Governo

«Negli ultimi mesi e soprattutto nelle ultime settimane, attorno a questo referendum si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni, slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte. Perché se un magistrato sbaglia, se è negligente, nella maggior parte dei casi non succede nulla», lo dice il premier Giorgia Meloni nel video postato sui social sul referendum.

«Sono storture che negli 80 anni di storia della Repubblica Italiana non siamo mai riusciti a correggere. Abbiamo fatto riforme in tantissimi ambiti, ma sulla giustizia mai in maniera sostanziale, perché a ogni tentativo la reazione è stata sproporzionata. La sinistra si oppone a qualsiasi forma di modernizzazione di questa nazione», ha aggiunto.

«Tasseremo chi specula su benzina e bollette»
Giorgia Meloni (Ansa)
Meloni intervistata da Mario Giordano su Rete 4: «Non entreremo in guerra ma rischiamo di essere toccati dalle sue conseguenze su economia e sicurezza interna. Siamo mobilitatissimi contro eventuali minacce terroristiche. Il referendum? Occasione unica».
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«Pronti gli ispettori in tribunale per salvare la famiglia del bosco»
Il tribunale dei minori de L'Aquila (Ansa)
Annuncio di Meloni a «Fuori dal coro»: «Nordio li sta per inviare». Salvini sfida i giudici: «Pronto ad andare in Abruzzo, ci sono persone senza anima che fanno soffrire mamme e bimbi. Vedrò il Garante dell’infanzia».

A questo punto, l’ultima speranza a cui aggrapparsi rimane la politica. Il Tribunale dei minori dell’Aquila, con tutta evidenza, non ha alcuna intenzione di dialogare con la famiglia nel bosco e così tutte le istituzioni coinvolte in questa assurda vicenda. L’ultimo provvedimento con cui il giudice ha decretato l’allontanamento dei bambini dei Trevallion da mamma Catherine è il segno evidente e indelebile di una chiusura totale.

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Trump elogia il premier e la sinistra dà di matto
Giorgia Meloni e Donald Trump a Sharm el Sheikh nell'ottobre 2025 (Ansa)

«Che barba, che noia; che barba, che noia». A sentire certe argomentazioni del Pd viene proprio in mente il celebre siparietto fra Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, con lei a scalciare sotto le coperte e lui a leggere il giornale mentre sono a letto. Non passa giorno senza che qualche esponente del Partito democratico si alzi e reclami un chiarimento da parte del presidente del Consiglio.

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Pd contro Salvini per il pedaggio imposto da Delrio
(iStock)
Nel 2017 i ministri dem firmano la concessione che introduce le tariffe sulla «Corda Molle». La Lega le limita e viene attaccata.

Prima si firma una convenzione dove si stabilisce che gli automobilisti dovranno pagare per percorrere un tratto di strada che prima era gratuito. Poi quando le tariffe diventano effettive si getta la croce su chi non aveva nulla a che fare con l’accordo precedente e anzi si è adoperato per limitare l’aggravio a carico della collettività. Mancano nomi e fatti specifici, ma è questa la rappresentazione più corretta del caos che si sta creando intorno alla bretella (raccordo autostradale) della Corda Molle, la Ospitaletto-Montichiari.

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