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Il Marocco gioca la sua partita globale

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Il Marocco gioca la sua partita globale
Brahim Diaz esulta dopo aver segnato un gol durante la partita inaugurale della 35ª Coppa d'Africa tra Marocco e Comore allo stadio Prince Moulay Abdellah di Rabat (Getty Images)

La Coppa d’Africa non è solo calcio. È una vetrina politica e culturale con cui Rabat rivendica un nuovo ruolo: africano per storia, occidentale per infrastrutture e governance. In vista del Mondiale 2030, il Paese si propone come hub tra Africa ed Europa, usando lo sport come leva di potere e immagine.

La Coppa d’Africa, che si è da poco aperta e finirà gennaio in Marocco, non è soltanto un torneo continentale. È una dichiarazione politica. È una messa in scena accurata. È il modo con cui Rabat prova a raccontare al mondo chi vuole essere nei prossimi vent’anni. Il calcio, in questo disegno, non è un fine. È uno strumento. Serve a mostrare infrastrutture, capacità organizzativa, stabilità istituzionale. Serve a posizionare il Paese come interlocutore affidabile tra Africa, Europa e mondo arabo.

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La Takaichi conquista anche i mercati. E Trump la chiama in chiave anti-Cina
Il premier giapponese Takaichi Sanae (Ansa)
Record della Borsa di Tokyo dopo la super vittoria della leader conservatrice. Adesso via al taglio delle tasse, ma senza follie.

La super vittoria elettorale di Sanae Takaichi segna una svolta profonda per il Giappone, soprattutto sul terreno economico. Con la conquista della maggioranza dei due terzi alla Camera bassa, il Partito liberal democratico ottiene per la prima volta nella sua storia una «super maggioranza» che consegna alla premier un capitale politico senza precedenti.

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Lo ha dichiarato l’europarlamentare di Fratelli d'Italia Alberico Gambino durante la sessione plenaria di Strasburgo.

Il bazooka di Orcel: 30 miliardi di dividendi
Andrea Orcel (Ansa)
Dopo gli stop alle operazioni Bpm e Commerzbank, Unicredit cambia spartito: meno shopping compulsivo, più investimenti in tecnologia. Nel 2026 si prevedono ricavi netti per oltre 25 miliardi e utile intorno a 11 miliardi. Analisti e mercati apprezzano.

Il momento d’oro delle banche non accenna a scolorire. Anzi, luccica sempre di più. Dopo i conti record di Bper e Intesa Sanpaolo, anche Unicredit sale sul podio. Numeri robusti, dividendi muscolari e una strategia che, per una volta, dice una cosa semplice in un mondo complicato: meglio crescere bene che comprare male.

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Lo ha dichiarato l'europarlamentare di Fratelli d'Italia a Strasburgo, riferendosi specificamente alla Calabria.

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