A Mosca altro plebiscito per Putin
Russia unita, sigla dello zar, vince le elezioni con il 58%: record di seggi (355) alla Duma. Gli 007 europei temono blitz del Cremlino sul suolo Nato. Oggi vertice Trump-Zelensky.
Russia unita, sigla dello zar, vince le elezioni con il 58%: record di seggi (355) alla Duma. Gli 007 europei temono blitz del Cremlino sul suolo Nato. Oggi vertice Trump-Zelensky.
Da Suez a Panama, dal Bosforo a Bab al-Mandab fino a Hormuz: cinque interruzioni hanno colpito rotte che insieme trasportano un terzo del commercio marittimo mondiale. E hanno mostrato quanto un problema locale possa trasformarsi in un conto globale.
Dopo aver ricevuto Xi a giugno, Kim Jong-un è tornato a rinsaldare l’asse con Putin, consapevole di come il dossier nordcoreano sia centrale nella rivalità sotterranea tra Russia e Cina.
Tocca nuovi record l’export della Repubblica popolare. Anche quello verso l’America, nonostante una tariffa media del 23%, più del triplo di quella imposta dagli Usa agli altri partner. Giovedì Xi è atteso alla Casa Bianca.
Il presidente Usa chiude un’intesa con Copenaghen e Nuuk: a Washington il controllo della sicurezza, nessun altro Paese potrà avere basi sull’isola. Schiaffo alla Von de Leyen (la Commissione non commenta) che aveva annunciato 200 milioni d’investimenti in loco.
Il ministro placa le polemiche dopo il danneggiamento del nostro caccia nella base di Al Taif: «L’Italia è estranea al conflitto. Ho riferito più volte in Parlamento e al Colle». E tira dritto sul rafforzamento di Aspides.
Nel giorno in cui lo spread francese esplode, l’Eliseo spinge per reagire alle operazioni ibride del Cremlino. Accuse al presidente ucraino: «Dal 2022 a oggi ha rifiutato cinque accordi». Ma l’Ue gli dà altri 3,3 miliardi.
Damasco è isolata dalle proteste contro il caro carburante mentre il governo al Shara rischia la prima vera crisi. Intanto Francia, Libano e Giordania preparano il dopo Unifil.
La Camera americana chiede lo stop alla guerra. La Cnn: satelliti russi su base in Arabia.
Il vice di Trump rivendica alcune posizioni differenti da Tel Aviv. Von der Leyen: «Dolore per assenza di unità Ue sulle sanzioni ai coloni».
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