Geopolitica

Medio Oriente, gli Emirati bombardano Teheran. L’Iran nomina Mojtaba Khamenei
Il fumo si alza dopo gli attacchi aerei sui depositi di petrolio dell'8 marzo a Teheran (Getty Images)

Gli Emirati Arabi Uniti attaccano l’Iran per la prima volta, colpendo impianti strategici. Intanto l’Assemblea degli Esperti iraniana nomina il figlio di Ali Khamenei nuova Guida Suprema. Cresce la tensione in Medio Oriente tra raid, missili e crisi umanitaria.

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La portata della crisi la decide Trump
Donald Trump (Ansa)
L’impatto della guerra in Iran dipende dagli obiettivi degli Usa. Il cambio di regime è uno scenario poco probabile, con conseguenti effetti economici globali non estremi.

Il punto di rilievo geoeconomico è la durata del blocco di Hormuz. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato per gli attacchi - pur minimi, ma con effetti simbolici/economici prospettici gravi - con le nazioni del Golfo dichiarando che se queste (che sono passate dalla difesa passiva a una attiva) non attaccheranno l’Iran anche Teheran non lo farà. Soprattutto - questa la novità - ha dichiarato che il blocco dello stretto di Hormuz vale solo per navi statunitensi e israeliane, non per altre. È un primo segnale limitativo del conflitto precursore di disponibilità negoziale?

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A Cuba manca anche la corrente. Il popolo: «Abbasso il comunismo»
Persone guardano i loro telefoni per strada durante un'interruzione di corrente a L'Avana (Ansa)
Blackout infinito, petrolio e medicine razionate. Trump: «Ultimi momenti dell’isola».

Se contro l’Iran e il Venezuela la dottrina «decapitate and delegate» di Trump (decapitare i vertici e delegare la riorganizzazione del potere) ha prevalso, la partita di Cuba potrebbe essere vinta dagli americani a tavolino. È bastata infatti l’ultima crisi energetica a scatenare proteste di piazza («cacerolazos») nell’isola, in corso da venerdì a L’Avana e nella provincia di Matanzas, mentre lunghi blackout colpiscono gran parte del Paese. «Sarà la prossima a cadere», ha annunciato il presidente Usa, «ma sarà una «acquisizione amichevole».

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Crosetto convoca i militari: «Rafforzare le difese». Meloni: non siamo in guerra
Il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni del governo sulla crisi in Iran (Ansa)
Fregata italiana a Cipro. Il premier: «Atto di solidarietà europea e di prevenzione». Intanto Trump starebbe valutando di inviare in Iran un contingente di soldati.

Giorgia Meloni ha chiarito il ruolo dell’Italia nella crisi iraniana. «Per garantire la sicurezza dei confini dell’Unione europea abbiamo disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea, ma soprattutto di prevenzione. Ma la nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto», ha dichiarato ieri.

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I Paesi del Golfo: «Investimenti esteri non più assicurati». Cosa rischia l’Italia
(Ansa)
Data center, Ia, materie prime, infrastrutture energetiche, turismo e moda: in ballo progetti comuni da decine di miliardi.

Alcuni grandi Paesi del Golfo stanno valutando una revisione degli investimenti esteri e degli impegni futuri per alleggerire la pressione sui conti pubblici provocata dalla guerra con l’Iran. A pagarne il conto potrebbe essere tutta l’Unione europea e dunque anche l’Italia.

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