Geopolitica

Missile colpisce la base italiana a Erbil: nessun ferito
La colonna di fumo dopo l'esplosione nei pressi della base italiana di Erbil in Iraq (Getty Images)

Un missile ha colpito la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, nel pieno dell’escalation tra Iran e Israele. Il ministro della Difesa Guido Crosetto rassicura: «Nessuna vittima tra i nostri militari». Condanna dell’attacco da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre i Pasdaran rivendicano nuovi raid nella regione.

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Un report dell’Africa Center for Strategic Studies disegna la strategia per introdurre l’intelligenza artificiale nelle forze armate africane. Dalla lotta al terrorismo ai droni autonomi, fino alla guerra dei dati: il continente diventa il nuovo terreno della sicurezza algoritmica.

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Golfo Persico, crisi petrolifera, scontro nell’AI, elezioni e lavoro: la settimana dei giornali americani tra geopolitica e tensioni interne.

«Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto il premier in Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano».

Riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, Meloni ha poi affermato: «Il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza».

Gli Usa: «Guerra fino alla resa del nemico»
Donald Trump (Ansa)
La Casa Bianca conferma che l’operazione contro gli ayatollah cesserà quando «saranno raggiunti tutti gli obiettivi militari». Ma Trump ribadisce che un dialogo con Teheran resta possibile. E chiede a Israele lo stop ai raid sulle infrastrutture energetiche.

Donald Trump ha confermato la volontà di tentare una soluzione venezuelana a Teheran. Ieri, ha infatti ribadito di «non essere contento» della nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell’Iran. «Non credo che possa vivere in pace», ha detto. Tuttavia, il presidente non ha escluso negoziati con il regime khomeinista. «È possibile, dipende dalle condizioni», ha affermato.

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