Geopolitica

Londra renderà possibile l’aborto fino al nono mese di gravidanza
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Abrogata la legge britannica che perseguiva le donne che ricorrevano all’Ivg oltre le 24 settimane Il rischio concreto è che, abolendo le sanzioni, la Camera dei Lord dia il via libera alla caccia al feto.

Mala tempora currunt nel Regno Unito. Non che il resto dell’Europa ultimamente se la passi benissimo, ma dall’isola di Sua Maestà Re Carlo - già travolta dal caso Epstein, con il principe Andrea finito in custodia cautelare - continua davvero ad arrivare un considerevole numero di notizie sconfortanti; solo nelle ultime ore ne sono arrivate un paio, una più drammatica dell’altra.

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Le mosse del presidente americano paiono confuse e stanno indisponendo anche il mondo Maga. Chi gestisce davvero il conflitto è Netanyahu, e Trump insegue

La base Maga è sempre più spaccata
Donald Trump (Ansa)
Da Tucker Carlson a deputati del Gop, cresce la fronda contro la guerra di Trump, considerata un tradimento dell’America first e della «working class» bianca celebrata da Vance.

Ne valeva la pena? È sempre più complicato riuscire a capire perché l’America si ritrovi ancora una volta con la mimetica indosso a sparare in Medio Oriente. E, ormai, vale poco l’impegno solenne che Donald Trump prese coi suoi elettori: «Con me le guerre finiscono o non cominciano nemmeno».

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Sei Paesi Nato tra cui l’Italia aprono a una missione difensiva a Hormuz
Ansa
Roma, Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam e Tokyo danno la disponibilità, ma solo dopo un cessate il fuoco. Divergenze tra Tel Aviv e Washington: Netanyahu vuole indebolire il regime, Trump pensa al modello Venezuela.

La partita energetica si fa sempre più serrata nella crisi iraniana. Ieri, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno criticato la chiusura dello Stretto di Hormuz, condannando anche gli attacchi sferrati dall’Iran contro i Paesi del Golfo.

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Iran e Ucraina sono ormai due fronti di un’unica guerra. Zelensky lo ha capito
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Le minacce del regime a Kiev, gli effetti sulle materie prime, la disponibilità non illimitata di armi: tanti elementi lo indicano.

I soldi, come sempre, aiutano a capire le vere dinamiche di potere, anche e soprattutto in guerra. Ieri la Bce, spiegando la sua decisione di lasciare invariati i tassi d’interesse, ha osservato che «il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici».

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