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Marina fa piangere il Pd
Marina Berlusconi (Getty Images)
Dopo un retroscena della «Stampa» su contatti con i dem per decidere il prossimo capo dello Stato, la figlia del Cav rompe il silenzio e precisa: «Nulla di vero, affetto per Forza Italia e tutto il centrodestra».

Marina Berlusconi come non l’avete mai vista, anzi letta: la presidente di Fininvest firma in prima persona una durissima smentita a un retroscena apparso ieri sulla Stampa, che la dipingeva come intenta, manco a dirlo attraverso Gianni Letta, a flirtare politicamente con il Pd per scegliere insieme, nel 2029, un successore di Sergio Mattarella non di stretta osservanza meloniana. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Marina, a quanto raccontato dalla Stampa, occorre impedire il varo della nuova legge elettorale, puntare sul pareggio e poi dare vita a un «governo di scopo» Fi-Pd-chiunque ci stia (magari pure il M5s) della durata di due anni che porti all’elezione al Quirinale di, ad esempio, Pierferdinando Casini.

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L’Europa prova a riesumare il ddl Zan. Pd esaltato: «Ora nozze egualitarie»
Alessandro Zan (Getty Images)
Il promotore della legge mordacchia, che fu affossata cinque anni fa, annuncia l’arrivo di una direttiva Ue che ce la imporrebbe di nuovo. E i dem celebrano dieci anni di unioni civili rilanciando il matrimonio omosex.

Il ddl Zan s’ha da (ri)fare: ce lo chiede l’Europa. La notizia arriva direttamente dal padre della legge mordacchia, che nel 2021 venne affossata al Senato tra «gli applausi della destra» (ricordava ieri Repubblica) e, soprattutto, con lo zampino dei franchi tiratori della sinistra. In un’intervista al quotidiano romano, l’eurodeputato del Pd ha segnalato che il 21 maggio, nella plenaria di Strasburgo, con l’imprescindibile contributo del Ppe, dovrebbe essere approvata una revisione della direttiva Vittime del 2012.

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Bertolaso fa da solo. C’è il protocollo per la morte assistita. Rabbia in Consiglio
Guido Bertolaso (Ansa)
Diffuse le bozze del Welfare lombardo: il sistema regionale deve «farsi carico» del percorso letale. Fdi, Lega e Fi: errore.

Si chiama «Indicazioni procedurali del sistema sanitario regionale in materia di morte medicalmente assistita» ed è il protocollo approntato dal gruppo di lavoro scelto dall’assessore al Welfare della regione Lombardia, Guido Bertolaso. Come da lui stesso anticipato al Corriere della Sera, è di prossima entrata in vigore. E ieri ha riaperto un tema piuttosto rilevante in maggioranza al Pirellone, proprio nel giorno in cui si riaccende la discussione parlamentare sul fine vita, che arriverà in Senato il prossimo 3 giugno.

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Rama blinda l’accordo con l’Italia
Edi Rama (Ansa)
Il ministro degli Esteri albanese allude alla fine del protocollo sui migranti nel 2030. Il leader di Tirana taglia corto: «Il memorandum durerà finché Roma lo vorrà».

È durata poche ore la polemica sull’Albania, che si è trasformata presto nell’ennesima figuraccia per la sinistra. Neanche il tempo di rilasciare dichiarazioni ed emettere comunicati contro il governo, che ci ha pensato il premier albanese Edi Rama a mettere un punto.

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L’ex pm Pezzino: «A Pavia ero un punto di riferimento per il procuratore Venditti. Battutine e commenti dei colleghi mi hanno convinta a lasciare». Fuga di notizie sulla bozza della richiesta di archiviazione.

Nell’inchiesta di Pavia ci mancava solo l’accusa di sessismo tra magistrati. È messa nero su bianco nel verbale di assunzione di informazioni di Giulia Pezzino, l’ex pm (ha lasciato su propria richiesta l’ordinamento giudiziario nel febbraio 2025) che, insieme con l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, coordinò l’indagine del 2016-2017 su Andrea Sempio (poi chiusa con un’archiviazione).

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Garlasco, ora del delitto e arma. La super consulenza della Cattaneo non scagiona Stasi
Alberto Stasi (Ansa)
La relazione dell’antropologa non è una sentenza di colpevolezza per Sempio: la «finestra» temporale continua a essere ampia.

Per settimane la consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo è stata raccontata come una possibile svolta capace di riscrivere il delitto di Garlasco: un allungamento dei tempi dell’aggressione, una nuova lettura della difesa di Chiara Poggi, indicazioni sull’arma e, soprattutto, un possibile effetto sulla posizione di Alberto Stasi.

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«Il vice Zelensky riciclava milioni». L’ennesimo scandalo isola l’Ucraina
Andriy Yermak (Ansa)
  • L’Anticorruzione accusa l’ex capo di gabinetto Yermak per 10 milioni di euro di investimenti in ville di lusso. Un ostacolo imbarazzante all’ingresso di Kiev nell’Ue, che indebolisce il Paese nelle trattative con lo zar.
  • La Russia torna a colpire Kiev e avverte: «La guerra può terminare se si decidono sul Donbass». Veto all’Ue: «Non può avere un ruolo diplomatico».

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 13 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 13 maggio con Carlo Cambi