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Gli Usa: «Guerra fino alla resa del nemico»
Donald Trump (Ansa)
La Casa Bianca conferma che l’operazione contro gli ayatollah cesserà quando «saranno raggiunti tutti gli obiettivi militari». Ma Trump ribadisce che un dialogo con Teheran resta possibile. E chiede a Israele lo stop ai raid sulle infrastrutture energetiche.

Donald Trump ha confermato la volontà di tentare una soluzione venezuelana a Teheran. Ieri, ha infatti ribadito di «non essere contento» della nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell’Iran. «Non credo che possa vivere in pace», ha detto. Tuttavia, il presidente non ha escluso negoziati con il regime khomeinista. «È possibile, dipende dalle condizioni», ha affermato.

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Israele rinuncia al cambio di regime. «Ma lo stop ai raid sarà deciso insieme»
Donald Trump e Benjamin Netanyahu (Ansa)
Stizza Usa per i colpi dell’Idf alle raffinerie. Rubio: «L’obiettivo è eliminare i razzi nemici». Trump chiama lo zar su Iran e Ucraina.

Mentre prosegue l’offensiva israelo-americana contro l’Iran, il rapporto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu tende a farsi sempre più dialettico. Parlando domenica con il Times of Israel, il presidente statunitense ha ribadito l’alleanza con il premier israeliano, sottolineando che decideranno «di comune accordo» quando far cessare le ostilità. «L’Iran avrebbe distrutto Israele e tutto ciò che lo circondava. Abbiamo lavorato insieme. Abbiamo distrutto un Paese che voleva distruggere Israele», ha anche detto. Al contempo, l’inquilino della Casa Bianca ha però lasciato intendere di voler avere l’ultima parola sulla decisione finale e di non ritenere «necessario» che Israele prosegua gli attacchi, quando Washington li cesserà.

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La crisi iraniana è un'incognita per Pyongyang
Kim Jong-Un (Ansa)

L’attacco israelo-americano contro l’Iran ha innescato la reazione piccata della Corea del Nord. Ma, al di là della retorica, qual è la vera posizione di Pyongyang su questo dossier?

A prima vista, la condanna del regime di Kim Jong-un sembrerebbe inappellabile. Il governo nordcoreano ha detto che l’offensiva israelo-americana contro Teheran “costituisce un atto di aggressione del tutto illegale e la forma più vile di violazione della sovranità nella sua natura”. Non bisogna del resto trascurare che, nel 2024, Pyongyang inviò in Iran una propria delegazione: il che fece sospettare che, al di là della volontà di diminuire l’isolamento internazionale, Kim Jong-un puntasse a una cooperazione in materia di energia nucleare.

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