Geopolitica

Rutte: «Aerei Usa decollati dall’Italia per attaccare l’Iran». «No, voli tecnici»
Il segretario generale della Nato Mark Rutte (Ansa)
Mr Nato parla di 500 partenze e la sinistra urla subito allo scandalo. Ma Crosetto chiarisce: «Attività logistiche conformi ai trattati».

È un caso politico, ma con ripercussioni internazionali potenzialmente significative, quello che ha provocato ieri, in Italia, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a seguito di un’intervista da lui rilasciata a Fox News sull’operazione militare in Iran.

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Medio Oriente in cerca di stabilità. Hormuz resta l’ago della bilancia
Ansa
Qatar e Arabia Saudita al lavoro per una distensione fra Teheran e monarchie arabe.

I negoziati tra Stati Uniti e Iran proseguono, ma il percorso verso un accordo definitivo resta molto fragile. Washington punta a ottenere garanzie sul dossier nucleare e sulla sicurezza regionale, mentre Teheran sembra voler allargare il tavolo a una discussione più ampia sugli equilibri del Medio Oriente.

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Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, svela il presunto business plan degli americani: «Vogliono acquistare e riparare la parte europea per vendere il nostro gas rincarato».

Anche se le incursioni di droni ucraini su raffinerie in Russia causano grossi problemi agli approvvigionamenti di carburante, non è sufficiente perché Mosca accetti condizioni ritenute «irricevibili» per negoziati con Kiev. I russi seguitano quindi le operazioni, nei cieli e sul fronte terrestre, per logorare gli avversari.

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Iran, la guerra continua dietro le quinte: così Teheran prepara il riarmo
Il generale delle Guardie Rivoluzionarie Mohsen Rezaee (Getty Images)
Secondo un rapporto del Csis, Teheran punta a ricostruire capacità navali, missilistiche e industriali dopo gli attacchi subiti. Decisivi il sostegno tecnologico cinese e le nuove rotte commerciali via Pakistan e Mar Caspio per aggirare le restrizioni occidentali.
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Sánchez si incolla alla poltrona e urla alla persecuzione giudiziaria
Pedro Sánchez (Ansa)
Altri guai per lo spagnolo: dopo il rinvio a giudizio della moglie e la maxi pena al suo ex ministro, un pentito del caso mascherine lo accusa di complicità. Ma il socialista non molla: «Fermo impegno contro la corruzione».

Dopo la fragorosa caduta di Keir Starmer, a breve potrebbe saltare un altro simbolo della sinistra europea. Pedro Sánchez, infatti, arriva all’appuntamento con il Congresso dei deputati più isolato che mai, travolto da scandali giudiziari, accuse di corruzione e alleati che iniziano apertamente a prenderne le distanze.

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