Il Pentagono perde la pazienza: «I baltici abbassino i toni anti russi»
L’Estonia si oppone. Silurato un generale Usa per fuga di notizie su Ucraina e Iran.
L’Estonia si oppone. Silurato un generale Usa per fuga di notizie su Ucraina e Iran.
Eralp, vincitrice delle elezioni a Berlino e aspirante sindaco, prova a ritirare un’intervista allo «Spiegel» in cui criticava un fautore di Hamas vicino al suo partito, la Linke: «Temo ritorsioni». Così cade il velo su chi predica gli espropri: sotto il socialismo c’è la jihad.
Indagini dello Shin Bet sui presunti finanziamenti di Doha denunciati da Netanyahu: in cella anche tre presidi scolastici, esponenti di Ra’am, accusati di aver pagato alcuni elettori. Scrutinio completato, Likud guadagna un seggio ma resta lo stallo.
Il presidente russo ha ricordato tutti i settori in cui Mosca e gli Stati africani cooperano, dalla sanità alla tecnologia. Al Sisi: «Partenariato con la Federazione utile a sviluppare le economie del continente».
L'uscita di scena anticipata per lasciare agli eurocrati la possibilità di decidere senza l'opposizione di Marine Le Pen, favorita alle elezioni presidenziali francesi.
Il leader Usa si intesta il successo per ribadire il proprio peso politico. Washington vede di buon occhio la marginalizzazione dei falchi e spera in posizioni più ragionevoli sui coloni.
Nei primi exit poll, Netanyahu è avanti con 24 seggi, Eisenkot insegue a 22. Likud primo partito. Il «blocco Bibi» raggiunge 50 scranni, gli avversari 52. Il Paese può pure spaccarsi nelle urne, ma perde solo chi chiede la cancellazione dello Stato ebraico.
Dal memorandum Badr firmato con Pakistan e Indonesia ai rapporti con le comunità musulmane in Europa, Doha e Ankara rafforzano la propria proiezione internazionale. Ma il peso delle reti transnazionali va distinto dalle ipotesi, tutte da dimostrare, di un coordinamento delle mobilitazioni nelle piazze europee.
La Camera dei rappresentanti di Tobruk ratifica l’intesa marittima del 2019 con Ankara. Al centro della disputa ci sono i confini sul Mediterraneo orientale, le risorse energetiche e le infrastrutture sottomarine. Atene, Il Cairo e Bruxelles contestano l’accordo.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, precisa che i negoziati trilaterali di novembre tra Russia, Ucraina e Stati Uniti non comporteranno una sospensione delle operazioni militari. Mosca si dice però disponibile a valutare cessate il fuoco temporanei, in vista della tregua prevista a Oleshky.
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