La Meloni: «A sinistra si svegliano solo ora. Il borseggio tornerà procedibile d’ufficio»
Lo studio è quello di Paolo Del Debbio. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, infatti, ha scelto Dritto e Rovescio, la trasmissione di Rete 4, per rilasciare i primi commenti sul decreto sicurezza licenziato ieri in Consiglio dei Ministri. «Ancora viva» esordisce la premier scherzando collegata da Roma. Le aggressioni dei poliziotti e la visita del presidente del Consiglio che li va a trovare, da qui parte la mezz’ora di intervista che si concentra principalmente sul tema sicurezza. Meloni ricorda e sottolinea che a Torino si è trattato di un’operazione «preordinata». «Avevano bombe carta, jammer» spiega. «Volevano impedire che ci fossero comunicazioni». Il che, tradotto, significa che «agiscono come nemici dello Stato».
«Non siamo di fronte a ragazzini che vogliono fare un po’ di casino. Sono strutture organizzate per fare male» riflette, «e se ti porti un martello da casa e prendi qualcuno a martellate in testa, vuol dire che lo vuoi uccidere e lo hai anche premeditato».
E ancora: «Sono sempre favorevole alla piazza. Qui però siamo di fronte a un caso particolare. Abbiamo sentito parlare di infiltrati anche a Torino, ma Askatasuna ha rivendicato tutta la manifestazione, negando che ci fossero infiltrati. E minacciano di continuare».
Sullo scudo penale, così definito in sintesi giornalistica spiega: «Lo scudo penale significa rendere impunibile qualsiasi azione, non è questo quello che facciamo con gli agenti di polizia». E tagliente precisa: «Quello casomai ce l’hanno quelli dei centri sociali».
Nuove strette anche per le baby gang e nello specifico sui coltelli e ricorda anche di aver iniziato questo percorso con Caivano, quando, attaccati dalle opposizioni, si è deciso di abbassare l’età dei minori che potevano essere arrestati se colti in possesso di un’arma da taglio. «Adesso prevediamo il divieto assoluto ai minori di questi strumenti».
Poi ribadisce: «Noi possiamo fare tutte le leggi del mondo però poi quelle leggi devono essere fatte rispettare che vogliamo ma se poi i giudici non le applicano…», riferendosi al sistema giustizia. «C’è una filiera» così lo chiama «che non funziona». E conclude sul punto: «Serve approccio più duro da parte di tutti gli attori coinvolti ».
Sulla legittima difesa annuncia il cambio di passo: «Si toglie l’obbligo di iscrizione nel registro degli indagati quando è palese che si tratti di legittima difesa». «A mia tutela non mi indaghi!» sintetizza tra gli applausi dello studio. Tre le altre norme sottolinea l’abolizione di «quella follia per cui se vieni derubato e fermi il ladro puoi rischiare di essere perseguito. Questa follia viene cancellata». Mentre invece diventa di nuovo «procedibile d’ufficio il furto con destrezza» per colpire quindi le borseggiatrici.
Un passaggio di chiarimento sul fermo preventivo è inevitabile: «Le forze dell’ordine potranno fermare preventivamente una persona quando avranno la ragionevole previsione che stia andando in piazza per compiere violenze o devastazioni. E lo potrà fare per 12 ore» spiega Meloni aggiungendo: «Noi abbiamo la sinistra che ci accusa di fare lo Stato di Polizia, ma è la stessa sinistra che ci accusava di non aver fermato quelli che a Torino arrivavano anche dall’estero. Fate pace», l’accusa. E po la precisazione: «Questa è una norma che esiste in diversi Paesi europei dove trattengono per più di 12 ore, al contrario di quello che vogliamo fare noi». In sintesi: «Non stiamo facendo niente che non si sia già fatto anche in altri Paesi europei». E restando sul paragone con l’Europa poi aggiunge che per quanto riguarda il numero delle forze dell’ordine pro capite: «Le nostre sono di più di quelle di Spagna Francia e Germania».
Alla sinistra risponde che sulla sicurezza bisogna scegliere «da che parte stare senza ambiguità» e che va dimostrato con «scelte chiare».
Tutte le misure che abbiamo citato si occupano anche degli immigrati irregolari risponde Meloni a Del Debbio. «Non ho paura a dire che c’è un incidenza maggiore dei reati da chi arriva illegalmente in Italia». E poi aggiunge: «Se io espello un immigrato e lui fa ricorso io devo comunque pagargli l’avvocato».
Sull’Ice commenta: «Polemica surreale. Ice collabora con l’Italia dal 2002, l’attività che fanno è un semplice scambio di informazione. Le alleanze tra Paesi non cambiano se alla sinistra sta antipatico il presidente di turno».
Un commento finale lo riserva al referendum: «Quando la sinistra tira fuori il jolly del fascismo è perché è disperata». Rispondendo all’accusa che chi vota sì sarebbe fascista. «Sono disperati perché è una forma di buonsenso» e assicura: «Comunque vada a finire noi resteremo».






