famiglia del bosco

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Lo Stato s’accanisce sui Trevallion perché è impregnato di marxismo
Ansa
Molti politici sono ancora convinti che il popolo vada guidato da quelli «più intelligenti».

Presidente di sezione emerito della Corte di Cassazione


Tra le principali ragioni (se non anche la principale in assoluto) sulla base delle quali il tribunale per i minorenni di L’Aquila ha disposto che i bambini della famiglia Trevallion, più nota come «famiglia del bosco», fossero sottratti ai loro genitori per essere assegnati a una «casa famiglia» c’è quella che a essi sarebbe mancata, a causa dello stile di vita scelto dai genitori, la necessaria «socializzazione» con i loro coetanei.

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Tamaro: «Vogliono imporci un proletariato mentale»
Susanna Tamaro (Imagoeconomica)
La scrittrice contesta l’accanimento dello Stato verso le persone fuori dai canoni della normalità, come la «famiglia nel bosco»: «La psichiatrizzazione del “diverso” è tipica dei regimi. Forse l’obiettivo è plasmare una massa acritica facile da manovrare».

Susanna Tamaro, che cosa hanno in comune la vicenda di Vittorio Sgarbi e quella della famiglia nel bosco che lei ha messo in parallelo sul Corriere della Sera?

«Hanno in comune la psichiatrizzazione della persona, di Sgarbi e dei bambini. Cioè il fatto che chi non rispetta dei canoni di normalità efficiente è classificato come persona bisognosa di cure, di tutori e via dicendo. È una cosa veramente vergognosa, segno di regimi totalitari. Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone. Per le persone è normale avere un momento di cedimento, di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell’ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi».

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Dimmi La Verità | Alessandro Rico: «L'azione dei giudici nei casi della famiglia del bosco e di Sgarbi»

Ecco #DimmiLaVerità del 23 dicembre 2025. Con il nostro Alessandro Rico commentiamo l'azione dei giudici nei casi della famiglia del bosco e di Vittorio Sgarbi.

I Trevallion tolti dal bosco per finire allo zoo
La famiglia Trevallion
La famiglia anglo-australiana è stata separata quasi un mese fa, ma i giudici ancora non hanno deciso sulla sorte dei bimbi. Osservati da «esperti» come animali in gabbia, mentre le loro informazioni, pure le più riservate, continuano a essere date in pasto ai media.

Viene da domandarsi da chi siano davvero danneggiati i bambini del bosco. Dalla famiglia, da papà Nathan e mamma Catherine che li facevano vivere in una antica casa di campagna con bagno esterno? Oppure dalle solerti istituzioni che da qualche tempo li stanno trattenendo in una casa famiglia per il loro «migliore interesse»? La domanda a questo punto è più che lecita. I piccoli Trevallion stanno in una struttura protetta da circa un mese. Sono stati portati via da casa il 20 novembre, con un robusto dispiegamento di forze e solo grazie all’intervento dell’allora avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, si ottenne che la madre potesse seguirli. Da allora vivono sotto osservazione, vedono il padre molto poco e in orari prestabiliti, incontrano la mamma in occasione dei pasti. Il tribunale dei minori dell’Aquila continua a rinviare la decisione sulla loro sorte: potranno tornare a casa per Natale?

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I Trevallion tolti dal bosco per finire allo zoo
La famiglia Trevallion
La famiglia anglo-australiana è stata separata quasi un mese fa, ma i giudici ancora non hanno deciso sulla sorte dei bimbi. Osservati da «esperti» come animali in gabbia, mentre le loro informazioni, pure le più riservate, continuano a essere date in pasto ai media.

Viene da domandarsi da chi siano davvero danneggiati i bambini del bosco. Dalla famiglia, da papà Nathan e mamma Catherine che li facevano vivere in una antica casa di campagna con bagno esterno? Oppure dalle solerti istituzioni che da qualche tempo li stanno trattenendo in una casa famiglia per il loro «migliore interesse»? La domanda a questo punto è più che lecita. I piccoli Trevallion stanno in una struttura protetta da circa un mese. Sono stati portati via da casa il 20 novembre, con un robusto dispiegamento di forze e solo grazie all’intervento dell’allora avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, si ottenne che la madre potesse seguirli. Da allora vivono sotto osservazione, vedono il padre molto poco e in orari prestabiliti, incontrano la mamma in occasione dei pasti. Il tribunale dei minori dell’Aquila continua a rinviare la decisione sulla loro sorte: potranno tornare a casa per Natale?

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