Geopolitica

La nuova guerra iniziata da Teheran è quella di logoramento verso Trump
(Ansa)
Ancora nulla di fatto nei negoziati. Il tycoon, che minaccia ulteriori raid, inveisce: «L’Iran fa il bullo, vuole farci fessi». Il capo della Casa Bianca e Netanyahu allineati sugli ultimi attacchi contro il regime.

Torna a traballare il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri mattina, gli Stati Uniti hanno effettuato alcuni attacchi contro l’Iran come ritorsione all’abbattimento di un elicottero statunitense da parte del regime khomeinista. I pasdaran, per reazione, hanno usato dei droni contro la Quinta flotta americana in Bahrein per poi lanciare missili ai danni delle basi di Washington presenti in Giordania e Kuwait.

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A Panama focus su formazione sanitaria e contrasto alla criminalità organizzata
L'intervento del segretario generale IILA, Giorgio Silli, all’evento «Crimen organizado transnacional»
Missione istituzionale a Panama per Giorgio Silli, segretario generale dell'IILA, l'Organizzazione internazionale italo-latinoamericana: al centro la formazione del personale sanitario e il rafforzamento della cooperazione contro la criminalità organizzata.
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Trump: «Netanyahu? Fa quello che dico io»
Benjamin Netanyahu e Donald Trump (Getty Images)
Il tycoon prova ad arginare la furia militare dell’alleato israeliano e annuncia (ancora) un imminente accordo di pace con l’Iran: «Due o tre giorni e firmiamo». Anche Teheran ottimista. Ma l’abbattimento di un Apache americano a Hormuz riporta alla cautela.

Continuano a registrarsi fibrillazioni tra l’amministrazione Trump e il governo israeliano. «Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa», ha dichiarato il presidente americano, riferendosi a Benjamin Netanyahu. «Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante», ha aggiunto, per poi negare che il premier israeliano lo avesse «sfidato».

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Ennesime sanzioni Ue contro Putin. Zelensky vuole un vertice a quattro
Kaja Kallas e Volodymyr Zelensky (Ansa)
Al via il ventunesimo (e inutile) pacchetto di Bruxelles per provare a piegare Mosca. Il capo di Kiev propone un incontro tra i leader di Ucraina, Russia, Unione europea e Usa per raggiungere la tregua.

«L’Ue continuerà a colpire le entrate russe per costringere Mosca a porre fine alla sua guerra, ma dobbiamo privare la Russia non solo del denaro, ma anche delle risorse di cui ha bisogno per finanziare questa guerra». È questo il messaggio, di fatto diretto al presidente russo Vladimir Putin, con cui l’Alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha commentato l’ennesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca (il ventunesimo dal 2022) presentato ieri dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

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Libano, nuovi scontri Idf-Hezbollah Tajani: «Da Ben-Gvir frasi indegne»
Ansa
L’esercito di Tel Aviv bombarda Tiro, civili in fuga. Caso Flotilla, tensioni con l’Italia.

Il fragile cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah sembra ormai compromesso. Nelle ultime ore il movimento sciita libanese sostenuto dall’Iran ha rivendicato 16 attacchi contro le Forze israeliane nel Libano meridionale.

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Le Firme

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