Europa a pezzi

Kanye West bandito dall’Inghilterra
Kanye West (Ansa)
Il Regno Unito revoca il permesso d’ingresso al rapper, che avrebbe dovuto esibirsi quest’estate a Londra. Secondo le autorità è un «antisemita» e non deve cantare.

Il Regno Unito ha revocato il permesso d’ingresso al rapper americano Kanye West, invitato in estate a esibirsi al Wireless Festival di Londra. A decidere il bando è stato il ministro dell’Interno, Shabana Mahmood, perché «la presenza dell’artista non è ritenuta positiva per il bene pubblico». In poche parole: niente visto al «turista americano» West per le sue parole antisemite.

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Ue folle: Patto di stabilità inviolabile
Ursula von der Leyen (Ansa)
La Commissione ammetterà lo sforamento del 3% soltanto con grave recessione Roma e Berlino: tasse su extra profitti a società energetiche per aiutare le imprese.

«Non c’è una situazione economica tale da giustificare la sospensione del Patto di stabilità». Una sentenza praticamente che arriva da un portavoce della Commissione europea. L’attivazione della clausola generale del Patto è prevista solo in caso «di grave recessione e a condizione che non metta in pericolo la sostenibilità fiscale nel medio termine. E al momento non siamo in questo scenario», spiega, aggiungendo che «non abbiamo ricevuto richieste dagli Stati per valutare la possibilità di attivare la clausola nazionale di salvaguardia che sospende il Patto di stabilità per mitigare l’aumento dei prezzi dell’energia.

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Ungheria al voto e riecco le «manovre russe»
Viktor Orbán (Ansa)
Con le elezioni alle porte, rispunta la tesi della manina di Mosca per aiutare Viktor Orbán. Insinuazioni rilanciate senza prove, diffuse da organi anti Fidesz e finanziati dall’Ue. L’esperto Thomas Fazi: «Sondaggi sfavorevoli al leader per delegittimarne un’eventuale vittoria».

Spie russe, agenti disturbatori. Una poderosa macchina di interferenza nel voto in Ungheria. Tutto manovrato dal Cremlino pronto a qualunque cosa pur di aiutare Viktor Orbán a vincere le elezioni del prossimo 12 aprile. La tesi rimbalza da settimane nelle redazioni e di titolone in titolone è già diventata un nuovo Russiagate. L’ultima chicca la offre un’indagine del Washington Post secondo cui i servizi segreti russi avrebbero addirittura suggerito agli ungheresi di inscenare un attentato a Orbán.

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Speriamo che la Bce non imiti la Ue
Christine Lagarde
A parte una certa capacità di intervento finanziario con debito comune, l’Unione europea balbetta. E anche la Christine Lagarde, che vuole alzare i tassi, contribuisce alla catastrofe.

L’Ue mostra capacità insufficienti di gestione delle emergenze che abbiano un’origine geopolitica, tema di attenzione urgente per gli effetti economici della crisi nel Golfo. La prova è che la Commissione abbia comunicato un piano preventivo di riduzione dei consumi energetici - atto razionale, ma di gestione passiva - invece di attivare misure d’emergenza.

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Se riaprissimo alla Russia finirebbero i guai per gas e diesel
Oleodotto Druzhba (Ansa)
Tra le sanzioni alla Russia e la dipendenza dal Medio Oriente, aggravata dal conflitto, l’Unione europea si è infilata in un vicolo cieco. La svolta passa dalle dimissioni di Ursula von der Leyen.

La visita di Giorgia Meloni in Arabia Saudita è certamente utile per manifestare solidarietà a un Paese coinvolto in una guerra, ma anche per garantire le forniture di energia al nostro Paese. Va ricordato che Meloni è stata l’unica leader straniera presente alla riunione dello scorso dicembre del Consiglio di cooperazione del Golfo, organizzazione per la cooperazione tra sei Paesi del Golfo Persico.

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