Trump cancella la Siria dalla lista nera
Washington rimuove la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, una designazione in vigore dal 1979, e allenta le restrizioni.
Washington rimuove la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, una designazione in vigore dal 1979, e allenta le restrizioni.
Per isolare Teheran ed evitare l’intervento americano, Bessent presenta sanzioni che colpiranno gli ayatollah in tutto il mondo.
Cina e Corea del Sud rafforzano i rapporti, ma sul dossier nordcoreano Pechino mantiene una linea cauta. Xi Jinping guarda a Seul per indebolire l’intesa con Washington, senza però compromettere i legami con Pyongyang.
Da Londra e Parigi il via libera alla produzione degli Storm Shadow in Ucraina, mentre gli alleati chiedono nuove pressioni su Mosca e maggiori aiuti militari. L'Italia conferma il sostegno a Kiev e annuncia altri generatori, ma continua a indicare nel negoziato la strada per arrivare alla pace.
Dalla lavorazione del cobalto, necessario per la transizione elettrica, può emergere il metallo da cui si ricava l’energia atomica. Ma solo una piccola parte di quest’ultimo è dichiarata. Il caso dei rapporti tra Congo e Cina
Ankara accusa il premier israeliano e un altro cittadino di crimini contro l’umanità, genocidio e maltrattamenti nell’ambito dell’inchiesta sull’intercettazione della Flotilla. Bibi replica a Erdogan: «Dittatore antisemita, il suo tentativo di intimidirci non avrà successo».
Per «Intelligence online», un ex ufficiale del Mossad è stato ingaggiato per capire dove siano finiti i fondi dati a Kiev. Gli ucraini, dopo l’addestramento in Germania, scappano.
Il tycoon rilancia la possibilità di un accordo: rifiutata. E Bessent striglia gli alleati.
Otto raid israeliani hanno colpito la base siriana di Abu al-Duhur, danneggiandone piste e infrastrutture. Netanyahu accusa Damasco di minacciare lo status quo per il possibile dispiegamento turco. Ankara respinge le accuse.
Il raid in Siria complica la partita geopolitica del tycoon, con i suoi i partner ai ferri corti. Sull’Iran, il presidente mira al disimpegno militare ma ogni scenario resta aperto.
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