Governo

Dopo l’alt sulla difesa Merz isola Macron pure sul nuovo debito
Friedrich Merz ed Emmanuel Macron (Ansa)
Per la Germania la proposta dell’Eliseo distrae dai veri problemi Intesa con la Meloni: no allo scontro con Trump voluto da Parigi.

«Piacere di rivederti, Giorgia». «Anche per me, Friedrich». L’asse Meloni-Merz si rinsalda. Il vertice di due settimane fa a Villa Pamphili, tra baci, sorrisoni e abbracci, che decretò il piano d’azione fra Italia e Germania, sta dando i suoi frutti.

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Se vince il No il Csm resta in mano a un’associazione privata come l’Anm
Una seduta del Csm (Ansa)
Gli argomenti di chi si oppone alla riforma sono faziosi: non c’è alcuno «sfregio» alla Carta e l’autonomia è garantita.
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«Espulsioni più veloci dei migranti condannati»
Andrea Delmastro (Imagoeconomica)
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: «La reclusione nel Paese d’origine di chi commette reati è possibile solo con il consenso del reo. Il ricorso del detenuto contro il provvedimento del giudice non dovrebbe più sospendere gli allontanamenti. Serve più durezza».

«Grazie all’operazione verità, fatta dalla Verità. Sono quotidianamente assediato da richieste di provvedimenti svuotacarceri, sul presupposto che saremmo un sistema carcerocentrico. Se abbiamo circa 60.000 detenuti e 144.822 persone “in area penale esterna”, vuol dire che sono più quelli fuori che dentro».

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Via libera Ue alla lista dei Paesi sicuri
Matteo Piantedosi (Ansa)
L’Eurocamera approva le modifiche alle norme sulle procedure d’asilo. Nell’elenco pure Bangladesh, Marocco e Tunisia. Piantedosi: «Successo del nostro governo».

Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia: sono i sette Stati che l’Unione europea ha designato come «Paesi d’origine sicuri», secondo la relazione dell’eurodeputato di Fdi, Alessandro Ciriani per la creazione di un elenco Ue. Lista approvata ieri, insieme agli hub per migranti, dal Parlamento Ue con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni. Chi proviene da questi Paesi e chiede asilo in uno Stato membro vedrà la propria domanda esaminata secondo una procedura accelerata, potrà essere detenuto in appositi centri di trattenimento ed espulso con più facilità e rapidità.

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  • Il governo pone la questione di fiducia sul decreto che invia nuove armi all’Ucraina. I tre deputati su cui può contare il generale non hanno ancora detto come voteranno. Solo una cosa è certa: la sinistra si dividerà.
  • Per accelerare l’ingresso di Kiev, Bruxelles valuta l’ipotesi dell’«allargamento inverso» e studia le mosse per superare l’opposizione ungherese. Sullo sfondo il ruolo di Washington e i contatti diplomatici tra Europa, Russia e Stati Uniti.

Lo speciale contiene due articoli.

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