Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy
Articles By Author
L’assalitore (laureato) si sentiva emarginato
Le Forze dell'ordine durante la perquisizione della casa di Salim el Koudri (Ansa)
Salim El Koudri, 31 anni, nato in provincia di Bergamo, era in cura per problemi psichiatrici. È diventato dottore in Economia (con la triennale), avrebbe detto di sentirsi escluso. Attualmente è disoccupato. Il padre è in attesa di avere a breve la cittadinanza italiana.
Continua a leggereRiduci
Ecco come il Duce traviò l’opinione pubblica
Getty Images
In «Fascistissima», Giovanni Mari ricostruisce la stretta di Mussolini alla stampa libera, trasformata in organo di propaganda. Il colpo di grazia nel 1926 quando, con la complicità del re, fu promulgata la legge che bandiva l’informazione non allineata.

Questa storia sul fascismo e la libertà di stampa può cominciare da Alberto Sordi, sì, il comico nazionalpopolare, l’italiano medio amato dagli italiani. Sordi era in piazza Venezia il 10 giugno del 1940, quando Benito Mussolini annunciò di aver scaraventato il Paese in guerra.

Continua a leggereRiduci
Sulle stragi i pm fecero «indagini apparenti»
Getty Images
Il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, dice alla commissione Antimafia che l’inchiesta «Mafia e appalti» fu «sicura concausa» della morte di Falcone e Borsellino. Tra sciatterie ed errori procedurali, il lavoro di Pignatone e Natoli esce a pezzi.

Si è svolta ieri in commissione Antimafia la terza audizione del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, che ha spiegato come la gestione da parte della Procura di Palermo dell’indagine dei carabinieri del Ros «Mafia e appalti» rappresenti una sicura concausa delle stragi del 1992. I reati ci sono e sono stati determinati anche da quel movente, ma non vi sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti di coloro che hanno «gestito» quell’indagine sovraesponendo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, consegnandoli di fatto a Cosa nostra.

Continua a leggereRiduci