Cronache dell'invasione

«All’ospedale prima le islamiche che non si integrano in sala d’attesa»
iStock. Nel riquadro, il posto su Facebook con cui il signor Claudio Saggioro, 75 anni, lamentava di essere stato scavalcato da alcune donne musulmane all’ospedale Mater Salutis di Legnago (Verona)
La denuncia di un signore di 75 anni che a Legnago (Verona) aspettava di essere chiamato per un prelievo: «Un gruppo di donne col velo, scortato dai mariti, è passato davanti a tutti tra la rassegnazione dei pazienti».

«Indossavano il burqa, non avevo mai visto abbigliamenti simili da queste parti. Sono passate davanti a tutti, con la complicità del personale sanitario». È ancora infuriato Claudio Saggioro, 75 anni, titolare del centro equestre La Rosa a Legnago, nella Bassa Veronese. Venerdì si era recato al centro prelievi dell’ospedale locale, il Mater Salutis, per «dei controlli di routine», e al pari degli altri cittadini dopo aver ritirato il ticket aspettava pazientemente che arrivasse il suo turno.

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Troppi stranieri nelle nostre scuole. E l’italiano diventa seconda lingua
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Su indicazione dell’Europa attivate 762 cattedre per insegnare il nostro idioma agli studenti immigrati nelle classi dove gli extracomunitari sono oltre il 20%. In Emilia-Romagna sono più della metà del totale.

Pochi giorni fa, la commissione consiliare dell’Unione Terre d’Argine, l’ente che in Emilia Romagna aggrega i Comuni di Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera, si è riunita per discutere di «Scuola e contesti migratori nei servizi educativi e nel primo ciclo di istruzione».

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Liberata una «mente» del Bataclan
Immagini dell'attentato al Bataclan, del 13 novembre 2015 (Ansa). Nel riquadro, Mohamed Bakkali, uno degli uomini condannati per il massacro
Mohamed Bakkali, condannato a 30 anni per gli attentati del 13 novembre 2015 e a 25 per un altro attacco, godrà di sei permessi della durata di 36 ore ciascuno.

«E quindi hai partecipato al secondo attacco terroristico più mortifero della storia europea?». «Sì, ma niente di serio». Si ride per non piangere, parafrasando una celebre battuta di Tre uomini e una gamba. La notizia che Mohamed Bakkali, uno degli uomini condannati per il massacro del 13 novembre 2015, ha ottenuto il diritto a un permesso di uscita dal carcere in cui è detenuto, in Belgio, lascia in effetti spazio a poche altre reazioni possibili.

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«L’attentato di Modena è terrorismo»
L'auto di Salim El Koudry poco dopo l'attacco di Modena. Nel riquadro, Claudio Bertolotti (Ansa)
Il direttore dell’Osservatorio React Claudio Bertolotti: «Le turbe mentali non escludono questa definizione, la spiegano. Anche se non si fa parte di una vera e propria organizzazione. Lo Stato islamico rivendica quando ci sono vittime».
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La sinistra si rassegni: a colpire è stato il jihadismo, il disagio è un dettaglio
Soccorsi a Modena dopo l'attacco di Salim El Koudri il 16 maggio (Ansa)
L’opposizione se la prende con il governo e con la mancata integrazione pur di negare la realtà: El Koudri non era incapace di intendere e di volere ed era pronto a morire.

La sinistra insiste a dire che la strage di Modena è frutto della mancata integrazione e dei tagli alla sanità, ovvero che la colpa è di chi sta al governo, perché aizza l’odio contro gli stranieri e riduce i servizi sociali allo scopo di fare cassa. Accusando il centrodestra di strumentalizzare l’attentato per fini politici, ovviamente Pd e Avs fanno politica, evitando di rispondere delle responsabilità di un’immigrazione che hanno fortemente favorito e che ora presenta il conto.

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