I giudici legalizzano il divorzio islamico
A Monfalcone un pakistano ripudia la moglie secondo la legge islamica e vuol registrare l’atto. Un precedente gli dà ragione.
A Monfalcone un pakistano ripudia la moglie secondo la legge islamica e vuol registrare l’atto. Un precedente gli dà ragione.
Dopo gli otto dottori indagati, l’inchiesta di Ravenna si allarga: perquisiti altri 23 professionisti. Nelle chat si scambiavano le certificazioni per «mapparle»: «È una questione etica non inviare gli stranieri nei centri».
Scatto del Riesame, come chiedeva «La Verità», che ribalta l’ordinanza del gip: niente libertà al bengalese di Torino.
Crolla la balla delle espulsioni record dall’exclave iberica sotto assedio da luglio: dei migranti che bivaccano, nessuno ha avuto il foglio di via. Per il governo locale, ci sono ancora 13.000 irregolari. E dopo scabbia e tubercolosi, scoppia un focolaio di varicella.
L’uomo era stato rimandato a casa con il benestare di due toghe. La Cassazione ora boccia il trattenimento: si ricomincia da capo.
Il tribunale del Riesame si riserva la decisione sullo straniero che molestò una tredicenne nel capoluogo piemontese. Le ragazze della zona: «Era un lupo». Lui ribadisce di essere «dispiaciuto». E chiede di partecipare a incontri correzionali.
L’invasione tollerata, i crimini degli immigrati minimizzati dai giudici, la genuflessione dei cristiani all’islam: tutto sembra avvenire nell’indifferenza. Chi resta calmo quando la società viene smontata non è santo ma complice. Una speranza c’è: la rabbia che monta.
Lo youtuber JollyTime, accusato di aver innescato scontri a Bologna e Venezia, racconta: «Difendo le persone per bene, combatto contro quelli che delinquono, mi chiamano razzista, ma sono fiero di esserlo verso i delinquenti».
Collettivi riuniti per «un confronto», ateneo muto. Minacciato un influencer pro agenti.
Nei quattro monologhi girati prima dell’attacco il marocchino sputa odio contro l’Italia e l’Occidente. Altro che raptus di follia.
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