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Sala sogna di traslocare a Roma a costo di dare Milano alla destra
Beppe Sala e Elly Schlein (Ansa)
Il sindaco, che scade tra un anno, punta a candidarsi al Parlamento via Pd malgrado la distanza con la Schlein. Se le Politiche venissero anticipate alla primavera ’27 dovrebbe dimettersi lasciando la città a un commissario.

Nei giorni decisivi del referendum di oggi e domani sulla giustizia, nel centrosinistra il punto non è solo il risultato delle urne. Il punto è anche ciò che quel voto dirà sui rapporti di forza nel Pd, sulla tenuta della leadership di Elly Schlein e sulla futura battaglia per le candidature. Proprio in questo quadro prende forma uno dei dossier politici più delicati dei prossimi mesi: la volontà di Beppe Sala di candidarsi alle elezioni politiche del 2027.

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Porte chiuse per l’amica di Epstein
da Urban LIfe (https://blog.urbanfile.org/2022/08/24/milano-san-babila-arriva-the-core-allombra-del-cupolone-di-san-carlo/)
A Milano sarebbe dovuto sorgere già dal 2019 un club esclusivo, che non aprirà mai, perché il rapporto contrattuale è stato risolto per inadempimento il 6 febbraio scorso.

Nel 2019, nella Milano che sognava di diventare capitale europea di grandi patrimoni e manager globali, prendeva forma il racconto di The Core, il club privato più esclusivo in arrivo da New York: soci selezionati, quote altissime, business, benessere, ristorazione di lusso e medicina della longevità, tutto in corso Matteotti 14. Dietro il progetto ci sono Jennie e Dangene Enterprise. Jennie ne è il volto imprenditoriale e relazionale. Ed è anche la donna che, in una mail del 15 aprile 2016 emersa nelle carte americane del caso Epstein-Maxwell, scrive a Jeffrey Epstein chiamandolo il suo «angelo custode».

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Mister Paul & Shark è sotto indagine per sfruttamento di manodopera cinese
Andrea Dini (Imagoeconomica)
La Procura di Milano accusa Andrea Dini, ad di Dama, S.p.A di caporalato nella realizzazione di capi di abbigliamento.

Una giacca venduta nelle boutique a centinaia di euro nasceva spesso in stanze che sembrano l’opposto di quel mondo. Locali bassi, con poca aria e quasi sempre senza luce naturale. Camere trasformate in dormitori improvvisati dentro lo stesso capannone dove si lavora: un letto addossato al muro, accanto una piastra elettrica, pentole, bottiglie e vestiti ammassati. Le fotografie scattate durante i controlli mostrano ambienti ingombri di oggetti e utensili, dove mangiare, dormire e vivere avveniva nello stesso spazio. Secondo gli investigatori quei locali erano stati ricavati abusivamente dentro l’opificio, senza adeguata aerazione. È qui che, secondo le carte dell’ultima indagine della procura di Milano sul mondo della moda, si viveva e si lavorava nello stesso tempo.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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