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Sì dell’Eurocamera all’iniziativa anti vita per far pagare a noi il turismo abortivo

Sì dell’Eurocamera all’iniziativa anti vita per far pagare a noi il turismo abortivo
iStock
La proposta introduce un fondo per sostenere i viaggi verso Paesi con regole più lasche.

L’Unione europea, che ha oscurato e negato le radici giudaico-cristiane del nostro continente, ha aggiunto un’altra medaglia al suo vergognoso palmares di scelte contro la vita: oggi è passata al Parlamento europeo l’Iniziativa cittadini europei (Ice) siglata «My voice, my choice»: «La mia voce, la mia scelta: per un aborto sicuro e accessibile». Patrocinata da sigle radicali femministe e sostenuta da schieramenti politici europei, la proposta ha raccolto 1 milione e 120.000 firme, proponendo un adeguato sostegno finanziario europeo per garantire un aborto legale e sicuro a tutte le cittadine europee, in particolare a coloro che vivono in Paesi con legislazioni restrittive circa l’accesso alla interruzione volontaria di gravidanza.

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Autogol degli azzurri: sfottono la Bosnia
Tifosi bosniaci in trasferta a Cardiff. Nel riquadro, l’esultanza degli azzurri al fischio finale di Galles-Bosnia (Ansa)
In rete il video dei nostri che esultano per la qualificazione degli slavi, ritenuti più teneri del Galles. Pessima mossa, a Sarajevo gli animi si scaldano, e c’è anche il processo ai cecchini italiani che pagavano per sparare ai civili durante la guerra: sarà un inferno.

Qualcuno la chiamerebbe hýbris, l’arroganza che acceca e porta a sfidare la realtà fino a pagarne il prezzo. Altri parlerebbero di effetto Dunning-Kruger, la convinzione di essere migliori di quanto si sia davvero. In ogni caso, l’Italia si avvicina allo spareggio da dentro o fuori per i Mondiali contro la Bosnia nel modo peggiore possibile.

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Quel legame con gli Usa non tornerà
Ursula von der Leyen con Donald Trump (Getty Images)
Secondo l'esperto di intelligence Mark William Lowe, Donald Trump o no, Washington non considera più le alleanze come immutabili, nemmeno quella con il Vecchio continente. Il futuro è incerto, e sarà così anche con governi dem.

La minaccia più seria per l’Europa oggi non è esterna, né proviene dai suoi confini o da teatri di instabilità lontani. Risiede piuttosto in una crescente incertezza a Washington, un’incertezza che ha iniziato a erodere le fondamenta della relazione transatlantica in modo progressivo ma ormai evidente.

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La Cina ferma le esportazioni di carburante e fertilizzanti. Un’altra legnata per l’Europa
Petroliera cinese (Getty Images)
Xi Jinping ordina ai produttori di soddisfare il mercato interno, con pesanti effetti su Australia e Vietnam. Il Dragone è il secondo fornitore di concimi dopo Mosca: per noi sono guai.

La crisi nel Golfo Persico ha aperto un secondo fronte che riguarda direttamente le forniture globali di materie prime e prodotti agricoli. Mentre lo Stretto di Hormuz resta bloccato, la Cina ha avviato restrizioni alle esportazioni di prodotti raffinati e fertilizzanti, privilegiando il mercato interno. Le conseguenze dei blocchi dell’export cinese si stanno già facendo sentire in Asia e in Australia, e potrebbero presto toccare anche l’Europa.

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Manifattura, crescono le aziende che trainano il settore
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Sono il 7,4% delle imprese ma generano oltre 102 miliardi di ricavi e quasi un quarto dell’Ebitda. L’Osservatorio Nomisma evidenzia il divario crescente tra aziende capaci di creare valore e un sistema che fatica a trasformare la crescita in marginalità.
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