riforma giustizia

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Lo zar dell’antimafia eroe dei talebani del No
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Il procuratore, sotto scorta dal 1989, è diventato il paladino del M5s e dei sinistrati referendari. Eppure, risulta indigesto proprio a certe toghe rosse. Affetto da incontinenza mediatica, sa di poter dire la qualunque e lamentarsi poi di «frasi strumentalizzate».

Cognome e nome: Gratteri Nicola. Calabrese. Dal 2023 capo della Procura di Napoli, dopo aver retto quella di Catanzaro dal 2016.

Zar della guerra alla ’ndrangheta, che lo vuole morto, il che spiega perché viva sotto scorta dal 1989.

Oggi un eroe dei sinistrati referendari.

Addirittura un beniamino del M5s.

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Paragone: «Sinistra ipocrita sulla sicurezza»

Se un poliziotto spara a un delinquente finisce sotto inchiesta, ma se un magistrato distrugge la vita di un innocente non paga mai. Gianluigi Paragone a valanga contro il sistema giudiziario italiano.

Csm, dietro Gratteri tutte le correnti: è lo spot più efficace alla Riforma
Nicola Gratteri (Ansa)
Patto corporativo nell’organo di autogoverno dei magistrati. Lo stesso che perdona il giudice che ha insultato le colleghe.

La quasi totalità dei consiglieri togati (18 su 20) del Csm ha alzato gli scudi per provare a giustificare le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri sugli elettori del Sì («indagati, imputati, massoneria deviata…»). Una compattezza corporativa che ha messo d’accordo tutte le correnti, da quelle di sinistra alla conservatrice Magistratura indipendente (non ha firmato solo Bernadette Nicotra) e ha attirato gli strali dell’unico togato svincolato dai gruppi, Andrea Mirenda.

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L’ammucchiata del No ha perso ogni freno. Non solo dicono balle: si contraddicono pure
Nicola Gratteri (Imagoeconomica)
Per Nicola Gratteri solo i ricchi potranno difendersi. La figlia di Walter Tobagi tira in ballo la P2. Mentre Luciano Violante si inventa la «Casta dei pm».

Più si avvicina la data del voto e più chi si oppone alla riforma della giustizia le spara grosse. Infatti, non passa giorno senza che dal fronte del No non si minaccino conseguenze catastrofiche se gli italiani il 22 e 23 marzo decideranno di dire Sì alle modifiche costituzionali volute dal ministro Carlo Nordio.

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I pro riforma: «Par condicio violata»
Nicolò Zanon (Imagoeconomica)
Nicolò Zanon, presidente del Comitato per il Sì, invia un esposto all’Agcom contro «Report». Intanto gli ultimi sondaggi provano a tirare la volata a chi si oppone al ddl Nordio.

Da quando un ordigno, l’ottobre scorso, esplose davanti all’abitazione del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci a Pomezia, distruggendo la sua auto e quella della figlia, per una ragione o per un’altra non si è più smesso di parlare di lui. Prima lo scontro con il Garante per la privacy, poi la lobby gay di Cerno e Giletti, i servizi segreti con Mancini e Renzi, la chat con Maria Rosaria Boccia.

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