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La gente chiede cure, non la morte
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Le Regioni usano solo il 30% dei fondi per le terapie del dolore: pensino a questo, invece che alle procedure per il suicidio assistito. Su cui perfino nel Pd ci sono pareri contrari.

Non è certamente il caso di cantare vittoria, ma il blocco del ddl sul suicidio medicalmente assistito, che viene rinviato alle commissioni competenti, votato ieri dal Senato con 88 voti favorevoli e 59 contrari, è un evento significativo, di buon senso.

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Forza Italia tradisce Silvio e le sue radici
6 febbraio 2009, Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi illustrano il decreto varato dal governo sul caso di Eluana Englaro che prevede il 'no' alla sospensione della alimentazione e idratazione, ''in attesa dell'approvazione di una organica disciplina in materia'
Aprendo alla legge sul fine vita, il partito creato da Berlusconi va contro ciò per cui il suo fondatore si è sempre battuto, come ha dimostrato nel 2009 con il caso Englaro.

Sia detto con il rispetto dovuto a una persona che non è più fra noi, ma è lecito pensare che Silvio Berlusconi si giri nella tomba osservando il cambio di rotta del suo partito sul tema della difesa della vita. Il fondatore di Forza Italia, il 6 febbraio 2009, convocò un Consiglio dei ministri da lui stesso presieduto che approvò un decreto legge per salvare la giovane Eluana Englaro dalla morte per sospensione delle cure di sostegno vitale, alimentazione e idratazione. Sappiamo come andò a finire: l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uomo di punta della sinistra, si rifiutò di firmare quel decreto «salvavita» ed Eluana morì in tre giorni, non più alimentata e idratata. Oggi, a distanza di meno di vent’anni da quel drammatico evento, il partito che porta nel suo logo il nome del fondatore, Berlusconi, fa una drastica inversione di marcia e sceglie di schierarsi al fianco di quelle forze della sinistra storica e radicale che da tempo e sempre sostengono norme contro la vita.

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È ripartito il treno della legalizzazione per il suicidio medicalmente assistito
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Fornire una regolarizzazione significa normalizzare la possibilità di ammazzarsi.

Purtroppo, in questi ultimi giorni, è ripartito l’assurdo treno della legalizzazione del suicidio attraverso assistenza medica, con la garanzia dello Stato. C’è da rimanere senza parole di fronte all’idea che si possa pensare di rendere legale - quindi, protetto dal diritto, da una legge ad hoc - un evento sempre tragico come il suicidio.

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