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Effetto «Domino» sulle Ong: solidarietà come paravento per i fondi ad Hamas
Mohammad Hannoun (Ansa)
  • Nelle carte dell’inchiesta di Genova su Mohammad Hannoun emerge l’attivismo di gruppi per creare legami istituzionali intorno a flussi di denaro sospetti.
  • Ramadan, non solo preghiera e digiuno ma anche una «decima». Obolo che non si sa dove finisce.

Lo speciale contiene due articoli

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Quando il fedelissimo di Hannoun ringraziava l’Italia: «Ci lascia liberi»
Hannoun (Ansa)
Ryad Albustanji, estremista di Hamas, elogiava le autorità per il fatto di disinteressarsi di lui.

Ryad Albustanji. Il nome può dire poco. Ma la sua foto, invece, parla chiaro. Si tratta del braccio destro di Hannoun, quel barbuto immortalato con il lanciarazzi Rpg in mano e il ghigno fiero, circondato da un gruppo di jihadisti dell’ala militare di Hamas. Ecco, parliamo di lui.

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I sermoni estremisti dell’uomo di Hannoun
Mohammad Hannoun (Ansa). Nel riquadro Abu Rawwa
Le prediche pronunciate in Italia e il sistema di raccolta fondi della società che finanziava Hamas: Abu Rawwa era il vero motore dell’iniziativa «benefica». Sui social post contro Israele, considerato un cancro che sta fermando la diffusione dell’islam.

È stato accolto come un eroe. Applausi, strette di mano, foto e ringraziamenti dal palco. Abu Rawwa, il braccio destro di Mohammad Hannoun - l’uomo che secondo l’inchiesta della Procura di Genova raccoglieva milioni di euro per Hamas - nei giorni scorsi era tra i protagonisti di un evento per la Palestina a Modena. Dopo la sua scarcerazione, nonostante resti indagato per finanziamento al terrorismo, lo sceicco - così lo chiamano i suoi seguaci - torna in pubblico. E viene celebrato. Tra gli ospiti ufficiali dell’evento c’è anche la deputata del M5S Stefania Ascari. Le immagini parlano chiaro. Lei lo saluta con affetto. Lui la ringrazia dal microfono, sorridente: «Grazie alla nostra amica Stefania, Palestina libera!».

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Per la Salis «Hannoun» è diventato un insulto
Silvia Salis (Ansa)
Il capogruppo di Forza Italia a Genova, Mario Mascia, in Consiglio confonde il cognome di un collega del Pd pronunciando quello dell’indagato per i finanziamenti ad Hamas. Ma per la dem pro Pal il lapsus è un’offesa voluta e invita tutti i suoi a uscire dall’Aula.

In Consiglio comunale, a Genova, avevano provato a trasformare la Giornata della memoria in una giornata per Gaza con un ordine del giorno di Alleanza Verdi e Sinistra che chiedeva alla giunta di approvare aiuti per il popolo palestinese. Una prima fase di tensione aveva già visto come protagonista la consigliera della Lista Salis, Sara Tassara, che rivolgendosi al capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi aveva ripetuto la parola «assassini» per poi spiegare che era indirizzata al governo israeliano. Un attimo dopo, durante il suo intervento, il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia, avvocato, ex assessore comunale e segretario genovese azzurro, prende la parola e, rivolgendosi al consigliere comunale del Partito democratico (nono per numero di preferenze) Si Mohamed Kaabour, nato in Marocco e cittadino italiano dal 2009, lo chiama «Hannoun». Passano pochi secondi e lo richiama «Hannoun». Silvia Salis, che partecipò alle manifestazioni di piazza pro Gaza, compresa quella in cui Mohammad Hannoun pronunciò il discorso finito al centro dell’inchiesta che lo ha privato della libertà con l’accusa di aver finanziato Hamas, lascia l’Aula.

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I soci, le case, i soldi. Ecco le società immobiliari italiane vicine ad Hamas
Ansa
Abu Rawwa, l’uomo della maxi raccolta fondi per Gaza, aveva aperto un’agenzia con cui investire nel mattone e agiva con un 32enne palestinese. In garage 560.000 euro.

Il principale fundraiser della presunta cellula italiana di Hamas è un personaggio chiave della vicenda che ha portato in carcere nove persone accusate di essere esponenti o, comunque, sostenitori attivi dell’organizzazione jihadista. E per capirlo basta approfondire la sua storia. Stiamo parlando di Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, finito in manette sabato con l’accusa di concorso esterno in associazione terroristica, a cui avrebbe dato «un rilevante contributo all’organizzazione». Ufficialmente l’uomo è un impiegato dell’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese (presieduta dal coindagato Mohammad Hannoun, arrestato a sua volta), di cui era il «referente per la raccolta delle donazioni nelle Regioni del Nordest»: negli atti dell’inchiesta emerge anche la sua straordinaria capacità di raccogliere offerte in contanti, 1,9 milioni di euro in pochi mesi. A cui bisogna probabilmente aggiungere i 560.000 euro che gli investigatori avrebbero scovato nascosti in un garage a lui riconducibile.

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