Geopolitica

I volenterosi chiedono lo scudo Usa su Kiev
La coalizione dei volenterosi a Parigi il 6 gennaio 2026 (Ansa)
Nel vertice di Parigi i leader di Ue e Nato incontrano Zelensky per discutere le garanzie di sicurezza post pace. Dagli Stati Uniti «supporto in caso di attacco russo». Starmer: «Con Macron creeremo hub militari in loco». La Meloni ribadisce: «Niente truppe».

Con i negoziati sulla pace in Ucraina che non hanno segnato ancora una svolta decisiva, ieri la Coalizione dei volenterosi si è riunita a Parigi nel tentativo di dare un nuovo slancio alle garanzie di sicurezza per Kiev e definire la fumosa cornice della forza multinazionale.

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Repressione interna e omaggio a Chávez: le mosse di Rodríguez
Delcy Rodríguez, neo presidente ad interim del Venezuela (Getty Images)
La presidente ad interim si mostra in continuità con il regime, intanto dialoga con Washington. Machado blandisce Trump.

La prima uscita pubblica di Delcy Rodríguez da presidente ad interim del Venezuela è stata un atto ad alto contenuto simbolico. Dopo il giuramento seguito alla cattura di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores da parte delle forze statunitensi, la leader chavista si è recata alla Caserma della Montagna, nel quartiere 23 de Enero di Caracas, per rendere omaggio alla tomba di Hugo Chávez. Secondo quanto riferito da El Nacional, la visita è stata descritta in una nota ufficiale come un momento di continuità con il lascito bolivariano.

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Altro che patto Usa-Europa infranto. La Merkel spiava persino Obama
Barack Obama e Angela Merkel (Getty Images)
Per chi, da qualche mese, si sta stracciando le vesti per la presunta rottura del patto atlantico a opera degli Usa, ieri è arrivata una brutta notizia. Mentre era noto che da Washington hanno spiato per anni la Cancelliera Angela Merkel, la novità è che i tedeschi hanno fatto altrettanto con il presidente Barack Obama. E la Cancelliera, che aveva avuto modo di lamentarsi pubblicamente con Obama per il trattamento subito («spiare tra amici non funziona»), ne era perfettamente al corrente, seppur non dall’inizio dell’attività.

Un libro scritto dall'ex vicedirettore di Die Zeit rivela le «acquisizioni accidentali» dei servizi tedeschi: «La Cancelliera sapeva».

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L’azione in Venezuela del tycoon punta a far calare a 50 dollari al barile le quotazioni del greggio (per ora stabili intorno ai 61). Senza colpire le compagnie americane. In caso contrario a pagare il conto sarà l’Ue.

Circola una frase apocrifa che dice: il prezzo è ciò che il compratore più sciocco è disposto a pagare. Se è così, ieri sul mercato vi erano moltissimi sciocchi. Sul mercato di Londra il rame ha fatto segnare un nuovo record, superando i 13.300 dollari per tonnellata (+1,7%). Lanciatissimi anche palladio e nichel, rispettivamente +5,7% e +10%. In effetti sono saliti tutti i metalli industriali (unica eccezione lo stagno, -3,75%) e anche i preziosi.

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I leader Ue tentano il muro. Ma il tycoon non molla e tratta con la Groenlandia
Donald Trump (Ansa)
Per l’«Economist» si lavora a un Trattato di libera associazione. Mentre il fedelissimo Stephen Miller provoca i danesi. I volenterosi: «Confini inviolabili, l’isola fa parte della Nato».

L’amministrazione Trump non arretra sulla Groenlandia, mentre cresce la tensione tra Washington e il Vecchio Continente. «Questa è stata la posizione formale del governo degli Stati Uniti fin dall’inizio di questa amministrazione - francamente potremmo risalire alla precedente amministrazione Trump - ovvero che la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti», ha dichiarato, lunedì sera, il vicecapo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller. «Non si tratterebbe di un’azione militare contro la Groenlandia: la Groenlandia ha una popolazione di 30.000 persone. La vera domanda è: con quale diritto la Danimarca rivendica il controllo sulla Groenlandia?», ha proseguito, per poi aggiungere: «Qual è la base della sua rivendicazione territoriale? Qual è la base per cui si considera la Groenlandia una colonia della Danimarca? Gli Stati Uniti sono la potenza della Nato. Affinché gli Stati Uniti possano proteggere la regione artica e difendere la Nato e i suoi interessi, ovviamente la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti». «Nessuno combatterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia», ha anche detto Miller.

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