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Trump esaspera i toni con Teheran. Intanto Vance negozia sottotraccia
Donald Trump (Getty Images)
Il tycoon minaccia di riportare il nemico all’età della pietra: «Duri attacchi per le prossime due-tre settimane». Ma poco dopo: «Facciano un accordo prima che sia tardi». E il suo vice parla con uno dei capi del regime.

Nonostante le difficoltà, il processo diplomatico tra Washington e Teheran non si sarebbe del tutto incagliato. Ieri sera, Channel 12 riferiva che si sarebbero tenuti dei colloqui indiretti, mediati dal Pakistan, tra il vicepresidente americano, JD Vance, e il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. L’ultimo scambio di messaggi sarebbe avvenuto martedì: nell’occasione, il numero due della Casa Bianca avrebbe proposto una tregua in cambio dell’apertura di Hormuz.

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Trump: «A Hormuz ci pensino gli alleati». Silenzio sul piano di pace Cina-Pakistan
Donald Trump (Ansa)
Il tycoon è stufo: «Non resteremo lì ancora molto». Ma Netanyahu e le monarchie arabe spingono per continuare la guerra.

Donald Trump punta a chiudere la guerra in Iran al più presto. È stato lui stesso a dichiararlo, ieri, parlando con il New York Post. «Non resteremo lì ancora per molto. Li stiamo annientando completamente», ha affermato, per poi aggiungere: «Non avranno un’arma nucleare. Quando ce ne andremo, lo Stretto si riaprirà automaticamente», ha aggiunto, riferendosi a Hormuz.

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Trump minaccia Teheran: «Senza accordo distruggeremo Kharg»
Ansa
Il presidente Usa parla di «discussioni con il nuovo regime». Rubio predica calma. L’uomo del dialogo è il capo del Parlamento, Ghalibaf, ma l’ala dura non molla.

È un alone d’incertezza quello che continua ad aleggiare sull’iniziativa diplomatica volta a tentare di chiudere la guerra in Iran. Ieri, secondo Reuters, un funzionario pakistano ha affermato di ritenere improbabili dei colloqui diretti tra Washinton e Teheran questa settimana. Sempre ieri, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha inoltre bollato le proposte della Casa Bianca come «irrealistiche, illogiche ed eccessive». «La nostra posizione è chiara. Siamo sotto aggressione militare. Pertanto, tutti i nostri sforzi e le nostre energie sono concentrati sulla nostra difesa», ha aggiunto, specificando altresì che il parlamento iraniano starebbe valutando di abbandonare il Trattato di non proliferazione nucleare.

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