Governo

Meloni «grazia» Renzi per i poster «fascisti». Ma la sinistra sbraita: «Elogia Almirante»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier chiude la querelle con Iv: «Ho altro a cui pensare». Il Pd riesuma bugie sul missino. E scorda i «suoi» repubblichini.

Non possiamo fare a meno di immaginarla, Giorgia Meloni, che per distrarsi dalla tentazione di accendere una sigaretta (pare stia cercando di smettere di fumare, coraggio) e per distrarre l’attenzione dai temi dell’economia, alla vigilia del voto amministrativo, si inventa il diversivo del giorno: «Facciamo un bel post su Almirante, recuperiamo un po’ di voti identitari e vediamo se la sinistra ci casca».

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La Lega va in ritiro e vuol votare a ottobre ’27
Matteo Salvini (Ansa)
Salvini fa come i club di calcio e convoca la squadra per due giorni a giugno. L’obiettivo: serrare i ranghi in vista delle partite al Nord e del pericolo Vannacci. Il generale replica all’ennesimo veto: «Così la destra perde consensi». Calderoli: esecutivo fino a scadenza.
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Roma e Nuova Delhi, la nuova rotta passa dal Mediterraneo
L'accoglienza di Giorgia Meloni al primo ministro dell'India Narendra Modi a Villa Doria Pamphili (Ansa)
La visita di Narendra Modi a Roma non è stata una tappa di cortesia. È il segnale che l’Italia ha capito dove si sta spostando il baricentro del mondo.
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Tajani: «Più figli, meno immigrati»
Antonio Tajani al Festival del Lavoro (Ansa)
Il ministro degli Esteri rilancia l’allarme demografico: «La denatalità accresce il bisogno di lavoratori stranieri». Boccia (Pd) delira: «Le nascite non sono la cura».

Proviamo a seguire il ragionamento di Francesco Boccia, il quale è capogruppo del Pd al Senato. E, preparatevi, non sarà una cosa facile. Tutto inizia con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che, intervenendo al Festival del Lavoro, dice una cosa tanto banale quanto logica: «Abbiamo un problema di decrescita nell’ambito demografico e dobbiamo capire se vogliamo fare più figli. E se facciamo più figli poi possiamo anche dire: bene, riduciamo il numero dei migranti regolari che vengono a lavorare nelle nostre imprese, altrimenti noi non abbiamo lavoratori».

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Lo ha detto il premier all’uscita dal Municipio di Niscemi, parlando con i giornalisti: «A febbraio scorso abbiamo varato un decreto, poi convertito in legge ad aprile, per stanziare 150 milioni che avevano l’obiettivo della messa in sicurezza, degli indennizzi e della demolizione delle case. E domani portiamo in Consiglio dei ministri due diversi programmi: uno sulla messa in sicurezza del territorio e sulle opere infrastrutturali; un altro per quanto riguarda gli indennizzi per le famiglie che hanno perso la casa e anche tutto il tema delle demolizioni necessarie».

«Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997», ha aggiunto il presidente del Consiglio, che prima di lasciare il comune siciliano ha incontrato in Comune una delegazione di sfollati.

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