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  • Il presidente Usa: «Pechino ha accettato di non inviare armi ai pasdaran». Il capo dell’esercito pakistano vola a Teheran per pianificare il secondo round di negoziati.
  • Milano quasi invariata, giù Londra e Parigi. Borse prudenti in attesa della diplomazia.
  • Colloqui «costruttivi» a Washington, ma l’Idf per ora smentisce lo stop ai combattimenti contro Hezbollah e annuncia nuovi piani di battaglia. Raid dell’aviazione pure su Gaza.

Lo speciale contiene tre articoli

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Gli Usa bloccano Hormuz. Ursula vuole bloccare noi
Le navi americane a Hormuz (US Navy)
  • In vigore dalle 16 di ieri lo stop alla navigazione nello Stretto. Trump: «La Marina iraniana giace sul fondo del mare». Poi apre uno spiraglio al nemico: «Ci hanno contattato, vogliono un accordo». Ma il nodo da sciogliere resta quello del nucleare.
  • Il viceministro Leo avverte: sforzi notevoli sulle accise, copriamo fino alla fine del mese, poi tocca all’Europa. Intanto la Von der Leyen rimanda tutto a maggio, ma il 22 presenta le misure per contenere consumi e viaggi.
  • Teheran insorge: «Atto di pirateria, gli statunitensi se ne pentiranno». Ghalibaf: «L’America rimpiangerà molto presto la benzina a 4-5 dollari al gallone».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Iran, la rete africana di Teheran: religione, affari e sicurezza per resistere all’isolamento
Una manifestazione in Piazza della Nazione a Dakar, in Senegal, per protestare contro gli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran e al Libano (Getty Images)

Sotto pressione militare e diplomatica, l’Iran rafforza la sua presenza in Africa. Dalle reti religiose alla cooperazione economica e militare, Teheran costruisce alleanze strategiche nel continente per sostenere una strategia di resistenza nel lungo periodo.

Sotto la pressione dei bombardamenti israeliani e statunitensi iniziati alla fine di febbraio, la leadership iraniana si trova in una fase particolarmente delicata. Nonostante il contesto militare sfavorevole e l’isolamento internazionale, la Repubblica islamica continua però a fare affidamento su una fitta rete di relazioni costruite nel tempo, in particolare in Africa, dove le ambizioni strategiche di Teheran sono cresciute in modo graduale nel corso degli ultimi decenni.

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