Governo

Giorgia Meloni: dalla Garbatella a Palazzo Chigi – Storia di un'ascesa politica
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del giuramento a Palazzo Chigi il 22 ottobre 2022 (Ansa)

Nata nel 1977 nel quartiere popolare della Garbatella a Roma, Giorgia Meloni è diventata il 22 ottobre 2022 la prima donna Presidente del Consiglio nella storia della Repubblica Italiana. Dalla militanza giovanile nel Movimento Sociale Italiano alla fondazione di Fratelli d'Italia, questa è la cronistoria completa di una delle figure politiche più influenti della Terza Repubblica.

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Il tribunale ferma di nuovo l’ex Ilva. Rilancio addio, 40 miliardi bruciati
Imagoeconomica
In nome della salute dei tarantini, a un mese dal referendum, i giudici chiedono interventi ambientali o da fine agosto si deve spegnere tutto. Fdi: a rischio l’industria italiana. Ma i sindacati attaccano il governo.

La situazione dell’ex Ilva di Taranto, si complica ogni giorno di più. L’ultimo capitolo è la decisione del Tribunale di Milano che ha ordinato, a partire dal prossimo 24 agosto, la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento, per rischi sulla salute.

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Vannacci si unisce ai sovranisti Ue: «Governo non abbastanza di destra»
Roberto Vannacci (Ansa)
Futuro nazionale entra nel gruppo Esn, dove siede pure Alternative für Deutschland. Il generale: «Difenderemo le nazioni dal federalismo». Sull’esecutivo chiarisce: «È il meno peggio, non deve essere messo in pericolo».

Alla fine, l’ha fatto. Dopo l’uscita dalla Lega, l’ex generale Roberto Vannacci entra a far parte a Bruxelles del gruppo Europa delle Nazioni sovrane (Esn), il gruppo fondato nel 2024 da Alternative für Deutschland, insieme ad altri partiti di estrema destra di vari Paesi europei, per volontà degli eurodeputati espulsi dal gruppo Identità e democrazia (Id) a causa di una serie di scandali che coinvolsero il politico tedesco Maximilian Krah, in particolare per le sue dichiarazioni sulle Ss naziste.

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(Totaleu)

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia a margine dell'evento «Protecting european agri-food standard» a Bruxelles.

«Con un “Sì” le cose cambierebbero in meglio con la magistratura, ma se dovesse vincere il “No” sarebbe una vittoria dell’ala estrema della magistratura, che ipotecherebbe la politica». Così il ministro della Giustizia al Forum Ansa.

«Se dovesse vincere un “No” — prosegue Nordio — temo che, politicizzandosi il referendum anche attraverso l’intervento molto forte della magistratura, e come temo continui a fare, la politica in generale sarebbe sconfitta. La magistratura, forte di una vittoria alla quale ha conferito un forte significato politico, si sentirebbe nella facoltà di continuare l’ipoteca sulla politica».

Leggi anche l'articolo di Carlo Tarallo a questo LINK

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