Governo

Salvini e Giorgetti danno la sveglia a Ursula
Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini (Ansa)
Pressing su Bruxelles perché l’Italia, che ha conti migliori di Francia e Germania, in questa fase possa sforare il Patto di stabilità. Il vicepremier: «Stop al Green deal». Il ministro dell’Economia vuole misure ad hoc per le aziende energivore. Bollette luce +8,1%.

«Con i conflitti aperti nel mondo e con le ricadute economiche e sociali in Italia, mi sarei già aspettato dall’Unione europea la sospensione del Green deal e delle regole del patto di stabilità». Il vicepremier e ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini, torna a fare pressing su Bruxelles. Peraltro, l’Italia non è più il malato d’Europa che chiede sconti, o trattamenti di favore.

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L’Italia ha negato agli Usa l’uso della base di Sigonella
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (Ansa)
Secondo fonti di governo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha bloccato venerdì scorso l’atterraggio di asset americani diretti in Medio Oriente: mancavano autorizzazione e consultazione preventiva. Il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già partiti. Nessuna reazione ufficiale da Washington.
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Tajani chiude la porta al voto anticipato. E la Lega conferma: no al rimpasto
Antonio Tajani (Imagoeconomica)
Il leader del Carroccio riunisce i dirigenti e blinda la squadra: «Siamo leali e responsabili, c’è fiducia in tutti i ministri».

Ambienti di governo negano ma ci deve esser stata per qualche ora la tentazione di andare al voto. Argomento chiuso, il pensiero se mai si è avuto è passato, seppellito. Questo si ripete adesso. Troppi i rischi e le incognite che si aprono una volta che si riconsegna il mandato al Colle, ma soprattutto si perderebbe credibilità.

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Se la Meloni lascia, ci tocca Conte
(Imagoeconomica)
La trappola per indurre la Meloni a dimissioni anticipate, limitando i danni con un voto ravvicinato, ha già un beneficiario: il camaleonte Giuseppi. Che si prepara all’incasso dopo la vittoria dell’Anm, puntando anche sull’incoronazione del «Corriere».

Quando nell’estate di otto anni fa, dopo un colloquio in una stanza d’albergo a Milano, Matteo Salvini e Luigi Di Maio lo scelsero per guidare il governo gialloblù, certo non immaginavano di infilare la testa nelle fauci di uno spietato animale politico. All’epoca Giuseppe Conte era uno sconosciuto docente universitario di diritto privato e sia il leader della Lega che quello dei 5 stelle pensavano di avere a che fare con un professorino di belle speranze ma di nessuna esperienza.

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Paolo Del Debbio analizza le dinamiche nel centrodestra alla luce della sconfitta al referendum sulla riforma della magistratura, tra le dimissioni di ministri e sottosegretari e l'addio di Maurizio Gasparri al ruolo di capogruppo in Forza Italia.

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