Geopolitica

Progetti arenati e pochi soldi. Nel deserto saudita tramonta l’utopia della città «green»
Mohammed bin Salman (Ansa)
  • La guerra nel Golfo potrebbe dare il colpo di grazia alla costruzione di Neom. Ma per la futuristica metropoli senza auto e a zero emissioni i problemi erano iniziati da tempo.
  • Era uno dei cardini del piano del principe bin Salman per ridurre la dipendenza del Regno dal petrolio. Però solo un terzo della nuova energia pulita è stato prenotato. Così il maxi impianto previsto sarà ridimensionato.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a leggereRiduci
«Cure gratis agli ustionati di Crans»
L'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado a Palazzo Chigi (Ansa)
Il Servizio sanitario italiano non copre i trattamenti alle vittime di gravi bruciature. Pronta una risoluzione per colmare la lacuna. Giorgio Mulè: «Tutela piena e immediata».

La burocrazia schiaccia ogni senso di umanità, nella tragedia di Crans-Montana ridotta oggi a triste vicenda contabile. La Svizzera continua a sbatterci in faccia le fatture da pagare per le cure mediche prestate a quattro italiani rimasti ustionati nel rogo del Constellation: 108.000 euro, per qualche ora di ricovero. Una cifra destinata a salire vertiginosamente, quando arriverà il grosso delle fatture svizzere riguardanti gli altri ricoveri, fatture delle quali nessuno conosce l’importo. Ma si parla già di cifre monstre, su cui gli elvetici batteranno cassa, senza sconti. Una pretesa giudicata «ignobile» dal premier Giorgia Meloni, e «abominevole» dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

L’Italia non sgancerà un euro alla Svizzera, dice in sostanza l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado. Che respinge al mittente anche le frasi pronunciate sulla tv elvetica dal direttore dell’Ufficio federale assicurazioni sociali, Doris Bianchi. La quale, con la freddezza di un ragioniere, ha invitato l’Italia a presentare l’estratto conto dei pazienti svizzeri curati sul nostro territorio, come hanno fatto loro con noi. Per capire le grandezze, ci siamo fatti aiutare dal professor Baruffaldi Preis, direttore di quella perla d’eccellenza che è il centro ustioni del Niguarda: «Credo che quei soldi si possano dare alla Svizzera», ci dice, «solo dopo che la Svizzera ci avrà rimborsato 1 milione e 800.000 euro per le spese relative ai due pazienti elvetici curati in Italia».

In attesa di uscire dal pantano diplomatico, le famiglie colpite dal dramma di Crans devono superare un altro scoglio, stavolta tutto italiano. Superata la fase acuta del ricovero, infatti, c’è il problema delle cure post-degenza, che non sono coperte dal Servizio sanitario nazionale. Parliamo di cure complesse e prolungate: presidi per il controllo delle cicatrici, dispositivi, guaine compressive, tutori articolari, e poi la riabilitazione e il sostegno psicologico. Problemi che nei casi più gravi devono essere gestiti per tutta la vita. E il rischio, stavolta, è che siano le stesse famiglie dei ragazzi ustionati a dover metter mano al portafoglio per potersi curare.

La lacuna normativa non è nuova, ne ha lungamente parlato l’onorevole Lucia Annibali, e lo choc di Crans-Montana riporta la questione in primo piano. La malattia da ustione, infatti, non rientra nell’elenco dei livelli essenziali di assistenza, e dunque non sono previste esenzioni uniformi a livello nazionale per il trattamento post-ospedaliero. Secondo Maria Tridico, in prima linea nell’Associazione bambini ustionati, «le creme che usiamo sono considerate “estetiche”, e quindi a totale carico del cittadino. E le terapie sono considerate alla stregua di una smagliatura da eliminare o una ruga da appianare».

Il tema è stato sollevato qualche giorno fa anche da Eleonora Palmieri, la veterinaria di 23 anni riminese sopravvissuta al rogo: «Devo stare attenta a non prendere il sole sulla guancia, perché le ustioni non sono riconosciute come malattia grave. Le creme in particolare sono a carico nostro e la fisioterapia non basta mai. Tutto ciò grava sulle spalle di chi è stato ferito».

Per correre ai ripari ed evitare che si perpetui l’assurdo, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, insieme al presidente della commissione Affari sociali Ugo Cappellacci, ha depositato una risoluzione che impegna il governo a garantire la «gratuità totale» delle spese connesse alle ustioni per i sopravvissuti di Crans-Montana. «Sono cifre importanti per le famiglie colpite, che possono arrivare a 2.000 euro al mese», dice Mulè alla Verità, «vogliamo assicurare uno “status eccezionale” alle vittime, che comporti una tutela piena e immediata, in considerazione dell’eccezionalità dell’evento. Inoltre, occorre riconoscere la malattia da ustione come patologia cronica e rara, per ottenere l’esenzione dalle spese in tutta Italia. Entro un mese si può concludere l’approvazione». «Servono regole uniformi su tutto il territorio», aggiunge Cappellacci, «le cure di questo tipo non possono dipendere dal codice di avviamento postale».

Donald non molla: «Voglio l’uranio». Ma ora Teheran scarica i pakistani
Donald Trump dopo l'attentato (Ansa)
Araghchi parla con Arabia Saudita, Qatar e Francia. Poi, dopo una tappa in Oman, torna a Islamabad. L’Iran però rinfaccia ai mediatori di fare troppo gli interessi degli Usa. Il tycoon ai nemici: «Se vogliono, ci chiamino».

La crisi nello Stretto di Hormuz resta il baricentro dello scontro tra pressione militare e diplomazia, mentre i tentativi di mediazione si moltiplicano senza produrre, almeno per ora, una svolta concreta. Nelle ultime ore si sono susseguiti contatti politici, missioni diplomatiche e operazioni navali che delineano un quadro sempre più complesso e instabile, segnato da un evidente iper attivismo diplomatico da parte di Teheran.

Continua a leggereRiduci
Trump ancora sotto tiro. Sventato un attentato alla cena coi giornalisti
Un'immagine tratta dal profilo LinkedIn di Cole Thomas Allen, il 31enne arrestato per l'aggressione armata avvenuta nella notte a Washington durante la cena dei corrispondenti, in presenza di Donald Trump, 26 aprile 2026 (Ansa)
Un uomo armato cerca di raggiungere i membri dell’amministrazione, ma viene neutralizzato. Di sé scriveva: «Sono un assassino amichevole».

Quella che doveva essere la prima partecipazione di Donald Trump alla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca si è interrotta già all’antipasto. Diversi spari, sentiti all’esterno della sala dell’Hotel Hilton a Washington, hanno scatenato il panico tra i 2.600 giornalisti presenti, mentre i vertici dell’amministrazione americana venivano messi al sicuro.

Continua a leggereRiduci
Israele bombarda di nuovo il Libano
Ansa
Tel Aviv accusa Hezbollah di aver violato la tregua e riprende i raid nel Sud. Ucciso un soldato Idf. Herzog non intende graziare Bibi ma preme per un’intesa con la Procura.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato una serie di attacchi energici per colpire con vigore gli obiettivi di Hezbollah in Libano, mettendo in discussione la tregua, prolungata di tre settimane. La mossa di Tel Aviv è arrivata dopo una serie di lanci di razzi e droni da parte della milizia sciita verso il Nord di Israele e le truppe israeliane stanziate nel Sud del Libano.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy