Geopolitica

In Nigeria non si placa l'offensiva jihadista e l'assedio ai cristiani
Una vista della distruzione dopo gli attacchi condotti da gruppi armati nelle aree di Woro e Nuku nello Stato di Kwara, in Nigeria, il 5 febbraio 2026 (Getty Images)
Rapimenti e massacri si moltiplicano tra Kaduna e Kwara: 174 uccisi a Woro, sacerdote sequestrato a Kajuru. Nel 2025 quasi 4.000 vittime per motivi di fede secondo Open Doors. Trump ordina raid e invia consiglieri militari a sostegno di Abuja.


L’incubo dei cristiani in Africa non finisce mai e in queste ultime settimane rapimenti e omicidi sono cresciuti in maniera esponenziale. La Nigeria è stata l’epicentro della maggior parte delle violenze dei terroristi islamici che hanno colpito in molti stati della nazione federale africana. Abuja ha sempre avuto problemi nelle aree settentrionali a maggioranza musulmana dove Boko Haram, un’organizzazione terroristica nativa della Nigeria, colpiva indiscriminatamente con assassinii e rapimenti, soprattutto di giovani studentesse da convertire all’Islam.

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La Somalia rafforza la sponda con Riad
Il ministro degli Esteri somalo Ahmed Moallim Fiqi (Ansa)

La Somalia continua a muoversi sullo scacchiere internazionale. In questo quadro, la settimana scorsa, Mogadiscio ha firmato un accordo di cooperazione militare con Riad.

In particolare, l’intesa è stata sottoscritta dal ministro della Difesa somalo, Ahmed Moallim Fiqi, e dall’omologo saudita, Khalid bin Salman bin Abdulaziz. Secondo il governo di Mogadiscio, il patto «mira a rafforzare i quadri di cooperazione militare e di difesa tra i due Paesi e comprende molteplici aree di interesse comune, al servizio degli interessi strategici di entrambe le parti».

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Meloni tira una rampogna a Merz: «Stati Uniti partner fondamentale»
Giorgia Meloni ad Addis Abeba (Ansa)
Il premier in disaccordo con il cancelliere tedesco: «Nessun divario con Washington».

La presenza ad Addis Abeba al summit dell’Unione africana non ha impedito al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di condividere le sue posizioni in merito a quanto discusso dagli alleati alla Conferenza sulla sicurezza a Monaco. Rendendo anche chiaro che l’asse Roma-Berlino non significa una convergenza a 360 gradi.

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L’Ue rimedia ancora sberle dall’America ma stavolta ringrazia
Marco Rubio e Ursula von der Leyen alla conferenza di Monaco (Ansa)
Ursula & C. «rassicurati» da Rubio, a dottrina Usa invariata. La vera lotta è dentro l’Unione: più centralismo o più sovranità.

Un poliziotto buono, ma pur sempre un poliziotto. A Monaco, Marco Rubio è andato a dare all’Europa un pugno in una carezza. E l’Europa se l’è fatto bastare, non tanto perché creda sul serio a una retromarcia dell’amministrazione Maga, quanto perché è consapevole che, non potendo davvero rinunciare all’alleanza con gli americani, dovrà abbozzare.

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«Grazie a Trump ricostruiremo l’Occidente»
Marco Rubio (Ansa)
  • Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, conferma la linea della Casa Bianca: «Non cerchiamo di separarci ma di rivitalizzare un’antica amicizia». Intanto, Starmer e la Von der Leyen continuano a parlare di riarmo. E Sánchez, che teme il nucleare, protesta.
  • Le randellate di Trump non escludono nuovi spazi di cooperazione. Tipo un sistema di difesa e deterrenza integrato, che copra pure il Pacifico. Con Roma in un ruolo chiave.

Lo speciale contiene due articoli.

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