L’Iran si fa beffe di Trump: «Possiamo combattere fino alla fine del suo mandato»
Ennesima sfida dei pasdaran, mentre il tycoon ribadisce di avere «il controllo» dello Stretto di Hormuz. I missili degli Huthi bersagliano ancora il porto di Mocha.
Ennesima sfida dei pasdaran, mentre il tycoon ribadisce di avere «il controllo» dello Stretto di Hormuz. I missili degli Huthi bersagliano ancora il porto di Mocha.
Il presidente Usa parla di una possibile minaccia durante il viaggio nel Regno Unito: «Gli Stati Uniti hanno il controllo totale di Hormuz».
Dopo la bocciatura della Corte Suprema, il presidente Usa ci riprova con due nuovi ordini esecutivi: nel mirino il «turismo delle nascite» e la cittadinanza ai figli di terroristi, funzionari stranieri e clienti di madri surrogate.
L’inviato speciale di Donald Trump: «Ne vedremo delle belle. Alcune agenzie che collaborano con Sigfrido Ranucci sono finanziate dall’uomo d’affari. Su Gaza ho un progetto, costruire un parco di divertimenti con circo per i bimbi».
«Foreign Affairs» segnala che, dopo il 1945, le contese militari tendono a risultare irrisolvibili. Gaza e il Donbass ne sono gli ultimi esempi. Gli americani non riescono a propiziare i negoziati per un peccato d’origine: aver basato il sistema globale sul moralismo.
Pronta la dichiarazione congiunta tra Teheran e Muscat. Il tycoon elimina le misure restrittive contro una compagnia aerea irachena legata ai Guardiani della rivoluzione. Tajani sente l’omologo Araghchi.
Il presidente Usa annuncia che i colloqui con Teheran sono in corso, ma avverte: senza la riapertura dello strategico passaggio arriveranno conseguenze pesanti.
Il presidente Usa parla dallo Studio Ovale e avverte Teheran: sul tavolo i negoziati sullo Stretto e, in una seconda fase, il tema del programma nucleare.
Donald Trump parla di «un accordo su Hormuz» e annuncia di aver «denuclearizzato» Teheran. Raid americani bloccati dopo contatti con Arabia Saudita, Emirati, Qatar. I pasdaran negano negoziati diretti con la Casa Bianca. Ed escludono Pechino come mediatore.
Gli ayatollah provocano gli Usa: «Mancato attacco perché non ci sono vettori». Washington smentisce ma solo parzialmente. La ricerca rilanciata da Ap rivela: «Già utilizzato il 50 per cento di intercettori».
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