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Iran, le donne si fumano l’ayatollah. Dove sono le nostre femministe?

Iran, le donne si fumano l’ayatollah. Dove sono le nostre femministe?
Sui social stanno spopolando le immagini delle giovani ragazze, iraniane e non, che stanno bruciando la foto dell’ayatollah Khamenei con una sigaretta
Sempre pronte a denunciare il patriarcato di casa nostra (che non c’è), spariscono se si parla di Teheran. Sarebbe bello che si unissero a chi si «fuma» la foto di Khamenei.

Circola la foto di una donna iraniana che, con la foto di Khamenei che brucia, si accende una sigaretta. Questa foto sta trovando supporto e diffusione sui social e sta circolando con una certa velocità. Ma non solo: varie ragazze (in Francia per esempio) si fanno un selfie mentre si accendono la sigaretta con la foto dell’ayatollah. È un segnale di supporto morale e politico alle donne iraniane che stanno lottando per la caduta di un regime che, per la verità, non gode - con grande soddisfazione per tutti gli amanti della democrazie e della libertà - di grande salute. Anzi.

Le donne in Iran vivono obbligate in una serie di gabbie che non permettono loro di esercitare i diritti che dovrebbero essere rispettati dai pubblici poteri. È bene ricordarli per comprendere meglio le loro lotte e le loro proteste, spesso più coraggiose di quelle degli stessi uomini iraniani.

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Malgrado il fallimento del referendum, il pallino del Pd resta la cittadinanza facile
Ansa
I dem, capitanati da De Pascale, insistono su ius soli e ius scholae Ignorando la virata europea sui porti aperti e l’opinione pubblica.

Il look del progressista estivo prevede le birkenstock e la cittadinanza facile. Poiché, senza la seconda, le prime sono semplici ciabatte freak, in questi giorni il dibattito del centrosinistra è tutto teso a enfatizzare il ritorno allo ius soli, allo ius scholae, al santo clandestino.

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Zelensky riprende a lanciare droni. Crimea senza benzina e corrente
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Razionamenti nella penisola sotto il controllo russo. Ordigno di Kiev cade in Estonia.

La guerra in Ucraina torna a investire la Crimea. La campagna di bombardamenti ucraini contro il settore energetico russo si è abbattuta con ferocia sulla Crimea occupata, dove cinque persone sono morte nei raid notturni, denunciano le autorità filorusse.

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Parigi e Berlino in affari sui carri armati
Getty Images
La governance di Knds, colosso della Difesa che costruisce i tank Leopard, sarà guidata dalle due nazioni, socie al 40% dopo la redistribuzione delle quote per far partecipare la Germania. La guerra in Ucraina serve per vendere cannoni.

Fare carri armati conviene e venderli all’Ucraina ancora di più. In cambio non si ricevono soltanto soldi subito, anche tecnologie per i droni e, per il futuro, possibilità di grandi accordi industriali. Al prezzo della pace. Ecco, allora, che se Mosca e Kiev finissero di scontrarsi, le motivazioni che sostengono l’urgenza di riarmarsi si ridurrebbero e, con queste, anche il numero delle commesse militari e degli affari.

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L’Iran accetta le ispezioni Aiea e il suo petrolio torna sul mercato
Getty Images
Progressi nei negoziati in Svizzera. Vance: «Giornata ottima». Il nodo Libano resta.

C’è ancora da fare, ma, dopo una maratona nella notte, ieri, dai negoziati in Svizzera fra Stati Uniti e Iran, con la mediazione di Qatar e Pakistan, ecco dei risultati, fra cui l’accettazione da parte iraniana di ispezioni dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica.

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