I nostri soldi

Il Grande Fratello delle buste paga creerà solo dei grandi problemi
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La direttiva Ue sulla trasparenza degli stipendi impone nuove regole che obbligano le aziende a sanare le differenze salariali tra uomini e donne. Ma il rischio è che si creino vespai di gelosie tra colleghi.

Il Grande Fratello degli stipendi entra in ufficio. Un tempo il confronto tra livelli retributivi si sussurrava nei corridoi e la verità era oggetto di una caccia serrata da parte di chi pensava di avere un trattamento economico inferiore ai suoi colleghi. Ora, anche se non potrà essere conosciuto lo stipendio del singolo, tutto sarà alla luce del sole, niente più segreti sui livelli retributivi per le stesse mansioni.

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Rasizza: «L’occupazione tiene. Il vero problema sono le retribuzioni»
Rosario Rasizza (Imagoeconomica)
L’ad di Openjobmetis: «Oggi c’è mercato per mezzo milione di persone- Firma dei contratti nazionali più veloce. Cinquantenni ricercatissimi».

«I dati Istat ci parlano di una situazionale occupazione buona e in tenuta: dal nostro Osservatorio, possiamo confermare questo trend. Quanto agli stipendi, i contratti nazionali andrebbero rinnovati il prima possibile senza le lungaggini dovute a battaglie ideologiche». Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, Associazione italiana delle Agenzie per il lavoro, e amministratore delegato di Openjobmetis, presente sul mercato Italiano da 25 anni, fa il punto sul mercato del lavoro partendo dalle ultime rilevazioni dell’Istat.

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Più assegni d’inclusione in Campania che al Nord
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A Napoli i beneficiari a dicembre sono stati 279.000, nel Settentrione solo 215.000.

Sembrerebbe quasi un reddito di cittadinanza 2.0, a guardare i dati dell’osservatorio Inps sull’assegno di inclusione. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di previdenza, infatti, la platea (2,2 milioni di persone in totale) sembra molto simile a quello della norma voluta dal Movimento 5 stelle, con il Sud che distacca il Nord di svariate lunghezze. Non a caso, nel solo mese di dicembre 2025 la spesa per l’assegno d’inclusione su Napoli (78,59 milioni) ha superato quella dell’intero Nord Italia (72,74 milioni), pur a fronte di una platea numericamente vicina.

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Per colpa delle follie green dell’Ue costerà di più pure l’acqua da bere
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Bruxelles vuole abolire la «media Paese» ed escludere la plastica riciclata dalla quota obbligatoria nelle bottiglie. Le aziende: «Così saliranno i prezzi di produzione, inevitabili rincari per i consumatori».

La burocrazia europea continua nel suo fondamentalismo green e sforna ciclicamente normative a danno dei consumatori. L’ultimo esempio di cui si discute in questi giorni è la direttiva europea Sup (Single use plastic) in materia di plastica, in base alla quale le bottiglie di Pet devono contenere (già dall’anno scorso) almeno il 25% di plastica riciclata, percentuale che aumenterà al 30% dal 2030.

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Le ingiuste detenzioni causano allo Stato perdite enormi. Eppure la relazione della Cassazione ci dice che solo un magistrato su 100, tra quelli in osservazione, va a casa. Per gli altri assoluzioni o censure.

La giustizia disciplinare nei confronti dei magistrati procede a ritmo di lumaca. Le toghe che sbagliano, salvo nel caso di Luca Palamara, vengono giudicate con tempi biblici e spesso non di pari passo con gli avanzamenti di carriera che, invece, procedono senza ostacoli. E così i giudici, prima di subire una condanna, hanno tutto il tempo di vedere crescere (automaticamente, in base all’anzianità) il proprio stipendio e, come succede, di dimettersi dalla magistratura prima dell’arrivo della condanna.

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