{{ subpage.title }}

True

Gli Usa: «Guerra fino alla resa del nemico»

Gli Usa: «Guerra fino alla resa del nemico»
Donald Trump (Ansa)
La Casa Bianca conferma che l’operazione contro gli ayatollah cesserà quando «saranno raggiunti tutti gli obiettivi militari». Ma Trump ribadisce che un dialogo con Teheran resta possibile. E chiede a Israele lo stop ai raid sulle infrastrutture energetiche.

Donald Trump ha confermato la volontà di tentare una soluzione venezuelana a Teheran. Ieri, ha infatti ribadito di «non essere contento» della nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell’Iran. «Non credo che possa vivere in pace», ha detto. Tuttavia, il presidente non ha escluso negoziati con il regime khomeinista. «È possibile, dipende dalle condizioni», ha affermato.

Continua a leggereRiduci

Golfo Persico, crisi petrolifera, scontro nell’AI, elezioni e lavoro: la settimana dei giornali americani tra geopolitica e tensioni interne.

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

«Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto il premier in Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano».

Riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, Meloni ha poi affermato: «Il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza».

I funghi, il sondino, la madre ribelle. Le bufale per denigrare i Trevallion
Catherine Birmingham sola nella casa nel bosco fotografata il 10 marzo 2026 (Ansa)
Attraverso il racconto dei legali della famiglia nel bosco, emerge il fango gettato addosso a papà Nathan e mamma Catherine. Arrivando addirittura a insinuare litigi e una richiesta di affidamento esclusivo dei figli.

Non appena Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno preso parola sulle ultime vicende riguardanti la famiglia nel bosco, si sono immediatamente ringalluzziti tutti coloro a cui i Trevallion non sono mai andati giù. E così, pur di smontare le uscite dei politici di destra, si fanno circolare mezze verità e ricostruzioni deficitarie dell’intera vicenda, al fine di dimostrare che il tribunale dell’Aquila ha avuto molte ragioni per separare i tre bambini dai genitori. Le mistificazioni corrono veloci, soprattutto online e nei talk televisivi, dunque vale la pena di sciogliere alcuni nodi.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy