riforma giustizia

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Correntismo e gestione partitica: un cancro che la riforma spazza via
Ansa
Con la separazione delle carriere non si vuole attrarre la magistratura sotto il controllo di altri poteri statali. I due Consigli superiori previsti dal testo garantiranno il corretto svolgimento delle funzioni giurisdizionali.

Con l’approssimarsi della scadenza referendaria si assiste a un notevole accentuarsi della verve polemica da parte del fronte del No verso la riforma costituzionale propugnata dal presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e dal ministro ella Giustizia, Carlo Nordio, soprattutto nella parte in cui si sostiene che la separazione delle carriere giudiziarie altererebbe il ruolo assegnato dalla Costituzione al pm.

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Dimmi La Verità | Il magistrato Giuseppe Visone: «L'Anm sbaglia a schierarsi per il No»

Ecco #DimmiLaVerità del 3 febbraio 2025. Il pubblico ministero della Dda di Napoli Giuseppe Visone spiega perché l'Anm ha sbagliato a schierarsi per il No alla riforma della giustizia.

Saviano mi ricorda i giudici che scioperarono contro Giovanni Falcone
Roberto Saviano (Ansa)
Secondo lo scrittore, la riforma Nordio aiuterebbe i clan. Ma non dimostra come In realtà l’autonomia dei pm non verrebbe toccata. A fare paura è il sorteggio.

Ho letto con dispiacere le dichiarazioni del giornalista Roberto Saviano che si avventura in commenti e proposte di voto sulla riforma della giustizia. Non mi risultava, tranne qualche titolo onorario senza valore scientifico, che il dottor Saviano avesse compiuto studi giuridici e con che profitto. E infatti, interrogata la rete che tutto sa, mi ha risposto che «non risulta pubblicamente quale voto di laurea abbia ottenuto Roberto Saviano, quando si è laureato in Filosofia all’università degli studi di Napoli». Le biografie disponibili confermano semplicemente che si è laureato in filosofia, ma non riportano il voto finale del suo percorso di laurea.

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Si appigliano pure ai topi in tribunale per fomentare il No al doppio Csm
iStock
Unicost, associazione-partitino delle toghe, grida alla presenza di roditori nelle Aule di Roma per opporsi alla revisione istituzionale: «Con due Consigli superiori e l’Alta Corte si moltiplicano i costi. Un paradosso».

A Roma, in tribunale, ci sono i topi: lo rileva Unicost (Unità per la Costituzione), una delle associazioni-partitini della magistratura, dichiarando lo sconcerto per la «perdurante presenza di topi e relativi escrementi in alcuni locali del Tribunale penale di Roma» e che, poiché ci sono i topi in questi locali, è «paradossale» che si prospetti, attraverso una riforma costituzionale approvata dal Parlamento, l’istituzione di due Csm e dell’Alta Corte con un aggravio di spesa annua triplicato rispetto agli attuali costi di un unico Csm».

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Dividere chi accusa da chi giudica è una forma di rispetto per i cittadini
Toghe (Imagoeconomica)
La separazione delle carriere e il superamento delle correnti sono strumenti di trasparenza. Finora, le lotte tra fazioni delle toghe avevano condannato al precariato i magistrati onorari, sui quali pesa il 50% del lavoro.

Ho scelto di votare Sì alla riforma costituzionale della giustizia non per spirito di contrapposizione, ma per coerenza istituzionale. Chi, come me, ha attraversato più stagioni del processo - prima da avvocato, oggi da magistrato onorario che esercita le funzioni dell’accusa - avverte con particolare nettezza quando un sistema inizia a richiedere una correzione strutturale, non più rinviabile.

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