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Algerino  ha commesso 23 reati. Un giudice gli dà il  risarcimento
Gjader, Albania (Ansa)
Il clandestino, da 30 anni in Italia, ha collezionato 11 detenzioni, la perdita della potestà sui figli e varie espulsioni. Tra i reati, anche lesioni, spaccio e rapina. Mandato in Albania, la scampa: un giudice ravvisa un vizio di forma e condanna lo Stato a pagargli 700 euro.
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Lo Stato italiano dovrà pagare i danni a un clandestino mandato in Albania
Il Cpr di Gjader in Albania (Ansa)
Condannato il Viminale: «Violati i diritti della persona». Una decisione che stravolge la linea dettata dalla Cassazione.

Una sera di primavera del 2025, in un centro di permanenza per il rimpatrio del Nord Italia, a un uomo viene detto che sarà trasferito a Brindisi. È un cinquantenne algerino che vive in Italia, irregolare da quasi vent’anni. Nei Cpr i trasferimenti sono una routine: si cambia struttura, si sale su un mezzo, si riparte. Solo che Brindisi non è la sua destinazione. A quanto pare, senza la possibilità di avvisare l’avvocato o la famiglia, l’uomo viene portato in Albania, nel centro di Gjader costruito dal governo italiano per la gestione dei migranti fuori dai confini nazionali.

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Caso Amara, D’Alema e Piantedosi testimoni
Piero Amara (Ansa)
Al processo sul presunto falso complotto della Loggia Ungheria chiamato pure Luigi Zingales.

Al Tribunale di Milano prosegue il processo sul presunto falso complotto della cosiddetta Loggia Ungheria, il filone nato dalle dichiarazioni dell’avvocato siciliano Piero Amara, già condannato in altri procedimenti e ritenuto dall’accusa un protagonista di narrazioni rivelatesi in più occasioni infondate o contraddittorie. Il dibattimento non mira ad accertare l’esistenza di una loggia segreta - ipotesi archiviata dalla Procura di Perugia - ma a verificare se Amara e altri abbiano costruito consapevolmente un impianto accusatorio falso, capace di interferire con indagini e processi di enorme rilievo. La prossima udienza è prevista per il 19 febbraio.

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