Cronache dell'invasione

Sara Kelany: «Sui reati la sinistra mente: solo con noi gli sbarchi calano»
Sara Kelany (Imagoeconomica)
La deputata Fdi: «I progressisti ci criticano? Loro stanno coi centri sociali. Mi battezzai dopo essermi convertita al Santo Sepolcro. Mio papà musulmano mi portò all’altare».
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Immigrato ferisce sei agenti. Il giudice lo lascia in libertà
Nel riquadro, un fotogramma di un video che immortala le violenze dell’africano, trasmesso su Mediaset da Fuori dal coro
Extracomunitario colleziona 10 episodi di violenza grave, mandando in ospedale i poliziotti: 77 giorni di prognosi. Secondo voi è in galera? Macché, il giudice ha sospeso la pena: fuori in attesa di perizia psichiatrica. La riforma serviva a evitare obbrobri simili.
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La remigrazione è considerata tabù, il Festival delle Migrazioni invece...
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Dalla manifestazione promossa dalla Lega all’incontro nel Ferrarese, se si discute di incentivi ai rimpatri fioccano le intimidazioni rosse. È lecito solo promuovere i porti aperti, come con il Festival voluto dai vescovi.

Ovunque si cerchi di parlare di remigrazione scattano richieste di censura, intimidazioni e minacce. A Milano è prevista una manifestazione dei patrioti europei per sabato 18 e da giorni i centri sociali promettono di accerchiare l’evento e di togliere ogni spazio alla destra, cosa che però non sembra aver generato particolare sdegno o allarme: a parti invertite fioccherebbero comunicati stampa ed editoriali indignati, ma finché i toni minacciosi provengono da sinistra a quanto pare tutto va bene.

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Sacerdoti pestati dai maranza
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La violenza delle «risorse» non ha confini e i bersagli sono i preti. Due le aggressioni in pochi giorni: a Caravaggio (Bergamo) e al Giambellino, quartiere Ovest di Milano.

Non importa se siano oratori o luoghi sacri. Entrano, incuranti di simboli che non riconoscono. E colpiscono. Il nuovo bersaglio dei maranza sono i sacerdoti. Due aggressioni nel giro di pochi giorni. La prima si colloca a Caravaggio, nella pianura bergamasca. Un centro che vive attorno al santuario e all’oratorio. È qui che la sera del Sabato santo don Andrea Piana entra dopo le confessioni.

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L’assassino di Iryna non sarà processato
Iryna Zarutska un istante prima di essere uccisa. Nel riquadro, il suo assassino, DeCarlos Brown
Aveva problemi mentali conclamati, molti reati alle spalle e alla fine ha ucciso senza alcun motivo una rifugiata ucraina di 23 anni. Ora DeCarlos Brown è stato dichiarato incapace di intendere e di volere. Lo stesso motivo per cui una giudice lo aveva tenuto fuori di prigione.

Che sia lui il colpevole non ci sono dubbi. Iryna Zarutska - rifugiata ucraina di 23 anni - è stata ammazzata il 22 agosto dello scorso anno a Charlotte, negli Stati Uniti, mentre si trovava a bordo di una metropolitana. Ogni istante di quella morte atroce è stato ripreso dalle telecamere. DeCarlos Brown, senza tetto afroamericano che aveva collezionato ben 14 procedimenti penali (tra cui rapina a mano armata, effrazione, furto, aggressione), si è seduto dietro di lei e le ha conficcato per tre volte un coltello in corpo, colpendola almeno una volta al collo.

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