Geopolitica

L'asse tra India ed Emirati può aprire una frattura nel mondo sunnita
Mohamed bin Zayed e Narendra Modi (Ansa)
La visita di Mohamed bin Zayed a Nuova Delhi rafforza il patto strategico con l’India e segna una presa di distanza dal progetto di una coalizione sunnita guidata da Arabia Saudita e Pakistan. Al centro il controllo del Mar Rosso e i nuovi equilibri regionali.
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La Groenlandia mugugna. Intanto Trump intasca accesso totale e basi militari
Donald Trump (Ansa)
  • Le indiscrezioni sull’accordo prevedono truppe in loco e il diritto di estrarre terre rare, escludendo Russia e Cina. Malumori di Nielsen e Frederiksen: «Sovranità intoccabile»
  • Già un anno fa, il governo dell’isola informava della necessità di capitali per sviluppare l’estrazione mineraria. L’intervento americano è provvidenziale, vista la sonnolenza di Bruxelles e Biden davanti all’avanzata di Xi.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a tenere banco l’accordo in via di definizione sulla Groenlandia. Donald Trump punta a far sì che questa intesa, annunciata mercoledì sera, possa consentire a Washington di conseguire i suoi obiettivi strategici nell’Artico. «Se questo accordo andrà in porto, e il presidente Trump ne è molto fiducioso, gli Stati Uniti raggiungeranno tutti i loro obiettivi strategici riguardo alla Groenlandia a costi contenuti», ha affermato ieri la Casa Bianca. «Il presidente Trump sta dimostrando ancora una volta di essere un vero negoziatore. Non appena i dettagli saranno definiti, saranno resi noti», ha aggiunto.

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Ue umiliata anche dall’ingrato Zelensky. «Divisa e passiva, Mosca sta vincendo»
Ansa
L’affondo da Davos: «Perché Putin è ancora a piede libero?». Oggi ad Abu Dhabi il primo trilaterale Ucraina-Russia-Usa.

L’Europa, dopo essere stata strigliata dal presidente americano Donald Trump, è finita nel mirino anche del leader di Kiev, Volodymyr Zelensky.

«È smarrita, frammentata, non agisce come una grande potenza», ha detto il presidente ucraino dal palco del World economic forum a Davos, divenuto ormai la sede per esporre senza mezzi termini la debolezza dell’Ue. Per gran parte del suo discorso, avvenuto poco dopo l’incontro con il tycoon, Zelensky ha criticato l’immobilità dei suoi alleati più stretti, avvertendo che «Trump non ascolterà questo tipo di Europa». «Un anno fa a Davos ho terminato il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi», ma dopo 12 mesi «non è cambiato nulla». E ha quindi passato in rassegna le questioni più delicate in cui i partner europei non hanno brillato per incisività: dalla Groenlandia all’Iran, dalle spese militari alle misure poco efficaci contro la Russia.

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L’asse Roma-Berlino punta a cambiare l'Ue e isolare Macron
Giorgia Meloni e Friedrich Merz (Ansa)
Merz a Davos: «Cambiamo l’Europa con la Meloni, ho sentito anche Draghi». Priorità: eliminare la burocrazia dell’Ue. La stampa tedesca già dà il benservito a Macron: «Leader di ieri». Da noi, invece, il nuovo mito è il canadese Mark Carney. Cavallo di Troia dei cinesi.

Elaborare «nuove idee» per cambiare l’Europa con Giorgia Meloni. Dal palco di Davos, Friedrich Merz conferma che gli stravolgimenti sullo scacchiere stanno ridisegnando anche i rapporti di forza all’interno dell’Ue: l’alchimia tra Francia e Germania si è guastata e, al suo posto, si va consolidando un asse Roma-Berlino. Qualunque riferimento a fatti e persone del passato magari è fuori luogo, ma non è casuale, perché nel Vecchio continente le direttrici sono sempre quelle: quando l’Italia si avvicina ai teutonici, i transalpini guardano al di là della Manica. Come ha fatto con l’iniziativa dei volenterosi Emmanuel Macron, che la Süddeutsche Zeitung dà per finito («era ieri», lo dileggia il giornale). Certo, l’intesa con Londra non è lineare: il Regno Unito mantiene una posizione critica verso Donald Trump, ma non ha alcuna intenzione di passare allo scontro frontale, seguendo il top gun dell’Eliseo.

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Scontro sul Board per la pace a Gaza
Ansa
Trump battezza l’organismo internazionale che supervisionerà la «nuova» Striscia. Tra gli europei aderisce Orbán, bizze per l’apertura allo zar. Italia bloccata dalle leggi.

Ieri a Davos, in Svizzera, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presieduto la cerimonia di firma dello statuto del nuovo Board of Peace, l’organismo internazionale promosso dalla Casa Bianca con l’obiettivo dichiarato di intervenire nei contesti di crisi e, in primo luogo, nella ricostruzione della Striscia di Gaza nel dopoguerra. Alla firma hanno partecipato i leader di Argentina, Ungheria, Indonesia, Arabia Saudita, Turchia e altri 14 Paesi.

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