Geopolitica

Trump libera il petrolio russo e sfida i cinesi
Vladimir Putin (Ansa)
Dopo la mano tesa alla Germania, l’inquilino della Casa Bianca esenta anche l’India dal rispetto delle sanzioni sul greggio di Putin. L’obiettivo è calmierare il prezzo dell’oro nero che ieri però è salito del 10% superando quota 90 dollari al barile.
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  • Il mito di Schlein & C. si vanta del no a Trump. Ma secondo la stampa, 24 caccia sono decollati verso l’Iran da Morón e Rota. Il cui sindaco socialista conferma i movimenti.
  • Le armi nucleari di Aviano sono affare Nato. L’Iran: «Atto ostile se date hub agli States».

Lo speciale contiene due articoli.

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Gli Usa: «L’Iran si arrenda, il regime resti»
Donald Trump (Ansa)
Trump esporta il Maga: «Teheran scelga leader più accettabili, poi lavoreremo con gli alleati per rifare il Paese grande e ricco». Rubio agli omologhi arabi: «Il conflitto durerà diverse settimane, puntiamo solo al cambio della dirigenza». È un monito a Bibi?

Donald Trump è tornato a parlare di come vede il futuro politico-istituzionale dell’Iran. «Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non ci sarà la resa incondizionata!» ha affermato ieri su Truth, per poi aggiungere: «Dopo di che, e dopo la selezione di un leader grande e accettabile, noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner lavoreremo instancabilmente per salvare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai».

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La guerra trascina Beirut nell’abisso. Israele: uccisi 70 membri Hezbollah
Ansa
  • Raffica di raid aerei e scontri a fuoco tra l’Idf e i miliziani filo iraniani a Sud della capitale: 500.000 sfollati. Distrutta una sede che finanziava i terroristi di Hamas. Il premier libanese: «Rischiamo una catastrofe».
  • Smart working per il post Khamenei. Il Consiglio direttivo, chiamato a organizzare il voto sulla nuova Guida suprema, opera da remoto temendo attacchi. Atenei chiusi. L’Azerbaigian ritira i diplomatici.

Lo speciale contiene due articoli.

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Chiusa l’era delle inchieste flop, l’Eni torna al petrolio nigeriano
Imagoeconomica
Il presidente africano incontra Claudio Descalzi e sblocca il dossier: gettati al vento 20 anni.

Più di 20 anni di tempo perduto. Un giacimento offshore tra i più promettenti dell’Africa occidentale rimasto fermo tra contenziosi e processi, mentre sullo sfondo scorrevano miliardi di dollari di investimenti mai partiti e di entrate mai arrivate nelle casse pubbliche nigeriane.

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Le Firme

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