Cronache dell'invasione

L’Occidente ha spalancato i confini perché non ha la coscienza a posto
Migranti (Ansa). Nel riquadro, il libro di Luigi Marco Bassani
Dagli States a guida Joe Biden, fino alla mollezza dell’Ue: i disperati del Terzo mondo, soprattutto islamici, sono stati quasi invitati a recarsi qui. Perché la nostra società è ancora ingabbiata nei rimorsi del progresso.

L’immigrazione selvaggia e le frontiere colabrodo sono stati i fattori che maggiormente hanno contribuito alla vittoria di Donald Trump nel 2024. Allo stesso modo, la politica di apertura delle frontiere perseguita dalle élite politiche europee sta consegnando un Paese dell’Unione dietro l’altro alle forze conservatrici, alle destre, come si diceva un tempo.

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Sánchez spalanca le porte Ue agli immigrati
Pedro Sanchez (Ansa)
  • Con un decreto urgente, quindi evitando il Parlamento, il governo spagnolo ha legalizzato almeno mezzo milione di irregolari. La Chiesa esulta: «Contribuiranno al nostro bene». La polizia: «Sistema al collasso. Così si fa un favore ai trafficanti di uomini».
  • Cpr in Albania: quattro i nodi principali. Matteo Piantedosi: «Da giugno i centri torneranno a funzionare».

Lo speciale contiene due articoli

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«Italiani discriminati sul patrocinio, agli stranieri basta la dichiarazione»
Immigrati (Ansa). Nel riquadro, Michele Jacobelli
Michele Jacobelli, ex sindaco di Palazzago (Bergamo), chiede la modifica di un decreto del Conte II: «Dagli alloggi alle prestazioni, i migranti se la cavano con l’autocertificazione. Evitando indagini su redditi e proprietà».

Vuole proporre al governo Meloni di modificare il decreto ministeriale emesso durante il Conte II, in merito alla certificazione aggiuntiva richiesta agli extracomunitari per ottenere alloggi o prestazioni socio-assistenziali, e che non include nell’elenco cittadini del Marocco, del Pakistan, di Algeria, Tunisia e di moltissimi altri Paesi. Lo definisce un atto discriminatorio nei confronti dei cittadini italiani che sono invece tenuti a presentare tutta la documentazione ai fini Isee.

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Il carabiniere tradito dalla giustizia per le false accuse di un marocchino
(iStock). Nel riquadro, il libro di Guido Mazzera
Il militare si ritrova in isolamento e sotto il ricatto del pm. Pensa al suicidio, ma poi decide di combattere per le persone che ama, dimostrando la sua completa innocenza. Dopo oltre un anno di galera...

Quella che leggete in questo articolo è una storia esemplare, paradigmatica del momento in cui viviamo, in cui alcuni magistrati contestano o contraddicono gli atti dei rappresentanti delle forze dell’ordine. È una storia che meriterebbe grande visibilità, un film o una serie tv, per intenderci. Condensata in un libro intitolato Il punto di fuga, scritto da Guido Mezzera (postfazione di padre Mauro-Giuseppe Lepori, nella foto la copertina) e pubblicato dall’editore Cantagalli, che racconta i fatti contenuti nel diario dal carcere di un carabiniere, detenuto eccellente.

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Il poliziotto rischia 21 anni di carcere. È indagato per «omicidio volontario»
Ansa
  • Ieri l’agente che ha sparato ad Abderrahim Mansouri a Milano è stato sentito dal pm: «Ha puntato la pistola, ho avuto paura». Il reato contestato è pesantissimo rispetto all’accusa di eccesso colposo di legittima difesa
  • La vittima era nota da diverso tempo alle forze dell’ordine: era considerato un pusher «di livello superiore». E faceva parte di un clan magrebino che gestisce lo spaccio

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