Geopolitica

Kharg, l’isola del petrolio diventa il nuovo fronte della guerra tra Iran e Usa
La petroliera Devon naviga nel Golfo Persico verso il terminal petrolifero dell'isola di Kharg per trasportare greggio (Getty Images)

I pasdaran minano l’isola strategica da cui passa il 90% del greggio iraniano dopo gli attacchi americani del 14 marzo. Il piccolo avamposto del Golfo Persico si trasforma in zona d’interdizione militare e possibile epicentro dell’escalation tra Washington e Teheran.

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Peggio dell’embargo di Washington per Cuba c’è soltanto il suo regime
Díaz-Canel (Ansa)
Gli isolani non stanno certo con Díaz-Canel: rideranno della ridicola gita di Salis e Cgil.

Nei continui sommovimenti tellurici che il ridestato vulcano della geopolitica ha provocato, è probabile che la prossima scossa riguarderà L’Avana. A oltre sessant’anni dalla rivoluzione del 1959, Cuba vive oggi intrappolata in una doppia gabbia: da un lato la pressione economica degli Stati Uniti, dall’altro un sistema politico che continua a reprimere il dissenso e a rimandare riforme profonde.

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Il Pakistan si dice pronto a mediare tra Iran e Stati Uniti
Shehbaz Sharif (Ansa)
Il primo ministro Shehbaz Sharif: «Islamabad è a disposizione per risolvere le ostilità».

Il Pakistan nei prossimi giorni potrebbe diventare il terreno di confronto fra Iran e Stati Uniti, dove aprire un tavolo di trattative dopo 27 giorni di guerra. La nazione asiatica fa anche parte del gruppo di stati come Cina, Malesia e India che stanno cercando di trovare una soluzione per il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz.

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Trump può vincere davvero solo se non segue Netanyahu
Donald Trump e Benjamin Netanyahu (Ansa)
La trattativa con l’Iran c’è, però invia marines. E Israele bombarda.

Il solito Donald Trump: cos’ha davvero in mente rispetto alla guerra in Iran? Parla di negoziati, di chiusura delle ostilità, di negoziatori in azione, di un Iran dialogante… Poi però ecco una nuova spia rossa che si accende sui radar della guerra, un nuovo reclutamento con revisione delle regole e anche l’invio di altri soldati. E allora sembra di ritornare alla vigilia dell’attacco a Teheran di fine febbraio quando i negoziati nella neutrale Svizzera suggerivano altri scenari; invece sono arrivate le bombe del mattino, i raid e l’uccisione, tra gli altri, della Guida Suprema Khamenei.

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L’Iran straccia il piano di pace Usa. Trump avvisa: «Scateneremo l’inferno»
Bandiere iraniane appese per le strade di Teheran (Ansa)
Teheran rilancia chiedendo lo stop alle ostilità, il pagamento dei danni e il riconoscimento della sua autorità su Hormuz. La Casa Bianca è ottimista ma avverte: «Non bluffiamo». Donald Trump da Xi Jinping a Pechino il 14 e 15 maggio.

Naviga parzialmente nell’incertezza l’iniziativa diplomatica di Washington per mettere fine alla crisi iraniana. Ieri, un alto funzionario di Teheran ha riferito a Reuters che la proposta di pace statunitense era stata consegnata alla Repubblica islamica dal governo di Islamabad. La stessa fonte ha anche detto che eventuali negoziati con gli americani potrebbero essere ospitati dal Pakistan o dalla Turchia.

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