Serbia, sinistra e Ue eccitati dal trionfo della lista… di destra
Pd e Bruxelles festeggiano e prevedono una svolta per Belgrado. Ma pensare che i vincitori siano dei progressisti è un abbaglio.
Pd e Bruxelles festeggiano e prevedono una svolta per Belgrado. Ma pensare che i vincitori siano dei progressisti è un abbaglio.
La Camera dei rappresentanti di Tobruk ratifica l’intesa marittima del 2019 con Ankara. Al centro della disputa ci sono i confini sul Mediterraneo orientale, le risorse energetiche e le infrastrutture sottomarine. Atene, Il Cairo e Bruxelles contestano l’accordo.
Inflazione, disoccupazione giovanile e carenze di beni essenziali alimentano la rabbia dei tunisini. Il sindacato riunisce l’opposizione contro Kais Saied, accusato di aver accentrato il potere. Sullo sfondo, il precedente del 2011 e i possibili riflessi sugli equilibri del Mediterraneo.
Dalla protesta contro il resort di lusso legato a Jared Kushner alla rabbia per università, carovita e corruzione: in Albania la mobilitazione degli studenti si salda con mesi di contestazioni contro il governo. E mentre Tirana punta all’ingresso nell’Ue, cresce il malcontento verso il premier socialista.
Abhijeet Dipke, fondatore del Cockroach Janta Party, è stato fermato mentre si recava a una manifestazione vietata a Nuova Delhi. La mobilitazione contro la revisione delle liste elettorali si allarga e la bandiera nazionale diventa il simbolo della protesta.
Nato sui social, il Cockroach Janta Party guida la protesta dei giovani contro la revisione dei registri elettorali, che ha cancellato milioni di nomi. L’opposizione denuncia il rischio di escludere dalle urne le fasce più povere e le minoranze religiose.
Con la fine della missione anti-Isis si chiude la presenza militare americana in Iraq. Baghdad vuole riportare le milizie sotto il controllo dello Stato, ma i gruppi filo-iraniani celebrano il ritiro e sfidano il governo.
L’offensiva del TPLF riaccende il conflitto dopo la pace del 2022. Ma oggi gli equilibri sono diversi: nuove alleanze tra milizie, il sostegno di Eritrea, Sudan ed Egitto e il rischio di un conflitto su scala nazionale.
Damasco è isolata dalle proteste contro il caro carburante mentre il governo al Shara rischia la prima vera crisi. Intanto Francia, Libano e Giordania preparano il dopo Unifil.
Il Parlamento di Managua approva la riforma voluta da Daniel Ortega e Rosario Murillo: elezioni rinviate di un anno, mandati prorogati e opposizione sempre più esclusa. L’OAS e l’Onu lanciano l’allarme, mentre cresce il sospetto di una successione dinastica al figlio Laureano.
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