Deriva rossa dei dem: l’allarme comunismo lanciato da Trump non è propaganda
Per Trump la «minaccia marxista» è reale. Difatti, da Mamdani a Valdez, si assiste all’ascesa dei socialisti a scapito dei moderati.
Per Trump la «minaccia marxista» è reale. Difatti, da Mamdani a Valdez, si assiste all’ascesa dei socialisti a scapito dei moderati.
Il presidente Usa Donald Trump: «Ridicola la spesa degli alleati nella Nato». Ma l’ambasciatore media: «Nostri rapporti migliori di sempre».
Il capo della Nato prova a ingraziarsi la Casa Bianca: «Grazie agli acquisti di Europa e Canada, 195.000 assunzioni in America». Che però minaccia: «Misure contro chi non arriva al 5% di spese militari». E Berlino invita gli statunitensi a produrre in Germania.
«Lo stato dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Italia prescinde dai battibecchi virtuali tra il presidente Donald Trump e la premier Giorgia Meloni, ed è un rapporto che è virtuoso nei numeri. C’è un interscambio commerciale che supera i…
Marco Pellegrini, membro del Copasir, posta un selfie di Donald Trump e Giorgia Meloni per sbeffeggiarla. Ma l’immagine è fatta con l’IA. Ira di Fdi: «Si dimetta subito e la magistratura indaghi».
Donald sempre più scomposto con gli alleati che non sposano la sua geopolitica. Tra i bersagli, persino il Papa: «Un debole». Picconate su Merz, Macron e Starmer. Esiste un curioso paradosso nella politica internazionale: l’insulto di Donald Trump certifica il rango di un leader. Nel suo pantheon delle umiliazioni sono finiti Macron e Starmer, Obama e Merkel, e perfino papa Leone XIV.
Nel suo libro «Communion», il vicepresidente degli States racconta il passaggio dall’ateismo alla fede cattolica: sentì qualcosa durante la visita in una cattedrale. E ricorda come, partendo da oppositore, abbia poi realizzato la bontà delle idee di Trump.
Evian è tra le ultime vetrine per l’uomo dell’Eliseo, sempre più marginale e impopolare.
Siparietto in Francia con Donald Trump, che smorza gli attriti degli scorsi mesi. Il premier incontra anche lo sceicco emiratino e l’omologo canadese Mark Carney. Ribadita la disponibilità a sminare Hormuz e il pieno sostegno a Kiev.
Il presidente al G7 definisce «ridicole» le voci su investimenti nel Paese islamico. Leone XIV: «Spero che la guerra finisca davvero». Ipotesi ritorno delle sanzioni al petrolio russo.
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