Europa a pezzi

Ursula & C. girano a vuoto. Macron brandisce l’atomica: «Aiutiamo gli Stati colpiti»
Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron (Ansa)
Parigi critica Epic fury, Merz invece va da Trump dribblando la polemica e cercando sponde Oltralpe sul nucleare. L’Ue: «Uniti con Cipro». Ma le navi le manda Atene.

Secondo la leggenda, Henry Kissinger domandò: chi devo chiamare per parlare con l’Europa? Quel problema, Oltreoceano, ormai non se lo pongono più: l’America non si è minimamente preoccupata di avvisare l’Ue dell’avvio dell’operazione Epic fury. Usa e Israele, come ha confessato ieri il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, «hanno deciso in autonomia e riservatezza».

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Bruxelles apre le porte ai brasiliani e loro boicottano le aziende europee
(Ansa)
  • L’Unione punta sul Mercosur che rafforza gli scambi con mercati instabili dove la legge della forza prevale sui contratti. A Rio si moltiplicano attacchi politici e minacce fisiche contro i gruppi del Vecchio continente.
  • I giapponesi lodano le nostre piccole e medie imprese che hanno resistito ai dazi di Donald Trump. Buoni i numeri dei marchi di lusso.

Lo speciale contiene due articoli

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Iran, l’Ue ciancia di vertici e de-escalation. Francia e Germania all’opera con Uk
Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer (Ansa)
Il formato volenterosi eclissa ancora Bruxelles. Mosca e Pechino contro gli States.

Mentre il leone ruggisce, Bruxelles fa la parte del micino spelacchiato. Di fronte all’operazione «Ruggito del leone» lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, l’Unione europea reagisce come spesso accade nei momenti decisivi: convocando riunioni. Per oggi, l’Alta Rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha convocato un Consiglio Affari Esteri straordinario in collegamento video con i ministri degli Stati membri.

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Dal 2021 l’Italia paga i mutui per i finanziamenti europei arrivati a sostegno del Piano Sui quali gravano regole machiavelliche e una sconcertante assenza di trasparenza.

La Repubblica italiana, a partire dal 13 agosto 2021, quando da Bruxelles è arrivato il primo bonifico per il prefinanziamento, ha stipulato nove mutui per il Pnrr. Infatti, da allora, si sono susseguite altre otto erogazioni di importo variabile tra 14,4 e 6,9 miliardi. L’ultima, proprio a fine dicembre, di 9,7 miliardi, ha concorso al totale parziale di 99 miliardi che con le prossime ultime due rate, arriverà alla somma complessiva di 122,6 miliardi, resi inizialmente disponibili dalla Commissione nel 2021. E parliamo solo di prestiti, a cui si aggiungono 53 miliardi di sussidi (su 71 previsti), il cui rimborso transita, però, dal bilancio Ue.

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La beffa del Pnrr: blocca il taglio delle tasse
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Ansa)
Gli interessi sui prestiti valgono 2,85 miliardi quest’anno, e nel biennio successivo saliranno ancora Se ci fossimo indebitati noi sul mercato, avremmo potuto fissare tassi e scadenze molto più convenienti.

È dalla primavera del 2020 che su questo giornale abbiamo cominciato a spiegare i costi del Pnrr e smentire la leggenda della «pioggia di miliardi» e quindi non possiamo che accogliere con soddisfazione i dettagli forniti ieri dal quotidiano Milano Finanza. Che ci offre un primo quadro a consuntivo di quanto avevamo agevolmente previsto, in quasi splendida solitudine, sin dalla genesi del Next Generation Eu.

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