Geopolitica

Perché lo Stretto di Hormuz è cruciale per il petrolio mondiale
Una mappa mostra lo Stretto di Hormuz sullo schermo di un computer portatile (Getty Images)

Attraverso Hormuz transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, quasi un quinto del mercato globale. Ogni blocco o interruzione fa salire i prezzi e colpisce le principali economie, rendendo il passaggio una vera leva strategica per l’energia mondiale.

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Rinviato il Piano casa per colpa della guerra
iStock
Il progetto doveva essere approvato oggi in cdm. Ma slitta a martedì e perde un pezzo.

Doveva essere la grande giornata del Piano casa con il via libera in Consiglio dei ministri al maxi-progetto che prevede una doppia gamba (pubblica e privata) per garantire migliaia di alloggi a prezzi calmierati a lavoratori e famiglie. E invece nulla. Latitano le motivazioni ufficiali.

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Putin minaccia di sospendere da subito le forniture di gas. Snam: «Coperti fino a marzo»
Vladimir Putin (Ansa)
  • Con lo choc energetico, lo zar valuta se anticipare il divorzio europeo e fermare lui i flussi. Il colosso della rete: «Navi Gnl per adesso sicure. Da aprile vedremo».
  • Il Cremlino scarica gli alleati sciiti. L’Ucraina denuncia forniture militari di Mosca ai pasdaran. Il portavoce dello zar però smentisce: «A noi nessuna richiesta di sostegno. Quella non è la nostra guerra».

Lo speciale contiene due articoli.

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Zelensky delira e minaccia Orbán: «Do il suo indirizzo all’esercito»
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Leader adirato per il veto sul prestito da 90 miliardi. Budapest s’indigna e rilancia: «Lasci passare il petrolio russo o usiamo la forza». Kiev (tramite Kallas e su input Usa) offre al Golfo antidroni in cambio di contraeree.

Forse si è fatto prendere la mano dalle uccisioni mirate di Usa e Israele in Iran. Fatto sta che, ieri, Volodymyr Zelensky ha passato il segno, arrivando praticamente a minacciare di morte il primo ministro dell’Ungheria. Cioè di uno Stato membro dell’Unione europea.

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  • Il presidente, a Rtl 102.5, nega la possibilità di coinvolgimento diretto. Sulla concessione delle basi statunitensi assicura il passaggio in Parlamento in caso di bombardamenti. Stabilito con l’Eliseo l’invio di armi a Cipro.
  • Chigi non regge l’ombrello a Macron. Il premier ribadisce che la deterrenza nucleare deve restare un tema di ambito Nato .Tajani: «L’Italia condivide solo le scelte europee». Rutte però elogia il leader d’Oltralpe.

Lo speciale contiene due articoli.

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