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Poste consegna record: ricavi a 13,1 miliardi
Matteo Del Fante (Ansa)
Dall’utile netto (+10%) al margine operativo: lo scorso anno il bilancio del gruppo ha registrato una crescita impressionante. Tirano il mercato dei pacchi e il settore finanziario. Il dividendo sale a 1,25 euro. Matteo Del Fante: «Con Tim una partnership che creerà valore».

Un tempo Poste si limitava a distribuire lettere e raccomandate. Oggi consegna utili e dividendi: ben nove miliardi negli ultimi dieci anni. Ora si aggiungono i risultati comunicati ieri. «Il 2025 è stato un anno eccezionale per Poste Italiane, abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia»: così l’amministratore delegato, Matteo Del Fante, apre il sipario sul bilancio dell’azienda, annunciando al mercato una performance che non ha precedenti.

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Lagarde si alza la paga di un altro 5,6%. E nelle mail a Epstein si legge: «È sveglia»
Christine Lagarde (Ansa)
Lo stipendio di madame Bce sale ancora e raggiunge i 492.204 euro. La donna aveva estimatori nella rete del faccendiere.

Non ancora con le valigie pronte - perché, si sa, la stabilità europea è un impegno che non può aspettare - Christine Lagarde avanza, imperterrita, davanti al Parlamento europeo. Tra voci di dimissioni, retroscena e speculazioni sul suo futuro, la presidente della Bce rivendica i frutti di sette anni di regno: «Anche se l’inflazione è diminuita, molti cittadini percepiscono ancora i prezzi in aumento». Insomma puoi anche convincere gli indici armonizzati, ma quando il latte costa il doppio, il cittadino comune non lo perdona.

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Economisti convinti: via Lagarde, arriva Knot
Christine Lagarde (Ansa)
Sondaggio di Bloomberg sul toto-successori alla Bce. Il governatore olandese è in pole.

C’è un sondaggio che agita i corridoi dell’Eurotower più di un rialzo a sorpresa dei tassi. È quello di Bloomberg, che tra economisti e addetti ai lavori ha acceso il toto-successione alla guida della Bce. Data l’autorevolezza delle fonti vuol dire che il dopo Christine Lagarde è comincito. Per più del la metà degli intervistati, l’addio potrebbe arrivare ben prima della scadenza prevista per ottobre dell’anno prossimo. Solo il 30%, crede ancora nella liturgia del mandato portato a termine. Il nome più gettonato per la successione è quello di Klaas Knot, governatore della banca olandese, falco quanto basta per rassicurare il Nord Europa e sufficientemente ortodosso da non spaventare i mercati. Rigore ma non a trazione tedesca. La Germania si presenta con tre nomi pesanti: Jens Weidmann, ex Bundesbank e storico avversario di Mario Draghi; l’attuale presidente Joachim Nagel; e Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo Bce.

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