Storie di sport

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Sul palco della Triennale di Milano, dove si è svolta la presentazione del report Your Milano Next 2026, il presidente del Senato è intervenuto nel dibattito sulla costruzione del nuovo impianto milanese: «Quello nuovo sarà uno spazio moderno che servirà a Milan e Inter. L'altro sarà uno spazio per noi nostalgici, che non vorremmo mai che uno stadio come quello che abbiamo visto alla inaugurazione delle Olimpiadi venga abbattuto. È così bello che io me lo terrei per tutta la vita».

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Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio (Ansa)
  • Il presidente del Coni, intervenuto ieri alla Triennale di Milano in occasione della presentazione del report Your Next Milano 2026, esalta il modello sportivo italiano dopo il record di medaglie superato a Milano-Cortina 2026. «Siamo condannati a vincere», dice Buonfiglio, rivendicando l’impatto economico, sociale e internazionale dei Giochi.
  • Gli azzurri hanno eclissato i trionfi di Lillehammer, con ori in discipline prestigiose come lo sci alpino. Ma una fetta (statistica) dei meriti si deve anche all’allargamento della kermesse a gare «creative».

Lo speciale contiene due articoli.

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Milano-Cortina, immensa Brignone vince il gigante e fa il bis. Superato il record di Lillehammer 94
Federica Brignone vince lo slalom gigante femminile ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 (Ansa)

Nel giro di meno di un’ora Federica Brignone fa doppietta nel gigante, Sommariva e Moioli conquistano l’argento nello snowboard cross a squadre e Lisa Vittozzi domina l’inseguimento 10 km nel biathlon. In mattinata bronzo della staffetta maschile 4x7,5 km di fondo. L’Italia vola a 22 medaglie e riscrive il record di Lillehammer 1994.

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Milano-Cortina, San Valentino nero: gli azzurri floppano. Rimandata la caccia al record di medaglie
Gli svizzeri Marco Odermatt e Loic Meillard applaudono il brasiliano Lucas Pinheiro-Braathen durante la cerimonia di premiazione per lo slalom Gigante maschile delle gare di sci alpino ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 (Ansa)
Alex Vinatzer e Giovanni Franzoni giù dal podio, così come il predestinato americano Ilia Malinin sui pattini. Il Brasile invece fa l’impresa con l'oro storico di Luca Pinheiro-Braaten nel Gigante maschile di sci.

Lassù a Bormio il flop azzurro è Gigante, paradigma di un sabato nero. In attesa dell’urlo di Pietro Sighel nella notte dello Short Track (quando il giornale chiude, lui non ha ancora calzato i suoi pattini rossi) il medagliere è fermo a 18, ghiacciato come uno stoccafisso nell’ottavo giorno di Olimpiade. Sulla Stelvio nevica in alto, piove in basso e nel clima da tregenda gli italiani finiscono dispersi. A conferma che fra i pali quest’anno non è aria, Alex Vinatzer è 11º nella prima manche ed esce nella seconda mentre affronta il muro.

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L’ultima telecronaca? A Bulbarelli
Auro Bulbarelli (Ansa)
C’è un modo per rimediare alla figuraccia di Petrecca all’inizio dei Giochi: far condurre la cerimonia di chiusura al giornalista fatto silurare (nell’omertà generale) dal Quirinale.

Ridate il microfono ad Auro Bulbarelli. Chi è, mi domanderete? Per gli appassionati di ciclismo e di sport in generale, Auro è il telecronista vecchia scuola, è la voce che riconosci tra mille, è una delle risorse di una Rai che sta perdendo brillantezza. Non a caso era lui il designato a raccontare la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali, la cui eco oggi è tristemente famosa per la goffaggine e la sciatteria del direttoredi RaiSport, Paolo Petrecca.

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