I funerali di Umberto Bossi si terranno domani, alle 12, a Pontida. Saranno presenti, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Antonio Tajani, tutti i dirigenti della Lega, a partire da Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, e i presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.
La Lega ieri, in segno di lutto, ha annullato tutti gli eventi programmati, mentre Salvini ha partecipato esclusivamente allo speciale di Radio Libertà in onore del fondatore del carroccio, scomparso l’altra sera a Varese all’età di 84 anni. «Un abbraccio alla famiglia più diretta», ha detto Salvini, che ieri pomeriggio si è recato a Gemonio, in provincia di Varese, nella villa di Bossi (in precedenza la famiglia aveva detto di voler ricevere solo Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni), «e alla famiglia più allargata perché chi è in Lega ha due famiglie: ognuno ha la sua famiglia diretta d’origine e poi ha la grande famiglia della Lega perché la Lega non è un partito ma è una comunità. E quindi quando qualcuno lascia una comunità è l’intera comunità che lo vuole salutare». In serata, Salvini ha ricordato il Senatur in relazione alla battaglia referendaria: «Per onorare la memoria e dare corpo al pensiero politico del fondatore Umberto Bossi, tutto il popolo leghista domenica e lunedì sarà ancora più determinato nel votare SÌ al referendum sulla giustizia. Anche perché proprio Bossi e la Lega, più di altri, hanno subito e ancora subiscono in prima persona gli attacchi di certa magistratura politicizzata».
Renzo Bossi, figlio del Senatùr, ha pubblicato sui social un messaggio: «La famiglia», ha scritto, «volendo condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega, ha deciso che i funerali di Umberto Bossi si terranno a Pontida, domenica 22 marzo alle 12 nell’abbazia del monastero di San Giacomo. In queste ore la famiglia chiede riservatezza». Palazzo Chigi era disponibile a organizzare funerali di Stato, ma la famiglia ha declinato. A corredo del post, una vecchia foto di una adunata leghista. Innumerevoli i messaggi di cordoglio per la scomparsa del fondatore della Lega, arrivati da tutto il mondo politico e istituzionale, a partire dal Quirinale: «Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella», recita una nota del Colle, «esprime il suo sincero cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi. Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione politica. L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico. Il presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne hanno condiviso l’impegno nel suo partito». «Umberto Bossi», ha dichiarato la presidente del Consiglio, «con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica». «Con tutta Forza Italia», ha scritto Tajani, «piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega, grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia». Come dicevamo, il cordoglio ha travalicato le barriere tra gli schieramenti: «Esprimo le condoglianze mie personali e di tutto il Pd», ha commentato la segretaria dem Elly Schlein, «alla famiglia, a chi è stato vicino e a chi ha lavorato con Umberto Bossi, venuto a mancare oggi». Particolarmente toccante il ricordo di Pier Luigi Bersani: «Per me è un colpo al cuore», ha detto a Repubblica l’ex leader del Pd, «Umberto Bossi era un avversario politico di una forza e di una umanità che ricorderò per sempre. È l’avversario cui ho voluto più bene in vita mia. C’era molta autenticità nelle battaglie che conduceva, battaglie che io ovviamente contrastavo. E ho sofferto quando ho visto l’Umberto venire trattato così male da gente che gli doveva tutto. Negli ultimi anni, alla Camera», ha aggiunto Bersani, «ho riconosciuto in lui una vera sofferenza. C’era in lui un’impronta di umanità che non è replicabile». «È indubitabile», ha affermato il leader del M5s, Giuseppe Conte, «che Umberto Bossi sia stato un protagonista della storia politica recente del nostro Paese. Esprimo il mio cordoglio, anche a nome del Movimento 5 stelle, ai suoi cari e alla comunità politica della Lega, che perde il suo storico fondatore e una personalità di assoluto riferimento». Tantissimi i ricordi personali degli esponenti politici che hanno conosciuto Bossi. «Mi chiamò Pierferdinando Casini», ha raccontato alla Stampa Clemente Mastella, «a notte inoltrata: “Non troviamo il ministro del Lavoro”. Bossi disse: “La persona giusta per parlare coi sindacati è Mastella”. Devo a lui quell’incarico, sembra incredibile ma è così. Fra di noi c’era sintonia umana. Eravamo legati dallo stesso spirito del popolo, lui rappresentava il mondo delle piccole imprese del Nord, il ceto medio spiazzato, io le istanze sociali del Sud. Una volta, era Sanremo del 2004», ha aggiunto Mastella, «cantammo insieme a un dopofestival di Porta a Porta, e facemmo uno share altissimo. Lui intonò, diciamo così, una canzone napoletana, la cosa mi spiazzò. Gli dicevo spesso che la mia famiglia veniva dal Veneto, e lui diceva: Mastella tu imbrogli non è così».
La commemorazione in Aula di Bossi, ha reso noto il presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana, si terrà mercoledì prossimo alle alle 16.15. È prevista l’introduzione del presidente, a seguire sarà assegnata la parola a un esponente per gruppo politico, cinque minuti per gruppo, in ordine decrescente per composizione numerica. Il seggio a Montecitorio di Umberto Bossi andrà a Matteo Luigi Bianchi, terzo dei non eletti nelle liste della Lega nel collegio plurinominale Lombardia 2.







