Geopolitica

«Sbagliato farsi troppe illusioni, la pace a Kiev è ancora lontana»
Daniele Ruvinetti (Imagoeconomica)
L’analista di Med-or Daniele Ruvinetti: «Putin non accetterà mai l’invio di truppe europee a garanzia di una tregua. Si sono creati dei nuovi equilibri, Trump non interverrà in Ucraina».

«Ma Cina e Russia cosa stanno facendo? Dopo l’attacco americano in Venezuela e il caos che si è scatenato in Iran con Trump che sembra pronto a dettare le regole anche su Teheran, un po’ tutti si interrogano sul silenzio di Xi Jinping e Putin. Beh, io non credo a una tacita presa d’atto, io credo che stiamo assistendo a un rimescolamento delle sfere d’influenza globali e che dietro alle reticenze si nascondano strategie abbastanza chiare. Ecco in questo momento starei molto attento a non confondere la tattica e le schermaglie con la strategia di fondo».

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Si intensifica il braccio di ferro tra Trump e i Brics
Navi da guerra cinesi al largo di Città del Capo (Ansa)

Sale la tensione tra Washington e i Brics. Sabato, nei pressi di Città del Capo, sono iniziate delle esercitazioni navali congiunte tra Cina, Russia, Iran, Emirati e Sudafrica.

Queste manovre hanno avuto inizio appena pochi giorni dopo il sequestro da parte degli Stati Uniti di due petroliere legate al Venezuela: una, battente bandiera russa, nell’Nord Atlantico e un’altra nel Mar dei Caraibi. Non solo. Sullo sfondo, ma neanche troppo, si stagliano sia la recente cattura di Nicolas Maduro sia le crescenti pressioni statunitensi su un regime, quello khomeinista, sempre più traballante a causa delle proteste delle ultime settimane.

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  • Reclutamento, droni e Intelligenza artificiale: così le varie filiali si rafforzano. L’Occidente, che ha tolto risorse all’antiterrorismo, oggi è più vulnerabile.
  • L’esperta Anna Mahjar-Barducci: «Nella regione del Khorasan lo Stato islamico conta sull’appoggio dei servizi pakistani. In cambio potrebbe far pressioni sull’India».

Lo speciale contiene due articoli.

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Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni detenuto in Venezuela da 423 giorni è stato liberato insieme all'imprenditore torinese Mario Burlò. Il premier Meloni ha ringraziato la presidente Rodriguez per la collaborazione.

Teheran in fiamme: 10.000 arresti. Trump valuta l’intervento militare
A sinistra, proteste a Teheran. A destra, le vittime degli scontri (Ansa)
La protesta non si placa e le vittime salgono a 538. Netanyahu appoggia la rivolta: «In caso di liberazione torneremo partner».Trump studia le opzioni, ma gli ayatollah minacciano rappresaglie contro le basi Usa.

Tira sempre più aria di regime change in Iran. «Speriamo tutti che la nazione persiana sia presto liberata dal giogo della tirannia. E quando quel giorno arriverà, Israele e l’Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace», ha dichiarato ieri, riferendosi alle poderose proteste in corso contro il regime khomeinista, Benjamin Netanyahu, che ha successivamente convocato una riunione di sicurezza. «Se il popolo iraniano decidesse di porre fine a oltre 46 anni di governo pieno di odio e incompetenza, potrebbe ripristinare la cultura persiana dell’istruzione, dell’arte, della musica e della forza e decretare la fine di Hamas, Hezbollah e Huthi», ha affermato, sempre ieri, l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee. Del resto, più o meno nelle stesse ore, lo Stato ebraico conduceva dei bombardamenti contro Hezbollah in Libano.

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