Geopolitica

Tegola degli Usa sul petrolio iraniano
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi al suo arrivo ai colloqui in Oman (Ansa)
Finito il primo round di colloqui in Oman. Teheran: «Iniziati bene». Ma gli Stati Uniti annunciano ulteriori multe sul greggio e invitano gli americani a lasciare il Paese sciita.

È una distensione assai traballante - e a tratti contraddittoria - quella in corso tra Washington e Teheran. Ieri, a Muscat, l’inviato americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, hanno tenuto dei colloqui indiretti con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

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Spari contro il generale-spia russo. Stillicidio Ue infinito: nuove sanzioni
Il generale russo Vladimir Alekseyev (Ansa)
Ferito a Mosca Alekseyev, vice capo dell’intelligence militare. Bruxelles propone il 20° pacchetto: ipotesi stretta all’elusione. Il Cremlino agli States: «Coinvolgere pure Francia e Uk nei negoziati sul trattato nucleare Start».

All’indomani dei colloqui trilaterali di Abu Dhabi, definiti dal Cremlino «costruttivi e complessi», un attentato contro il numero due dei servizi di intelligence militare russa ha rischiato di incrinare l’attività diplomatica.

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Macron ci snobba per la Groenlandia
Emmanuel Macron (Ansa)
Il francese inaugura un consolato nell’isola artica per un dispetto agli Usa. Diserta la cerimonia delle Olimpiadi a San Siro per i suoi «giochetti», lui che a Parigi 2024 lasciò i capi di Stato sotto l’acqua.
Ieri sono state ufficialmente inaugurate le Olimpiadi invernali. Nella suggestiva cornice dello stadio Giuseppe Meazza, però, il mondo intero non ha potuto non notare un’assenza illustre: quella di Emmanuel Macron. L’inquilino dell’Eliseo, infatti, ha pensato bene di disertare la cerimonia d’apertura dei Giochi perché era in tutt’altra faccenda affaccendato: piantare la bandierina francese nei ghiacci eterni della Groenlandia. Come hanno constatato diverse testate internazionali, tuttavia, la mossa di Monsieur le président è stata più simbolica che altro: il proverbiale specchietto per le allodole, insomma. Ma andiamo ai fatti.
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Space It Up! è il nuovo progetto del ministero della Ricerca e dell’Agenzia spaziale italiana per sviluppare conoscenze e soluzioni scientifico-tecnologiche a supporto dell’esplorazione dell’universo. Un’occasione per il nostro Paese, in un contesto difficile.

Se qualche giorno fa la capsula Crew Dragon Endeavour non avesse riportato velocemente a Terra gli astronauti della Stazione spaziale internazionale per un’emergenza medica, se quell’emergenza avesse avuto un esito tragico, forse oggi racconteremmo un’altra storia. Quanto accaduto non è un evento isolato e sottolinea la complessità e i rischi associati all’esplorazione umana dello spazio. È proprio nel quadro di questa sfida che il ministero della Ricerca e l’Agenzia spaziale italiana hanno avviato, da poco più di un anno, l’ambizioso programma di ricerca Space It Up! orientato allo sviluppo di conoscenze e soluzioni scientifico-tecnologiche a supporto dell’esplorazione spaziale. Il progetto mette a sistema oltre 33 soggetti, tra Università, Enti di Ricerca e imprese del settore. I partner si sono riuniti a Firenze in occasione degli Space it Up! Days, il primo meeting plenario del progetto, ospitato dall’Università degli Studi di Firenze, un evento che ha visto la partecipazione di oltre 500 rappresentanti. Tra i temi discussi si segnalano l’agricoltura spaziale, la biomedicina, l’astrofisica, l’ingegneria e la geo-mineralogia spaziale.

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I colloqui sull’Iran partono in salita ma spunta un piano di pace in 5 punti
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l'inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff (Ansa)
Netanyahu preoccupato per la sicurezza di Israele. Trump muove la flotta Usa.

Alla fine l’incontro si terrà. Oggi, a Muscat, l’inviato americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, avranno dei colloqui con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Nel pomeriggio di mercoledì, sembrava che il vertice odierno sarebbe saltato. Axios aveva infatti riferito che Teheran si era tirata indietro dopo che Washington si era rifiutata di accettare le pretese iraniane sia di trasferire la sede negoziale dalla Turchia all’Oman sia di dettare l’agenda degli argomenti da discutere. Poi, nella tarda serata di mercoledì stesso, Usa e Iran si sono nuovamente accordati.

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