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La democrazia novecentesca cade sulla frattura tra promesse e realtà
Zoran Mamdani (Getty Images)
Mamdani e Trump incoerenti? I nodi insoluti sono ruolo delle élite e multiculturalismo.

Zoran Mamdani viene eletto sindaco di New York sulla base di una piattaforma politica socialista, promette mezzi pubblici gratis, alloggi gratis, requisizione delle case ai ricchi, aumento delle tasse. In meno di tre mesi è costretto ad affrontare i buchi di bilancio, non riesce a dare copertura economica a nessuna delle sue promesse, i ricchi se ne vanno in Florida per non essere tassati, la criminalità aumenta e gli unici risultati politici concreti sono la nomina di due comunisti nella sua giunta: la responsabile dell’Office to Protect Tenants, Cea Weaver, nota per aver detto che il possesso di una casa è segno di «suprematismo bianco» ma la cui famiglia possiede una casa di campagna a Nashville del valore di due milioni di dollari (e quando le hanno fatto notare la contraddizione si è messa a piangere), e il rapper Mysonne Linen nel Criminal Legal System Committee, già condannato per due rapine a mano armata per un totale di sette anni di carcere, a definitiva conferma che l’unico effettivo potere che un politico può esercitare è quello di nomina.

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Trump libera il petrolio russo e sfida i cinesi
Vladimir Putin (Ansa)
Dopo la mano tesa alla Germania, l’inquilino della Casa Bianca esenta anche l’India dal rispetto delle sanzioni sul greggio di Putin. L’obiettivo è calmierare il prezzo dell’oro nero che ieri però è salito del 10% superando quota 90 dollari al barile.
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Starmer fa il finto bullo con gli Stati Uniti
Pedro Sànchez e Keir Starmer (Ansa)
Prima il premier britannico condanna l’intervento di Trump in Iran («L’Iraq insegna»), poi cede le basi ai bombardieri americani. Lo spagnolo Sánchez, invece, continua a negare ogni tipo di sostegno: «Le ritorsioni non ci renderanno complici di questa guerra».

La frattura tra Washington e Londra è ormai sfociata in uno scontro politico aperto. Dopo le dure accuse lanciate nei giorni scorsi da Donald Trump, ieri il premier britannico Keir Starmer ha risposto al tycoon per le rime, rivendicando la scelta di Londra di non partecipare agli attacchi contro Teheran.

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Israele e Stati Uniti attaccano l'Iran
Teheran (Ansa)

A dare l'annuncio il ministro della Difesa dello Stato Ebraico, Israel Katz, dichiarando lo stato di emergenza immediato in tutto il Paese. La Farnesina ha istituito un'unità di crisi in contatto con le ambasciate a Teheran e Tel Aviv. Antonio Tajani: «La priorità è la sicurezza dei nostri connazionali».

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Trump rivendica la stretta sui migranti e non molla sui dazi. Pugno duro con l’Iran
Donald Trump (Ansa)
Nel discorso alla Camera il tycoon celebra il calo dell’inflazione e la ripresa economica. Su Teheran ripete: «Mai con l’atomica».

Con circa un’ora e 48 minuti di durata, il discorso sullo Stato dell’Unione che Donald Trump ha tenuto l’altro ieri è stato il più lungo degli ultimi 60 anni. Parlando alle camere riunite del Congresso, l’inquilino della Casa Bianca ha innanzitutto rivendicato i risultati del suo primo anno di presidenza.

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