La Chiesa non si schioda: «Ascoltiamo i devastatori»
Delpini, pastore di Milano, predica contro il governo: «I poveri non sanno come difendersi». Poi parla di città che esclude senza citare Sala. Avvenire pontifica: «Creare nuovi reati non aiuta».
Delpini, pastore di Milano, predica contro il governo: «I poveri non sanno come difendersi». Poi parla di città che esclude senza citare Sala. Avvenire pontifica: «Creare nuovi reati non aiuta».
Il governatore del Piemonte arricchisce la schiera di amministratori di centrodestra folgorati dalle posizioni dell’associazione Coscioni: «Ho imparato a memoria i quattro requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale».
Prima chiusi in casa, poi ricattati col green pass. E del loro malessere nessuno si curava.
Il ministro dell’Istruzione: «La maggioranza di quelli che sfasciavano Milano era composta da nordafricani. Il disagio generazionale non c’entra, la violenza li diverte. Dal governo nessuna svolta fascista, semplicemente chi sbaglia, o i suoi genitori, dovrà pagare».
La casa editrice rossa: «I ragazzi scappavano dalla Digos. Atto politico? Avrebbero puntato Mondadori». Una sottomissione simile a quella di un bullizzato che prova a non prenderle. Indicando un altro compagno.
Ghali, Marracash e Sayf si improvvisano vendicatori delle ingiustizie sociali e si mettono alla testa delle proteste. Ma l’ostentazione della ricchezza e il culto dei brand l’hanno diffuso loro. Lo conferma perfino Fedez: «Quello stile di vita è nelle nostre canzoni».
La bizzarra teoria sui «giovani sconosciuti» («Repubblica») che sfasciano le città: sono estremisti di destra sotto mentite spoglie. E in ogni caso, il caos è ordito dai russi. Mica è il frutto delle coccole ai centri sociali...
Il raid alla Feltrinelli è la rivoluzione mancata che si ripete come farsa. I nuovi black bloc a Marx preferiscono le Nike.
Intanto le vere vittime sono i ragazzi che si dissociano e a cui nessuno dà retta. Di Micco, portavoce delle consulte studentesche: «I teppisti sono una minoranza».
L’esperto di terrorismo islamico analizza l’attentato di Modena: «Scelte via simbolica e data per uccidere più persone possibili».
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