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Stranieri intoccabili e agenti condannati. Che c’entra l’Italia con Minneapolis?
Ansa
Bando ai paragoni: qui si eccede nel senso opposto. L’ultimo caso ieri a Milano.

Da troppo tempo in Italia è diffuso il pessimo vizio di parassitare qualsiasi cosa accada nel mondo per trasformarla in una occasione di scontro fra destra e sinistra. L’ultima, immancabile polemica riguarda i fatti del Minnesota, dove è rimasto a terra morto un attivista che manifestava contro le azioni anti migranti dell’Ice dopo una colluttazione con gli agenti. «Altro che voler candidare Trump come premio Nobel. Giorgia Meloni cerchi di ridare all’Italia la dignità che merita e pronunci parole chiare di condanna rispetto alla barbarie di Minneapolis», tuona il Pd sui social.

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Ultimo delirio: Shakespeare era una donna, nera ed ebrea
Ansa
Uno studio con il sigillo della prestigiosa London School of Economics sostiene che il Bardo fosse una donna non bianca. Il tutto per contestare «il suprematismo».

Nel 1994, quando pubblicò quel capolavoro che è il Canone occidentale, il grande critico letterario Harold Bloom aveva perfettamente compreso che genere di peste avrebbe infettato la cultura europea e americana negli anni a venire. «Iniziai la mia carriera didattica oltre cinquant’anni fa», spiegava Bloom. «Oggi mi ritrovo circondato da professori di hip-hop, da cloni della teoria gallico-germanica, dagli ideologi del genere e di vari credi sessuali, da innumerevoli multiculturalisti, e mi rendo conto che la balcanizzazione degli studi letterari è irreversibile».

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Barbero il censore finisce censurato. A sinistra solita storia del bavaglio...
Alessandro Barbero (Ansa)
Oscurato il video del docente in cui spiegava le ragioni del suo No al referendum sulla giustizia. «Io oppresso», ma lo stesso professore aveva firmato per bandire Passaggio al bosco da una fiera libraria perché «fascista».

Ultimamente il professor Alessandro Barbero non ha grande fortuna con gli interventi politici. Sembra infatti che non appena apra bocca su un argomento che non sia la storia subito cali su di lui la mannaia della censura. L’ultimo caso riguarda un video, diventato virale, in cui lo storico esprime il suo sostegno alla causa del No al referendum. Il filmato ha avuto enorme circolazione, ma sul profilo Facebook a lui riconducibile è apparso questo messaggio allarmato: «Il video dove Barbero esprimeva le sue opinioni sul referendum sulla giustizia è stato censurato con la scusa del fact checking. Buon divertimento nei prossimi anni, cercate un riparo sicuro».

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