Governo

«Delmastro leggero, forse usata una “manina”»
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Ansa)
Giorgia Meloni bacchetta il sottosegretario: «Ma da qui a dire che è stato connivente...».

Non ha fine la polemica su Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, legata alla Bisteccheria d’Italia, locale aperto a Roma insieme alla figlia di un ristoratore poi condannato in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan camorrista egemone sulla criminalità romana, quello guidato dal boss Michele Senese, attualmente in carcere.

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Ets e dl Bollette, Von der Leyen apre a Meloni
Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni (Ansa)
  • Ursula: «Collaboriamo con Roma. Ogni Stato necessita di misure ad hoc». Disponibilità della presidente tedesca anche a revisione dei crediti per le emissioni. Giorgia: «Meccanismo perverso. Confido nel via libera dell’Ue». Foti e Urso: «Ascoltato il governo».
  • Orbán blocca gli aiuti a Kiev, ira dei leader. Merz: «Sleale». Vance a Budapest a inizio aprile, a ridosso delle elezioni.

Lo speciale contiene due articoli.

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Referendum, pericolo brogli dai suffragi esteri. Astensione forzata per i fuorisede
Giorgia Meloni (Ansa)
Giorgia Meloni: «Troppa caciara durante la campagna elettorale, è l’ora della meritocrazia».

Il premier ieri sera ha corso gli ultimi 100 metri della campagna referendaria da Bruno Vespa, a Cinque minuti, dove si è tolta diversi sassolini dalle scarpe: «Non è stata una bella campagna elettorale. C’è stato un tentativo di buttarla in caciara e individuare il nemico.

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(Guardia di Finanza)

Nel corso degli ultimi mesi i finanzieri di Udine hanno intensificato l’attività di monitoraggio dei trasporti di prodotti petroliferi. Accertata evasione di accise per 1.130.104 euro e di Iva per 509.882 euro.

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Boom di ascolti per Giorgia da Fedez. Nell’era dei podcast l’Agcom è un calesse
(Ansa)
La svolta pop del premier scuote la sinistra da salotto tv devota alla par condicio (oppressiva). Ma la comunicazione è cambiata.

«Giorgia vuole diventare una Ferragni». La gastrite è ai massimi livelli e Stefano Patuanelli non si trattiene: «Invece che andare da Fedez poteva venire in Parlamento a parlare della guerra». Già fatto due volte in una settimana. L’uscita creativa stile Nicola Gratteri è il segnale di regressione comunicativa dei progressisti.

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