Geopolitica

Il Perù richiama i Fujimori per uscire dal caos
Keiko Fujimori (Ansa)
Dopo quattro tentativi Keiko Fujimori conquista la presidenza del Perù. La figlia dell'ex capo dello Stato Alberto eredita un Paese segnato da instabilità, corruzione e continui cambi di governo, con la difficile sfida di ricostruire la fiducia nelle istituzioni.
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Il Burkina Faso ha rotto le relazioni diplomatiche con Parigi
Il presidente russo Putin e il presidente militare del Burkina Faso, Traoré, appaiono insieme su un manifesto con lo slogan «Sostegno alla transizione» in una strada di un sobborgo della capitale burkinabé Ouagadougou (Getty Images)
Il governo di Ouagadougou interrompe le relazioni diplomatiche con la Francia, accusandola di ingerenze e ambizioni neocoloniali. Una rottura che conferma il progressivo allontanamento da Parigi e il rafforzamento dell'asse con la Russia nel Sahel.
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«Macché ritorsioni, l’America continua a investire sull’Italia»
Simone Crolla (Imagoeconomica)
Il consigliere della Camera di commercio Usa Simone Crolla: «La Meloni è stata determinata, il rapporto con Trump potrebbe perfino rafforzarsi».

«Lo stato dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Italia prescinde dai battibecchi virtuali tra il presidente Donald Trump e la premier Giorgia Meloni, ed è un rapporto che è virtuoso nei numeri. C’è un interscambio commerciale che supera i 110 miliardi di dollari. Significa che esportiamo più di quanto importiamo ed è uno dei motivi che hanno spinto Trump a mettere i dazi.

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La pace è esplosa, l’Iran si riprende Hormuz
Petroliere in navigazione nello Stretto di Hormuz (Getty Images)
Dopo gli attacchi incrociati, il regime comunica agli Usa che gestirà in esclusiva lo Stretto per un mese, limitando la navigazione Una mossa per ottenere l’ok al pedaggio sui transiti. Trump sbotta: «Quando smetteremo di essere ragionevoli, non esisterete più».

Il conflitto fra Usa e Iran s’è riacceso ieri con attacchi incrociati che fanno scricchiolare la fragile tregua. E minacciano di far naufragare i prossimi colloqui Teheran-Washington previsti il 2 luglio a Doha, in Qatar, insieme ai mediatori pachistani e qatarioti, sebbene indiscrezioni del Wall Street Journal abbiano parlato di colloqui riservati da tenersi ieri in Svizzera, già saltati per le scaramucce.

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Hezbollah è sul piede di guerra: «L’accordo è solo un’umiliazione»
Getty Images
Il gruppo sciita alza il tiro. Svelati i 14 punti del patto siglato da Beirut e Tel Aviv.

Le proteste esplose nella notte a Beirut dopo la firma dell’accordo quadro tra Libano, Israele e Stati Uniti sono il primo segnale della portata politica dell’intesa. La violenta reazione di Hezbollah dimostra infatti che il movimento sciita considera il nuovo assetto una pesante sconfitta, non solo per sé, ma soprattutto per l’Iran, che negli ultimi quarant’anni ha trasformato Hezbollah nel principale strumento della propria strategia regionale contro Israele.

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