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Compromesso dei Trevallion. Sì a una nuova casa gratis per far ritornare i bambini
Ansa
I coniugi che vivono nella natura hanno accettato l’alloggio offerto da un imprenditore. Decisione che mira a superare l’ordinanza che ha provocato la separazione dai tre figli.
Famiglia nel bosco: «Non abbiamo mai rifiutato gli aiuti»
La famiglia Trevallion nel bosco di Palmoli
I coniugi Trevallion aprono al dialogo con il Comune di Palmoli per un nuovo alloggio. Il Garante per l’infanzia Terragni: «Il prelievo di minori sia una misura eccezionale».

Nuovo colpo di scena nella vicenda della «famiglia del bosco», i coniugi Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che vivevano in un casolare in un bosco nel comune di Palmoli, in provincia di Chieti, ai quali il Tribunale dei minori dell’Aquila ha tolto i figli, trasferendoli insieme alla madre in una casa famiglia. Con una lettera trasmessa agli organi di stampa la coppia ha aperto al dialogo con le istituzioni: «Siamo, oggi, nella piena coscienza di non avere di fronte un antagonista, ma un’istituzione che come noi, siamo certi, ha a cuore la salvaguardia e la tutela dei nostri bambini. Quindi abbiamo un fine comune».

La «famiglia nel bosco» cambia legali. Le (forti) pressioni degli altri rurali
L’avvocato che seguiva i genitori che si sono visti portare via i figli ha rimesso il mandato: «Hanno rifiutato casa e progetto». I nuclei della zona che seguono uno stile di vita simile «spaventati» dai possibili controlli.

Svolta improvvisa nella vicenda della «famiglia del bosco», i coniugi Catherine Birmingham e Nathan Trevallion che vivevano in un casolare in un bosco nel Comune di Palmoli, in Provincia di Chieti, ai quali il Tribunale dei minori dell’Aquila ha tolto i figli, trasferendoli insieme alla madre in una casa famiglia.

Ieri mattina, con una nota, Giovanni Angelucci, il legale che curava gli interessi dei Trevallion nella vicenda, ha annunciato la rinuncia al mandato. I toni sono all’insegna dell’amarezza: «Purtroppo, ieri sera (martedì, ndr), dopo attenta riflessione, ho deciso, non senza difficoltà, di rinunciare al mandato difensivo a suo tempo conferitomi dai coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Mi sono visto costretto a una simile scelta estrema, che è l’ultima che un professionista serio vorrebbe adottare, dal momento che negli ultimi giorni i miei assistiti hanno ricevuto troppe, pressanti ingerenze esterne che hanno incrinato la fiducia posta alla base del rapporto professionale che lega avvocato e cliente».