Governo

Meloni blinda il veto: «Semmai l’Ue faccia meno cose e meglio». Gelati gli eurosaggi
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier liquida il piano Draghi: «L’unanimità non va abolita, specie in politica estera. Il vero limite è la burocrazia invasiva».

Non si può ancora parlare di scampato pericolo, ma la netta presa di posizione di Giorgia Meloni intacca di sicuro le ambizioni degli eurosaggi, che predicano il superamento del requisito dell’unanimità nel Consiglio Ue. «Non sono d’accordo», ha detto il premier nell’intervista a Bloomberg uscita l’altro ieri. «Non credo che sia quella la soluzione, particolarmente non sulla politica estera, che è uno degli elementi fondamentali della sovranità degli Stati».

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Il fondatore di Block non fa in tempo a eliminare il 40% dei dipendenti che la società di telecomunicazioni taglia 1.200 posti, da sostituire con l’Intelligenza artificiale. Giorgia Meloni: «Quando la politica capirà sarà troppo tardi».

L’uomo zombie (sul divano con il reddito di cittadinanza sul conto corrente) era il sogno di Beppe Grillo. L’uomo senza coscienza, annullato dall’Intelligenza artificiale, è il costante incubo di papa Leone XIV. L’uomo sostituito dall’algoritmo è lo spunto più interessante dell’intervista del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Bloomberg.

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I premi elettorali sono una specialità del Pd
Romano Prodi premier nel 2006 (Ansa)
I progressisti strepitano di «deriva autoritaria» per il piano presentato dal centrodestra. Ma nel 2006 Prodi entrò a Palazzo Chigi grazie al bonus e nessuno fiatò. Pure Enrico Letta divenne premier con l’aiutino. E tanti saluti al rispetto delle indicazioni degli elettori.

In effetti sentivamo proprio il bisogno di tornare a dibattere pubblicamente di deriva autoritaria, di pericoli per la democrazia e di fascismo di ritorno. A quanto pare, però, l’opposizione manca di argomenti più seri e, dunque, le tocca aggrapparsi ai grandi classici del piagnisteo progressista. I salotti che contano sono già in fibrillazione, lo studio di Lilli Gruber da qualche giorno è percorso da brividi freddi e timori feroci: la dittatura incombe. Ad alimentare l’ansia ci ha pensato l’altra sera Massimo Giannini, il quale ha sobriamente commentato il progetto di legge elettorale appena presentato dal centrodestra.

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Iran, governo italiano in fermento. La sinistra balbetta
Il tavolo ovale della riunione di governo convocata d'urgenza dal premier Giorgia Meloni dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran (Ansa)
  • Ieri sera incontro a Palazzo Chigi, presenti i dirigenti dell’intelligence. Ribadita la necessità di favorire ogni iniziativa diplomatica. Opposizioni in imbarazzo: non potendo parteggiare per l’Iran e neanche tifare per l’amministrazione Trump, criticano l’esecutivo.
  • Per l’Italia si apre un nuovo mercato. L’escalation indebolisce Hamas, Hezbollah, Houthi e limita l’influenza di Cina e Russia. Roma, con l’ok di Washington e l’appoggio di Berlino, può proiettarsi sul Mediterraneo.

Lo speciale contiene due articoli.

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«Non sarà una guerra lampo», ha dichiarato il ministro degli Esteri informando la stampa sugli sviluppi dell’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran.

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