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Gli agenti non possono neanche entrare nei campi rom

Gli agenti non possono neanche entrare nei campi rom
iStock
Rom derubano un brasiliano in vacanza a Roma, lui rintraccia la refurtiva con il Gps, solo che gli agenti hanno le mani legate.

Forse pensava di averle viste e sentite tutte come medico legale della polizia brasiliana, invece questo signore in vacanza a Roma con moglie e due figli minorenni se ne ripartirà con un pessimo ricordo: essere stato accerchiato nel campo nomadi di Castel Romano. Lì ci era finito nel tentativo di recuperare i suoi bagagli rubati. Accade infatti che la famiglia decida di chiudere il soggiorno romano con una visita alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, nel cui piazzale antistante parcheggia l’auto presa a noleggio con dentro i bagagli ormai pronti per andare in aeroporto. Insomma, la coppia aveva lasciato tutto in macchina, compresi i portafogli con i documenti anche dei figli.

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«Il vero lusso? Le relazioni e l’incontro»
Chalet Franz Kraler - Club Moritzino di Cortina d’Ampezzo. Nel riquadro, la famiglia Kraler
La cofondatrice del brand Daniela Kraler: «L’avventura imprenditoriale è nata grazie all’amore sbocciato con Franz. Ci siamo fatti guidare da strategia, visione e un pizzico di casualità per portare il fashion sulle Dolomiti. Nel nuovo chalet ci sono tutti i nostri valori».

Nel panorama del luxury retail italiano, Franz Kraler rappresenta molto più di un nome: è una visione che ha saputo coniugare moda internazionale, territorio e cultura dell’accoglienza. Nato come progetto di famiglia e cresciuto tra le Dolomiti, il brand è riuscito a trasformare luoghi iconici come Cortina d’Ampezzo in veri e propri punti di riferimento per l’alta moda, portando in montagna i grandi nomi del fashion system internazionale.

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Dopo imperatori, Papi e Savoia, Roma ebbe pure il suo «re delle fettuccine»
Oggi in pochi ricordano Alfredo Di Lelio. Eppure, a partire dagli anni Venti del Novecento, è stato un mito in Italia e negli States. Grazie a un piatto nato per salvare la moglie. E poi lanciato dai divi di Hollywood.

Alfredo Di Lelio, chi è costui? Di sicuro non è un Carneade, anche se gli italiani, privi di memoria gastronomica e ipnotizzati dagli odierni cuochi televisivi, lo stanno dimenticando. Alfredo è stato l’ottavo sovrano di Roma, il leggendario «re delle fettuccine», personaggio tra i più importanti e famosi nella storia della cucina italiana del secolo scorso.

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Ecco il «manifesto politico» di papa Leone
Papa Leone XIV (Getty Images)
Grande discorso al Corpo diplomatico: Prevost cita Agostino e non risparmia critiche all’Occidente e al suo rapporto con la libertà. Spinta alla pace: «Dilaga il fervore bellico». Poi spiega: «C’è un corto circuito, i cosiddetti nuovi diritti smontano i veri diritti umani».

Nelle ore in cui Giorgia Meloni rispondeva ai giornalisti, papa Leone XIV ha tenuto il suo primo incontro con il Corpo diplomatico, nell’Aula della Benedizione: «Una novità per me, che da pochi mesi sono stato chiamato a pascere il gregge di Cristo». Davanti a un uditorio così qualificato e «globale», ha scandito un vero e proprio manifesto geopolitico e culturale, nel quale ha toccato tutti i punti roventi dello scenario mondiale. Fedele alla sua vocazione, il Papa parte da Sant’Agostino e dalla sua Città di Dio, poderosa opera concepita in un «cambiamento d’epoca» come quello della fine dell’Impero romano, «città terrena» che il santo d’Ippona poneva a contatto con la «città di Dio». Sedici secoli dopo, secondo il Pontefice resta l’attualità di una «lettura della storia che non intende contrapporre l’aldilà all’aldiquà, la Chiesa allo Stato: nella prospettiva agostiniana, le due città coesistono fino alla fine dei tempi. [...] Tuttavia, il cristiano, vivendo nella città terrena, non è estraneo al mondo politico, e cerca di applicare l’etica cristiana, ispirata alle Scritture, al governo civile».

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Sfruttano Minneapolis contro Donald
Getty Images
Mentre in America la morte di Renée Good è analizzata in maniera seria, in Italia viene distorta per attaccare la Casa Bianca. I gruppi anti Ice finanziati da Soros.

È stato il New York Times, «autorevole» per definizione, a fornire un resoconto affidabile sui fatti di Minneapolis, dove Renée Good, 37 anni, è morta per colpi sparati a bruciapelo da un agente dell’Ice (Immigration and customs enforcement), agenzia federale degli Stati Uniti impegnata nella lotta all’immigrazione illegale.

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