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I funghi, il sondino, la madre ribelle. Le bufale per denigrare i Trevallion

I funghi, il sondino, la madre ribelle. Le bufale per denigrare i Trevallion
Catherine Birmingham sola nella casa nel bosco fotografata il 10 marzo 2026 (Ansa)
Attraverso il racconto dei legali della famiglia nel bosco, emerge il fango gettato addosso a papà Nathan e mamma Catherine. Arrivando addirittura a insinuare litigi e una richiesta di affidamento esclusivo dei figli.

Non appena Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno preso parola sulle ultime vicende riguardanti la famiglia nel bosco, si sono immediatamente ringalluzziti tutti coloro a cui i Trevallion non sono mai andati giù. E così, pur di smontare le uscite dei politici di destra, si fanno circolare mezze verità e ricostruzioni deficitarie dell’intera vicenda, al fine di dimostrare che il tribunale dell’Aquila ha avuto molte ragioni per separare i tre bambini dai genitori. Le mistificazioni corrono veloci, soprattutto online e nei talk televisivi, dunque vale la pena di sciogliere alcuni nodi.

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Quando il giudice diceva: «Sicuri che siano i genitori a dover decidere sui figli?»
Il tribunale dei minori de L'Aquila. Nel riquadro, il giudice Cecilia Angrisano (Ansa)
Sotto protezione il magistrato della famiglia nel bosco, Cecilia Angrisano: «Su di me toni aggressivi». Ma diverse sue frasi del passato fanno discutere.

Ci sarebbero gli attacchi e le minacce ricevute sui social nei mesi scorsi dietro la decisione di innalzare la vigilanza nei confronti della presidente (in scadenza di incarico) del tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che aveva già una protezione per via del ruolo. La notizia, anticipata dal quotidiano Il Centro, è stata confermata da fonti qualificate.

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Golfo Persico, crisi petrolifera, scontro nell’AI, elezioni e lavoro: la settimana dei giornali americani tra geopolitica e tensioni interne.

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

«Noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto il premier in Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto: «È in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano».

Riguardo al conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, Meloni ha poi affermato: «Il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza».

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