Trump: «L’Europa risolva con gli immigrati o gli Usa dovranno abbandonarla»
Trump bacchetta Roma e Parigi: «La capitale francese presto sarà musulmana».
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Crosetto definisce gli scontri «frutto della guerra ibrida» via social. «Sei giovani su dieci stanno con chi protesta: sono manipolati. Pechino prende dati da anni». Salvini smonta la pista putiniana: «Leggo cose strambe». Lollobrigida: «Verifiche a livello europeo».
Il leader ucraino dopo i colloqui positivi a Oslo con l’inviato Usa: «Abbiamo idee chiare. Informate il Cremlino, poi un trilaterale».
Secondo fonti iraniane citate da Reuters, Teheran punta a prolungare lo stallo con Washington fino alle elezioni di metà mandato del 3 novembre, impedendo a Donald Trump di rivendicare una vittoria diplomatica. Intanto restano profonde le distanze sul nucleare e sullo Stretto di Hormuz, mentre l’economia iraniana è sempre più in difficoltà.
Washington e Teheran potrebbero annunciare un’intesa nei prossimi giorni, secondo indiscrezioni della stampa araba. Ma gli attacchi degli Huthi e una petroliera in fiamme nello Stretto di Hormuz mantengono alta la tensione. Intanto Mosca rafforza i legami con l’Iran.
Dopo Putin, il Papa sente il presidente ucraino e rilancia l’appello al cessate il fuoco. Domani è atteso all’udienza generale in piazza San Pietro, dopo il rientro in Vaticano dal Gemelli.
Nelle regioni del Tigray e dell’Amhara gli scontri si fanno sempre più intensi. Il premier etiope, già cocco della sinistra americana e dei grandi media, è accusato di usare gli stessi metodi dei predecessori per eliminare il dissenso.
Le tensioni tra Etiopia ed Eritrea riaccendono i timori di una guerra nel Corno d’Africa. Washington chiede ad Addis Abeba di abbassare i toni, mentre nella regione si ridisegnano le alleanze e l’Italia si propone come mediatrice.
L’ex ambasciatore negli Usa Giovanni Castellaneta: «Nel Vecchio continente gli ideali utopici cedono il posto alla concretezza. La Meloni sta seguendo la lezione di Berlusconi. America lontana? No, avrà con noi un rapporto più forte».
Il peso del Vecchio continente è pari alla sua vuota retorica. Abbiamo fragilità commerciali e militari: dobbiamo trattare.
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