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Hegseth in ansia per lo stallo in Iran: via il capo dell’esercito vicino a Vance
Pete Hegseth (Ansa)
La purga rivela il nervosismo del vertice del Pentagono, fautore dell’attacco nel Golfo.

Tira un’aria strana ai vertici del Pentagono. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha ordinato il siluramento del capo di Stato maggiore, il generale Randy George. Secondo Nbc News, «il licenziamento di George è derivato in parte dal risentimento di lunga data di Hegseth nei confronti dell’Esercito e dei suoi vertici, nonché dal suo difficile rapporto con il segretario dell’Esercito Dan Driscoll».

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Trump esaspera i toni con Teheran. Intanto Vance negozia sottotraccia
Donald Trump (Getty Images)
Il tycoon minaccia di riportare il nemico all’età della pietra: «Duri attacchi per le prossime due-tre settimane». Ma poco dopo: «Facciano un accordo prima che sia tardi». E il suo vice parla con uno dei capi del regime.

Nonostante le difficoltà, il processo diplomatico tra Washington e Teheran non si sarebbe del tutto incagliato. Ieri sera, Channel 12 riferiva che si sarebbero tenuti dei colloqui indiretti, mediati dal Pakistan, tra il vicepresidente americano, JD Vance, e il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. L’ultimo scambio di messaggi sarebbe avvenuto martedì: nell’occasione, il numero due della Casa Bianca avrebbe proposto una tregua in cambio dell’apertura di Hormuz.

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Trump: «A Hormuz ci pensino gli alleati». Silenzio sul piano di pace Cina-Pakistan
Donald Trump (Ansa)
Il tycoon è stufo: «Non resteremo lì ancora molto». Ma Netanyahu e le monarchie arabe spingono per continuare la guerra.

Donald Trump punta a chiudere la guerra in Iran al più presto. È stato lui stesso a dichiararlo, ieri, parlando con il New York Post. «Non resteremo lì ancora per molto. Li stiamo annientando completamente», ha affermato, per poi aggiungere: «Non avranno un’arma nucleare. Quando ce ne andremo, lo Stretto si riaprirà automaticamente», ha aggiunto, riferendosi a Hormuz.

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