Geopolitica

Marco Tarchi: «Russi in Biennale? Chance per l’Italia»
Marco Tarchi (Ansa)
Il politologo: «La decisione di Buttafuoco può facilitare la ripresa del dialogo con la Russia. La Meloni dovrebbe cogliere l’occasione e svincolarsi dai diktat di Bruxelles: governo e Paese ne avrebbero tutto da guadagnare».
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Il gas di Putin è sempre lì, l’Ue si finge sorda
Vladimir Putin (Ansa)
Il Cremlino apre alle trattative: davanti all’enorme crisi energetica attuale, la logica vorrebbe una risposta pronta che però non arriva. L’unica replica, scettica, arriva da Berlino: «La Russia spesso fa false offerte». Witkoff e Kushner presto a Mosca.
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Toni Capuozzo: «Trump cerca un accordo con la Cina»
Toni Capuozzo (Ansa)
Il giornalista: «Il presidente Usa vuole una nuova Yalta, non la guerra mondiale. Gli europei si limitano a fare i notai della crisi. Qualcuno spera che l’America si impantani in Iran, ma noi avremmo solo da rimetterci».

Toni Capuozzo, inviato di guerra che nel 2005 durante il conflitto in Iraq fu anche sequestrato dalle forze paramilitari sciite dell’esercito del Mahdi, ha una grande esperienza in Medio Oriente. Ma lo scrittore e giornalista non ricorda in tutti questi anni una gestione simile della guerra da parte degli Usa.

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L’Iran apre all’intesa su guerra e Hormuz, ma non sul nucleare. Trump: «Risposta inaccettabile»
Donald Trump (Ansa)

Teheran invia agli Usa la replica alla bozza d’intesa: disponibilità a riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz e a fermare le ostilità, ma nessun impegno preliminare sull’uranio arricchito. Il tycoon attacca: «Prima o poi lo prenderemo».

L’Iran ha inviato la propria risposta all’ultima bozza di accordo proposta dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. A riferirlo è stata l’agenzia statale iraniana Irna, secondo cui il piano negoziale si concentra in questa fase esclusivamente sulla cessazione delle ostilità nella regione e la sicurezza marittima.

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Giorgetti non cade nel trappolone della Ue
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Dopo l’apertura di Dombrovskis sulla possibile uscita dalla procedura d’infrazione in autunno, purché si evitino scostamenti per l’energia, il ministro ribadisce il suo credo: «Norme sbagliate generano conflitti. Nell’incertezza servono soluzioni realistiche».

Giancarlo Giorgetti non sa più come dirlo: in un momento di crisi come quello che sta attraversando praticamente l’intero pianeta, con la guerra di Usa e Israele contro l’Iran, con la conseguenza del blocco dello Stretto di Hormuz, che sta già facendo sentire i suoi effetti sui prezzi del carburante e quindi della vita soprattutto in Europa, occorre cambiare registro e liberarsi dai lacci delle regole della Ue, o almeno renderle flessibili, adeguarle alla situazione attuale.

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