Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy
Articles By Author
«Davigo non aveva legittimazione per ergersi a paladino di legalità»
Piercamillo Davigo (Ansa)
Pubblicate le motivazioni della condanna a un anno e tre mesi per l’ex pm di Mani pulite.

«Piercamillo Davigo non poteva ergersi, senza alcuna legittimazione, a paladino della legalità». La frase non è un commento giornalistico né una valutazione polemica: è uno dei passaggi più netti delle motivazioni della sentenza d’appello-bis della Corte d’Appello di Brescia che ha confermato la condanna dell’ex magistrato simbolo di Mani pulite a un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per rivelazione di segreto d’ufficio. Ed è una frase che fotografa, sin dall’inizio, il giudizio severo dei giudici su una condotta ritenuta incompatibile con il ruolo ricoperto e con la cultura della legalità che Davigo ha per decenni incarnato e sbandierato sin dai tempi di Tangentopoli

Continua a leggereRiduci
Milano, faida nel Pd per il dopo Sala
Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino (Ansa)
I vertici dem puntano a candidare Mario Calabresi, l’ex direttore di «Repubblica». Il piano: primarie farlocche senza big. Ma Pierfrancesco Majorino non vuole rinunciare alla corsa.

C’è una data cerchiata di rosso sui calendari degli esponenti del Partito democratico di Milano. È quella del 30 gennaio, quando Mario Calabresi - giornalista, ex direttore di Repubblica e oggi direttore editoriale di Chora Media - farà la sua prima vera «entrata in scena» nell’orbita del Pd milanese, intervenendo a un’iniziativa pubblica organizzata dall’ex assessore Pierfrancesco Maran. Un debutto atteso, perché fin qui il suo nome come candidato sindaco del centrosinistra nel 2027 è circolato più nelle conversazioni di partito che in un confronto politico esplicito. E anche perché, paradosso tipicamente meneghino, attorno a lui si sta già costruendo un mondo di ipotesi, cautele, tattiche e «procedurine» che con ogni probabilità lo stesso Calabresi potrebbe non conoscere affatto.

Continua a leggereRiduci
Coppa d’Africa, il laboratorio del caos: tra ambizioni mondiali, polemiche e nervi scoperti
Il rigore sbagliato dal marocchino Brahim Diaz nella finale persa contro il Senegal (Getty Images)
  • L’edizione 2025-26 in Marocco, pensata come prova generale per il Mondiale 2030, ha messo in mostra stadi e copertura globale, ma anche traffico paralizzato, proteste delle federazioni, sospetti di favoritismi e una finale esplosiva: più che una celebrazione del calcio africano, un torneo che ha rivelato tutte le fragilità di un sistema sotto pressione.
  • Il presidente della Fifa, Gianni Infantino: «Le brutte scene a cui abbiamo assistito devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio».

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci