
Caro Filippo Anelli, caro presidente dell’Ordine dei medici, le scrivo per sapere a che serve l’Ordine dei medici che lei presiede. Scusi la domanda diretta ma sono rimasto colpito l’altro giorno a leggere di quell’anestesista, Vincenzo Campanile, condannato in primo e secondo grado per l’omicidio volontario di sette pazienti, che continuava a operare indisturbato nel servizio pubblico nazionale, in particolare all’ospedale di Merate, Monza e Brianza. Domando: ha senso un Ordine dei medici che non ferma chi ha sterminato sette anziani? Ha senso un Ordine dei medici che non ferma chi avrebbe sterminato sette anziani dopo aver fermato chi non si voleva vaccinare?
Ricordiamo tutti, infatti, il pugno duro che lei e il suo Ordine avete avuto con quei medici che contestavano il divin siero. Ricordiamo le di sospensioni, le radiazioni, la guerra in ogni ospedale, la caccia a chi, con motivazioni più scientifiche delle vostre, metteva in dubbio la punturina obbligatoria. Ricordo un primario nel mio studio che diceva: «Ho fatto due volte Pfizer e poi ho preso il virus: ho sempre studiato che in questi casi è sbagliato vaccinarsi. Perché ora, invece, mi obbligano?». Sospeso anche lui. La prossima volta ammazzi qualche vecchietto e vedrà che gli andrà meglio.
Non è la prima volta, per altro, che l’Ordine sembra guardare di buon occhio chi sbaglia, purché vaccinato. Per esempio i medici indagati per la morte di Margaret Spada, 22enne uccisa da una rinoplastica sbagliata, dopo quattro mesi erano al lavoro come niente fosse. Il medico indagato per la morte di Simonetta Kalfus, uccisa da una liposuzione sbagliata, ha continuato a operare. Due casi, una polemica. Ma allora lei, caro Anelli, rispose che, in base alle regole dell’Ordine, non si può radiare nessuno fino a condanna definitiva in Cassazione (o, in alternativa, al tribunale ecclesiastico del dio vaccino). Ma io mi chiedo: lei è da otto anni alla guida dei medici italiani. Perché quelle regole non le cambia? Non dovrebbe essere difficile. Eviterebbe di passare per il difensore degli assassini, oltre che dei vaccini Pfizer.
Pugliese di Noicattaro (Bari), 69 anni, medico dal 1987, specializzato in Reumatologia e Farmacologia clinica, presidente dell’Ordine di Bari dal 2012 e dell’Ordine nazionale dal 2018, gran tifoso dei lockdown e anche degli «autolockdown», lei non ha mai esitato a usare l’Ordine per fare politica (lo schierò contro l’autonomia usando discutibili manifesti con una donna malata) e nemmeno a difendere i peggiori esemplari della sua categoria, compresi (di recente) i medici che dichiarano il falso per non mandare i clandestini nei Cpr («Non si può militarizzare la sanità», ha detto). Quando fu eletto nel 2018 proclamò: «Nessun medico dia scandalo», poi se ne deve essere dimenticato perché continua a chiudere gli occhi su chi dà scandalo, purché vaccinato. «Da bambino volevo cambiare il mondo», confidò in un’intervista a Fortune nel novembre 2024. Bel proposito. Peccato però che, da grande, non sia riuscito a cambiare nemmeno un anestesista assassino.






