Cronache dell'invasione

Sacerdoti pestati dai maranza
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La violenza delle «risorse» non ha confini e i bersagli sono i preti. Due le aggressioni in pochi giorni: a Caravaggio (Bergamo) e al Giambellino, quartiere Ovest di Milano.

Non importa se siano oratori o luoghi sacri. Entrano, incuranti di simboli che non riconoscono. E colpiscono. Il nuovo bersaglio dei maranza sono i sacerdoti. Due aggressioni nel giro di pochi giorni. La prima si colloca a Caravaggio, nella pianura bergamasca. Un centro che vive attorno al santuario e all’oratorio. È qui che la sera del Sabato santo don Andrea Piana entra dopo le confessioni.

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L’assassino di Iryna non sarà processato
Iryna Zarutska un istante prima di essere uccisa. Nel riquadro, il suo assassino, DeCarlos Brown
Aveva problemi mentali conclamati, molti reati alle spalle e alla fine ha ucciso senza alcun motivo una rifugiata ucraina di 23 anni. Ora DeCarlos Brown è stato dichiarato incapace di intendere e di volere. Lo stesso motivo per cui una giudice lo aveva tenuto fuori di prigione.

Che sia lui il colpevole non ci sono dubbi. Iryna Zarutska - rifugiata ucraina di 23 anni - è stata ammazzata il 22 agosto dello scorso anno a Charlotte, negli Stati Uniti, mentre si trovava a bordo di una metropolitana. Ogni istante di quella morte atroce è stato ripreso dalle telecamere. DeCarlos Brown, senza tetto afroamericano che aveva collezionato ben 14 procedimenti penali (tra cui rapina a mano armata, effrazione, furto, aggressione), si è seduto dietro di lei e le ha conficcato per tre volte un coltello in corpo, colpendola almeno una volta al collo.

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Gambiano drogato assale gli agenti. Ma il giorno dopo è già in libertà
È successo a Pesaro, durante un controllo in stazione. Per i quattro poliziotti 77 giorni totali di prognosi. Intanto a Bergamo un marocchino scappa all’alt e parte l’inseguimento folle: è irregolare e senza patente.

Allarme sicurezza. Un pomeriggio di «ordinaria» follia è quello andato in scena giovedì scorso a Pesaro, quando un cittadino gambiano, completamente fuori di sé, ha colpito quattro agenti di polizia facendoli finire in ospedale. Ma quasi subito dopo è stato rimesso in libertà.

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Immigrati sfruttati e maltrattati. Ma la Cgil vuole importarne di più
Ansa
La Cgil pugliese, scossa dalla morte di un bracciante, denuncia i ghetti agricoli ma ancora una volta finge di ignorarne la causa: l’immigrazione irregolare che crea fantasmi da sfruttare. Oppure delinquenti a piede libero perché la sinistra è contro le espulsioni.

Certe verità sono così lampanti che persino la Cgil riesce a coglierle. Solo che poi, essendo la Cgil, di tale verità non sa che farsene e non riesce a cavarne mezza riflessione utile. Prendiamo il caso di Pesaro. Giovedì scorso la Squadra mobile locale effettua un giro di ricognizione in una delle aree più problematiche della città. Tra i vari soggetti identificati c’è un gambiano - già noto alla polizia - che dà in escandescenze, aggredisce gli agenti e ne ferisce quattro (totale: 77 giorni di prognosi).

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Alleanza tra vescovi, magistrati e Ong per far ripartire l’invasione di migranti
Luca Casarini (Ansa)
Complici i tribunali che continuano ad annullare i fermi alle navi, i taxi del mare riprendono con prepotenza a imporci gli sbarchi, forti del supporto della Cei. Il solito disegno che provoca morti e arrivi ingestibili.

Complici anche le gentilezze di alcuni tribunali che continuano da alcune settimane ad annullare i fermi disposti dalle autorità e a concedere risarcimenti agli attivisti, le Ong hanno ripreso le antiche e mai dimenticate abitudini. L’altro giorno la nave Aurora di Sea Watch ha recuperato 44 persone che si trovavano a bordo della piattaforma abbandonata Didon, tra la Libia e la Tunisia.

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