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Rocchi non si presenterà in tribunale. Il cuore dell’inchiesta sono i soldi
Gianluca Rocchi (Ansa)
Zappi, già inibito, perde il ricorso: non è più presidente Aia. L’ex designatore delle giacchette nere si avvarrà della facoltà di non rispondere. I primi testimoni descrivono un «circolino»: lavorava solo chi era dentro.

Prima ancora delle designazioni sospette, prima della sala Var di Lissone, prima degli arbitri «graditi» e di quelli «schermati», c’è il sistema della classe arbitrale italiana. Una macchina che decide chi va in campo, chi cresce, chi resta fermo, chi viene promosso e chi viene messo alla porta.

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S’indaga sui 53 milioni «bruciati» dagli arbitri
Dall'alto in senso orario i 5 indagati nell'inchiesta per frode sportiva: Rodolfo Di Vuolo, Andrea Gervasoni, Gianluca Rocchi, Daniele Paterna, Luigi Nasca (Ansa/Getty Images)

Budget federale finito in anticipo, oggi il Coni decide sul commissariamento. Sotto la lente il contratto di Rocchi (da 250.000 euro). Nell’inchiesta per frode sportiva che ha terremotato le giacchette nere salgono gli inquisiti.

Oltre ai cinque indagati di cui si conoscono i nomi - fra cui il designatore Rocchi - ci potrebbero essere altri inquisiti da parte della Procura di Milano. Nel frattempo si accendono i fari sul budget polverizzato dall’Aia, e quest’oggi dovrebbero svolgersi i primi interrogatori delle giacchette nere.

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«Puniva o cacciava gli arbitri ribelli». Altre accuse contro il sistema Rocchi
Da sinistra: il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi; il presidente della lega di serie A Paolo Dal Pino; il presidente della Figc Gabriele Gravina; il presidente dell'Aia Alfredo Trentalange; e il ceo della lega di serie A Luigi De Siervo; in occasione della presentazione alla stampa del centro Var della Lega di serie A realizzato a Lissone, Monza 4 Ottobre 2021 (Ansa)
L’inchiesta milanese ruota attorno a una faida tra fischietti che nel 2023 ha visto prevalere, grazie all’asse con l’ex presidente Figc Gabriele Gravina, il «partito» del designatore ora indagato. La denuncia dell’assistente Pasquale De Meo.

Per capire l’inchiesta della Procura di Milano su Gianluca Rocchi bisogna fare un passo indietro di almeno 3 anni, nel 2023, quando prima di Domenico Rocca un altro assistente arbitrale presentò un esposto in Figc. Si chiamava Pasquale De Meo. E anche in quel caso il procuratore federale Giuseppe Chinè decise di archiviare. Eppure, le accuse erano le stesse sui cui si sta sviluppando l’indagine di oggi.

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