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«Epic Fury» è stata un successo militare, il resto è un’incognita e i cocci sono nostri
Bombardieri americani Rokwell B-1 «Lancer» alla base Raf di Fairford l'8 aprile 2026 (Ansa)
I pro per gli Usa: supremazia bellica, export di energia. Il regime però è rafforzato, la credibilità minata e la Cina più consapevole.

La tregua tra Stati Uniti e Iran, cui si è giunti con la determinante mediazione del Pakistan (alleato della Cina), è fragile e soggetta alla propaganda delle due parti, nonché all’attivismo di Israele. Nonostante le incertezze, però, il cessate il fuoco in Iran sembra reggere, in vista dei negoziati diretti tra le parti che inizieranno domani a Islamabad.

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FrontPage | Cosa si dice negli Usa della guerra all'Iran

Gli Stati Uniti si trovano ad affrontare segnali di un ordine globale che cambia e si frammenta, fatto di tensioni nei mercati, frizioni con la Nato, incertezza energetica e il fronte interno della politica in vista delle elezioni di Midterm.

Lo Stretto rischia di trasformarsi in un «casello» marittimo: possibile joint venture tra Iran e Usa per guadagnare dai transiti. Sulle navi anche il salasso delle polizze.

La guerra è finita. Forse. Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco provvisorio di due settimane, ponendo fine a sei settimane di conflitto. Chi si aspetta che le acque dello Stretto tornassero presto a essere quelle di prima, silenziosamente attraversate ogni giorno da oltre 100 petroliere e navi cargo senza chiedere il permesso a nessuno, si prepari però a cambiare idea.

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