Governo

«L’Europa dice chiaramente che il governo italiano ha tutto il diritto di far funzionare i centri in Albania, perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo e non cesseranno le ordinanze di revoca dei trasferimenti in Albania». Così il premier Giorgia Meloni in Senato. Si tratta, secondo il presidente del Consiglio, di «Decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, in quella europea e neppure nel buonsenso».

Meloni ha criticato la revoca dei trasferimenti nei Cpr in Albania, citando casi di migranti irregolari condannati per reati come spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo e «— è molto desolante doverlo raccontare — violenza sessuale su minore». Secondo il premier, per i giudici queste persone non possono essere trattenute né rimpatriate perché hanno presentato richiesta di protezione internazionale.

Gli eurodeputati di Fratelli d'Italia e del gruppo European Conservatives and Reformists Group formano un grande «Sì» umano nel cortile del Parlamento europeo di Strasburgo. Carlo Fidanza: «La riforma allinea l’Italia all’Europa». Nicola Procaccini: «Occasione che non avremo per generazioni».
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«Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto il premier in Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano».

Riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, Meloni ha poi affermato: «Il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza».

Il governo rinvia i tagli alle accise e si mette a caccia delle coperture
Ansa
Nel cdm mancano le misure contro il caro energia. Salvini: «Un intervento ci sarà». Bisogna trovare le risorse. L’Ue invita a tagliare gli oneri su luce e gas ma stoppa la revisione degli Ets. Meloni e Merz: ora sospendeteli.

Niente accise mobili, niente piano casa, niente decreto fiscale. Il Consiglio dei ministri ha disatteso le aspettative. Anche se, non è esclusa una nuova riunione del cdm nel corso della settimana, forse già venerdì, nella quale potrebbe essere esaminato un intervento specifico sui carburanti.

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Oggi il «taglia accise» sbarca in cdm. Giorgetti: l’Ue non vede l’emergenza
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti (Ansa)
  • Il ministro: «Servono misure straordinarie, come quelle adottate dopo la guerra in Ucraina. L’instabilità energetica compromette la nostra sicurezza economica». In agenda anche un pezzo del «piano casa».
  • Sui tassi arriva una doppia mazzata. Il mercato ormai dà per quasi certi due rialzi nel 2026, per un totale di 50 punti base. Così la Bce punta ad arginare l’inflazione. Ma a farne le spese sarà la crescita.

Lo speciale contiene due articoli.

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