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Ieri nessuna nave ha attraversato lo Stretto. Donald Trump promette protezione militare, gli armatori non si fidano. Crolla la produzione di petrolio e gas dei Paesi del Golfo. Mentre India e Cina bussano alle porte di Mosca.

Mentre si susseguono gli attacchi sull’Iran, lo stretto di Hormuz resta il centro della crisi energetica. Da sabato scorso il traffico navale è quasi completamente fermo. Secondo i dati di tracciamento delle navi, normalmente circa 80 petroliere e gasiere attraversano ogni giorno lo stretto. Lunedì ne sono passate soltanto due, mentre il giorno successivo una sola petroliera ha tentato il transito. Nessuna ieri. Centinaia di navi sono ferme ai due lati dello stretto e molte compagnie di navigazione hanno sospeso le rotte nella zona.

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  • Schizzano i prezzi: gas +20 %. La crisi del Golfo però colpisce anche Pechino, grosso acquirente di greggio iraniano. Ipotesi ritorno in commercio dell’oro nero russo.
  • Allarme per i costi in salita. Chiarini (Gas Intensive): «Si rischia lo stop della produzione o la corsa a delocalizzare». Conflavoro avverte: «In pericolo 200.000 posti di lavoro».

Lo speciale contiene due articoli.

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Cosa sta succedendo nello Stretto di Hormuz? Gli impatti sui prezzi del gas e dell’energia elettrica in Italia. Ospite Diego Pellegrino, portavoce di Arte, Associazione Reseller e Trader dell’Energia.