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Incidente in Ferrari per Del Vecchio. L’accusa: si è fatto sostituire alla guida
Leonardo Maria Del Vecchio (Ansa)
Il neo proprietario del gruppo editoriale Qn sarebbe rimasto coinvolto in un sinistro in Tangenziale a Milano. Per la polizia, potrebbe essersi allontanato senza soccorrere la donna ferita e mettendo un amico al volante.

Ci sono ancora diversi punti da chiarire nella vicenda che riguarda Leonardo Maria Del Vecchio, presidente di LMDV Capital, destinatario di un verbale di accertamento per l’incidente stradale avvenuto il 16 novembre scorso sulla Tangenziale Est di Milano, con la conseguente decurtazione di dieci punti dalla patente. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura che, al momento (a quanto risulta alla Verità), non ha aperto alcun fascicolo penale, riservandosi di valutare le ipotesi di sostituzione di persona e omissione di soccorso emerse dagli accertamenti della Polizia stradale.

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Strage di Crans, Moretti libero. Gli pagano la cauzione
Jacques Moretti (Ansa)
Tragedia di Crans: il deposito di 200.000 franchi versato da un finanziatore anonimo. Meloni: «Insulto alle famiglie delle vittime. Chiederemo conto alle autorità elvetiche».

Jacques Moretti è tornato in libertà dopo il pagamento di una cauzione di 200.000 franchi, versata da un finanziatore rimasto anonimo, mentre resta indagato per omicidio colposo plurimo e incendio colposo per la strage del Constellation. È proprio questo dettaglio ad alimentare il sospetto, espresso apertamente da alcuni familiari delle vittime, che Moretti possa essere una «testa di legno», il volto visibile di interessi più ampi e privo di reali risorse economiche. Un timore che pesa sull’inchiesta: che l’allargamento delle responsabilità a soggetti pubblici o tecnici finisca per rallentare l’accertamento e complicare il percorso dei risarcimenti. Di certo la cauzione versata da un terzo rende sempre più inevitabile un approfondimento patrimoniale anche per chiarire voci circolate nelle ultime settimane legate alle origini corse del gestore.

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«Davigo non aveva legittimazione per ergersi a paladino di legalità»
Piercamillo Davigo (Ansa)
Pubblicate le motivazioni della condanna a un anno e tre mesi per l’ex pm di Mani pulite.

«Piercamillo Davigo non poteva ergersi, senza alcuna legittimazione, a paladino della legalità». La frase non è un commento giornalistico né una valutazione polemica: è uno dei passaggi più netti delle motivazioni della sentenza d’appello-bis della Corte d’Appello di Brescia che ha confermato la condanna dell’ex magistrato simbolo di Mani pulite a un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per rivelazione di segreto d’ufficio. Ed è una frase che fotografa, sin dall’inizio, il giudizio severo dei giudici su una condotta ritenuta incompatibile con il ruolo ricoperto e con la cultura della legalità che Davigo ha per decenni incarnato e sbandierato sin dai tempi di Tangentopoli

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