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Ursula leva i dazi e spalanca le porte alle auto elettriche made in Cina
Ansa
Per evitare le tariffe a Pechino basterà un impegno sui prezzi minimi, che resteranno più concorrenziali dei nostri in ogni caso. E si incentiva persino la creazione di nuove fabbriche del Dragone sul continente.

Appena terminato un terribile 2025 per l’industria automobilistica europea, ecco che le quinte colonne attive a Bruxelles tornano a farsi vive. La Commissione europea ha pubblicato ieri uno scarno testo di quattro paginette anonime, ben nascosto tra le pieghe del suo elefantiaco sito web, dal titolo «Documento di orientamento per la presentazione di offerte di impegno sui prezzi».

L’atto fa parte del procedimento di indagine anti-sovvenzioni sulle auto elettriche provenienti dalla Cina, avviato nell’autunno 2023 e chiuso un anno dopo con l’imposizione di dazi tra il 7,8% e il 35,3% sulle auto cinesi importate. In questo periodo sono proseguiti i negoziati tra il commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic e il ministro del Commercio cinese Wang Wentao, poiché ovviamente Pechino sta cercando di evitare che i dazi restino in vigore.

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Khamenei chiude il web, non la rivolta in Iran
Getty Images
Continuano le manifestazioni di protesta nel Paese, la polizia spara sui civili: oltre 40 i morti. Il leader degli ayatollah scrive su X per attaccare gli Stati Uniti. Reza Pahlavi, erede in esilio dello scià: «Prego Washington di intervenire per aiutare il mio popolo».

Ora l’Iran è isolato. In concomitanza con le manifestazioni di protesta di due giorni fa, il governo di Teheran ha letteralmente spento la rete Internet in gran parte del Paese rendendo difficili anche le comunicazioni telefoniche fisse e mobili. Anche ieri migliaia di persone sono scese in piazza e hanno manifestato in molte città, non solo a Teheran. Notizie di nuovi scontri con le forze di sicurezza arrivano da diverse aree, con i manifestanti che hanno dato fuoco a palazzi governativi e ad automobili per le strade.

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