I nostri soldi

Più assegni d’inclusione in Campania che al Nord
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A Napoli i beneficiari a dicembre sono stati 279.000, nel Settentrione solo 215.000.

Sembrerebbe quasi un reddito di cittadinanza 2.0, a guardare i dati dell’osservatorio Inps sull’assegno di inclusione. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di previdenza, infatti, la platea (2,2 milioni di persone in totale) sembra molto simile a quello della norma voluta dal Movimento 5 stelle, con il Sud che distacca il Nord di svariate lunghezze. Non a caso, nel solo mese di dicembre 2025 la spesa per l’assegno d’inclusione su Napoli (78,59 milioni) ha superato quella dell’intero Nord Italia (72,74 milioni), pur a fronte di una platea numericamente vicina.

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Per colpa delle follie green dell’Ue costerà di più pure l’acqua da bere
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Bruxelles vuole abolire la «media Paese» ed escludere la plastica riciclata dalla quota obbligatoria nelle bottiglie. Le aziende: «Così saliranno i prezzi di produzione, inevitabili rincari per i consumatori».

La burocrazia europea continua nel suo fondamentalismo green e sforna ciclicamente normative a danno dei consumatori. L’ultimo esempio di cui si discute in questi giorni è la direttiva europea Sup (Single use plastic) in materia di plastica, in base alla quale le bottiglie di Pet devono contenere (già dall’anno scorso) almeno il 25% di plastica riciclata, percentuale che aumenterà al 30% dal 2030.

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Le ingiuste detenzioni causano allo Stato perdite enormi. Eppure la relazione della Cassazione ci dice che solo un magistrato su 100, tra quelli in osservazione, va a casa. Per gli altri assoluzioni o censure.

La giustizia disciplinare nei confronti dei magistrati procede a ritmo di lumaca. Le toghe che sbagliano, salvo nel caso di Luca Palamara, vengono giudicate con tempi biblici e spesso non di pari passo con gli avanzamenti di carriera che, invece, procedono senza ostacoli. E così i giudici, prima di subire una condanna, hanno tutto il tempo di vedere crescere (automaticamente, in base all’anzianità) il proprio stipendio e, come succede, di dimettersi dalla magistratura prima dell’arrivo della condanna.

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Bruxelles soccorre la «casta» Bce
La Commissione ordina a Roma un accordo con Francoforte: i dipendenti italiani chiedono di trasferire all’ente i contributi Inps, per godere di privilegi pensionistici.

Da una parte c’è la Commissione europea che ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, dall’altra c’è il Tar che nel 2025, con una sentenza, ha già dato ragione al nostro Paese. La questione complessa da dirimere si trascina da circa vent’anni e nemmeno Mario Draghi, che pure era stato alla guida della Bce, quando ricoprì l’incarico di primo ministro, affrontò il problema.

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Guidesi: «Ora servono stipendi su base territoriale»
Guido Guidesi (Ansa)
L’assessore: «Il costo della vita non è uguale ovunque, le soluzioni nazionali non sono eque. Se non si differenziano salari e strumenti a livello regionale, il rischio è una contrazione dei consumi e meno crescita. Ci vuole un dibattito al governo».

Il costo della vita a Milano è maggiore del 10% rispetto a quello di Roma e Firenze, mentre rispetto a Palermo e Napoli la differenza supera il 50%. A dirlo è un recente studio dell’Osservatorio Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, firmato da Carlo Cottarelli. Numeri che spingono l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia a lanciare un vero e proprio allarme: «Bisogna differenziare gli stipendi in base al territorio o si rischia un calo dei consumi generale e quindi meno produzione e meno Pil».

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