Geopolitica

Il Sahel brucia ancora: l’attacco a Niamey mette sotto pressione il Niger
L'immagine satellitare di Vantor mostra una panoramica dell'aeroporto di Niamey e delle basi militari circostanti prima di un attacco in Niger (Getty Images)
Il JNIM, ramo saheliano di al Qaeda, rivendica l’assalto all’aeroporto della capitale e a diverse basi militari. Nel complesso colpito è presente anche il contingente italiano impegnato nell’addestramento dei paracadutisti nigerini. L’offensiva conferma la crescente pressione jihadista sulla regione.
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Tutti gli amici inceneriti da Trump
In primo piano al centro dell'immagine, circondato dai cosiddetti «volenterosi», Donald Trump (Ansa)
Donald sempre più scomposto con gli alleati che non sposano la sua geopolitica. Tra i bersagli, persino il Papa: «Un debole». Picconate su Merz, Macron e Starmer.
Esiste un curioso paradosso nella politica internazionale: l’insulto di Donald Trump certifica il rango di un leader. Nel suo pantheon delle umiliazioni sono finiti Macron e Starmer, Obama e Merkel, e perfino papa Leone XIV.
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Trump farnetica su Meloni: «Ha implorato per una foto». Lei: «L’Italia non supplica»
Donald Trump e Giorgia Meloni (Ansa)
  • Con La7 tycoon all’assalto: «Mi fa pena». Il premier lo sbugiarda: «Tutte invenzioni» Lui: «Non la voglio più tra i fan». Solidarietà dal Colle, Tajani annulla il viaggio in Usa.
  • Pd, M5s &C. esprimono sdegno, ma ne approfittano per criticare la leader. Schlein: «Parole inaccettabili, però la destra ha sbagliato». Vicinanza di Macron e Sánchez.

Lo speciale contiene due articoli.

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L’Ue si spacca anche sull’Ucraina. Francia e Germania contro Costa
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Zelensky minaccia Lukashenko: «Rimuova i ripetitori di droni russi o lo faremo noi».

La guerra tra Russia e Ucraina continua a intensificarsi sul piano militare mentre emergono nuove ipotesi diplomatiche. Nelle ultime ore il conflitto è stato segnato da un nuovo attacco di droni ucraini contro il territorio russo e dalla risposta di Mosca contro Kharkiv.

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STAVOLTA SI È ROTTA
Donald Trump e Giorgia Meloni (Getty Images)
Il repubblicano pare alla deriva. Tuttavia, con gli States bisogna fare i conti. Di fronte a questa realtà, l’opposizione si mostra comunque quasi compiaciuta, come se a essere offesi non siano stati tutti i cittadini.

Da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump ci ha dato numerosi esempi di quella che è stata definita la strategia del pazzo. Per sorprendere gli avversari, o anche solo gli interlocutori, il 47° presidente degli Stati Uniti ha infatti usato spesso la tecnica affinata negli anni da imprenditore: prima l’attacco, anche sgangherato, con calci negli stinchi a chi ha davanti, e poi l’invito a trattare, con la certezza di aver intimidito e messo in serio imbarazzo la controparte, che dunque è costretta a discutere in condizioni di disagio.

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