Governo

I dem strepitano per Meloni da Fedez. E spunta un indagato che vota No...
Bernardo Lodispoto (Imagoeconomica)
La sinistra sbraita per il premier a «Pulp». Intanto, il capo della Procura di Trani annulla un evento col presidente della Provincia, messo sotto inchiesta dalla suo stesso ufficio. Con buona pace di Nicola Gratteri.

Ufficio complicazione affari semplici. Nel marasma più totale del referendum sulla giustizia dove si è detto e si continua a dire di tutto, dove la campagna referendaria si è trasformata in un palcoscenico dove va in scena la ricerca spasmodica dell’eccessivo e del sensazionale, ci stava bene anche la polemica sulla partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla puntata di Pulp Podcast, il programma di Fedez, in onda oggi alle 13.

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«Cari italiani, il 22 e 23 marzo siamo tutti chiamati a votare per il referendum sulla riforma della giustizia: si vota domenica dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15, presentandosi ovviamente al seggio elettorale con un documento di identità e con la tessera elettorale».

Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social in cui propone una sorta di tutorial al voto, mostrando anche il fac simile del quesito elettorale e facendo vedere la X segnata con la matita sul Sì.

«Questa – dice – è la scheda che troverete al seggio ed è abbastanza semplice: se volete, come spero, confermare la riforma costituzionale della giustizia, dovete mettere una croce sul Sì».

Il governo taglia le accise. Oggi giù benzina e gasolio
Giorgia Meloni (Ansa)

Cdm straordinario in serata leva di mezzo i palliativi: subito -25 centesimi alla pompa per i prossimi 20 giorni. Salvini incontra i petrolieri e guida il pressing, Meloni sblocca anche il credito d’imposta per i trasportatori.

Giorgia batte un colpo, e lo fa prima del referendum, come avevamo suggerito, sommessamente, noi della Verità. Di fronte alla crescita vertiginosa dei prezzi dei carburanti, conseguenza della guerra in Medio oriente, il consiglio dei ministri ieri sera ha deciso un intervento drastico: taglio delle accise su diesel e benzina per 25 centesimi al litro.

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La spinta di Salvini sui petrolieri
Matteo Salvini (Ansa)
Il vicepremier ha ricevuto i rappresentanti delle principali compagnie nazionali prima del consiglio dei ministri della serata. «Il ruolo di Giorgetti è stato decisivo».

«Obiettivo tornare sotto i 2 euro al litro e possibilmente sotto l’euro e 90». Così il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini ha iniziato una giornata che lo ha visto ricevere a Milano in prefettura i rappresentanti delle più importanti compagnie petrolifere che lavorano in Italia per chiedergli di intervenire sul rialzo dei prezzi alle pompe di benzina.

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Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri a margine del Consiglio Affari esteri di Bruxelles.

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