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Paragone: «Sinistra ipocrita sulla sicurezza»

Se un poliziotto spara a un delinquente finisce sotto inchiesta, ma se un magistrato distrugge la vita di un innocente non paga mai. Gianluigi Paragone a valanga contro il sistema giudiziario italiano.

Csm, dietro Gratteri tutte le correnti: è lo spot più efficace alla Riforma
Nicola Gratteri (Ansa)
Patto corporativo nell’organo di autogoverno dei magistrati. Lo stesso che perdona il giudice che ha insultato le colleghe.

La quasi totalità dei consiglieri togati (18 su 20) del Csm ha alzato gli scudi per provare a giustificare le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri sugli elettori del Sì («indagati, imputati, massoneria deviata…»). Una compattezza corporativa che ha messo d’accordo tutte le correnti, da quelle di sinistra alla conservatrice Magistratura indipendente (non ha firmato solo Bernadette Nicotra) e ha attirato gli strali dell’unico togato svincolato dai gruppi, Andrea Mirenda.

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L’ammucchiata del No ha perso ogni freno. Non solo dicono balle: si contraddicono pure
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Per Nicola Gratteri solo i ricchi potranno difendersi. La figlia di Walter Tobagi tira in ballo la P2. Mentre Luciano Violante si inventa la «Casta dei pm».

Più si avvicina la data del voto e più chi si oppone alla riforma della giustizia le spara grosse. Infatti, non passa giorno senza che dal fronte del No non si minaccino conseguenze catastrofiche se gli italiani il 22 e 23 marzo decideranno di dire Sì alle modifiche costituzionali volute dal ministro Carlo Nordio.

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I pro riforma: «Par condicio violata»
Nicolò Zanon (Imagoeconomica)
Nicolò Zanon, presidente del Comitato per il Sì, invia un esposto all’Agcom contro «Report». Intanto gli ultimi sondaggi provano a tirare la volata a chi si oppone al ddl Nordio.

Da quando un ordigno, l’ottobre scorso, esplose davanti all’abitazione del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci a Pomezia, distruggendo la sua auto e quella della figlia, per una ragione o per un’altra non si è più smesso di parlare di lui. Prima lo scontro con il Garante per la privacy, poi la lobby gay di Cerno e Giletti, i servizi segreti con Mancini e Renzi, la chat con Maria Rosaria Boccia.

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I giacobini del No vogliono nascondere lo scandalo del 2019 che travolse le toghe
(Imagoeconomica)
La riforma punta a depotenziare le correnti nell’Anm, i cui danni furono svelati sette anni fa. E che oggi tanti cercano di occultare.

E così il No starebbe recuperando. A credere a certi sondaggi ci sarebbe una specie di pareggio «tecnico», a patto di dare allo strano aggettivo «tecnico» un senso che non sia quello di mettere un po’ le mani avanti, magari perché al pareggio non ci crede nemmeno chi l’ha scritto. Secondo altri, e sono molti di più, il dislivello non accenna affatto a ridursi.

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