Geopolitica

Giornali, sport e dossieraggi. Così il Qatar neutralizza gli scandali che lo riguardano
Tamim bin Hamad Al Thani (Ansa)
  • Nonostante le inchieste, l’emirato continua a rafforzare la sua rete di influenza in Europa e Usa. Per gli Al Thani, cultura e turismo sono investimenti strategici.
  • L’analista Benjamin Weinthal: «Un ex primo ministro si vantava di avere giornalisti sul libro paga in molti Paesi. Eppure la Cnn collabora col regime. Le donazioni alle università americane superano quelle di ogni altro governo straniero».

Lo speciale contiene due articoli

La strategia di influenza del Qatar non poggia su costruzioni ideologiche complesse, ma su un principio diretto e sistematico: trasformare la ricchezza dello Stato in accesso al potere, prossimità alle élite e capacità di orientare il contesto informativo. Politica, istituzioni, media, cultura, università e sport diventano così i vettori di una proiezione di soft power che opera in profondità, spesso senza bisogno di esporsi in modo esplicito. I fatti emersi negli ultimi anni mostrano come questa strategia agisca su più livelli. Secondo ricostruzioni investigative, un’operazione di intelligence riconducibile a Doha avrebbe preso di mira la donna che accusa il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan, nel tentativo di raccogliere informazioni personali utili a minarne la credibilità e a orientare la narrazione mediatica attorno a un procedimento giudiziario in corso. Un passaggio che segna il superamento della semplice influenza reputazionale, sconfinando nell’interferenza informativa su dossier altamente sensibili.

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Keith Kellog: «Trump va capito, non temuto. In Ucraina la pace è lontana»
Donald Trump e Keith Kellog (Youtube)
L’ex inviato della Casa bianca: «Il fulcro degli accordi sono le garanzie di sicurezza L’Europa vuole sostenere Kiev ma non è unita. La Groenlandia? Necessaria per noi».

Parla dalla sua casa di Alexandria, a pochi chilometri da Washington, mentre la città è ricoperta da una coltre di neve di due metri e fuori la tempesta non accenna a calmarsi. Il generale Keith Kellog è stato inviato speciale per la Casa Bianca in Ucraina fino al 31 dicembre 2025. Lui conosce bene Trump e, prima di iniziare questa intervista, ci tiene a sottolineare che il presidente degli Stati Uniti non va temuto, ma capito.

Generale, è appena tornato da un’altra città innevata, Davos. Dopo il forum, c’è stato il primo trilaterale Usa-Russia-Ucraina. Trump ha detto: “Ho risolto otto guerre. Un’altra arriverà presto”: la pace in Ucraina è vicina?

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Le ragioni e i torti di The Donald
Ansa
Il capo della Casa Bianca vuole impedire la convergenza tra il Dragone e Mosca. E per riuscirci ha bisogno di alleati più vigili. Non è più il tempo degli imperi solitari.

La conduzione degli Stati Uniti da parte di Donald Trump è certamente un’anomalia in relazione al passato, includendo anche la sua prima presenza alla Casa Bianca nel 2016-2020. Nella seconda spinge con discontinuità politiche interne e geopolitiche esterne, le seconde con impatto molto sfidante nei confronti degli alleati tradizionali, in particolare gli europei. Ma è sbagliato sia demonizzarlo sia utilizzare questa anomalia per prevedere/invocare un distacco totale tra Usa e Ue.

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Fuoco a Minneapolis. Gli agenti dell’Ice uccidono un uomo: «Legittima difesa»
Ansa
Il Dipartimento di Sicurezza Usa: «Vittima armata, ha opposto violenta resistenza». Il Pentagono vara una nuova strategia.

Torna a salire la tensione a Minneapolis. Ieri, un uomo è rimasto ucciso a seguito di una sparatoria con le forze federali preposte al controllo dell’immigrazione. Secondo il Dipartimento per la sicurezza interna, la vittima sarebbe stata armata e avrebbe opposto violentemente resistenza ai tentativi di disarmo condotti dagli agenti. «Temendo per la sua vita e per quella dei suoi colleghi, un agente ha sparato per difendersi», ha affermato il dipartimento in una nota. La polizia locale, dal canto suo, ha riferito che l’uomo ucciso era un cittadino statunitense con regolare porto d’armi. Così come ci sono polemiche per l’arresto insieme al padre di una bimba di due anni. Entrambi sono stati subito trasferiti in una struttura in Texas.

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Afghanistan, Meloni mette a posto Trump
Ansa
  • Il premier condanna le esternazioni del presidente americano sullo scarso contributo dei Paesi Nato dopo l’11 settembre: «Noi rimasti indietro? Abbiamo attivato l’articolo 5 per la prima volta nella storia. L’amicizia deve fondarsi anche sul rispetto».
  • Il Cairo: «Unica strada per la stabilità nella Striscia». La Tunisia si chiama fuori.

Lo speciale contiene due articoli

Il primo segnale di attrito tra Roma e l’amministrazione statunitense arriva dalle parole del presidente Donald Trump, che ha accusato gli alleati della Nato di essere «rimasti indietro durante le operazioni in Afghanistan». Un giudizio che ha provocato una reazione formale del governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, deciso a respingere qualsiasi lettura riduttiva del contributo fornito dall’Italia alla missione internazionale. In una nota ufficiale, Palazzo Chigi ha ribadito che «Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica, ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto. Ma l’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza atlantica».

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