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Il sindaco comunista fa il saluto romano però nessuno sbraita. E c’è la prima grana
Il sindaco di New York Zohran Mamdani parla durante la sua cerimonia di inaugurazione (Ansa)
Israele irritata col primo cittadino di New York: meno tutela per le sinagoghe, «ammorbidita» la definizione di antisemitismo.

Mentre in Iran si tengono proteste contro il regime khomeinista, a New York tira un’aria preoccupante. Entrato in carica appena l’altro ieri, Zohran Mamdani ha già suscitato l’inquietudine di una parte della comunità ebraica, attirandosi anche le critiche di Israele. Il nuovo primo cittadino della Grande Mela ha infatti abrogato alcune delle direttive che il suo predecessore, Eric Adams, aveva approvato per contrastare l’antisemitismo. In particolare Mamdani, primo sindaco musulmano di New York, ha revocato un decreto che ordinava alla polizia cittadina di rafforzare la protezione per le sinagoghe. Ne ha poi soppresso un altro che accoglieva la definizione di antisemitismo data dall’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra): definizione che faceva rientrare nel concetto anche la «demonizzazione di Israele». Infine, il nuovo sindaco ha abrogato un decreto che impediva ai funzionari cittadini di condurre attività di boicottaggio ai danni dello Stato ebraico.

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Il cocco della sinistra dem Mamdani giura da sindaco usando il Corano
Zohran Mamdani (Ansa)
Durante la cerimonia di insediamento, il neo primo cittadino di New York sostituisce il testo sacro dell’islam alla Bibbia: non era mai successo. Rudy Giuliani, alla testa della città l’11 settembre: «Distruggerà la nostra civiltà».

Ieri, il sindaco entrante di New York, il democratico Zohran Mamdani, ha prestato giuramento sul Corano. Non era mai accaduto che un primo cittadino della Grande Mela giurasse sul testo sacro dell’islam. D’altronde, Mamdani è il primo sindaco di fede musulmana della storia newyorchese. «La maggior parte dei predecessori di Mamdani hanno prestato giuramento su una Bibbia, sebbene il giuramento di rispettare le leggi federali, statali e cittadine non richieda l’uso di alcun testo religioso», ha riferito l’Associated Press. Ebbene, la scelta di giurare sul Corano ha scatenato diverse polemiche.

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Giallo sul raid contro la villa di Putin. Mosca schiera i missili in Bielorussia
Volodymyr Zelensky continua a negare la responsabilità dell’attacco alla casa dello zar. Parigi lo appoggia: «Nessuna prova». Il 6 gennaio riunione dei Volenterosi in Francia. Ipotesi dispiegamento di truppe Usa in Ucraina.

Il processo diplomatico ucraino prosegue nei suoi percorsi tortuosi. Ieri, il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, ha respinto l’accusa russa, secondo cui l’Ucraina avrebbe effettuato un attacco contro la residenza di Vladimir Putin. «Non è mai avvenuto alcun attacco del genere», ha dichiarato Sybiha, per poi aggiungere: «La Russia ha una lunga storia di false affermazioni: è la loro tattica distintiva». Del resto, l’altro ieri, Volodymyr Zelensky aveva bollato le accuse del Cremlino come «una completa invenzione volta a giustificare ulteriori attacchi contro l’Ucraina».

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