Europa a pezzi

Sì ai rimpatri, l’Ue sceglie il modello Albania
(Getty Images)
La maggioranza di Giorgia Meloni seppellisce la maggioranza Ursula: Ppe, Ecr e Patrioti (ma anche i socialisti danesi e maltesi) votano le nuove norme. Approvato il sistema introdotto dall’Italia con gli hub dislocati in Paesi terzi. Sinistre su tutte le furie.

La maggioranza Giorgia da eccezione diventa una regola seppellendo, forse definitivamente, la coalizione Ursula. In Europa passa la linea Meloni sulle politiche dei rimpatri. Con 389 voti a favore 206 contrari e 32 astenuti il Parlamento europeo ha dato il via libera all’avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri con una maggioranza composta da Ppe, Ecr, Patrioti e le altre destre. Voto contrario di S&D, Verdi, Sinistra e gran parte di Renew.

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Bruxelles rinvia lo stop al greggio di Mosca
Petroliera russa (Ansa)
  • Mentre le bombe ucraine hanno ridotto del 40% la capacità di export russo verso l’Europa, il bando totale, previsto per metà aprile, scompare dall’agenda della Commissione. Mistero su dove finisca il petrolio sequestrato alla «flotta fantasma» di Vladimir Putin.
  • Gnl, stoccaggi, movimenti finanziari: troppi indizi ci dicono che le bollette saliranno.

Lo speciale contiene due articoli

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Tutti in fuga dal socialismo europeo
Andreas Stoch (Getty Images)
In Inghilterra i laburisti perdono in un collegio «blindato» dove vincevano da decenni. Sprofondo anche in Germania alle Regionali. Manca un progetto radicato nel presente.

Le elezioni, seppur parziali, tenutesi qualche settimana fa in due importanti Paesi come l’Inghilterra e la Germania hanno inviato un messaggio univoco. Nel Regno Unito il Partito laburista ha perso nel collegio di Gorton e Denton, alla periferia di Manchester, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, dove vinceva da decenni.

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Follia Ue: ci chiede di consumare meno gas
(IStock)
Bruxelles ci ha sempre esortato ad aumentare le scorte per ridurre i costi, ma adesso consiglia il contrario: meno stoccaggi. E invita imprese e famiglie a limitare i consumi: un buon modo per avere più disoccupazione.

L’Europa se n’è inventata un’altra. Seguite il ragionamento perché è talmente sottile, arguto e fino da rasentare pericolosamente il nulla assoluto. Poiché con la guerra ci può essere un problema di approvvigionamento del gas (ma va’?, ci era sfuggito), e ora già costa troppo (menomale che ce l’hanno detto, sennò avremmo pensato che qualcuno ci stesse rubando i soldi nel portafoglio), mettetene da parte un po’ meno e, soprattutto, consumatene di meno perché se aumenta troppo il numero di coloro che ne comprano tanto (la domanda) poi aumenta il prezzo e cresce l’inflazione.

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Le associazioni degli agricoltori lanciano l’allarme: i prezzi al consumo sono fuori controllo. Coldiretti: «La guerra è già dentro le nostre aziende, energia e imballaggi sono schizzati». Batosta su frutta e verdura: pomodori +31,9%. Ma a Bruxelles dormono.

Rischiamo un aumento del pane tra il 5 e il 7%, (con punte fino a 10 euro al chilo per i pani speciali), la pasta potrebbe aumentare dell’8%, il pesce costa già un terzo di più, i pomodori stanno sopra ai tre euro al chilo. È un’economia di guerra che lascia sul terreno solo due vittime: i consumatori e i contadini. Ma a Bruxelles ragionano d’altro.

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