Governo

Soldi dei contribuenti per la serie Netflix su Fabrizio Corona: Giuli faccia qualcosa
Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
Il tax credit si ottiene con criteri «asettici», ma se un’«opera» del genere percepisce 800.000 euro, nel sistema c’è un problema.

Al ministero della Cultura, in particolare alla Direzione generale cinema e audiovisivo, i conti continuano a non tornare. Dal punto di vista dei contribuenti, s’intende. Perché, visti dall’angolazione dei fruitori dei finanziamenti del dicastero di Via del Collegio romano, produttori cinematografici e televisivi, broadcaster e piattaforme multinazionali, i conti tornano alla grandissima, eccome. Dopo la scoperta documentata su questo giornale da Davide Perego con una lunga e meticolosa inchiesta su decine di film e opere di scarso o inesistente interesse pubblico, alcune nemmeno approdate nei cinema, altre programmate in sale deserte, ma sostenute a vario titolo per anni e per svariate decine di milioni dai contributi del ministero della Cultura, prima con Dario Franceschini e poi con i suoi successori Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli nel governo Meloni, dopo tutto questo si auspicava che i criteri di assegnazione dei medesimi fondi venissero ampiamente revisionati. Purtroppo, sembra di poter dire con una certa dose di rammarico che non è così.

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Scuola, commissariate quattro Regioni rosse
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara (Imagoeconomica)
L’esecutivo interviene su Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna: «Non hanno approvato i piani di dimensionamento previsti dal Pnrr». Ira del Pd: «Manovra contro i governatori dem». C’è la data del referendum sulla giustizia: 22 e 23 marzo.

Habemus data: il Consiglio dei ministri ieri ha deciso di indicare domenica 22 e lunedì 23 marzo come date del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Negli stessi giorni si voterà anche per le elezioni suppletive. Ricordiamo che esiste la possibilità di un ricorso da parte dei promotori di una raccolta firme che chiedono a loro volta il referendum e quindi ritengono che la data debba essere spostata più avanti: «Finalmente c’è la fissazione della data», afferma all’Adnkronos il presidente del Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, Gian Domenico Caiazza, «nella speranza che non siano poste in essere ulteriori iniziative dilatorie e speculative visto che il referendum è già indetto e non c’è nessuna necessità della raccolta firme».

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La docuserie di Corona su Netflix pagata dal Mic di Giuli: 793.000 euro di tax credit
Fabrizio Corona e la locandina della docuserie Io sono notizia (Ansa)

L'ex re dei paparazzi torna sotto ai riflettori dopo la vicenda giudiziaria con Alfonso Signorini. La docuserie Io sono notizia è in onda da venerdì 9 gennaio.

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Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni detenuto in Venezuela da 423 giorni è stato liberato insieme all'imprenditore torinese Mario Burlò. Il premier Meloni ha ringraziato la presidente Rodriguez per la collaborazione.

Allarme sicurezza: scintille tra Lega e Fdi
Massimiliano Romeo e Lucio Malan (Ansa)
Nel Carroccio Romeo pungola la maggioranza («La protezione è una priorità: serve l’esercito, ma c’è chi cambia idea»). Malan però invita a «non intestarsi alcuni provvedimenti». Fi si schiera con Fratelli d’Italia. Pressing su un nuovo decreto da approvare.

Un’ammissione («Sul fronte della sicurezza abbiamo lavorato moltissimo, ma i risultati non sono soddisfacenti») e una promessa («Questo sarà l’anno della svolta») di Giorgia Meloni s’infrangono sugli scogli della cronaca. L’onda d’urto si ripercuote sulla maggioranza: ieri c’è stata una polemica tra Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e il suo omologo di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. L’oggetto del contendere sono le «strade sicure», con la presenza dei militari di pattuglia che già ha diviso Matteo Salvini e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Ma è solo un antipasto, in vista di un ulteriore decreto Sicurezza orientato a colpire prima di tutto le cosiddette baby gang e la violenza di strada.

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