Europa a pezzi

I droni di Zelensky abbattono il governo anti Putin della Lettonia
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Un incidente aereo ha provocato la spaccatura della maggioranza che reggeva l’esecutivo più filo-Ursula von der Leyen dell’Ue. Lo stesso che voleva boicottare e tagliare i fondi alla Biennale di Venezia per le aperture a Mosca.

L’armiamoci e partite di Ursula von der Leyen miete la prima vittima: è il governo di Evika Silina, primo ministro della Lettonia, l’arcinemica tra gli europei di Vladimir Putin. È colei che voleva darci lezioni di democrazia sulla Biennale di Venezia, che doveva essere vietatissima ai russi, e che ha chiesto all’Ue di ritirare il contributo all’Italia per questo evento culturale. Ironia della sorte, a bombardarla sono stati i droni ucraini, quelli che Volodymyr Zelensky fa volare anche grazie ai soldi dei contribuenti europei che, però, i suoi fidi collaboratori - Andriy Yermak lo hanno messo ieri al gabbio - dirottano sui loro conti e in lucrosi affari immobiliari.

Continua a leggereRiduci
Bruxelles dorme e pensa ai Talebani
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Ansa)
L’Europa attende a giugno il portavoce degli estremisti islamici per parlare di migrazione degli afghani. Tema caro a Berlino, che vorrebbe rimpatriarli. Nel frattempo Mario Draghi propina all’Ue la solita predica: «Qualcosa non ha funzionato, ora siamo soli».

Sette ore dopo l’inizio dello storico incontro bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, con il primo che dichiarava che «Cina e Usa sono partner, non rivali» e l’altro che confermava l’alto patronato della cortesia replicando che la relazione bilaterale tra Pechino e Washington «è la più importante al mondo», la voce dell’Europa si è fatta sentire.

Continua a leggereRiduci
L’Europarlamento boicotta l’intesa sui dazi con Donald. E inguaia Berlino
Ursula von der Leyen (Ansa)
  • Gli emendamenti hanno modificato l’accordo Usa-Commissione che favoriva Friedrich Merz. E provocato la reazione della Casa Bianca.
  • Il discorso di re Carlo III d'Inghilterra doveva essere occasione di rilancio per il premier Keir Starmer, ma ormai i labour che lo vogliono fuori sono 90. Wes Streeting e il sindaco di Manchester in pole per sostituirlo.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a leggereRiduci
Starmer rimpalla la sua incompetenza sulla Brexit
Keir Starmer (Ansa)
Dopo la mazzata delle amministrative e la cavalcata di Nigel Farage, 55 parlamentari laburisti chiedono le dimissioni del premier inglese.

Dopo la batosta elettorale e l’avanzata travolgente di Nigel Farage, Keir Starmer ha scelto la strada dello scaricabarile. Anziché assumersi la responsabilità della crisi politica, economica e sociale che attraversa il Regno Unito dopo mesi di governo laburista, il premier britannico ha deciso di puntare il dito contro il bersaglio preferito dell’establishment europeista: la Brexit. E soprattutto contro l’uomo che più di ogni altro continua a incarnarla politicamente, cioè Farage, oggi vero vincitore delle urne britanniche. Nel suo intervento, Starmer ha attaccato frontalmente il leader di Reform Uk e l’eredità del referendum del 2016.

Continua a leggereRiduci
«Colpa della Brexit, serve più Ue». L’eurofesta alla faccia della realtà
Keir Starmer (Ansa)
Il «Corriere» ribalta la frittata sul tracollo laburista, Sergio Mattarella prova a convincerci che aderire al «progetto comunitario» ci abbia portato «fiducia nel futuro». Quando questa Unione, ormai, si regge solo sui ricatti.

Confondere il sintomo con l’origine della malattia. È successo al Corriere della Sera, dove Paolo Lepri, ieri, si è sforzato di elaborare il malessere per la batosta elettorale rimediata da Keir Starmer nel Regno Unito, ricorrendo a una «ipotesi suggestiva»: «E se […] fosse proprio la Brexit ad essere la causa dei mali […]?». Quello di dieci anni fa, dunque, sarebbe stato il primo «strappo», che ha legittimato una serie di tesi masochiste: il «meglio fare da soli», l’«ossessione contro gli “altri”», l’«illusione di un radioso avvenire che non si è concretizzato», ovviamente solo perché le «promesse del leave», fallaci dall’inizio, «non sono state mantenute».

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy