Geopolitica

«Epic Fury» è stata un successo militare, il resto è un’incognita e i cocci sono nostri
Bombardieri americani Rokwell B-1 «Lancer» alla base Raf di Fairford l'8 aprile 2026 (Ansa)
I pro per gli Usa: supremazia bellica, export di energia. Il regime però è rafforzato, la credibilità minata e la Cina più consapevole.

La tregua tra Stati Uniti e Iran, cui si è giunti con la determinante mediazione del Pakistan (alleato della Cina), è fragile e soggetta alla propaganda delle due parti, nonché all’attivismo di Israele. Nonostante le incertezze, però, il cessate il fuoco in Iran sembra reggere, in vista dei negoziati diretti tra le parti che inizieranno domani a Islamabad.

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Le minacce del Pentagono al Vaticano: «Sosteneteci. E ricordate Avignone»
Leone XIV (Ansa)
A gennaio l’ex Nunzio, convocato al dicastero della Difesa dal sottosegretario (cattolico), è stato intimidito ed esortato a far schierare la Chiesa con Trump. Vance è in imbarazzo. Ma la vera mina è per Hegseth.

«Ricordatevi di Avignone». Se già non aveva precedenti la convocazione di un Nunzio apostolico al Pentagono, inaudita è stata la minaccia che i funzionari dell’amministrazione Usa hanno indirizzato al rappresentante del Vaticano, durante un incontro avvenuto al Dipartimento della Difesa a gennaio, in cui avevano sollecitato la Chiesa a schierarsi al fianco dell’America, poiché dotata della potenza militare per fare ciò che vuole nel mondo. Magari, anche occupare il Palazzo Apostolico?

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Bibi cede: negoziati col Libano negli States
Benjamin Netanyahu (Ansa)
  • Colloqui la prossima settimana in seguito alle richieste del Paese dei cedri e al pressing Usa su Benjamin Netanyahu. Sul tavolo il disarmo di Hezbollah e l’avvio di relazioni pacifiche. Israele sugli spari contro i soldati italiani: «Loro azione non coordinata con noi».
  • Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri: «Più militari nella capitale. Anche il Pakistan ci è vicino».

Lo speciale contiene due articoli

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Usa: «Tregua con l’Iran allungabile». Decisivi stop ai raid e intesa su uranio
Saeed Khatibzadeh, viceministro degli Esteri iraniano (Getty Images)
  • La Casa Bianca fa sapere che il cessate il fuoco sarà prorogabile se i colloqui in Pakistan progrediscono. Ma Teheran pretende risarcimenti di guerra, nessuna interferenza sul nucleare e la fine delle sanzioni.
  • Coro di no, dall’Ue agli Emirati: rischio domino, difficoltà logistiche e giallo sulla valuta. Ieri intanto è passata la prima petroliera, con bandiera gaboniana, diretta in India.
  • Il tycoon tratta con la pistola sul tavolo: «Navi, aerei e uomini rimangono in Iran fino a intesa raggiunta».

Lo speciale contiene tre articoli

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Quante inesattezze del Colle su guerra e leggi internazionali. Ma guai a criticarlo
Sergio Mattarella (Ansa)
A proposito di violazioni del diritto, Sergio Mattarella rimuove Serbia e Afghanistan. Nel Golfo sembra che l’Iran sia l’unico colpevole.

Ci sono taciti accordi non scritti ma inviolabili nel giornalismo italiano. Uno di questi è che gli uomini politici si possono criticare tutti, tranne uno: il presidente della Repubblica. Le sue parole devono essere semplicemente trasmesse. Sulla stampa, ormai, nemmeno il Papa gode di un simile riguardo.

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Le Firme

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