2025-11-29
Borghi non molla la battaglia sull’oro: «La Bce aveva dato parere positivo»
La sede di Bankitalia. Nel riquadro, Claudio Borghi (Imagoeconomica)
Il senatore leghista torna sulle riserve auree custodite presso Bankitalia: «L’istituto detiene e gestisce il metallo prezioso in nome dei cittadini, ma non ne è il proprietario. Se Fdi riformula l’emendamento...»«Mentre nessuno solleva il problema che le riserve auree della Bundesbank siano di proprietà dei cittadini tedeschi, e quindi dello Stato, come quelle della Banca di Francia siano di proprietà dei cittadini d’Oltralpe, non si capisce perché la Banca d’Italia rivendichi il possesso del nostro oro. L’obiettivo dell’emendamento presentato in Senato da Fratelli d’Italia, e che si ricollega a una mia proposta di legge del 2018, punta esclusivamente a stabilire il principio che anche Bankitalia, al pari delle altre Banche centrali, detiene e gestisce le riserve in oro ma non ne è la proprietaria». Continua il dibattito su misure ed emendamenti della legge di Bilancio e in particolare su quello che riguarda le riserve in oro.Claudio Borghi, senatore della Lega, esperto economico e relatore alla manovra, fa chiarezza sul tema che, nella discussione, ha prestato il fianco a diverse strumentalizzazioni in chiave antigoverno. Una fra tutte quella che ha interpretato la nota della Bce a ridosso dell’emendamento legista come una presa di distanza e un felpato dissenso. «Niente di tutto questo», replica Borghi, «ho le prove. La Bce nel 2019, sollecitata dalla mia proposta di legge sulla proprietà delle riserve auree e su intervento dell’allora presidente della Camera, Roberto Fico, ha dato parere positivo. Quindi non è vero che non è stata consultata. Il presunto malumore della Bce per non essere stata coinvolta è un’invenzione di chi vuole polemizzare con il governo. L’istituto di Francoforte sa bene che non può dire che l’oro non è di una nazione, altrimenti dovrebbe vedersela con la Germania. Ha già dato parere positivo nel 2019 limitandosi a chiedere di espungere una riga».Quale? Borghi mostra il parere. «La Bce proponeva di cancellare il riferimento contenuto nella mia proposta di legge al fatto che la Banca d’Italia avrebbe dovuto gestire e detenere le riserve auree “a esclusivo titolo di deposito”, per evitare che questo potesse rappresentare un limite all’autonomia gestionale da parte di Bankitalia sulle riserve auree, ma non obiettando che rimaneva allo Stato il diritto di proprietà».Le critiche ventilano l’ipotesi che la misura della Lega punti a mettere a disposizione dello Stato l’oro così da poterlo usare per abbattere il debito. Stiamo parlando di oltre 2.400 tonnellate di metallo prezioso distribuito tra Italia e depositi esteri. In tutto 95.000 lingotti, più un’importante quantità di monete. Ha fatto discutere anche il parere dell’ex direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, secondo il quale l’emendamento si scontrerebbe con il diritto europeo. «I trattati europei», dice l’economista, «affermano che le riserve sono di proprietà delle banche centrali e ne vietano l’utilizzo nel bilancio pubblico. Nella pratica è ovvio che le riserve auree appartengono al popolo perché una Banca centrale è un ente pubblico, detiene e gestisce l’oro nell’interesse dei cittadini. Ma i trattati non dicono affatto così». E proprio qui si inserisce l’emendamento di Fdi e ancora di più l’originaria proposta di legge di Borghi che vuole stabilire in modo chiaro la distinzione tra «detiene e gestisce» e la condizione di essere invece il proprietario. Questo anche perché, spiega il senatore leghista, Bankitalia è posseduta da numerosi azionisti. Il capitale è diviso tra 175 quotisti tra banche, assicurazioni, fondazione, enti previdenziali, casse di previdenza. Borghi mette i puntini sulle «i» e chiarisce: «Detenere è un verbo differente rispetto a possedere. In nessun trattato si dice che la Banca centrale possiede le riserve, solo in Italia. Bankitalia lo rivendica, senza alcuna legge a suo supporto. Siamo all’appropriazione unilaterale. Nessuno ha detto di voler trasferire l’oro da Bankitalia al Tesoro, non c’è alcun esproprio e non ci sarebbe un utilizzo. Si tratterebbe di chiarire una volta per tutte che le riserve sono dei cittadini italiani e non della Banca d’Italia che ha il compito di detenerli e gestirli». Il senatore sottolinea che è una «stupidaggine dire che l’oro serve all’eurosistema. Noi abbiamo la terza riserva al mondo e quindi, cosa dovremmo fare, garantire per gli altri? La verità è che alla costituzione dell’euro una parte delle riserve auree sono state conferite pro quota dai singoli Stati. A valle di questo ognuno può regolarsi come vuole. Chi critica provi a dire ai tedeschi che il loro oro non è dei cittadini ma della Bce della francese Christine Lagarde e vediamo le reazioni».Ma allora come si esce da questo cul de sac? Borghi non ha dubbi: «Mi auguro che Fdi riformuli il suo testo come da mia proposta di legge già approvata dalla Bce nella modifica e che questa venga votata. A quel punto abbiamo risolto il problema e il giorno dopo gli italiani saranno sicuri che l’oro è loro e Bankitalia dovrà cancellare dal sito che lo possiede lasciando come le altre Banche centrali, solo la detenzione e la gestione». Ma se non dovesse andare così? «Considerato che abbiamo superato l’ostacolo dell’ammissibilità del tema, se Fdi ritira l’emendamento, sono pronto a ripresentarlo».
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)