaco. Tajani prega. Salvini: «Delitto infame».

Sdegno, dolore, solidarietà per le vittime. Il mondo politico reagisce alla tentata strage di Modena con estrema durezza. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dalla Grecia, sin dai primi istanti ha seguito gli eventi.

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Nelle prime cronache si è evitata la parola «terrorismo» e si parla già di pazzia: che sia colpa nostra pure stavolta?

Appena si è diffusa la notizia, i principali siti di informazione si sono affrettati a dire che l’autore «dell’incidente stradale» di Modena (così l’hanno definito fino a sera le tv) è un italiano, anche se di seconda generazione. Come se essere nato in Italia, avere la carta d’identità del nostro Paese, sia qualche cosa che possa tranquillizzare e allontanare da noi lo spettro del terrorismo che negli anni scorsi ha insanguinato il mondo.

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