Ceuta, la Spagna installa barriere galleggianti contro i migranti
Le strutture sono state posizionate presso il molo del Tarajal, dove nei giorni scorsi migliaia di migranti avevano raggiunto a nuoto l'enclave spagnola dal Marocco.
Le strutture sono state posizionate presso il molo del Tarajal, dove nei giorni scorsi migliaia di migranti avevano raggiunto a nuoto l'enclave spagnola dal Marocco.
Figurati se dietro non c’erano i super cattivi. Anche stavolta, forse, «ha stato Trump». E, a ben vedere, «ha stato anche Putin». Sono loro i grandi manipolatori della crisi migratoria. O comunque qualche loro famiglio. Succede che a Ceuta, exclave…
Ufficializzata ieri, per un mese, la mossa auspicata dal premier Meloni. Pure Macron rafforza i controlli Finlandia e Danimarca in scia alla decisione di Palazzo Chigi. Bruxelles: «La decisione va giustificata»
Madrid ammette il disastro: «Violata la nostra sovranità territoriale». Ma si consola con la remigrazione volontaria: «Rientrati in 48.000». Almeno 57 i morti, mentre la polizia è furiosa: «Ci avete abbandonato».
Negli atti della Procura capitolina si legge di «subcultura» fra immigrati in relazione a reati predatori. Quindi la norma del centrodestra non è razzista, ma realistica.
Bright Oaikhena ha precedenti che vanno da spaccio a stupro fino a resistenza e lesioni ai poliziotti, ma lo status di rifugiato ha reso impossibile l’espulsione dal 2015 a oggi, benché abbia il permesso scaduto.
In 2.000 arrivano a Ceuta, nell’enclave iberica sulla costa africana. L’Ue pronta a intervenire per i rimpatri, ma con noi non l’ha fatto.
Prosegue la pressione migratoria sull'enclave spagnola in Nord Africa. Negli ultimi giorni centinaia di persone hanno raggiunto il territorio partendo dalle coste del Marocco.
Un nigeriano con lo status di «rifugiato politico» si è reso colpevole di spaccio, porto d’armi, aggressioni a poliziotti e pure strupro. Però è sempre a piede libero. A Padova il questore si limita a dargli un foglio di via.
I progressisti s’illudono di poter rieducare i maomettani al woke. E intanto garantiscono i fondi alle proprie Ong «umanitarie».
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