Trump spinge il Bitcoin, altro rally?
Il tycoon chiede al Congresso di approvare il quadro normativo sulle criptovalute. E la moneta simbolo sfonda i 70.000 dollari, aiutata anche dalle mosse del Tesoro.
Il tycoon chiede al Congresso di approvare il quadro normativo sulle criptovalute. E la moneta simbolo sfonda i 70.000 dollari, aiutata anche dalle mosse del Tesoro.
Il tycoon rilancia la possibilità di un accordo: rifiutata. E Bessent striglia gli alleati.
Il presidente Usa pubblica una mappa dello Stretto con la scritta «Nuovo territorio degli Stati Uniti». Teheran minaccia di reagire e accusa Israele di ostacolare l’accordo con Washington. Erdogan intanto invita Trump a proseguire il dialogo.
Il presidente americano rilancia sullo Stretto strategico: «Lo dichiareremo territorio degli Stati Uniti». Dura replica iraniana, mentre una nave emiratina viene attaccata a Hormuz e i negoziati restano in bilico.
Ennesima sfida dei pasdaran, mentre il tycoon ribadisce di avere «il controllo» dello Stretto di Hormuz. I missili degli Huthi bersagliano ancora il porto di Mocha.
Il presidente Usa parla di una possibile minaccia durante il viaggio nel Regno Unito: «Gli Stati Uniti hanno il controllo totale di Hormuz».
Dopo la bocciatura della Corte Suprema, il presidente Usa ci riprova con due nuovi ordini esecutivi: nel mirino il «turismo delle nascite» e la cittadinanza ai figli di terroristi, funzionari stranieri e clienti di madri surrogate.
L’inviato speciale di Donald Trump: «Ne vedremo delle belle. Alcune agenzie che collaborano con Sigfrido Ranucci sono finanziate dall’uomo d’affari. Su Gaza ho un progetto, costruire un parco di divertimenti con circo per i bimbi».
«Foreign Affairs» segnala che, dopo il 1945, le contese militari tendono a risultare irrisolvibili. Gaza e il Donbass ne sono gli ultimi esempi. Gli americani non riescono a propiziare i negoziati per un peccato d’origine: aver basato il sistema globale sul moralismo.
Pronta la dichiarazione congiunta tra Teheran e Muscat. Il tycoon elimina le misure restrittive contro una compagnia aerea irachena legata ai Guardiani della rivoluzione. Tajani sente l’omologo Araghchi.
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