intervista susanna tamaro

{{ subpage.title }}

Tamaro: «Vogliono imporci un proletariato mentale»
Susanna Tamaro (Imagoeconomica)
La scrittrice contesta l’accanimento dello Stato verso le persone fuori dai canoni della normalità, come la «famiglia nel bosco»: «La psichiatrizzazione del “diverso” è tipica dei regimi. Forse l’obiettivo è plasmare una massa acritica facile da manovrare».

Susanna Tamaro, che cosa hanno in comune la vicenda di Vittorio Sgarbi e quella della famiglia nel bosco che lei ha messo in parallelo sul Corriere della Sera?

«Hanno in comune la psichiatrizzazione della persona, di Sgarbi e dei bambini. Cioè il fatto che chi non rispetta dei canoni di normalità efficiente è classificato come persona bisognosa di cure, di tutori e via dicendo. È una cosa veramente vergognosa, segno di regimi totalitari. Una democrazia non può imporre la psichiatria come metro di giudizio nei riguardi delle persone. Per le persone è normale avere un momento di cedimento, di debolezza. Accanirsi chiedendo tutele psichiatriche è una crudeltà assoluta e non rientra nell’ambito della civiltà, almeno per come la conosciamo noi».

Continua a leggereRiduci
«I rapporti distrutti dalla fine del maschio»
Susanna Tamaro (Imagoeconomica)
Per Susanna Tamaro, «il patriarcato non c’entra nulla: è stata la demolizione della virilità a rendere gli uomini fragili e quindi più aggressivi. Ne risentono anche le donne, che sono meno protette. La rieducazione a scuola? Una pessima idea».
Continua a leggereRiduci
Tamaro: «Da maestra vi dico che questa scuola non va»
Susanna Tamaro (Imagoeconomica)
La scrittrice, che ha fatto il concorso da docente elementare, boccia l’istruzione 4.0: «I bambini disimparano a pensare, inoltre da un lato sono spinti a performare e dall’altro sono trattati come “fragili” da tutelare. L’ideologia al potere uccide la fantasia».
Continua a leggereRiduci
«La medicina è ammalata. Si fermi subito la follia di obblighi e green pass»
Susanna Tamaro (Ansa)
La grande scrittrice Susanna Tamaro racconta il suo libro di riflessione sul Covid, nato da profonda indignazione. «Il nuovo ministro? Inizi chiedendo perdono».
Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy