Landini contro Salvini. L’iniziale no alla revoca degli scioperi proclamati il 16 febbraio e il 7 marzo nel trasporto aereo ha aperto il ring al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. E giù cazzotti. Con l’incontro che si è chiuso con il dietrofront del leader della Cgil e la decisione dei sindacati di spostare lo sciopero al 26 febbraio.
Tutto è iniziato ieri alla fine del vertice convocato al ministero, durato due ore, dove le parti sociali sono rimaste sulle loro posizioni. Gli scioperi si faranno e senza esitazioni. Con tutta la faccia tosta del mondo, Fabrizio Cuscito, coordinatore trasporto aereo Filt Cgil, non si vergogna a dire: «Non ci sono le motivazioni sufficienti per poterli rinviare».
Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac e Anp, a testa alta, tirano dritto ignorando la richiesta della commissione di garanzia di posticiparli per non ostacolare un evento planetario come le Olimpiadi Milano-Cortina. A questo punto, davanti a chi non vuol sentire ragioni, è stata tirata fuori la carta della precettazione «per non danneggiare un’immagine di positività e di efficienza che l’Italia sta dando», dichiara Salvini. «Garantisco il diritto allo sciopero ma non durante lo svolgimento di una manifestazione che 2 miliardi di persone stanno guardando. I sindacati si dimostrano irresponsabili e anti-italiani. Mentre il mondo guarda a Milano-Cortina 2026, pensare di bloccare il traffico aereo è assurdo. Si tratta di un affronto non solo ai cittadini ma anche agli atleti olimpici e paralimpici. Sapremo rispondere con forza, pretendendo il rispetto della legge e dell’Italia», conclude il ministro.
Landini non ci ha visto più e ha tirato fuori un fatto di anni fa. «Nei giorni scorsi il Tar ha giudicato illegittimo ciò che Salvini aveva precettato in uno sciopero generale della Cgil e della Uil di qualche anno fa», dice il capo della Cgil. «A dimostrazione che non c’è uno sciopero che Salvini non tenti di precettare. Quando sente sciopero Salvini vede rosso ogni volta». Il pretesto per Landini è sempre il solito: attaccare la Meloni. «C’è un tentativo da parte di questo governo di mettere in discussione il diritto di sciopero, di manifestare e il ruolo stesso del sindacato».
La risposta arriva, congiunta, con una nota della Lega, che accusa Landini di avere «la memoria corta, come quando siglava accordi per cinque euro all’ora nel settore della vigilanza per poi invocare il salario minimo e non sa gestire nemmeno i suoi bilanci siciliani che lamentano buchi milionari. Salvini non ha voluto precettare, per esempio, in occasione dello sciopero della Cgil sulla Flottilla a ottobre. L’obiettivo era offrire una prova di dialogo per non infiammare gli animi. Purtroppo, in quella occasione come per queste Olimpiadi, la Cgil soffia sul fuoco e tifa contro l’Italia». Anche il Codacons si dice preoccupato per il fatto che gli scioperi possano arrecare «un danno economico enorme» a quanti, a causa della serrata, non potranno raggiungere le destinazioni dei Giochi.
«Le azioni di sciopero sono state confermate a sostegno delle vertenze per il rinnovo del Ccnl e di contratti aziendali di lavoro scaduti da molti mesi, ed in presenza di trattative infruttuose con aziende sorde», ribattono i sindacati.
A dare manforte a Landini c’è Gaetano Riccio (Fit Cisl) che senza arrossire aggiunge: «Anti-italiani? Parole che si commentano da sé, siamo più che italiani, anzi: siamo soggetti responsabili che rispettano le leggi. È stato proclamato a metà dicembre, 60 giorni fa, c’era tutto il tempo per aprire una discussione. È fastidioso che il ministro Salvini abbia parlato di utilizzare la forza nei confronti dei lavoratori, ci piacerebbe che gli stessi muscoli fossero mostrati nei confronti delle aziende che non rinnovano i contratti». Marco Verzari, segretario generale Uiltrasporti, aggiunge: «Noi irresponsabili? Irresponsabile è chi non tenta di risolvere anticipatamente i problemi in atto». «Ci hanno chiamati quando gli scioperi erano già stati indetti. È evidente che, date le tempistiche, non c’era nessuna volontà di trovare un’intesa», predica Stefano Malorgio, segretario generale della Filt Cgil.
I deputati della Lega in commissione Trasporti parlano di «oltranzismo cieco dei sindacati, i quali scelgono la mobilitazione quando l’Italia è sotto i riflettori mondiali. Hanno poco senso di responsabilità. preferiscono fare male al Paese e alla sua immagine». Non hanno rispetto nemmeno per i nostri campioni. Nessun passo indietro neppure davanti alle medaglie. Almeno fino all’inatteso dietrofront.







